Chiesa del Santo Spirito (Palermo)

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Santo Spirito o del Vespro
Vespro22.jpg
La Chiesa del Vespro
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Palermo-Stemma uff.png Palermo
Religione cattolica
Titolare Spirito Santo
Diocesi Arcidiocesi di Palermo
Inizio costruzione 1173
Completamento 1178

Coordinate: 38°05′57″N 13°21′46.52″E / 38.099167°N 13.362922°E38.099167; 13.362922

La navata centrale.
Le absidi, esterno.
Prospetto laterale.

La chiesa del Santo Spirito o chiesa del Vespro è una chiesa normanna di Palermo[1], già abbazia cistercense. La chiesa si trova all'interno del cimitero di Sant'Orsola.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le nuove fortificazioni della cinta difensiva di Palermo imposero il trasferimento della comunità olivetana dalle strutture della Kalsa, identica sorte seguiranno il dipinto lo Spasimo di Sicilia e il monumentale aggregato marmoreo che la ospitava.[4] Entrambi i capolavori saranno alloggiati nella Cappella del Santissimo Sacramento dopo l'iniziale ostensione del dipinto sull'altare maggiore in seguito al trasferimento processionale guidato dall'arcivescovo Giacomo Lomellino Del Canto. Nel 1661 il quadro è ceduto a Filippo IV di Spagna (Filippo III di Sicilia) grazie all'intermediazione del vicerè di Sicilia Ferdinando d'Ayala, conte d'Ayala, condotta da Giovanni Dies. Quest'ultimo per accattivarsi il favore del viceré e aspirare alle toghe perpetue, in particolare a quella di "Uditore degli Eserciti", approfitta degli attriti tra l'abate del monastero, padre Clemente Staropoli e i monaci. Operazione non priva quindi del reciproco tacito scambio di agevolazioni, di favori e interessi.

Per motivi logistici un ulteriore trasferimento vede gli olivetani trasferirsi presso le strutture della chiesa di San Giorgio in Kemonia (1745 - 1747), determinando di fatto, il completo abbandono dell'aggregato monumentale del «Vespro».

Nel 1782, assenti i gesuiti da Palermo cacciati cinque anni prima in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, l'altare di Antonello Gagini è disassemblato per essere destinato alla chiesa del Collegio dei Padri Gesuiti sul Cassaro, per essere ricomposto nella Cappella di San Luigi Gonzaga. L'altare privo dei sei tondi laterali, presentava al posto del dipinto di Raffaello, l'icona marmorea raffigurante San Luigi Gonzaga, opera di Ignazio Marabitti.[5][6]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è ubicata sulla sponda sinistra del fiume Oreto. L'impianto è a tre navate con sei colonne, otto archi e cappellone maggiore opera di Antonello Gagini.[7]

L'esterno della chiesa si presenta con combinazioni policrome ottenute dall'alternanza di conci di tufo e lava, che compongono delicate geometrie, una contaminazione di stili arabo - normanno e gotico. Gli esterni delle absidi si presentano con finestre con cornici bugnate, intrecci di nervature, alte arcate ogivali e grata dai motivi arabeggianti. I prospetti laterali presentano decori con tarsie laviche nella realizzazione delle arcate cieche.

Al suo interno si può ammirare un bellissimo crocifisso ligneo risalente alla prima metà del XV secolo.

Monastero di Santo Spirito[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale di Santo Spirito[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale[11] e lazzaretto di contagio.[12] L'ospizio e le strutture ospedaliere sono dismesse in seguito all'aggregazione con l'Ospedale Grande e Nuovo.[13]

Cimitero di Sant'Orsola[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Spirito o dei Vespri | Museo Diocesano di Palermo
  2. ^ Pagina 39, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." [1], Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697.
  3. ^ a b Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 62
  4. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 278
  5. ^ a b Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 66
  6. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 277bis
  7. ^ a b c Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 65
  8. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 367 - 371
  9. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 370
  10. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 63
  11. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 15
  12. ^ Pagina 362, "Opere storiche inedite sulla città di Palermo pubblicate su' manoscritti della Biblioteca comunale precedute da prefazioni e corredate di note per cura di Gioacchino Di Marzo" [2], Volume 5, nello specifico la parte tratta da Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, "Il Palermo d'oggigiorno", 5 maggio 1874, Palermo.
  13. ^ Pagina 86, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [3], Volume terzo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  14. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 61

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Chiese della Congregazione Olivetana

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]