Fiumefreddo di Sicilia

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Fiumefreddo di Sicilia
comune
Fiumefreddo di Sicilia – Stemma
La spiaggia di Marina di Cottone
La spiaggia di Marina di Cottone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Marco Alosi (Fiumefreddo prima di tutto) dal 7/5/2012
Territorio
Coordinate 37°47′32″N 15°12′27″E / 37.792222°N 15.2075°E37.792222; 15.2075 (Fiumefreddo di Sicilia)Coordinate: 37°47′32″N 15°12′27″E / 37.792222°N 15.2075°E37.792222; 15.2075 (Fiumefreddo di Sicilia)
Altitudine 62 m s.l.m.
Superficie 12,16 km²
Abitanti 9 623 (01/01/2016)
Densità 791,37 ab./km²
Frazioni Borgo Valerio, Botteghelle, Castello, Civì, Diana, Feudogrande, Gona-Vignagrande, Ponte Borea, Liberto, Torrerossa
Comuni confinanti Calatabiano, Mascali, Piedimonte Etneo
Altre informazioni
Cod. postale 95013
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087016
Cod. catastale D623
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti fiumefreddesi
Patrono San Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiumefreddo di Sicilia
Fiumefreddo di Sicilia
Posizione del comune di Fiumefreddo di Sicilia nella città metropolitana di Catania
Posizione del comune di Fiumefreddo di Sicilia nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Fiumefreddo di Sicilia (Ciumifriddu in siciliano[1]) è un comune italiano di 9.623 abitanti[2] della Città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Fiumefreddo di Sicilia è situato alle pendici nord orientali dell'Etna lungo la Strada statale 114 Orientale Sicula, sulla costa jonica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini (XVIII secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Gravina che già possedevano Calatabiano e Piedimonte, acquistarono anche il feudo di Fiumefreddo e nel 1726 Ferdinando Francesco ne ottenne l'investitura, divenendo, oltre che Principe di Palagonia e Barone di Calatabiano, anche Barone di Fiumefreddo. In questa località sorgeva una torre cinquecentesca eretta per la sicurezza delle campagne circostanti e per la salvaguardia delle acque. È da questa torre che deriva il nome "Castello" della contrada; essa, secondo alcuni storici, fungeva da abitazione per i Baroni. Accanto alla torre (distrutta, in parte dal terremoto del 1693), sorgeva una Chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario; questo, forse, già a partire dai primi decenni del 1600. Accanto alla chiesa vi era un cimitero. Fu grazie alla generosità di Francesco Gravina Crujllas Principe di Palagonia e Barone di Fiumefreddo che il 29 marzo 1762 questa chiesetta fu donata ai fedeli con un Atto di ratipromissione stipulato dal notaio De Franco di Calatabiano con l'Arcivescovo di Messina; questo perché Fiumefreddo dipese dalla Diocesi di Messina fino al 1844 e dopo dalla Diocesi di Acireale. Nacque così intorno a questa Chiesa la prima Comunità Parrocchiale ed il primo nucleo abitato preludio della nuova cittadina.

I primi sviluppi (XIX secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1801 Fiumefreddo ottenne l'elezione a Comune e nel 1812 i Giurati vollero, così come era costume, un banco riservato a loro da dove poter assistere alle celebrazioni Sacre nella Chiesa Maria SS. del Rosario (diventata Matrice). Quando nel 1801 Fiumefreddo divenne Comune, venne scelto come Santo Patrono San Giuseppe. Sempre ai primi anni del 1800 è possibile far risalire la fondazione della "Confraternita di San Giuseppe" o della "Buona morte".

