Castiglione di Sicilia

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Castiglione di Sicilia
comune
Castiglione di Sicilia – Stemma Castiglione di Sicilia – Bandiera
Panorama di Castiglione di Sicilia
Panorama di Castiglione di Sicilia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Salvatore Barbagallo (indipendente) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 37°52′58″N 15°07′21″E / 37.882778°N 15.1225°E37.882778; 15.1225 (Castiglione di Sicilia)Coordinate: 37°52′58″N 15°07′21″E / 37.882778°N 15.1225°E37.882778; 15.1225 (Castiglione di Sicilia)
Altitudine 621 m s.l.m.
Superficie 118,9 km²
Abitanti 3 259[1] (28-2-2015)
Densità 27,41 ab./km²
Frazioni Castrorao, Gravà, Mitogio, Passopisciaro, Rovittello, Solicchiata, Verzella
Comuni confinanti Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Francavilla di Sicilia (ME), Gaggi (ME), Graniti (ME), Linguaglossa, Maletto, Malvagna (ME), Mojo Alcantara (ME), Motta Camastra (ME), Nicolosi, Piedimonte Etneo, Randazzo, Roccella Valdemone (ME), Sant'Alfio, Taormina (ME), Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95012
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087014
Cod. catastale C297
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castiglionesi
Patrono Madonna della Catena
Giorno festivo Prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castiglione di Sicilia
Castiglione di Sicilia
Posizione del comune di Castiglione di Sicilia nella città metropolitana di Catania
Posizione del comune di Castiglione di Sicilia nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Castiglione di Sicilia (Castigghiuni in siciliano) è un comune italiano di 3 259 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia, il territorio del comune di Castiglione di Sicilia è stato dichiarato di "notevole importanza pubblica"- d.r. 21 giugno 1994.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Castiglione è ubicato su di una collina situata sul versante nord dell'Etna, nel bel mezzo della Valle che il fiume Alcantara solca tra Randazzo e Taormina; è uno dei comuni del Parco dell'Etna e del Parco fluviale dell'Alcantara. Dista 50 km da Catania e 60 km da Messina. Altre aree protette sono parte del territorio comunale: Pineta di Linguaglossa, Dammusi, Fascia Altomontana Etna, Contrada Sorbera e Contrada Gibiotti.

  • Mappa, castiglionedisicilia.altervista.org.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla preistoria all'Impero Romano[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'arrivo dei greci, giunti in Sicilia nel 750 a.c. per fondare Naxos, l'intera isola era abitata da popoli che gli storici chiamano Siculi o Sicani. Questi avevano una civiltà progredita, vivevano in villaggi, conoscevano la ceramica, veneravano e seppellivano i cadaveri. Alcuni scavi archeologici in contrada San Nicola nei pressi del fiume Alcantara, come numerosi altri sporadici rinvenimenti, tra cui tombe, palmenti, fortini… dimostrano che l'intera valle era densamente popolata nel neolitico e soprattutto nell'età del bronzo. Molte grotte scavate nell'arenaria erano adibite ad abitazione o a tomba, come quelle di contrada Pietra Pizzicata, dove è ancora visibile un villaggio preistorico degli antichi castiglionesi che dovettero spostarsi sul colle dell'odierno paese minacciati da altri popoli, e fondarono un nuovo villaggio.

Nel 710 a.C. i Greci risalirono il fiume Akesine e si accamparono in contrada Tirone. Dopo arrivarono nel villaggio dei Castiglionesi, che occuparono come fortezza. Verso il 705 a.C. partirono per Randazzo. In epoca romana la città è stata occupata ai piedi del colle come accampamento e dopo fu occupata dai Greci-Bizantini e dagli Arabi che allevarono i coccodrilli nel fiume Akesine.

