Gravina di Catania

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Gravina di Catania
comune
Gravina di Catania – Stemma Gravina di Catania – Bandiera
Gravina di Catania – Veduta
Chiesa madre dedicata a sant'Antonio di Padova
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoMassimiliano Giammusso (Liste civiche) dall'11/06/2018
Territorio
Coordinate37°34′N 15°04′E / 37.566667°N 15.066667°E37.566667; 15.066667 (Gravina di Catania)Coordinate: 37°34′N 15°04′E / 37.566667°N 15.066667°E37.566667; 15.066667 (Gravina di Catania)
Altitudine355 m s.l.m.
Superficie5,15 km²
Abitanti25 413[1] (31-10-2017)
Densità4 934,56 ab./km²
FrazioniCarrubbella, Fasano, Ràsula Alta, San Paolo
Comuni confinantiCatania, Mascalucia, Sant'Agata li Battiati, Tremestieri Etneo
Altre informazioni
Cod. postale95030
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087019
Cod. catastaleE156
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantigravinesi
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gravina di Catania
Gravina di Catania
Gravina di Catania – Mappa
Posizione del comune di Gravina di Catania nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale
Il parco comunale.

Gravina di Catania è un comune italiano di 25 413 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è situato alle pendici dell'Etna a circa 355 m s.l.m. e si trova appena fuori la città di Catania.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XVII secolo la località dove sorge l'odierna Gravina era denominata "Le Plache" o "Li Plachi". Sul finire del secolo tale località venne acquistata per successione ereditaria dal nobile feudatario Girolamo Gravina, che diede appunto il nome al paese, adottato ufficialmente nel 1669, e al quale solo nel 1862 venne aggiunto anche "di Catania" per distinguerlo dall'omonimo paese in provincia di Bari (Gravina in Puglia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

La Corona di Sicilia, con l'imperatore Carlo V, passa agli Asburgo di Spagna. Nell'anno 1644, sotto Filippo IV, Girolamo Gravina acquisisce il titolo di Principe Gravina; sempre lui, il 30 gennaio 1646, acquista infine, per concessione della Regia Corte, la Terra Demaniale di Placa insieme a quella di Galermo acquistata nel 1641 (detta poi San Giovanni di Galermo); in conseguenza della “compra” le terre vengono “infeudate in una al nuovo e unito impero”. Per questo motivo da quel momento la terra di Placa cambia nome in quello di Gravina.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Un incendio sviluppatosi nel 1936 nella sagrestia della Chiesa Madre di Gravina, distruggendo i documenti che vi erano conservati, ha reso difficile la ricostruzione storica delle origini dell'antica terra de "Li Plachi", o semplicemente “Plache” come nel passato era denominata la località dove sorge l'odierna Gravina di Catania. Anche se il ritrovamento di una lucerna paleocristiana può far affermare facilmente come già in età ellenistica e romana questa terra alle falde dell'Etna, fin troppo fertile perché Greci e Romani la lasciassero in abbandono, fosse abitata. Il ritrovamento di una parte della strenna (predica per le festività natalizie) del 1870, permette di acquisire notizie interessanti. Le incisioni di qualche sacro vaso d'argento che nella parrocchia si conservava prima di un avvenuto furto sacrilego, quale l'oliera battesimale, attestano l'impronta primitiva dello stemma originario del paesello ove, entro uno scudo rischiarato dal sole, si osserva dolcemente distendersi la larga pianura che fra le ubertose rocce presenta la gaia colombetta col ramoscello d'ulivo nel becco, simbolo di sincerità, di pace e di stabile abbondanza che assicurano il miglior bene della vita. Vi è poi incisa la parola "Plache", che è il significato rappresentativo della figura. Lo stemma originario di Plache era visibile in un cofanetto d'argento del XVII secolo, di cui si conserva una foto, che faceva parte del tesoro della Chiesa Madre. Il cofanetto ed altri oggetti preziosi, in seguito, furono rubati. Il significato dello stemma di Plache, nome derivante dal greco, si confaceva alla natura fertile del territorio, tipica dei suoli vulcanici, e la modesta altitudine rendeva il clima mite. La fertilità era esaltata dalla presenza dell'acqua che sgorgava copiosa nella fonte del Fasano o si poteva captare nelle falde freatiche poco profonde. Alla varietà della macchia mediterranea con ulivi, carrubi, querce, sorbi e bagolari, si univano le distese boschive.