Gli anni dal 1908 al 1954[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del nostro secolo, agli altari già esistenti della Madonna del Rosario, di San Giuseppe e di Santa Lucia, la religiosità popolare ne volle aggiungere un altro dedicato alla Madonna della Catena. Durante il secondo conflitto mondiale, così come altri edifici di Fiumefreddo, anche la Chiesa di Castello subì danni irrimediabili, infatti l'abside con l'altare maggiore e la pregevole statua della Madonna del Rosario, caddero rovinosamente sotto gli incessanti bombardamenti dell'agosto del 1943. La statua della Madonna che noi oggi possiamo vedere nella Chiesa è stata restaurata successivamente; miracolosamente integro, dopo il bombardamento, è stato ritrovato, sotto le macerie della Chiesa, solo il Bambinello. Vista l'irrimediabilità dei danni e le crescenti esigenze della comunità si pensò di costruire una nuova e più grande Chiesa. Nel 1950 si passò alla demolizione della vecchia Chiesa e della Torre che ormai fungeva solo da torre campanaria. La statua della Madonna della Catena fu portata in casa del signor Pafumi Salvatore in via Chiesa, la Statua della Madonna del Rosario in casa del signor Caminiti Salvatore in via Marini, la statua di San Giuseppe in casa del signor Vecchio Alfio, il Cristo morto e l'Addolorata in casa del signor Cristina in via Ferrara. Grazie alla generosità di molti fedeli, si costruì un salone rustico dove poter, provvisoriamente, celebrare le funzioni religiose. Purtroppo, solo dopo circa venti anni passati tra: promesse, interruzioni dei lavori e con un progetto iniziale notevolmente modificato e mortificato, si poté procedere alla inaugurazione della nuova Chiesa che avvenne il 6 settembre 1969.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Fiumefreddo di Sicilia divenne comune autonomo nel 1801. Oggi è un importante centro di produzione e commercio di agrumi e di prodotti florovivaistici, la cui coltura interessa gran parte della superficie coltivata. Anche la piccola industria dà un discreto apporto economico alla cittadina, così come il turismo estivo (forte anche della Bandiera Blu assegnata al mare di Marina di Cottone, località balneare di Fiumefreddo). Negli anni sessanta -ottanta Fiumefreddo è stata destinazione di un forte flusso immigratorio dovuto alla presenza sul territorio delle cartiere SIACE (chiuse alla fine degli anni ottanta) e KEYES (la cui attività è cessata all'inizio degli anni 2000). Le spiagge comunali sono state premiate con la Bandiera Blu nel 1988, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011. Importante è anche la riserva del Fiume Fiumefreddo per la sua valenza naturalistica.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del comune

Nello stemma del comune di Fiumefreddo di Sicilia campeggia la Torre Rossa con una banda trasversale azzurra. La Torre Rossa, verosimilmente edificio funebre di età romana, è ancora parzialmente visibile nell'omonimo quartiere. I resti dell'edificio con il terreno circostante sono stati recentemente acquisiti dal Comune.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre (Matrice) Maria Santissima Immacolata: la sua costruzione ebbe inizio nel 1862, come attestano i registri della contabilità. Il primo vescovo di Acireale, mons. Gerlando Maria Genuardi, benedisse la chiesa il 27 luglio 1877, e con rogito notarile, venne assegnata in patrimonio alla cappellania curata di Fiumefreddo. In origine la chiesa era ad unica navata con il prospetto del campanile ad ovest. Successivamente le navate nord (la navata del battistero) e sud (la navata dell'Immacolata) furono costruite negli anni 1950-1960, 1940-1945.
Un affresco nella Chiesa Madre