Età medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Ruggiero di Lauria

Castel Leone arrivò al suo massimo splendore dopo la cacciata degli Arabi da parte dei Normanni e furono edificate le mura e il Cannizzo, una torre di vedetta situata all'estremità della città. Nel 1233 fu nominata da Federico II "Città Animosa", e usò il castello come residenza estiva. Nel 1282 con i Vespri Siciliani Castel Leone passò all'ammiraglio Ruggero di Lauria che appoggiava Pietro d'Aragona, ma fu passato a Giacomo d'Aragona. Nel 1297 Federico III d'Aragona venne di persona a porvi l'assedio da Francavilla a sud e da contrada Sciambro a nord-ovest. Dopo un po' gli assediati si arresero e Federico entrò trionfante dalla porta del Re. Dopo due anni Ruggero si impossessò di nuovo della città ma per poco tempo perché Federico mentre andava a Randazzo venne a sapere che la rocca era indifesa e allora assediò le mura dalla piana di Cerro e le conquistò, ma con la declina potenza del Lauria decadde l'importanza di Castel Leone. Venne assegnato come feudo a Giovanni, duca di Randazzo, e venne ribattezzata Castiglione.

Dal 1600 al 1900[modifica | modifica wikitesto]

La città fu teatro di numerose carestie e nel 1636 si fondò il Peculio, un'istituzione che permetteva di comprare il frumento che sarebbe stato venduto nei momenti di crisi. Sono nati anche diversi ordini monastici come gli Agostiniani che fondarono il monastero nell'alto Mille, i Carmelitani che costruirono l'odierno oratorio, i Cassinesi, la cui abbazia si trovava vicino alla chiesa di San Nicola e le Benedettine che gestivano un orfanotrofio.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Castiglione versò sangue durante la prima guerra mondiale, ma ancora di più nella seconda, dove un reparto tedesco con un cingolato uccise 16 civili e saccheggiò molte abitazioni. Il presidente della Repubblica nel 2002 ha conferito una medaglia di bronzo al merito civile, poiché è stata la prima città italiana ad essere stata occupata brutalmente dai tedeschi in fuga dagli alleati appena sbarcati in Sicilia[senza fonte]. Tra le vittime ricordiamo: Francesco Cannavò, Giuseppe Carcipolo, Antonino Calano, Nunzio Costanzo, Giovanni Grifò, Giovanni Damico, Francesco Di Francesco, Salvatore Di Francesco, Giuseppe Ferlito, Vincenzo Nastasi, Salvatore Portale, Santo Purello, Giuseppe Rinaudo, Carmelo Rosano, Giuseppe Seminara. Negli anni ottanta è scattato un periodo di sviluppo nel paese, ed è nato un evento importante chiamato Akesineide, che ha portato diverse autorità importanti nel paese facendolo conoscere a livello internazionale, ma è durato fino al 1987. Dopo tale data il paese ha avuto un periodo di declino che ancora oggi persiste.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale fu teatro di una feroce rappresaglia tedesca che provocò la morte di sedici civili ed il saccheggio di numerose abitazioni.»
— Castiglione di Sicilia (CT), 12 agosto 1943

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • U Cannizzu[2] è dislocato proprio in uno dei siti più incantevoli del paese, coronato dalle grotte sottostanti e dal borgo dietro di esso. La torre è fatta di arenaria ed è leggermente più larga alla base ed è alta circa sei metri per un diametro di tre. La sua origine risale tra il XII e il XIV secolo e si trovava fuori le mura di cinta della città e fu la prima roccaforte ad essere espugnata da Federico III re di Sicilia, quando nel 1301 riconquistò il feudo, togliendolo a Ruggiero di Lauria. Essa, molto probabilmente, faceva parte di una fortificazione più complessa, detta Cittadella, ed era sicuramente un posto vedetta. Da quella posizione si domina, infatti, l'intera alta valle dell'Alcantara. Il destino volle che fu colpita da un fulmine e divisa a metà, Oggi resta la cicatrice di cemento costruita per non far crollare la struttura.
  • Castelluccio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Domenica: nei pressi di Castiglione si trova Santa Domenica, forse la più importante cuba bizantina presente in Sicilia, monumento nazionale dal 1909[3]. L'edificio ha dimensioni maggiori rispetto alle caratteristiche tipiche della cuba. Internamente era ricco di affreschi di fattura bizantina, oggi perduti. La facciata è caratterizzata da una grande trifora e l'interno è arricchito da volte a crociera.
  • Chiesa di San Nicola: la facciata si presenta con un portaletto avente l'arco a sesto acuto, i cui piedritti in arenaria sono consumati dal tempo, in alto un campanile a vela, sotto questo, al posto della finestrella cruciforme, tipica del Romanico, è stato inserito, forse in un restauro, un rosone con all'interno un motivo cruciforme. Sul retro, l'abside semicilindrico on finestrella; ai lati due portaletti, quello sinistro con arco a sesto acuto è ben conservato, quello destro, angusto e poco visibile; ognuno dei due portaletti è sormontato da finestrelle in arenaria, ben conservate e altrettanto ben sagomate.
    Al suo interno, sotto gli intonaci sono stati scoperti affreschi raffiguranti il Cristo Pantocratore e gli Apostoli[4].
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
  • Basilica di San Giacomo e di Maria Santissima della Catena, elevata nell'ottobre del 1985 da papa Giovanni Paolo II alla dignità di basilica minore.[5]
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di San Marco
  • Chiesa di San Giuseppe e Cripta funeraria
  • Chiesa del Carmine
  • Torre di Guardia e Chiesa di San Vincenzo

