Viagrande

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Viagrande
comune
Viagrande – Stemma
Viagrande – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoFrancesco Leonardi (lista civica) dal 12-6-2013 (2º mandato dal 13-6-2018)
Territorio
Coordinate37°37′N 15°06′E / 37.616667°N 15.1°E37.616667; 15.1
Altitudine410 m s.l.m.
Superficie10,09 km²
Abitanti8 670[1] (31-12-2021)
Densità859,27 ab./km²
FrazioniBlandano, Paternostro, Sanbuco
Comuni confinantiAci Bonaccorsi, Aci Sant'Antonio, San Giovanni la Punta, Trecastagni, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale95029
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087053
Cod. catastaleL828
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantiviagrandesi
Patronosan Mauro abate
Giorno festivo15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Viagrande
Viagrande
Viagrande – Mappa
Posizione del comune di Viagrande nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Viagrande (Varanni in siciliano) è un comune italiano di 8 670 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Viagrande si trova alle pendici dell'Etna, ad un'altezza media sul livello del mare di 410 metri. Il territorio comunale si estende da San Giovanni La Punta quasi fino all'inizio del centro abitato di Zafferana Etnea.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Viagrande.

Il clima è quello tipicamente pedemontano collinare etneo, meno piovoso della corrispondente fascia collinare del versante orientale, con estati secche e ventilate e inverni non particolarmente rigidi e piovosi. In ambito strettamente locale risulta molto gradevole il microclima estivo del quartiere di Viscalori, da sempre zona di villeggiatura viagrandese, anche se in parte ha perso negli ultimi anni tale connotazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria dell'Idria[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della chiesa madre con l'altare e la cameretta di San Mauro abate

La chiesa Madre è dedicata alla Madonna dell'Idria, anche se popolarmente viene chiamata "a Chiesa 'i Santu Mauru", in quanto le reliquie del santo sono custodite al suo interno. La parrocchia Santa Maria dell’Idria (o dell'Itria) situata di fronte alla piazza principale del paese, piazza San Mauro, fu edificata dopo il parziale crollo della Chiesa Madre, dovuto al sisma del 1639. La cupola, costruita su un tamburo ottagonale, risale al 1860. Il terremoto di Messina del 1908 danneggiò le strutture dell’edificio al punto che si dovette restaurarlo completamente. Tra il 1916 e il 1924 l'architetto Fichera progettò l’attuale campanile. La chiesa ha pianta a croce latina a tre navate e all'interno è decorata con stucchi contemporanei alla ricostruzione. Gli altari sono di gran pregio, soprattutto quelli della navata destra. La facciata, suddivisa da tre portali, in pietra lavica, contribuisce a creare i giochi di luce e di chiaroscuri, in contrasto con l’intonaco bianco, tipici di uno stile architettonico siciliano del XVIII secolo. Anche le grandi lesene, che partono dalle fondamenta e finiscono sotto la cornice, che si trovano ai lati dei portali e le finestre rotonde al di sopra dei portali laterali, hanno la stessa funzione. Sono da considerarsi un lascito della tradizione tardo rinascimentale, le colonne scanalate di ordine corinzio addossate al portale centrale lavorate “a calzetta”, che si rifanno alla chiesa di Sant'Agata, grande capolavoro del Vaccarini.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

La seconda parrocchia cittadina (per territorio parrocchiale) è dedicata a Santa Caterina d'Alessandria vergine e martire. La chiesa si trova nell'omonimo quartiere, su via Garibaldi, angolo via Vittorio Emanuele. In passato l’edificio si legava alle abitazioni vicine tramite l’elemento comune della pietra lavica. L’edificio attuale risale sicuramente al XVII secolo, anche se già nel 1633 esisteva già una chiesa dedicata a Santa Caterina. Il prospetto è piuttosto semplice ed è diviso in due ordini: il primo, ai cui lati ci sono due semplici lesene, ha al centro un portale architravato; il secondo, diviso dal primo da un frontespizio triangolare, è destinato alla cella campanaria ospitante ben sei campane, costituita da un alto basamento sul quale vi sono due monofore con arco a tutto sesto. In fondo si trova una cornice poco aggettante e un frontespizio triangolare. La parte laterale della chiesa è interrotta da un portale architravato e da finestre ad arco ribassato.