La chiesa fu dedicata all'Immacolata per volere della cittadinanza, colpita dalle recenti apparizioni del 1858 a Lourdes. Inoltre la cittadinanza ha attribuito due miracoli (accaduti a Fiumefreddo) all'Immacolata: il ritrovamento dell'acqua e il salvataggio degli operai grazie all'intervento della Vergine Santissima a cui Luigi de Maria si era affidato. Inoltre nel 1977 mons. Ignazio Cannavò (arcivescovo-vescovo di Messina e illustre concittadino di Fiumefreddo) benedisse il nuovo campanile alto 36 metri. Un importante avvenimento è accaduto nel 1977 quando la statua dell'Immacolata in marmo (copia dell'originale in legno conservata nella navata sud) venne collocata sulla cima del campanile. La chiesa come abbiamo detto è a tre navate, la parte presbiterale è in stile classico con l'ambone, antico fregio di portale di Siracusa, e l'altare in pietra lavica con elementi in foglie di acanto. Si può notare anche un pulpito in legno con scene evangeliche. La navata dell'Immacolata è decorata da affreschi di Primo Panciroli con la nicchia in oro dove è venerata la protettrice di Fiumefreddo. Sotto la nicchia è visibile un altare in marmo bianco di Carrara che sorregge il tabernacolo circondato da 4 colombe in bronzo. La statua dell'Immacolata è un gioiello di arte siciliana. Scolpita in un unico tronco (pioppo siciliano) dall'artista Antonio Saccà fu dontata nel 1880. La statua è abbellita da una corona in argento dorato, da un rosario in oro e diamanti e da una stella che indica i 5 misteri della luce benedetta da Sua Santità Giovanni Paolo II, e collocata nelle mani della vergine dal nunzio apostolico in Italia mon. Paolo Romeo. La vergine è collocata durante la processione estiva sul fercolo di Sant' Antonio.

  • L'antica statua della Madonna del Rosario e la Chiesa a Lei dedicata
    L'antica chiesa Maria SS.del Rosario di Castello
    La tradizionale festa in onore di Maria SS. della Catena
    Chiesa Maria Santissima Del Rosario, eretta a partire dal XVIII secolo. La famiglia Gravina che già possedeva Calatabiano e Piedimonte, acquistò anche il feudo di Fiumefreddo e nel 1726 Ferdinando Francesco ne ottenne l'investitura, divenendo, oltre che Principe di Palagonia e Barone di Calatabiano, anche Barone di Fiumefreddo. In questa località sorgeva una torre cinquecentesca eretta per la sicurezza delle campagne circostanti e per la salvaguardia delle acque. Da questa torre deriva il nome "Castello" della contrada; essa, secondo alcuni storici, fungeva da abitazione per i Baroni. Accanto alla torre (distrutta, in parte dal terremoto del 1693), sorgeva una chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario; questo, forse, già a partire dai primi decenni del Seicento. Accanto alla chiesa vi era un cimitero. Fu grazie alla generosità di Francesco Gravina Crujllas, Principe di Palagonia e Barone di Fiumefreddo, che il 29 marzo 1762 questa chiesetta fu donata ai fedeli con un Atto di ratipromissione stipulato dal notaio De Franco di Calatabiano con l'Arcivescovo di Messina; questo perché Fiumefreddo dipese dalla Diocesi di Messina fino al 1844 e dopo dalla Diocesi di Acireale. Nacque così intorno a questa chiesa la prima Comunità Parrocchiale ed il primo nucleo abitato, preludio della nuova cittadina. Nel 1801 Fiumefreddo ottenne l'elezione a Comune e nel 1812 i Giurati vollero, così come era costume, un banco riservato a loro da dove poter assistere alle celebrazioni sacre nella Chiesa Maria SS. del Rosario (diventata Matrice). Quando nel 1801 Fiumefreddo divenne Comune, venne scelto come Santo Patrono San Giuseppe. Sempre ai primi anni dell'Ottocento è possibile far risalire la fondazione della "Confraternita di San Giuseppe" o della "Buona morte". Agli inizi del nostro secolo, agli altari già esistenti della Madonna del Rosario, di San Giuseppe e di Santa Lucia, la religiosità popolare ne volle aggiungere un altro dedicato alla Madonna della Catena. Durante il secondo conflitto mondiale, così come altri edifici di Fiumefreddo, anche la Chiesa di Castello subì danni irrimediabili: infatti, l'abside con l'altare maggiore e la pregevole statua della Madonna del Rosario caddero rovinosamente sotto gli incessanti bombardamenti dell'agosto del 1943. La statua della Madonna che noi oggi possiamo vedere nella Chiesa è stata restaurata successivamente; miracolosamente integro, dopo il bombardamento, è stato ritrovato, sotto le macerie della Chiesa, solo il Bambinello. Vista l'irrimediabilità dei danni e le crescenti esigenze della comunità, si pensò di costruire una nuova e più grande Chiesa. Nel 1950 si passò alla demolizione della vecchia Chiesa e della Torre che ormai fungeva solo da torre campanaria. La statua della Madonna della Catena fu portata in casa del signor Pafumi Salvatore in via Chiesa, la Statua della Madonna del Rosario in casa del signor Caminiti Salvatore in via Marina, la statua di San Giuseppe in casa del signor Vecchio Alfio, il Cristo morto e l'Addolorata in casa del signor Cristina in via Ferrara. Grazie alla generosità di molti fedeli, si costruì un salone rustico dove poter, provvisoriamente, celebrare le funzioni religiose. Purtroppo, solo dopo circa venti anni passati tra: promesse, interruzioni dei lavori e con un progetto iniziale notevolmente modificato e mortificato, si poté procedere alla inaugurazione della nuova Chiesa che avvenne il 6 settembre 1969. Le sole cose rimaste alla Chiesa erano le quattro Statue conservate nelle case dei privati. Di particolare importanza è l'annuale festa in onore di Maria SS. della Catena, la prima domenica di settembre, che richiama gente proveniente da tutti i paesi limitrofi.