Feudatari di Castiglione[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1283, re Pietro III di Aragona ricompensò Ruggero di Lauria delle vittorie riportate, offrendogli lo stato di Castiglione. Possedimento toltogli nel 1303 da Federico III di Sicilia, causa la sua ribellione, per destinarlo in dote ad Eleonora d'Angiò, divenuta sua moglie; successivamente dopo la morte del Re avvenuta nel 1377, la Signoria di Castiglione passò a:
  • Giovanni D'Aragona, duca di Randazzo; morì a Mascali, gli succedette nei domini il figlio.
  • Federico d'Aragona, morto nel di 1353, ereditò i suoi possedimenti la sorella.
  • Costanza d'Aragona, sposa di Enrico Statella, signore di Limina e di Castania.
  • Con Berardo Spatafora, Castiglione fu accorpato al Demanio da re Federico III, che concesse a
  • Blasco Alagona la Capitania, con il diritto di giudicare le cause civili e criminali, ciò implicava una vera e propria signoria.
  • Costanza D'Aragona (1361), dopo essersi sposata con Federico IV, ebbe in dote Castiglione; successivamente, nel 1373, il Re sposando in seconde nozze Antonietta del Balzo, concessione dello Stato di Castiglione, come dotario o camera reginale, e poi l'assegnò a:
  • Pirrono I Gioeni, protonotaro del Regno, sposo di una figlia di Blasco Alagona. Morto nel 1394.
  • Enrico Rosso, ne divenne Signore per avere fatto scambio con Pirrono Gioeni, cedendogli la contea di Aidone, da lui posseduta. Perse il dominio di Castiglione per essersi ribellato al Re, riprendendone il possesso dopo la morte del sovrano
  • I Gioeni riebbero tutti i diritti, dopo aver avuto liti e pagato somme consistenti.
  • Calcerando di Villanova, ebbe il possesso per breve tempo, la concessione gli fu data da Re Martino, il quale lo fece poco dopo sostituire da:
  • Giovanni Silvestri, al quale i cittadini si ribellarono; dopo quest'agitazione, Castiglione e le sue terre passarono per donazione dello stesso Re nel 1397 a Bartolomeo II Gioeni e Alagona, che ricopriva l'incarico di cancelliere del Regno, successivamente ne divenne protonotaro.
    Sposò in prime nozze Leonora Ventimiglia; successivamente nel 1402, Giovannella D'Aragona, nipote del Re Federico IV.
    Re Martino, fautore di questo secondo matrimonio volle dimostrare, così, la sua gratitudine a Bartolomeo Gioeni per dei servizi che gli aveva reso.
  • Pirrono II Gioeni e Ventimiglia, gli succedette il figlio.
  • Bartolomeo III Gioeni che fu sposo di Leonora Larcan. Egli ottenne il privilegio d'inquartare le armi che simboleggiavano la sua famiglia, con quelle della casa reale d'Aragona; nel 1443, dal re Alfonso di Castiglia, egli aveva acquistato il mero e misto imperio, con la giurisdizione civile e criminale. Ebbe erede il suo primogenito.
  • Pirrucchio I Gioeni e Larcan, che sposò, Giovanna Cruillas e successivamente Caterina Periglios. Morì nel 1494.
  • Bartolomeo IV Gioeni e Periglios. Il padre gli fece sposare ancora giovane la figlia del conte di Geraci; morto il padre, ottenne l'annullamento del matrimonio e sposò Antonella Ferrari. Morì nell'anno 1517.
