Saponara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Saponara (disambigua).
Saponara
comune
Saponara – Stemma Saponara – Bandiera
Panorama di Saponara Centro
Panorama di Saponara Centro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Nicola Venuto (lista civica) dal 15/05/2007
Territorio
Coordinate 38°12′00″N 15°26′00″E / 38.2°N 15.433333°E38.2; 15.433333 (Saponara)Coordinate: 38°12′00″N 15°26′00″E / 38.2°N 15.433333°E38.2; 15.433333 (Saponara)
Altitudine 160 m s.l.m.
Superficie 26,26[1] km²
Abitanti 4 116[2] (31-3-2012)
Densità 156,74 ab./km²
Comuni confinanti Messina, Rometta, Villafranca Tirrena
Altre informazioni
Cod. postale 98047
Prefisso 090
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083092
Cod. catastale I420
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti saponaresi
Patrono San Nicola di Bari
Giorno festivo 6 Dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saponara
Saponara
Posizione del comune di Saponara all'interno della città metropolitana di Messina
Posizione del comune di Saponara all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Saponara (Sapunara in siciliano) è un comune italiano di 4.116 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Saponara prende il nome dalla pianta Saponaria officinalis, un tempo molto diffusa nel territorio saponarese in grado di produrre schiuma a base detergente. Si sviluppa sulle pendici del versante settentrionale dei Monti Peloritani, alla confluenza del torrente Cardà con il torrente Perarella, i quali formano la fiumara "Saponara".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Saponara ha origini molto antiche, ed è difficile stabilire con precisione quale sia il periodo in cui fu fondata. L’opinione più sostenuta è quella che Saponara sia stata fondata nel Medioevo, intorno all’anno Mille. La presenza del “castello” sulla collina che sovrasta il paese, alta 321 m,  fa pensare ad una struttura bizantina in grado di intercettare dall’alto tutti gli spostamenti degli arabi invasori. Dal XII secolo Saponara raggiunge un certo numero di ettari di terreno e insieme al “castello” e al “Casale”, riesce a diventare un feudo, con a capo Matteo Palizzi, il quale morirà nel 1353 in una sommossa popolare, per i suoi errori politici.

A Matteo Palizzi successe, nella seconda metà del 1300, Enrico Rosso, un conte messinese, poi a Filippo Marino, Guglielmo Raimondo Montecano e Nicolò Castagna. Quest’ultimo morì senza lasciare figli, perciò il feudo passò alla famiglie La Grua Ventimiglia e Pollicino. 

L'avvento dei Moncada[modifica | modifica wikitesto]

Gaspare La Grua Pollicino per motivi sconosciuti vendette il feudo a Tommaso Mirulla, il quale dopo vicende giudiziarie lo cedette a Girolamo Moncada. I Moncada (famiglia) erano una potente famiglia spagnola, sotto il dominio di Carlo V d'Asburgo, e possedevano molti feudi in tutta la Sicilia. A Saponara, oltre all’incremento demografico, nel tardo ‘500 venne costruita la chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria (oggi dedicata all'Immacolata Concezione) con l'annesso monastero dei Minori Conventuali, il palazzo baronale e alcune fontane pubbliche. Nel 1660, Pietro Moncada venne espropriato dal feudo che passò a Domenico di Giovanni e successivamente a Vincenzo Di Giovanni, il quale diventerà duca, quando nel 1684 Saponara divenne un ducato. Iniziò così la dinastia dei Di Giovanni, principi di Trecastagni.