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello degli schiavi: situato sulla via Marina, anticamente via Mulinelli, che da Fiumefreddo di Sicilia conduce verso Marina di Cottone, il castello è un'espressione del barocco rurale siciliano del '700. Attualmente utilizzato come location esclusiva per eventi e matrimoni, divenne famoso in tutto il mondo per essere stato utilizzato più volte come set cinematografico. Nel 1968 Pier Paolo Pasolini vi girò alcune parti de L'orgia, ma raggiunse la fama mondiale grazie a Francis Ford Coppola che lo preferì per l'ambientazione delle scene principali dei primi due episodi della saga Il Padrino.
    Conosciuto in dialetto anche come Casteddu di schiavi, deve il suo nome ad un'antica leggenda settecentesca. Si narra, infatti, che circa due secoli fa, un abile medico palermitano di nome Gaetano Palmieri, salvò da una gravissima malattia il figlio del Principe di Palagonia, il Gravina-Crujllas, e che questi, grato, gli donò un appezzamento del suo feudo situato vicino al fiume Fiumefreddo. Il medico allora decise di costruirvi una villa fortificata per soggiornarvi durante l'anno. Questa scelta fu molto gradita alla moglie Rosalia, interessata a stabilirsi in quel luogo perché amante di un certo Nello Corvaja da Taormina. Quando un giorno dei pirati turchi sbarcarono lungo la costa e saccheggiarono la villa, il Corvaja, che dall'alto di Taormina aveva assistito allo sbarco, insieme ad altri uomini armati, riuscì ad impedire che i due coniugi Palmieri venissero catturati e scacciò i pirati. Per ringraziare il Padre Eterno fu eretta una chiesetta, accanto al castello, dedicata alla Madonna della Sacra Lettera, e fu costruita la loggia nella quale vennero poste le due statue di turchi, che sembrano guardare ansiosi verso il mare, come in attesa di essere liberati dai loro compagni. Proprio grazie a queste due statue, il Castello è stato soprannominato "degli Schiavi".[3]
    Castello degli schiavi

All'ingresso del castello vi è un cancello di ferro, sopra un arco di pietra lavica chiuso da un mascherone dal viso arrabbiato, sormontato da una conchiglia consueta nel barocco catanese migliore di quel periodo. Appena entrati si viene subito colpiti dalla loggia presente nella sommità del castello, dalla quale il padrone delle terre poteva controllare le lavorazioni nei campi. Essa è alta 3 metri e larga 4,5 x 3 metri. Dalle aperture di questa loggia si affacciano le statue dei due mori messe lì in epoca indefinita. L'interno del castello è costituito dalle otto stanze occupate dagli ultimi discendenti dei baroni di Santa Lucia, in cui è possibile ammirare libri di pregio, quadri antichi, stemmi delle diverse casate del feudo, mobili antichi. Nella parte inferiore è presente lo scantinato per la conservazione di cibi e vini.