  • Gian Tommaso I Gioeni e Ferrari. Ebbe sei figli da sua zia Eleonora Gioeni, che sposò. Pirrucchio fu il primogenito, conte di Novara, Lorenzo, Barone di Aidone, Carlo, Consalvo, Antonia e Margherita. Ottenne dalle gerarchie ecclesiastiche di Messina, nell'anno 1524, il privilegio del jus patronatus, in altre parole il diritto di presentare l'arcipresbiterato e l'abate della Santissima Trinità. Castiglione divenne Marchesato sotto il suo dominio. Morì nel 1548.
  • Pirrucchio II Gioeni e Gioeni. Divenne Conte di Novara e Marchese di Castiglione dopo la morte del padre. Essendo morto senza figli, gli succedette il fratello.
  • Lorenzo Gioeni e Gioeni, già barone di Aidone; così che gli stati di Novara, Aidone e Castiglione, divennero un unico dominio. Sposò Caterina Cardona ed ebbe i figli Giovanni e Tommaso.
  • Giovanni Gioeni e Cardona, sposò Caterina Tagliavia e Aragona, da cui ebbe Alfonso, che morì senza figli, per cui gli succedette:
  • Tommaso Gioeni e Cardona, fratello di Giovanni. Fu il primo principe di Castiglione, investito da Filippo III d'Austria, Re di Spagna e di Sicilia nel 1602. Aveva così diritto di voto nel Parlamento Siciliano. Nel 1610, acquistò il mero e misto imperio su Castiglione, Novara e Aidone. Concessione che determinò successivamente il riscatto, come narra Preximone. Egli sposò Susanna di Bologna e fu uno dei dodici pari del Regno.
  • Giuseppe Gioeni e di Bologna secondo principe, sposò Elisabetta Barresi, morto senza figli, gli succedette il fratello.
  • Lorenzo Gioeni e di Bologna, sposo di Antonia Avana, nel 1641, ereditò il principato alla figlia Isabella, moglie di Marco Antonio Colonna, Principe di Paliano.
  • Marcantonio Colonna ebbe erede il figlio.
  • Lorenzo Onofrio Colonna Gioeni e Cardona (1655), sposo di una nipote del cardinal Mazzarino.
  • Filippo Colonna Gioeni e Cardona (1689).
  • Fabrizio Colonna Gioeni e Cardona (1721).
  • Lorenzo Colonna Gioeni e Cardona (1756) morì nel 1779.
  • Filippo Colonna Gioeni e Cardona Gran Contestabile (1783). Con Filippo si estinse il ramo dei Gioeni in Castiglione, gli succedette la figlia.
  • Margherita Colonna Gioeni, che sposò Giulio Cesare Rospigliosi,(1803). Con questo matrimonio, entravano nel principato di Castiglione, a pieno titolo, i Rospigliosi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Persone legate a Castiglione di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 luglio 1988 22 giugno 1993 Vincenzo Grasso Democrazia Cristiana Sindaco [7]
22 giugno 1993 1º dicembre 1997 Concetto Bellia - Sindaco [7]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Concetto Bellia centro-sinistra Sindaco [7]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Salvatore Vincenzo Barbagallo lista civica Sindaco [7]
18 maggio 2007 9 maggio 2012 Claudio Scavera - Sindaco [7]
9 maggio 2012 in carica Salvatore Vincenzo Barbagallo lista civica Sindaco [7]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ u cannizzu
  3. ^ La Cava d
  4. ^ Chiesa di San Nicola
  5. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

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