Trattato di Tarascona

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Trattato di Tarascona
Tarascon Castle on the Rhône.jpg
Il castello di Tarascona, sul Rodano
Tipotrattato di pace
Contestoguerre del Vespro
Firma19 febbraio 1291
LuogoTarascona
PartiImage-Blason Sicile Péninsulaire.svg Carlo II di Napoli o d'Angiò
Blason Sicile Insulaire.png Giacomo II di Aragona
MediatoriC o a Niccolo IV.svg papa Niccolò IV
Coat of Arms of Castile with the Royal Crest.svg Sancho IV di Castiglia
Firmatari originaliImage-Blason Sicile Péninsulaire.svg Carlo II di Napoli
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg Alfonso III d'Aragona
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Il trattato di Tarascona fu un accordo siglato il 19 febbraio 1291 fra Alfonso III d'Aragona e Carlo II d'Angiò nella città francese di Tarascona, circa a metà strada tra la sede papale di Avignone ed Arles, allora governata dai Conti di Provenza, per concludere la guerra scoppiata con i Vespri siciliani.

Filippo IV di Francia (Filippo il Bello) e il papa Niccolò IV desideravano impedire la dominazione degli aragonesi sulla Sicilia, ma erano stati incapaci di battere con le armi la resistenza di Giacomo, re di Sicilia. Così avviarono dei negoziati con il fratello Alfonso che portarono alla firma del trattato di Tarascona fra il re aragonese e Sancho IV di Castiglia da una parte e Carlo II d'Angiò e il papa, dall'altra.

Alfonso s'impegnava:

  • a recarsi a Roma per chiedere la revoca della scomunica,
  • a pagare 30 once d'oro alla Chiesa come risarcimento,
  • a organizzare una crociata in Terra santa,
  • a ordinare un ritiro incondizionato dell'armata aragonese in Sicilia.

Alfonso avrebbe ottenuto la nomina papale della signoria su Maiorca di Giacomo, concessa precedentemente da Papa Martino IV a Carlo di Valois.[1][2]

Tuttavia il trattato rimase inapplicato a causa della scomparsa di Alfonso, e il papa Nicola IV colse l'occasione per indire una crociata comandata da Carlo di Valois contro gli Aragonesi. Successivamente nel 1295 Giacomo firmò il trattato di Anagni, ma anche questo rimase inapplicato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Rafael Altamira, A History of Spain from the Beginnings to the Present Day, vol. 1, 1966, pp. 245f.
  2. ^ (EN) Joseph F. O'Callaghan, A history of Medieval Spain, 1975, pp. 397f.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]