Gli Alliata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1733 Vittoria Di Giovanni Pagano si sposò con il principe Domenico Alliata dando così inizio alla dinastia degli Alliata, che durerà sino al 1812 quando con la Costituzione borbonica saranno aboliti i privilegi feudali. Essi operarono moltissimo nella metà del '700 per migliorare Saponara e in generale era conosciuta la loro generosità nei confronti della popolazione. Si ricorda che la principessa Vittoria fornì cibo alla città di Messina, quando nel 1763 fu colpita da una tremenda carestia. Nel 1772 ci fu un violento terremoto ed i due coniugi prestarono soccorso alla popolazione costruendo chiese e monasteri per i poveri tra i quali la Chiesa di San Pietro nell'omonima frazione di Saponara. Ricordiamo un avvenimento importante per il paese di Saponara, quando nel 1743 Messina fu colpita dalla peste e i principi rifugiatisi nel paese, costruirono un cordone sanitario mediante palizzate e con il controllo delle guardie, impedirono che il morbo raggiungesse Saponara. Domenico Alliata morì a 62 anni, nel novembre del 1774, ma la vedova Vittoria continuò a vivere a Saponara e a Messina, fino al 1783, quando Messina fu colpita nuovamente da un terremoto, che distrusse il palazzo della principessa Vittoria, che si salvò per miracolo. Decise allora di trasferirsi a Palermo dove morì nel 1788.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1812 la Costituzione borbonica abolì il feudalesimo in Sicilia. Il re borbonico Ferdinando I delle Due Sicilie, modificò la suddivisione amministrativa della Sicilia, fatta dopo la promulgazione della Costituzione del 1812. La Sicilia viene suddivisa in sette "Valli" e nel 1824 Saponara divenne un comune con a capo un Sindaco. Durante l'impresa dei Mille di Giuseppe Garibaldi, i saponaresi nel plebiscito del 1860 votarono positivamente all'annessione al Regno d'Italia. Nel 1864, un'alluvione e la piena del torrente crearono gravi danni al nucleo abitativo e soltanto attraverso opere come argini si riuscì a fermare la violenza degli straripamenti.

Il novecento e l'autonomia del Comune di Saponara[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1908 il terremoto che colpì gravemente Messina causando decine di migliaia di morti (vedi Terremoto di Messina del 1908), non risparmiò nemmeno Saponara causando 6 morti e molti edifici furono gravemente lesionati tra i quali la Chiesa Madre di San Nicola, e il campanile, il palazzo degli Alliata, le Chiesa di Gesù e Maria a Saponara e quella di San Sebastiano a Cavaliere, la Chiesa dell'Immacolata e il convento, il convento dell'Ecce Homo, la Chiesa di San Pietro.

Monumento ai caduti di Saponara ubicato in Piazza Umberto I

La Prima guerra mondiale, ricorda i caduti nel monumento situato nella Piazza Umberto I, i quali furono la maggior parte giovani.

Il 3 maggio del 1929 Saponara entrò a far parte del Comune di Villafranca Tirrena. Ciò destò del malcontento tra la popolazione saponarese che desiderava l'autonomia già ottenuta nel 1824, visto che il paese era in via di forte sviluppo economico e aveva i propri interessi. Dopo varie vicende politiche e proteste, l'Assemblea regionale siciliana dichiarò che Saponara era un comune autonomo mediante la legge del 26 Novembre 1952 n.53, e oltre al centro, Scarcelli, San Pietro, Cavaliere e Saponara Marittima.

L'alluvione del 22 novembre 2011[modifica | modifica wikitesto]

Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara furono colpite dal nubifragio e in quest'ultima si contarono tre vittime: un padre e un figlio, e un bambino di 10 anni che abitavano nella stessa abitazione ma su piani diversi. Si sono riversati in meno di 12 ore 300-400 mm d'acqua e per questo motivo la precipitazione del 22 novembre fu considerata una "bomba d'acqua". L'1 Dicembre si svolsero i funerali delle 3 vittime nella chiesa di San Domenico a Saponara Marittima, presieduti dall'Arcivescovo di Messina Calogero La Piana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Saponara
  • Bottesco, è un'antica fontana con apposite vasche dove ancora oggi si recano le donne a lavare i panni grazie alla fresca e limpida acqua che sgorga dalla fonte recentemente strutturata.
    Fonte del bottesco
  • "Castello" è una struttura difensiva che sorge lungo la collina che sovrasta il centro abitato. Questa struttura è stata messa chiaramente in una posizione strategica dove si poteva facilmente vedere dall'alto l'avanzata degli invasori, inoltre le collina è particolarmente ripida e scoscesa e questo metteva difficoltà a coloro che osavano avanzare verso tale struttura. Il castello, oggi particolarmente danneggiato, possiede delle mura di cinta fatte di pietrame e laterizi. Vi sono particolari strutture ancora oggi visibili come un muro di contrafforte e un baluardo quadrangolare, e una torre sull'angolo destro rispetto alla porta a pianta quadrangolare ma che all'esterno sembra poligonale. Il vano all'interno è pressapoco quadrato e rivestito di grossi mattoni e intonaco.

