Ficarra

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Ficarra
comune
Ficarra – Stemma Ficarra – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Gaetano Artale (lista civica Ficarra che Vogliamo) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 38°06′36″N 14°49′47″E / 38.11°N 14.829722°E38.11; 14.829722 (Ficarra)Coordinate: 38°06′36″N 14°49′47″E / 38.11°N 14.829722°E38.11; 14.829722 (Ficarra)
Altitudine 450 m s.l.m.
Superficie 18,66[1] km²
Abitanti 1 574[2] (30-11-2011)
Densità 84,35 ab./km²
Frazioni Crocevia, Matini, Rinella, Sauro, ,San Giacomo, San Mauro
Comuni confinanti Brolo, Naso, Sant'Angelo di Brolo, Sinagra
Altre informazioni
Cod. postale 98062
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083020
Cod. catastale D569
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 396 GG[3]
Nome abitanti ficarresi
Patrono Madonna SS. Annunziata
Giorno festivo 25 marzo e 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ficarra
Ficarra
Ficarra – Mappa
Posizione del comune di Ficarra all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Ficarra è un comune italiano di 1.574 abitanti della Provincia di Messina in Sicilia.

Non è stata ancora accertata l'etimologia del nome. Degli studiosi ritengono che il primo nucleo fu costituito dagli arabi con il nome di Al Fakhar (la gloriosa). Altri sostengono che Ficarra derivi dalle numerose coltivazioni di fichi, ancora oggi presenti sul territorio: nelle carte geografiche del Seicento veniva indicato come “La Ficara”, che in dialetto messinese significa pianta di fico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di Ficarra.

Ficarra sorge sui monti Nebrodi, a 450 m s.l.m. in mezzo a boschi di ulivi e noccioli.

Il territorio è diviso su tre colline: in quella sud-occidentale vi è il centro (che a sua volta è sormontato dalla collina del convento, da quella della chiesa madre e da quella della fortezza carceraria). In quella a centrale le contrade di Serro, Crocevia e Pietra della Zita, in quella nord-orientale Matini. A nord, in pianura, vi sono Rinella, San Noto, Sauro. Le tre colline sono divise da due valli in cui scorrevano il torrente di Brolo e un suo affluente. La valle sud-occidentale, che divide il territorio di Ficarra da quello di Naso e Sinagra, è invece solcata dal torrente Naso (o Timeto). Dista circa 85 chilometri a ovest da Messina e circa 150 da Palermo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Ficarra mischia storia e leggenda. Secondo Diodoro Siculo furono i fenici a fondare Pallisa (che deriverebbe dalla dea Pallade), primo villaggio nel territorio dell'attuale Ficarra. I greci sicelioti avrebbero ricostruito il villaggio su una collina oggi chiamata Strummuli (forse sede di una necropoli scomparsa).

Il primo documento ufficiale è del 1082: un diploma del conte normanno Ruggero II di Sicilia in cui veniva citato il nome di Ficarra. Il paese attuale nacque attorno ad una fortezza saracena, citata nel 1198 dai registri di Messina. Sotto i Normanni, il centro nebroideo era un feudo che fungeva da riserva di caccia per i baroni. Sotto gli Svevi il territorio venne attribuito a Guglielmo Amico, che rimase in carica fino a quando Federico II di Svevia non morì e Ficarra gli fu tolto. La sua vedova, Macalda di Scaletta (1240 ca.-1308 ca.), e il secondo marito Alaimo da Lentini, protagonista dei Vespri siciliani, divennero i nuovi proprietari. La spregiudicata baronessa ebbe gravi contrasti con la Corona di Aragona per il possesso di questo feudo.

Caduti in disgrazia, Macalda e Alaimo persero il feudo, che fu assegnato a Ruggero di Lauria, erede di Guglielmo Amico. Ruggero era il comandante in capo della flotta aragonese e vinse alcune battaglie contro gli angioini. Ciò non impedì al re di confiscargli i beni, tra cui Ficarra, che venne assegnata di nobili Lancia di Brolo o Lanza di Brolo, che rimarranno in carica fino alla prima metà del Settecento. Il capostipite sarebbe stato Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II.

I Lancia governarono il paese fino al 1738, quando Girolamo III Lancia di Brolo dovette mettere all'asta la baronia. Ficarra fu venduta per 38600 onze. Da quel momento, vari nobili hanno costruito dei palazzi nel centro del paese, tra cui il Palazzo Baronale di Ficarra, in cui tuttora si svolgono varie mostre stagionali. L'ultimo barone di Ficarra è morto agli inizi del Novecento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Nel Cinquecento gli abitanti erano 1691, nel 1798 erano 1826, nel 1831 1932 e nel 1850 2275.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ficarra è un tipico paese medievale, che ha comunque subito molti rimaneggiamenti nel tempo. Il centro abitato è pieno di vicoli che si intrecciano con strade asfaltate, palazzi d'epoca si alternano a edifici di recente costruzione, senza tuttavia compromettere il fascino antico che avvolge il paese. Fu sotto i Lancia che il paese ebbe il periodo di massimo sviluppo. Di quell'epoca, rimangono tuttora i tre principali luoghi d'interesse del paese: il convento, la chiesa madre e la fortezza carceraria.

Convento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco.

Il Convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco risale al 1522. Utilizzato come biblioteca, poi, caduto in rovina, abbandonato nel 1885. Il chiostro venne utilizzato nel XX secolo per l'edificazione di un monumento ai caduti. Di esso rimane intatto un arco a pieno sesto.

Santuario dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario dell'Annunziata (Ficarra).