  • Torre rossa: edificio funebre di età romana che si erge in un agrumeto a ridosso della SS 120. La costruzione, seppur compromessa nei secoli dall'azione degli agenti atmosferisci, ha forma di un parallelepipedo ed è realizzata interamente in mattoni di terracotta, da qui ne deriva la denominazione "rossa". Il tipo e la struttura del mausoleo, configurano un modello di cui non si conoscono eguali nella regione, anche se documenta in tutto l'Impero, dall'Italia, alla penisola iberica, all'Africa settentrionale e al Medio Oriente. La tecnica di costruzione, che si trova ampiamente diffusa nella zona nord-orientale dell'Isola tra il II e il III secolo (vedi a Taormina il Teatro antico, l'Odeon e la cosiddetta Naumachia, a Centuripe il grande ninfeo di “moda anatolica”, a Catania il relativo impiego del laterizio in alcuni edifici pubblici) si propone quale elemento che permette di datare la torre funeraria alla fine del II secolo d.C.
    Dipinto raffigurante la torre rossa
    Delle origini e delle vicende della Torre Rossa, già poco familiare agli stessi ambienti scientifici, non si hanno documenti significativi. Per alcuni studiosi sarebbe da ritenere quella menzionata nel documento di età normanna relativo alla concessione all'abate Ansgerio della “vicina” chiesa di S. Giovanni da parte del vescovo Giacomo Mannuges (20 maggio 1103), documento confermato dal vescovo Roberto di Messina nel 1106. Non è comunque certo che si tratti della torre, anche per la testimonianza di altri scrittori, i quali per l'antica chiesa del Santo Precursore indicano un diverso sito. In età feudale se ne riscontra soltanto il riferimento toponomastico; Torrerossa costituisce la denominazione di un feudo e di un piccolo nucleo abitato, variamente concessi ai diversi casati nobiliari insieme ad altri possedimenti. Solo nel XVIII secolo si ha espressa menzione dell'edificio; Anton Giulio Filoteo degli Omodei la ricorda riferendo del “Fiume di Catanzaro, ovvero di Torrerossa per un'antica torre di mattoni, che vi è, ma rovinata”. Jean Houel che trovandosi a Fiumefreddo nel suo secondo viaggio nell'Isola (1776-79) per misurare l'altezza dell'Etna, visitò il monumento, rilevandolo e restituendogli una notevole “veduta prospettiva”, accompagnata da una ricca descrizione e personali considerazioni che si offrono quale preziosa, insostituibile testimonianza. Certo di trovarsi “nel luogo che fu altrimenti occupato dall'antica Naxos” egli ebbe modo di vedere intorno resti di edifici, muri, acquedotti e tombe sparse nella campagna “simili a piccole case voltate”. Tra queste, disegnò unicamente la Torre Rossa "perché la struttura singolare mi è parsa meritare questa attenzione".[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2011 la popolazione straniera era di 356 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Fiumefreddo di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Fiumefreddo di Sicilia è servita da uno svincolo dell'autostrada A18 Messina-Catania ed è attraversata dalla strada statale 114 Orientale Sicula in direzione nord-sud ed è caposaldo della strada statale 120 dell'Etna e delle Madonie.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Fiumefreddo di Sicilia.