L'influenza del vulcano[modifica | modifica wikitesto]

L'Etna vista dal parco comunale

Le contrade dell'antico insediamento rurale furono provate da violente eruzioni vulcaniche. La più antica, databile al 122 a.C., periodo in cui la Sicilia era sotto il dominio romano, si originò da alcuni conetti vulcanici ad Est del territorio del paese. La lava, che sgorgava copiosa, raggiunse e distrusse Catania e sempre da questi piccoli coni vulcanici, conosciuti come Monti Arsi, si originò nel 1381 un'altra colata lavica. Ma il 1669 è anche l'anno dell'eruzione etnea più tristemente famosa e devastante fra tutte le precedenti, sia per i fenomeni che la precedettero, sia per la sua durata e la gravità dei danni prodotti. Finita l'eruzione, il territorio continuò ad essere adibito principalmente a seminativi alberati, vigneti, oliveti, ficodindieti e boschi. La produzione tipica rimase quella del vino. Ginestra, ficodindia, mandorli e terebinto colonizzavano le zone laviche. Nella superficie agraria la coltura prevalente era la vite, ma nel 1700 e nel 1800 era notevole anche la produzione di grano, leguminose e foraggiere. Oggi la superficie forestale è scomparsa e negli anni sessanta si è verificata una ulteriore e costante diminuzione della superficie agraria complessiva per la crescente espansione della superficie destinata all'edilizia urbana, nonché per la costruzione di nuove strade che hanno fatto assumere l'attuale assetto urbanistico allungato su una strada che sale tra due imponenti rocce di origine vulcanica formatesi in antiche eruzioni. I motivi di questo primato affondano le radici negli anni 70-80 quando andò accelerandosi il flusso migratorio dei residenti catanesi verso la periferia alla ricerca di luoghi più vivibili, per avere un sollievo dal traffico. La vicinanza al capoluogo ha reso Gravina la meta preferita e, al tempo stesso, ha reso necessari interventi mirati a conferire al territorio strade e servizi più adeguati. Il disegno urbanistico del territorio che divide la città nei quartieri di Fasano, Centro e San Paolo, è impreziosito dalla Villa comunale, dalla Biblioteca e dall'impianto d'arredo del paese costituito da rigogliose piante ornamentali. Tra i monumenti di Gravina, riveste sicuramente una particolare importanza la Chiesa Madre, dedicata a Sant'Antonio di Padova in onore del quale, il 13 giugno di ogni anno, si svolge una suggestiva festa. Molto particolare è la Chiesa di San Paolo dell'omonima frazione, col suo caratteristico tetto a punta. Il parco comunale è piuttosto grande e composto da una ricca vegetazione inoltre ospita al suo interno un laghetto artificiale ed un capiente anfiteatro semicircolare all'aperto adatto per spettacoli o concerti. Quest'ultimo è stato intitolato alla memoria dell'attore Turi Ferro.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Al fine di rappresentare le epoche storiche derivanti dal nome della cittadina, il comune di Gravina di Catania, ispirandosi all'illustre casato omonimo, ha ottenuto con decreto del Presidente della Repubblica in data 03.12.2001, il riconoscimento dell'attuale stemma.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1930 a seguito dell'incarico ricevuto dall'allora podestà di Gravina, Giovanni Aiello, fu prodotta una relazione storica sulle origini basata sulla ricostruzione minuziosa ed originale di antichi simboli legati allo stemma Gravinese.

Egli così scriveva: “…. Che Il primo toponoma di Gravina fosse quello di Piakos lo attesta la più che millenaria tradizione vocale, della quale quella zona è chiamata li plachi, derivato volgare di piakos. L'esistenza nell'alta antichità di un abitato in vicinanza di Catania denominato Piakos è provato da una moneta di bronzo unica che è posseduta dal British Museum di Londra. I più reputati numismatici convengono nel riconoscervi un conio uscito alla fine del V secolo a.C. dalla zecca di Catania, poiché la giovane figura rappresentante un Dio fluviale è uguale a quella che appare nei conii contemporanei di Catania, rappresentanti il fiume Amenano. Attorno a quella bella figura sta la leggenda. I cittadini di piakos si servirono della zecca di Catania, perché questa città e quella di Gravina devono essere legati da stretti vincoli di interessi e di sangue. Piakos era un luogo di delizia per la caccia, per gli uliveti e per le acque, le quali corrono ancora sotto le lave di Gravina, a San Paolo, Fasano, Barriera, Licatia. fino al mare di Ognina. (Catania). Il luogo di piakos può essere identificato ad un km ad ovest dell'odierna Gravina nel fondo detto “ allegra ”. L'economia agricola di Gravina era dimostrata dalla presenza di palmenti, frantoi e mulini. Legata alla produzione vinicola era un'industria che dalle vinacce estraeva alcool etilico. Venivano praticati anche difficili mestieri come il pozzaro che, con tecniche allora rudimentali, scavavano pozzi per la ricerca dell'acqua. Al di sotto di alcune zone pietrose di Gravina, attraverso stretti cunicoli, si estraeva una particolare ghiaia rossa usata nell'edilizia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Gravina negli ultimi decenni ha visto aumentare notevolmente i propri abitanti, infatti a cavallo tra XX e XXI secolo si è popolata sempre più velocemente, arrivando ad avere la più alta densità abitativa dell'intera Sicilia. Il censimento generale del 2001 ha rilevato una densità abitativa di 5.425,2 abitanti per km², circa tre volte quella del capoluogo di provincia, indicato a 1.731[2]. Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Gravina oggi risente in modo particolare dell'influsso economico e sociale del capoluogo. Ogni giorno è attraversata da centinaia di migliaia di veicoli che dai paesi etnei si muovono verso Catania per varie motivazioni di lavoro, studio, ecc.

