Malvagna

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Malvagna
comune
Malvagna – Stemma Malvagna – Bandiera
Malvagna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Cunsolo (lista civica) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 37°55′06″N 15°03′20″E / 37.918333°N 15.055556°E37.918333; 15.055556 (Malvagna)Coordinate: 37°55′06″N 15°03′20″E / 37.918333°N 15.055556°E37.918333; 15.055556 (Malvagna)
Altitudine 710 m s.l.m.
Superficie 6,71[1] km²
Abitanti 814[2] (30-11-2011)
Densità 121,31 ab./km²
Comuni confinanti Castiglione di Sicilia (CT), Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Montalbano Elicona, Roccella Valdemone
Altre informazioni
Cod. postale 98030
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083044
Cod. catastale E869
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 840 GG[3]
Nome abitanti malvagnesi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Malvagna
Malvagna
Malvagna – Mappa
Posizione del comune di Malvagna all'interno della Città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Malvagna (Mavvagna in siciliano) è un comune italiano di 814 abitanti della Città metropolitana di Messina in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Malvagna si affaccia sulla valle dell'Alcantara, di fronte all'Etna e al monte Mojo, anch'esso vulcano ma non più attivo. Il comune dista 63 km da Messina (lato Jonio), 28 km da Giardini Naxos e 15 km da Randazzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Malvagna fu fondata nel 1626 da Giovanni Lanza sul latifondo ricevuto in dono dalla madre Silvia Abate, che a sua volta l'aveva comprato dal figlio di Giacomo Garagozzo di Randazzo, fattosi prete per vocazione. Il borgo si espanse a motivo della malaria che minacciava gli abitanti del confinante feudo di Mojo e che trovarono conveniente salire sulla costa della collina vicina. L'aria salubre, il clima temperato e il territorio fertile convinsero molti vassalli della zona circostante a trasferirsi in questo nuovo borgo, che diventò poi anche Principato con Francesco Lanza a 22 di agosto di 1628. I Lanza e i Migliaccio continuarono a fregiarsi del titolo "Principi di Malvagna" fino al 1862.

Durante il fascismo fu unito a Mojo Alcantara nel comune di Lanza, ma dopo la caduta dello stesso, tornò ad essere un comune a sé, riassumendo la denominazione originale di "Malvagna".

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Malvagna reca un leone rampante in giallo, su campo rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Da segnalare il convento dei Frati Minori "San Giuseppe", fondato nel 1720 da Ignazio Migliaccio, duca di Galizia e principe di Mazzarino. Oggi, nonostante sia stato acquistato dal Comune, è inagibile all'interno. Oltre alla struttura quasi pericolante, rimangono alcuni affreschi nel chiostro, mentre una pregiata scultura lignea settecentesca e un organo a canne del 1822 si trovano nella Chiesa Madre.

La Chiesa Madre è stata eretta dopo la demolizione di quella antica in onore della patrona sant'Anna nel XX secolo (1930 circa) e custodisce la statua della santa patrona. Sempre durante il ventennio fascista fu demolito anche il Castello dei Lanza, per costruire al suo posto parte dell'attuale casa comunale.

Da vedere anche la cuba bizantina (trichora) di Malvagna e la chiesetta settecentesca di San Marco.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Di grande rilievo è il Fondo Pittari, facente parte della Riserva di Malabotta. Proprio nel 2006, Malvagna ha inaugurato l'accesso alla riserva di Malabotta dal versante di Taormina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le maggior parte delle manifestazioni culturali si concentrano nel periodo estivo ed in quello natalizio. Una tradizione natalizia recente è quella dei caratteristici presepi rionali realizzati nei diversi quartieri sparsi nel paese e del presepe vivente recitato in vernacolo ed allestito nell'antico quartiere della “Timpa Tirrinchiuna” e che vede il coinvolgimento dell'intera comunità. Un'altra tradizione di origine remota è a strina (strenna). La strina è una tradizione tipica locale e si effettua il giorno di capodanno. Quel giorno i bambini malvagnesi portano in dono un tronchetto di legno, a strina per l'appunto, presso i parenti e gli amici più cari, per poi ripassare il giorno dell'epifania e ritirare in cambio un sacchetto pieno di dolciumi. Un tipico dolce natalizio sono i lumiricchi.

La festa patronale in onore di Sant'Anna si svolge l'ultima domenica di luglio, tranne ogni sette anni, il lunedì. In questo periodo si concentrano le manifestazioni più di rilievo come la rassegna di cultura popolare “Radici” avviata nel 2006 e la rassegna a concorso di teatro dialettale che ha avuto il proprio battesimo nell'agosto 2007 e che ha visto l'affermazione della compagnia “San Tommaso d'Aquino” di Messina. La rassegna è stata intitolata a Mario Foti, ufficiale delle Poste e attore e regista teatrale amatoriale la cui permanenza a Malvagna contribuì ad incentivare e incrementare la passione per l'arte della recitazione in genere. Una passione nata e sviluppatesi agli inizi degli anni settanta, quando si allestivano per hobby, prima in un vecchio magazzino adiacente alla Chiesa di Sant'Anna e poi nel salone parrocchiale (detto impropriamente da siristia, cioè "della sagrestia"), delle modeste rappresentazioni teatrali. Spettacoli alquanto semplici, eseguiti con pochi mezzi, ma che hanno avuto come intento principale l'aggregazione e lo svago.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2005 ad oggi, Malvagna ha visto la nascita di vari bed and breakfast e attività di ristorazione, avviando così una nuova economia interna, basata sul turismo ambientale.

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti agricoli tipici di Malvagna sono le pesche, le olive e l'uva. Nel mese di dicembre si tiene infatti la Sagra dell'Olio e del Vino. Per quanto riguarda l'allevamento, questo risulta basato su caprini, ovini e bovini, che permettono anche la produzione di formaggi tipici di qualità. Diffuso anche l'allevamento dei suini e la lavorazione della carne di maiale, con la produzione di salsiccia e delle gustose fritturi e zziringuri, a base di cotiche di maiale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 aprile 1988 27 giugno 1992 Biagio Carmine Minichiello Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
10 luglio 1992 7 maggio 1993 Federico Salvatore Raneri Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
7 maggio 1993 17 giugno 1996 Mario Cantarella Democrazia Cristiana Sindaco [5]
17 giugno 1996 17 aprile 2000 Federico Salvatore Raneri - Sindaco [5]
17 aprile 2000 17 maggio 2005 Federico Salvatore Raneri unione popolare Sindaco [5]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Rita Mungiovino lista civica Sindaco [5]
1º giugno 2010 1º giugno 2015 Rita Mungiovino lista civica Sindaco [5]
1º giugno 2015 in carica Giuseppe Cunsolo Partito Democratico Sindaco [5]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Malvagna fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Alto Fantina e Alto Mela)[6]; Unione dei Comuni Alto Alcantara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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