Nel territorio comunale di Fiumefreddo di Sicilia è presente una stazione ferroviaria.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai treni locali, regionali e diretti, che fermano nella omonima stazione Fiumefreddo è collegata da servizi bus con i comuni limitrofi e con i capoluoghi di provincia Catania e Messina. Nel periodo estivo vengono istituiti dei servizi-navetta verso la località balneare di Marina di Cottone. Dista 37 chilometri da Catania e 53 da Messina.

Fiumefreddo è anche provvista di una breve pista ciclabile in sede separata della lunghezza complessiva di circa 750 metri per separare fisicamente il traffico delle automobili e centauri da quello delle biciclette.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci eletti dal consiglio comunale (1946-1993)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 febbraio 1946 16 settembre 1948 Fichera Sindaco
1951 23 novembre 1960 Felice Carmelo Maimone Sindaco
23 novembre 1960 17 novembre 1961 Dott. Antonino Belfiore Sindaco 1ª volta
17 novembre 1961 9 dicembre 1964 Dott. Domenico Miano Sindaco 1ª volta
9 dicembre 1964 4 luglio 1970 Dott. Antonino Belfiore Sindaco 2ª volta
4 luglio 1970 25 gennaio 1973 Salvatore Zagami Sindaco
25 gennaio 1973 28 febbraio 1974 Giuseppe Fiume Sindaco
28 febbraio 1974 13 settembre 1975 Angelo Leonardi Sindaco 1ª volta
13 settembre 1975 19 dicembre 1975 Dott. Carlo Emanuele Giannetto Sindaco
19 dicembre 1975 23 febbraio 1977 Rosario Sorbello Sindaco
23 febbraio 1977 27 giugno 1980 Angelo Leonardi Sindaco 2ª volta
27 giugno 1980 5 agosto 1982 Prof. Sebastiano Valastro Sindaco 1ª volta
5 agosto 1982 21 novembre 1983 Antonino Aloisi Sindaco
21 novembre 1983 26 luglio 1985 Salvatore Sgroi Sindaco
26 luglio 1985 3 giugno 1987 Prof. Sebastiano Valastro Sindaco 2ª volta
3 giugno 1987 6 luglio 1987 Mariano Lo Giudice Sindaco 1ª volta
6 luglio 1987 3 marzo 1988 Carmelo Famà Sindaco
3 marzo 1988 28 dicembre 1988 Mariano Lo Giudice Sindaco 2ª volta
28 dicembre 1988 13 luglio 1990 Dott. Giuseppe Forzisi Sindaco
13 luglio 1990 18 ottobre 1991 Giuseppe Patanè Sindaco 1ª volta
18 ottobre 1991 25 novembre 1992 Dott. Domenico Miano Sindaco 2ª volta
25 novembre 1992 5 dicembre 1993 Giuseppe Patanè Sindaco 2ª volta

Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 dicembre 1993 29 maggio 2002 Prof.ssa Marinella Fiume Cen. Sin. Sindaco
29 maggio 2002 9 maggio 2012 Sebastiano Nucifora Cen. Des. Sindaco
9 maggio 2012 in carica Dott. Marco Alosi Cen. Des. Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Fiumefreddo di Sicilia fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[6].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Fiumefreddo ha un discreto trascorso a livello regionale, la principale squadra è stata l'Unione Fiumefreddo, società calcistica nata nel 1970 che ha vinto il campionato di Promozione nel 2005/2006 (dove giunge fino alla finale della coppa di categoria perdendo poi 2-1 contro il Terrasini), nella stagione 2006/2007 partecipa al campionato di Eccellenza piazzandosi al 7º posto (miglior risultato in assoluto per il calcio fiumefreddese), prima di veder ceduto il titolo sportivo all'Aci Sant'Antonio. Da ricordare è, nella stagione 2011/2012, il record della Fiumefreddese F.C., capace di vincere 26 partite consecutive e stabilire così un primato a livello continentale. Attualmente il calcio è praticato da una sola società, il Fiumefreddo 2008 che partecipa al torneo UISP. È presente anche una società di calcio a 5, il Real Fiumefreddo che partecipa al campionato provinciale di Serie D.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente è attiva una sola società, la Bruno Euronics Papiro Volley fondata nel 2009 e militante dalla stagione 2014/2015 nel campionato nazionale di serie B2, prima società sportiva fiumefreddese a raggiungere tale livello professionistico. Al contempo la squadra femminile partecipa invece al campionato regionale di serie D. In passato sono state attive anche due società "al femminile", la Virtus Fiumefreddo e la Torrerossa, che nel campionato 2009/2010 raggiunge il massimo traguardo per il volley femminile fiumefreddese partecipando al torneo di serie D e giungendo al 7º posto.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