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Biagio

La terza parrocchia è quella della chiesa di Viscalori (in siciliano "u quatteri 'e viscalori"), dedicata a San Biagio . La chiesa, si trova nella piazza principale della frazione di Viscalori, sembra essere in armonia con l’architettura dei palazzi che la circondano. Fu eretta come collegiata nel 1831, tuttavia la struttura della chiesa lascia intendere che sia sorta al posto di una chiesa che aveva le stesse dimensioni. Probabilmente il terremoto del 1693 la danneggiò, fu provvisoriamente restaurata e fu edificata nel secolo successivo. Ha pianta ovoidale, con presbiterio absidato e si eleva su un’ampia scalinata. È suddivisa da tre fasce su piani diversi: a centro quattro paraste sostengono un architrave che si conclude in alto con un frontespizio triangolare privo di decorazioni. Nelle fasce laterali si possono notare una nicchia rettangolare, un frontespizio semicircolare e un motivo decorato ad anello. Lo spazio superiore ha una fascia su ciascun lato, un motivo decorativo a catenaria e un orologio. Al centro il prospetto ha un muro che ha una monofora circolare murata e una targa in marmo. La cella campanaria, costituita da tre monofore, viene divisa dal prospetto da una cornice poco sporgente.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Interessante il Palazzo Turrisi Grifeo di Partanna (via Garibaldi 57/59), recuperato dal progressivo degrado grazie all'acquisto da parte dell'Amministrazione Comunale intorno al 1980 e, dopo circa un trentennio, ai lavori realizzati dalla Protezione Civile. Dal 30 ottobre 2017, a seguito della temporanea chiusura per inagibilità dello storico municipio di Piazza San Mauro, il palazzo è stato destinato a sede degli uffici comunali del sindaco, del segretario comunale e dell'Area Affari Generali (Servizi Demografici, Segreteria, URP, Protocollo, Notifiche, CED, Servizi Cimiteriali).

Fra le numerose proprietà private di pregio esistenti nel territorio di Viagrande, spicca la settecentesca villa Manganelli Biscari (via Garibaldi 303), ristrutturata nella seconda metà dell'Ottocento come luogo di villeggiatura della famiglia Paternò, baroni di Manganelli e principi di Sperlinga.

Il Palazzo Mirone-Deodato, al centro del paese, in via Garibaldi ad angolo con la via Mirone, in stile liberty, fu realizzato da Francesco Fichera. Nel 2015 il palazzo è divenuto sede della "Fondazione dott. Alfio la Spina", con annesso un pregevole museo della medicina, ricco di testimonianze e strumenti di lavoro della tradizione medica del '900.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Viagrande ospita all'interno del suo territorio il monte Serra, antico cono vulcanico, il più basso dal livello del mare, noto anche per il suo omonimo parco naturale. Al suo interno è possibile visitare la casa delle farfalle e praticare sci durante tutto l'anno grazie alla presenza di una pista artificiale completa di un piccolo impianto di risalita e di illuminazione, lunga un centinaio di metri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

La popolazione residente nel trentennio tra il censimento del 1981 e quello del 2011 è quasi raddoppiata, passando da 4.807 a 8.155 abitanti, grazie al trasferimento di tanti cittadini dai paesi limitrofi ed in particolare dalla vicina Catania.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione più diffusa tra la popolazione di Viagrande è il cattolicesimo, e le parrocchie che sorgono nel suo territorio , fanno parte del XI Vicariato paesi zona del bosco dell'Arcidiocesi di Catania.

La cittadina ha come santo patrono San Mauro abate un culto molto sentito dalla popolazione viagrandese, il giorno festivo è il 15 gennaio.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Viagrande sono 217 e rappresentano il 2,5% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall'Albania con il 39,6% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dallo Sri Lanka (ex Ceylon) (12,0%) e dalla Romania (10,1%).

