Valguarnera (famiglia)

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Stemma della famiglia Valguarnera
Coa fam ITA valguarnera.jpg
Blasonatura
D'argento, a due fasce di rosso

I Valguarnera sono una famiglia siciliana di origine reale[1][2][3][4][5][6], discendente degli antichi re Goti[1][2][3][4][5][6].

Hanno come capostipite un Guarnero conte[7] di Empúries, discendente dai reali Goti, il quale fondò in Catalogna un feudo chiamato Valguarnera dal quale trasse il cognome[3][4][6].

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia fece due passaggi in Sicilia, il primo nel 1282 con un Simone capostipite dei baroni di Godrano, che conquistò l'isola africana di Gerba. Un Francesco fu capitano delle truppe di Ladislao I di Napoli. Il secondo passaggio fu fatto dai fratelli Simone e Vitale che accompagnarono Martino I di Sicilia da cui ottennero il primo il titolo a vita di castellano di Paternò ed il secondo della baronia di Assoro. Un Giovanni, strategoto di Messina, presidente di Sicilia, fu cameriere di Alfonso V d'Aragona e fu condottiero delle sue truppe in soccorso dell'allora fanciullo Ferdinando II d'Aragona. Un Giacomo fu vescovo di Malta. Un Giovanni, strategoto di Messina e conte, servì Carlo V d'Asburgo. Un altro Francesco fu vicario generale di Sicilia e pretore di Palermo. Un altro Francesco, cavaliere dell'Ordine di San Giacomo della Spada, capitano di galee, pretore di Palermo, cortigiano di Carlo II di Spagna, si distinse nella battaglia del 1676, durante la guerra d'Olanda, combattuta nello specchio di mare antistante Palermo. Un altro Giuseppe fu pretore di Palermo. Un Francesco Saverio, cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata, fu capitano delle guardie del corpo siciliane di Vittorio Amedeo II di Savoia e cortigiano di Carlo III di Spagna. Un Pietro fu capitano delle galee di Malta, generale e cortigiano di Carlo Emanuele III di Savoia.

La discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo dei principi di Valguarnera si estinse agli inizi del XIX secolo nella famiglia Alliata di Villafranca che ancora oggi mantiene la proprietà di Villa Valguarnera a Bagheria.

La famiglia eresse a propria residenza il monumentale Palazzo Valguarnera-Gangi, che deve invece il suo nome più comune al titolo di principe di Gangi portato dagli eredi dei Valguarnera: i Mantegna di Gangi, il cui stemma sormonta l'ingresso monumentale del palazzo in piazza croce dei vespri. Il loro motto è: "Mantegno la pace, mantegno la guerra" (Mantengo la pace, mantengo la guerra).[8]

Con il matrimonio di Stefanina Mantegna di Gangi con il Principe di San Vincenzo, il palazzo è pervenuto agli attuali proprietari, i signori Vanni Calvello, nella persona di Giuseppe Vanni Calvello di San Vincenzo. Seppure il titolo di Principe di Gangi non fu rinnovato agli eredi di Stefania Mantegna, dacché esso può considerarsi estinto, l'ultimo re d'Italia, Umberto II, anche in nome dell'amicizia che legava la famiglia reale con la famiglia Gangi, il 10 gennaio 1972 estese il titolo di Principe Vanni Mantegna di Gangi ai suoi ultrogeniti.[9]

Per quanto riguarda i discendenti del ramo dei principi di Niscemi, oggi unico superstite dei Valguarnera, esso è giunto sino ai nostri giorni ed è rappresentato dal principe Corrado Valguarnera di Niscemi e da sua cugina, S.A.S. la principessa di Russia Maria Immacolata, nata Valguarnera dei principi di Niscemi, moglie del principe Aleksandr Nikitič Romanov.

Storia tutta al femminile quella dei Niscemi che ha visto succedersi nelle ultime generazioni tutte donne di grande carattere e personalità: da Maria Favara, moglie del garibaldino Corrado Valguarnera, la quale cucì le prime bandiere tricolori della Palermo unita, a Caterina Tomasi di Lampedusa, sorella del principe astronomo e madre di Corrado Valguarnera, il "Tancredi" de Il Gattopardo.