web|url=http://www.basketfiumefreddo.net web|url=http://www.facebook.com/libertasfiumefreddo

La nascita della Pallacanestro nella comunità di Fiumefreddo risale alla fine degli anni 80, quando un gruppo di cittadini appassionati diedero vita ad una piccola società sportiva ( Amatori Basket )che si ricorda per una splendida e brillante serie C Femminile. Nel 1989, con l'intento di rafforzare sempre più la cultura della palla a spicchi in loco, nasce la Libertas Fiumefreddo ( Salvatore Crimi Presidente) società che riesce subito a dar vita ad un settore giovanile.I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Finale Nazionale Libertas (Montefiscone), vittoria Campionato Promozione Maschile 1995/1996, terzo piazzamento nel campionato di serie D nel 1996/97. Dopo diverse problematiche a livello societario ed un lungo letargo a livello giovanile, la società riesce a restare in vita grazie alla tenacia di Giuseppe Trimarchi, storico dirigente che col suo impegno ha permesso a tanti alunni di continuare in modo amatoriale la pratica della Pallacanestro. Nell'estate del 2013 Giovanni Spinella (ex giocatore Libertas nonché consigliere Provinciale Fip),diventa il nuovo Presidente coadiuvato dalla passione di ex giocatori/giocatrici che hanno vestito la maglia Bianco/Verde. Sempre nell'estate 2013 per la prima volta la Libertas diventa ufficialmente centro MiniBasket riconosciuto a livello federale con all'attivo circa 70 atleti (aquilotti-under17-Promozione Maschile).Nella stagione 2013/2014 la Libertas si classifica seconda nel campionato Promozione Maschile, perdendo in finale gara 3 contro la Fortitudo Palagonia. Il primo successo per la compagine bianco/verde arriva durante la stagione 2015/2016 nel campionato esordienti ( 14 vittorie e zero sconfitte). Per questa vittoria e per l'impegno nel sociale ( aver organizzato il primo contest creativo coinvolgendo 500 alunni delle scuole primarie), il 07/08/2016 la Libertas riceve il Premio Papiro da parte dell'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Marco Alosi.

Associazioni Sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Papiro Volley Fiumefreddo, pallavolo maschile (serie B2), femminile (Serie D)
  • GS Libertas Fiumefreddo, Basket / MiniBasket
  • Fiumefreddo 2008, UISP
  • Real Fiumefreddo, Calcio a 5 serie D
  • Tennis Club Fiumefreddo
  • Team Sporting Liu-bo
  • Racing Karting Club Fiumefreddo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 275.
  2. ^ Dato Istat al 31/01/2011, demo.istat.it. URL consultato l'8 luglio 2011.
  3. ^ Infomedia Web Agency 2009 - Turismo Telematico -, Castello Degli Schiavi - Sicilia - Fiumefreddo Di Sicilia - icastelli.it - il Portale Ufficiale dei Castelli e Torri d'Italia, su www.icastelli.it. URL consultato il 23 aprile 2016.
  4. ^ Torre Rossa | Comune di Fiumefreddo di Sicilia, su www.comune.fiumefreddodisicilia.ct.gov.it. URL consultato il 23 aprile 2016.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN129203757
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