Il Santuario dell'Annunziata è la chiesa madre, costruita nel XV secolo.[5] Ospita la statua dell'Annunziata, probabilmente opera di Antonello Gagini. Più volte nella storia la chiesa ha indicato la statua come miracolosa, in quanto più volte è stata vista piangere sangue.

Fortezza carceraria[modifica | modifica wikitesto]

La fortezza carceraria è caratterizzata da una pianta quadrata con basi a scarpa, possenti mura in pietra arenaria con merli a coda di rondine e aperta solo dal portale d'ingresso. È un imponente e austero edificio, situato sul colle più a sud. Le stanze sono in successione attorno al cortile. Di fronte all'ingresso vi è la cappella privata. Al centro del cortile, il pozzo è collegato ad una cisterna in cui arriva l'acqua piovana.[5]

Nacque probabilmente come torre di avvistamento e nel 1500 fu ampliata e dotata di celle per adibirla a carcere. Distrutta per l'incuria e dalle bombe del 1943, dei due piani originari oggi ne rimane solo uno, recentemente ristrutturato, mentre il secondo è ridotto ad una terrazza panoramica da dove si può vedere buona parte del territorio Ficarrese e le isole Eolie. Vi si organizzano moste d'arte. Nel 2011 è stato allestito al suo interno un piccolo museo del gioco medievale.

Palazzi nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Dal Seicento sono stati costruiti molti palazzi; hanno tutti una pianta regolare, con balconi barocchi e portali con blasoni di famiglia per sottolineare lo status sociale. Fra i palazzi principali si segnalano i palazzi Busacca, Baronale, Ferraloro e Milio. Gli intagliatori della pietra ficarresi arenarie gli scalpellini, la cui attività dal Rinascimento era assai diffusa su tutto il territorio dei Nebrodi, hanno lasciato nell'edilizia anche minore di Ficarra un'importante testimonianza.

Persone legate a Ficarra[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Tra i prodotti tipici della cucina di Ficarra, si ricordano:

  • Olio di oliva della Cultivar "Minuta"
  • il rosolio
  • I Pasti i Mennula
  • I Nuciddi
  • I mennula nghiazzati
  • I Biscotta Livitati o Biscotta duri

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il duo comico Ficarra e Picone ha avuto la cittadinanza onoraria del comune di Ficarra.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Cinquecento l'economia ficarrese era basata sull'agricoltura e sull'allevamento dei bachi da cui si produceva la seta. Oggi è comunque nell'olivo e nell'olio che si distingue, indiscutibilmente,l'agricoltura di questo paesino: ereditando un patrimonio olivicolo plurisecolare che ritualmente procura di padre in figlio un'eccellente produzione olearia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sfondo bagliore.png
Ficarra-Stemma.png
Sindaci di Ficarra

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Ficarra è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ficarra fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Colline litoranee di Patti)[6].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b Pagina 210, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1], Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1800
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pro loco "Ficarra guida storico turistica" - 1970
  • Michele Angelo Mancuso, Nino Indaimo, Lucio Falcone. Ficarra paese mio. Patti, Pungitopo, 1985.
  • Steven Runciman, I Vespri siciliani, Milano 1975.
  • Sebastiano Russo "La Gran Signura Maria". Arti Grafiche Zuccarello, Sant'Agata di Militello, 1987.
  • Franco Tumeo "La festa della Madonna Annunziata a Ficarra" da “Feste, fiere e mercati” ed. Edas per Assessorato Provinciale alla Pubblica Istruzione, Messina 1989.
  • Giuseppe Cavallaro - Franco Tumeo. Ficarra. Storia, Arte e Religiosità popolare. Aracne, Palermo, 1991.
  • Franco Tumeo "Guida turistica di Ficarra". Edizioni Centonove, Messina, 1993.
  • Franco Tumeo "Un giallo d'autore" da “Atti III Congresso storia dei Nebrodi” (a cura Pro loco Ficarra) Armenio, Brolo 1996.
  • Giuseppe Cavallaro - Franco Tumeo Il polittico antonelliano di Ficarra. Helios, Palermo, 1997.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2004" Ed. La Primavera di T.Calamunci.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2005" Ed. Comune di Ficarra.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2006" Ed. Comune di Ficarra.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2007" Ed. Comune di Ficarra.
  • G.Cavallaro - F.Tumeo "L'Annunziata di Ficarra e il Giubileo Mariano" Ed. Armenio,Brolo, 2007.
  • Franco Tumeo - "Ulivi monumentali nel territorio di Ficarra: sulle tracce dei Gattopardi" Ed.Comune di Ficarra, 2008.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2009" Ed. Comune di Ficarra.
  • Franco Tumeo "Calendario tradizionale di Ficarra 2010" Ed. Comune di Ficarra.
  • Silvio Van Riel, "Ficarra. Identità urbana e architettonica. Ricerche e materiali per la valorizzazione e il restauro", catalogo della mostra (Ficarra 2 aprile-31 luglio 2011), Firenze 2011
  • Franco Tumeo - FICARRA A TAVOLA sapori tradizioni e memoria - Ed. BCL Service, Messina, 2011.
  • Franco Tumeo - RACCONTAMI DELLA BANDA - Ed. Armenio, Brolo, 2012.
  • Franco Tumeo - Caro Piccolo ti scrivo... Corrispondenza inedita degli ultimi gattopardi di Sicilia (Introduzione di Gioacchino Lanza Tomasi) Catalogo della mostra Caro Piccolo ti scrivo... (Messina, Aula Magna del Rettorato 21 giugno-3 luglio 2014)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN238029000
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