Il comune è collegato giornalmente al capoluogo etneo dal servizio bus della AST e ha inoltre due linee che collegano il paese da un capo all'altro. Di notevole importanza è lo svincolo sulla tangenziale di Catania.

La strada principale della cittadina è la via Etnea, che la attraversa da nord a sud. La via Antonio Gramsci, centro della città moderna, raccoglie il grosso della attività commerciale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune a partire dal 1987.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 dicembre 1987 18 giugno 1990 Nunzio Guardo Democrazia Cristiana Sindaco [4]
18 giugno 1990 7 dicembre 1990 Santo Spampinato Democrazia Cristiana Sindaco [4]
7 dicembre 1990 15 luglio 1992 Filippo Giuffrida Democrazia Cristiana Sindaco [4]
17 luglio 1992 27 giugno 1994 Giuseppe Ponzo Democrazia Cristiana Sindaco [4]
28 giugno 1994 8 giugno 1998 Fabrizio Giovanni Donzelli Sindaco [4]
8 giugno 1998 27 maggio 2003 Fabrizio Giovanni Donzelli Forza Italia Sindaco [4]
27 maggio 2003 1º luglio 2008 Gaetano Bonfiglio Movimento per le Autonomie, Forza Italia Sindaco [4]
1º luglio 2008 12 giugno 2013 Domenico Rapisarda centro-destra Sindaco [4]
12 giugno 2013 11 giugno 2018 Domenico Rapisarda centro-destra Sindaco [4]
11 giugno 2018 in carica Massimiliano Giammusso Liste civiche Sindaco [4]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Gravina di Catania fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Piana di Catania)[5].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gravina è dotata di diversi impianti sportivi tra cui lo stadio comunale "Giacomo Matteotti" dotato di tribuna coperta. Accanto allo stadio sorge la palestra comunale. La squadra di calcio del paese è il Gravina Calcio. La società ha vissuto il suo massimo momento di splendore negli anni 90 riuscendo a vincere il campionato di Eccellenza 1993/94 (davanti persino al Calcio Catania) e successivamente partecipando a tre campionati consecutivi di Serie D nelle stagioni 1994/95, 1995/96 e 1996/97. Il miglior piazzamento ottenuto in Serie D fu l'undicesimo posto conquistato nella stagione 1994/95 che valse la salvezza. In quegli anni furono epiche le vittorie della compagine gravinese ottenute contro il Calcio Catania all'epoca relegato nei campionati dilettantistici a seguito della radiazione subita nel 1993. Il calciatore più famoso che ha giocato nel Gravina Calcio è stato Maurizio Anastasi, il quale diversi anni dopo giocò in Serie B con la maglia del Calcio Catania.

Dopo diversi anni in cui mancava una squadra di calcio che rappresentasse il comune in ambito regionale e nazionale,nel 2018 è stato fondato l'F. C. Gravina che attualmente milita nel campionato di Terza Categoria Sicilia e disputa le sue gare casalinghe presso lo stadio "Giacomo Matteotti".

L'Associazione Calcio Femminile Gravina era la squadra calcistica femminile del paese nata nel 1976. Il presidente era Gianfranco Forza. Le biancorosse, che fino alla stagione 2003-04 giocavano a Gravina di Catania presso lo stadio comunale "Giacomo Matteotti" ma che poi si sono trasferite a Paternò, hanno alle spalle 12 campionati di serie A. Il miglior risultato è stato un doppio 6º posto ottenuto nel 1991-92 e nel 1992-93. L'ultima partecipazione alla massima divisione risale al 2001-02. La società si è sciolta nel 2006.

La squadra di Pallacanestro maschile è la Sport Club Gravina che attualmente milita in serie C.

L'ASD U.S.CO. Gravina è stata fondata nel 1978 ed è composta da diverse squadre di Pallavolo maschile e femminile iscritte ai campionati senior e giovanili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tavola relativa alla provincia di Catania del 14º Censimento generale della popolazione e delle abitazioni (2001).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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