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Viagrande fa parte del comprensorio catanese anche se il suo centro abitato è pressoché attiguo a quello di Aci Sant'Antonio e Aci Bonaccorsi: per tal ragione, il dialetto parlato in loco presenta caratteristiche tanto del dialetto acese quanto di quello catanese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Viagrande può essere considerata, grazie anche alla posizione centrale nel comprensorio etneo ed alla recente "colonizzazione" residenziale, uno snodo discretamente importante per quanto di culturale si sviluppi nell'hinterland catanese. Dal punto di vista gastronomico, in particolare, il paese è sede di uno dei caffè storici più importanti della provincia: il Gran Caffè Urna. Il locale, fondato nel 1885 dal cavaliere del lavoro Lorenzo Urna, dopo esperienze lavorative maturate in Francia ed al servizio del Principe Manganelli, può essere considerato luogo di nascita della siciliana, calzone fritto farcito di tuma di pecora, acciughe ed olive nere (la cui paternità è però disputata da un'altra storica attività gastronomica di Zafferana Etnea). Sempre al Caffè Urna spetta la paternità di un'altra delizia viagrandese: lo schiumone, preparazione di pasticceria come riuscito ibrido tra la mousse ed il gelato.

Il comprensorio comunale, inoltre, rientra nei Disciplinari di Produzione di DOP quali la ciliegia dell'Etna e l'Olio Extravergine dell'Etna. Nel territorio di Viagrande ha sede anche la casa vinicola Benanti, produttrice tra gli altri di DOC Etna rosso ed Etna bianco, unica azienda in Sicilia a vinificare in purezza il vitigno autoctono "Minnella".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale di San Mauro abate[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Festa di san Mauro abate.

La festa di San Mauro Abate si celebra il 15 gennaio, con una ricca partecipazione popolare non solo da parte dei viagrandesi, ma anche degli abitanti dei paesi vicini e di tanti "turisti" provenienti da fuori provincia e perfino da altre regioni. In un misto di tradizione popolare, fede religiosa e passione per gli spettacolari fuochi d'artificio che vengono accesi in occasione dell'uscita e dell'ingresso della statua del santo e, soprattutto, la sera della vigilia, quando si confrontano i due cosiddetti partiti, che corrispondono alle due suddivisioni storiche del paese, al nord della piazza San Mauro, intorno all'omonimo quartiere, il partito "Scalateddi", a sud, intorno alla Chiesa di S. Caterina, il partito dei "Chiazzoti".

Altamente spettacolare e vero fulcro della festa, alle ore 13 in punto avviene l'uscita della statua del santo dalla chiesa, seguita sempre da una grande folla ed accompagnata da una assordante "moschetteria" e dai fuochi artificiali che proseguono per una buona mezz'ora. Dall'alto della Chiesa vengono lanciati palloncini colorati, garofani e foglietti di carta con scritto "Viva San Mauro" .

Da quel momento il fercolo attraversa in processione tutto il paese, passando dapprima per la chiesa di San Biagio, nel quartiere Viscalori. Il fercolo non rientrerà in Chiesa prima delle 22:00. La settimana successiva si tiene la cerimonia dell'Ottava, durante la quale la statua viene portata fuori dalla chiesa per un giro intorno alla piazza antistante, prima di essere richiusa nella sua "camaredda", fino alla festa dell'anno successivo.

Galleria d'immagini della festa[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune è formato dai centri abitati di Viagrande, Bottazzi, San Giovannello, Paternostro, Monterosso e dal nucleo abitato di Blandano, come individuati dal nuovo piano topografico approvato in occasione del censimento della popolazione dell'anno 2011.

Fanno parte integrante del centro abitato di Viagrande i seguenti quartieri storici riconosciuti dalla collettività, così come indicato nell'art. 4 del vigente statuto comunale: Viscalori, Velardi, Scalatelli, San Michele, Santa Caterina e Sciara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Viagrande fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[4].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale operano diverse associazioni sportive dilettantistiche relative a varie discipline: calcio a 11, calcio a 5, tiro con l'arco, pallavolo, ciclismo su strada.

La Squadra nel calcio a 5 è l'A.S.D Viagrande C5 e attualmente milita nella Serie C1 ed è ai play-off per il balzo di categoria

A.S.D Viagrande C5

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 14 marzo 2022. URL consultato il 14 marzo 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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