Ma anche a cavallo fra i due secoli, le principesse Elisabetta Ruffo di Calabria Valguarnera e Beatrice Mantegna di Valguarnera-Gangi.Non ultime le tre sorelle Niscemi: Caterina Principessa Moncada di Paternò, Elisabetta Duchessa Parodi-Giusino di Belsito e Carolina Marchesa Santostefano della Cerda, madre del celebre artista-gioielliere Fulco di Verdura.

Unica figlia ed erede del Principe Corrado Valguarnera è Maria Carolina Valguarnera Jacquet (Roma, 1969), ultima a portare il nome dei principi di Niscemi.

Questo ramo della famiglia elesse a propria dimora la monumentale Villa Niscemi ai Colli, ceduta nel 1987 al comune di Palermo che oggi ne ha fatto sua sede di rappresentanza.[10]
Da segnalare anche il Palazzo Niscemi a Giardinello, che fu residenza estiva dei Valguarnera, nonché oggi centro storico del comune giardinellese.[11]

Complessivamente la famiglia possedette cinque principati, due marchesati, due contee, un ducato, oltre dodici baronie[12] ed oltre ventisette feudi[6].

Arma: D'argento, a due fasce di rosso[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica pagina 371 (TXT), Visconti & Huber, 1875.
    «Una delle più grandi ed illustri famiglie siciliane, che gli scrittori patri dicono derivare dai conti di Ampurias nella Catalogna, discendenti dai re Goti.
  2. ^ a b Filadefo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia volume III pagina 473, Arnaldo Forni.
    «Ebbe antico e real principio questa famiglia dai primi re Goti di Spagna, come testificano gli scrittori spagnoli, e più quelli di Catalogna; fra coloro più accortamente scrive Berengario de Aguil».
  3. ^ a b c Valguarnera, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 29 ottobre 2011.
    «Famiglia nobile che vanta origine nel 6° sec. dai re goti di Spagna e da Guarnero principe de Las Ampurias, fondatore della Casa Valguarnera)».
  4. ^ a b c Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia volume II pagina 191, G. de Angelis e figlio, 1875.
    «Ebbe origine da Guarnero conte di Ampurias, discendente dai re Goti, il quale edificò in Catalogna la terra di Valguarnera che diede i nomi ai suoi discendenti».
  5. ^ a b Francesco Maria Gaetani di Villabianca Emanulele, Della Sicilia nobile pagina 68, 1754.
    «Valguarnera, famiglia che pregiasi derivare da i re Goti e da i Conti di Ampurias nella Catalogna».
  6. ^ a b c d Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti volume III pagina 63, Direzione del giornale araldico, Pisa, 1886.
    «Di origine spagnola, ne fu capostipite un Guarnero conte di Ampurias discendente dai re Goti, il quale edificò la terra di Valguarnera in Catalogna, da cui trassero il cognome i suoi discendenti».
  7. ^ Secondo la maggioranza delle fonti era conte, altre fonti, tra le quali la già citata Enciclopedia Treccani, era principe
  8. ^ Dott. A. Mango di Casalgerardo - Nobiliario siciliano
  9. ^ Provvedimenti nobiliari di Umberto di Savoia Archiviato il 23 novembre 2013 in Internet Archive.
  10. ^ Villa Niscemi sul sito del comune
  11. ^ Palazzo Niscemi (Valguarnera) a Giardinello
  12. ^ a b Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Piazza, Architettura e nobiltà, L'Epos Editore, Palermo, 2005
  • Antonio Morreale,Famiglie feudali dell'età moderna. I Valguarnera, Sellerio, Palermo, 1995
  • Mango di Casalgerardo A., Il nobiliario di Sicilia, Palermo, 1915, voll. 2, passim;
  • San Martino de Spucches F., La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo, 1924, voll. 10, passim;
  • Ganci M., I grandi titoli del Regno di Sicilia, Palermo - Siracusa, 1988, 209;
  • Palizzolo Gravina V., Dizionario storico-araldico della Sicilia, II ed., Palermo, 1991, 227;
  • Libro d'oro della nobiltà italiana, Consulta Araldica, Roma, 2000
  • Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica, Visconti & Huber Editore, 1875
  • Filadelfo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia, vol. III, pp. 473-480, Arnaldo Forni Editore, ristampa anastatica, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]