Chiesa Madre di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre di San Nicola in Saponara è sicuramente il monumento artistico più importante del comune dal punto di vista artistico e storico. Essa si affaccia su Piazza Matrice. La facciata è a due ordini con tre porte in corrispondenza delle tre navate e sopra il portone principale una vetrata che rappresenta San Nicola. Il campanile di gusto rinascimentale presenta caratteristiche medievali come i merli sulla sua sommità.Sul lato sinistro della chiesa troviamo il corpo della sacrestia.

Interno Chiesa Madre

La chiesa ha una pianta a croce latina suddivisa in tre navate, divise da colonne con capitelli di ordine composito. Le colonne sorreggono gli archi a pieno sesto che si affacciano sulla navata centrale, terminante con un arco policentrico dei primi del '500. Il soffitto della navata centrale è a travi di legno scoperte sorrette da mensoloni, a differenza del soffitto delle navate laterali che è piano. Al corpo delle navate troviamo il transetto sopraelevato rispetto alle navate con un soffitto sempre a travi di legno scoperte sorrette da mensoloni ornati da croci. Dal transetto si accede alle tre cappelle absidali di pianta quadrata, costituite da archi a sesto ampio che formano volte a crociera, con costoloni particolarmente accentuati, in corrispondenza delle tre navate. Nella cappella centrale troviamo l'altare maggiore in marmo datato 1809. Alla sua sinistra troviamo la cappella di San Nicola con una magnifica tela di Giuseppe Crestadoro rappresentante "San Nicola e la Trinità" sulla parete frontale, mentre su quella laterale destra troviamo un affresco di ignoto pittore messinese raffigurante il "Miracolo di San Nicola" dove vediamo il Santo Vescovo resuscitare due asinelli. Alla destra della cappella centrale troviamo la cappella della Madonna del Rosario, con una tela sulla parete frontale del 1777 di ignoto pittore messinese che rappresenta la Madonna con Gesù Bambino che tengono in mano il Rosario, Sant'Anna, San Domenico, Santa Caterina da Siena, un papa siciliano e le due sante siciliane Agata e Lucia. Sulla parete laterale sinistra troviamo un affresco sempre di pittore ignoto che rappresenta "La presentazione al tempio della Vergine". Gli affreschi della cappella centrale a opera del Crestadoro rappresentano scene dell'Antico Testamento inscritte in un perimetro floreale con putti, che rappresentano "Il sacrifico di Isacco" e "Agar e Ismaele nel deserto".

Battsitero

All'entrata balza subito all'occhio il battistero in marmo bianco sulla navata sinistra, sistemato su una base a gradini e coperto da un cupolino di gusto settecentesco. A forma di calice, alla base robusta presenta cherubini, figure allegoriche, festoni e girali di foglie e fiori di gusto rinascimentale, mentre sul bordo della vasca a forma ottagonale, troviamo su ciascun lato scene della vita di San Nicola. Un lavoro ben più moderno sulla navata destra è il pulpito datato 1950.

La chiesa possiede anche monumenti funebri come quello sulla navata sinistra di Antonio Filiberto Pagano e Marquett, dedicatogli dalla nipote nonché principessa di Saponara Vittoria Alliata. Un altro monumento funebre datato 1730 nel transetto dal lato sinistro è la tomba di Vincenzo Di Giovanni, duca di Saponara. Sempre nel transetto dal lato destro troviamo le tombe di Domenico, Vittoria e Giuseppe Alliata, tomba preparata dai genitori per il figlio premorto Giuseppe. È facilmente riconoscibile lo stemma degli Alliata come per la tomba del Di Giovanni che possiede lo stemma del duca.

Un'altra opera del Crestadoro esposta in sacrestia è "Il Sacro Cuore di Gesù".

Feste religiose e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il comune di Saponara è ricco di feste religiose e tradizioni, ma quelle di maggior importanza sono in onore di San Nicola e dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

  • Il 6 dicembre, dopo i colpi di mortaio mattutini, seguono le funzioni religiose e nel pomeriggio viene portato in solenne processione il busto argenteo di San Nicola. Esso risale al XVII secolo e rappresenta il Vescovo di Myra nell'atto di benedire, mentre nell'altra mano tiene il Vangelo. Egli indossa una Mitria vescovile e un mantello a tema floreale, e una tunica con una cinta. Il busto portato su una vara a ruote addobbata con fiori è seguito dalle autorità civili e dalla banda musicale.
  • Processione Quadrittu
    Il 7 Dicembre, alle 21:00 viene portato in processione il quadro dell'Immacolata, in siciliano "U Quadrittu" raffigurante l'Immacolata Concezione. Questa festa risale ad un avvenimento riguardante il ceto sociale dei carbonai, a quel tempo molto diffusi nel centro abitato. I carbonai che erano anche la forza lavoro del paese, per molti mesi e durante le festività patronali erano costretti a lavorare in montagna, quindi erano estromessi dalla vita sociale del paese e non potevano assistere a queste feste. Durante la prima metà del 1600, quando a Saponara governavano i Moncada, si erano conclusi i festeggiamenti in onore di San Nicola e ci si stava preparando per la festa dell'8 dicembre. I carbonai stufi di non poter partecipare, la sera del 7 dicembre scesero dai monti illuminando la via con delle torce, entrarono nella Chiesa dell'Immacolata e portarono in processione il quadro della Vergine illuminandolo con le torce. Per il fragore creato, gli abitanti del paese si svegliarono e assistettero alla processione notturna per le vie del Paese. Oggi quel quadro è esposto nella Chiesa dell'Immacolata e in processione se ne porta un altro.
    Statua dell'Immacolata che si porta in processione l'8 Dicembre
  • L'8 dicembre si tiene la festa dell'Immacolata. Viene portato in processione il simulacro ligneo policromo rappresentante la Vergine. Per l'occasione la statua viene adornata con gioielli e la vara portata a spalla, viene adornata con un baldacchino. La processione ha un andamento molto lento ed ha la presenza delle autorità civili e della banda.

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo carnevalesco viene organizzata, in costumi caratteristici, la cosiddetta Sfilata dell'Orso e della Corte principesca. Essa intende rievocare, nella particolare atmosfera del periodo, un'antica leggenda locale. Soprattutto per tale evento, il Carnevale di Saponara è classificato come uno dei più bei carnevali di origine storica della Sicilia.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Del territorio comunale fanno parte le frazioni: "Cavaliere", "Scarcelli", "San Pietro" e, a valle, sulla costa: "Saponara Marittima".

I santi patroni delle frazioni sopracitate sono:

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Saponara[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 giugno 1988 14 giugno 1992 Leone Saija - Sindaco [4]
14 giugno 1992 7 giugno 1993 Nicolino Ruggeri Partito Comunista Italiano Sindaco [4]
7 giugno 1993 1 dicembre 1997 Aldo Panarello Democrazia Cristiana Sindaco [4]
1 dicembre 1997 28 maggio 2002 Aldo Panarello lista civica Sindaco [4]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Salvatore Curreri lista civica Sindaco [4]
15 maggio 2007 8 maggio 2012 Nicola Venuto lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2012 in carica Nicola Venuto Sindaco [4]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Saponara fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Montagna litoranea di Messina)[5].

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Saponara.jpg
Ingrandisci
Una veduta di Scarcelli, frazione di Saponara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 dicembre 2011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 21 maggio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN168469909
Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia