Reitano

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Reitano
comune
Reitano – Stemma
(dettagli)
Piccolo comune siciliano in provincia di Messina. Si affaccia sul Mar Tirreno.
Piccolo comune siciliano in provincia di Messina. Si affaccia sul Mar Tirreno.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Sindaco Sebastiano Dragotto (lista civica Insieme per Reitano) dal 16/06/2008
Territorio
Coordinate 37°58′00″N 14°21′00″E / 37.966667°N 14.35°E37.966667; 14.35 (Reitano)Coordinate: 37°58′00″N 14°21′00″E / 37.966667°N 14.35°E37.966667; 14.35 (Reitano)
Altitudine 396 m s.l.m.
Superficie 13[1] km²
Abitanti 870[2] (30-11-2011)
Densità 66,92 ab./km²
Frazioni Villa Margi
Comuni confinanti Mistretta, Motta d'Affermo, Santo Stefano di Camastra
Altre informazioni
Cod. postale 98070
Prefisso 0921
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083070
Cod. catastale H228
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti reitanesi
Patrono sant'Erasmo
Giorno festivo 2 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Reitano
Posizione del comune di Reitano all'interno della provincia di Messina
Posizione del comune di Reitano all'interno della provincia di Messina
Sito istituzionale

Reitano (Ritanu in siciliano) è un comune italiano di 870 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

Sorge in collina (396 metri sul livello del mare) su un costone che fiancheggia una fiumara.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'antica Regitano (non si conosce l'etimologia esatta del nome) fu inizialmente casale della vicina città di Mistretta. Pare che i suoi fondatori siano stati proprio dei pastori mistrettesi che durante la transumanza scendevano con i greggi in collina. Col tempo, visto il clima più mite (Mistretta si trova a quasi 1000 metri sul livello del mare), i pastori cominciarono a svernare a valle fino a quando ne nacque un piccolo insediamento rurale che poi si trasformò in paese[3]. Il nucleo più antico di Reitano, caratterizzato da viuzze strette e tortuose, è sito nella parte bassa, in prossimità dell'antica chiesa del Carmine, legata alla presenza di monaci carmelitani; poi da qui il paese si è sviluppato verso l'alto.

Storicamente, quindi, il paese seguì il destino della vicina Mistretta, almeno fino al 1638 o 1639 quando divenne possesso di Francesco Colonna. Egli apparteneva alla celebre famiglia romana diramatasi anche nel meridione ed era chiamato 'Romano' per via della sua origine. Francesco Romano Colonna acquistò Reitano dalla Regia Curia di Filippo IV d'Asburgo, re di Spagna, attirato dalla bellezza paesaggistica, dall’abbondanza della produzione delle terre e dal clima mite collinare. La signoria dei Romano Colonna su Reitano durò fino al 1839. A Francesco, nominato duca di Reitano, succedettero Antonino, Ferdinando, suo fratello Mario, Antonino (morto a Reitano 1l 22 novembre 1750), Mario Colonna Gravina, Antonino Colonna Oneto (morto senza eredi). Risulta che questi duchi ricoprissero importanti cariche a Palermo e che fossero imparentati con le più illustri famiglie nobili del tempo: Lanza, de Leyva, Alliata, Gravina, De Gregorio ecc. A Reitano dimoravano in un palazzo nella contrada ancora oggi denominata Colonna. Durante la loro signoria Reitano era un Comune con propri amministratori, secondo l'ordinamento del tempo[4].

Dal 1816 e soprattutto dal 1868, il Comune di Reitano, insieme al Comune di Santo Stefano di Camastra, fu impegnato in una controversia giudiziaria contro il Comune di Mistretta per il possesso delle terre attribuite ai due Comuni da una divisione fatta nel 1648, di cui Mistretta rivendicava la proprietà, considerando "annullato ed estinto" l'atto del 1648; la causa si concluse nel 1871 con la sconfitta del Comune di Mistretta. Nel frattempo, a seguito della spedizione garibaldina, la Sicilia era entrata a far parte del Regno d'Italia e anche nel Comune di Reitano le mansioni fino ad allora svolte da un "Cancelliere" furono attribuite ad un "Segretario"[4].

Durante le due guerre mondiali anche Reitano ebbe i suoi caduti e dispersi. Durante la II guerra mondiale il paese accolse numerosi "sfollati", in fuga dalle città colpite dai bombardamenti. Da qui nel 1943 passarono truppe anglo-americane provenienti da Comiso attraverso l'interno della Sicilia.

Il fenomeno dell'emigrazione, già presente tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, è stato particolarmente intenso negli anni Cinquanta anche a Reitano: all'estero verso la Svizzera e la Germania e all'interno soprattutto verso il Nord-Italia (Piemonte, Lombardia, Liguria) e verso il Lazio (specialmente Aprilia). Per altro verso, negli anni sono andati ad abitare a Reitano persone provenienti da altre zone d'Italia (come si può notare da cognomi e soprannomi) e negli ultimissimi anni anche da Paesi stranieri, soprattutto per lavoro (es. badanti, braccianti agricoli, muratori, ...).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Fiorenti nel passato erano alcune attività artigianali quali la lavorazione del ferro battuto e la tessitura. In particolare, l'attività delle tessitrici era collegata con la produzione locale del lino che poi veniva fatto macerare in appositi fuossi, ovvero vasche a valle del paese. Tali attività sono completamente scomparse.

Attualmente il reddito principale - forte dell'antica tradizione e grazie al terreno fertile - proviene dall'agricoltura (olive, uva, agrumi). Ma anche l'agricoltura è in declino, mentre è aumentato il numero degli addetti al settore terziario (con molti pendolari verso i più vicini centri più grandi) e soprattutto dei pensionati.

Monumenti ed opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione nel territorio di Reitano vi erano 11 chiese; ne sopravvivono 7. Di particolare interesse monumentale sono la duecentesca Chiesa della Madonna del Carmelo e la "Chiesa Madre" intitolata alla Madonna Immacolata, dove si trova la cappella di Sant'Erasmo, patrono del paese, e che custodisce alcune pregevoli opere, specialmente del '600, come un SS Sacramento in legno laminato in oro zecchino e una Madonna col Bambino di scuola gaginesca. Degna di nota è anche la Chiesetta della Madonna delle Grazie recentemente restaurata.

Di più recente costruzione sono il "Monumento commemorativo dei concittadini caduti in guerra" (donato nel 1965 dal Generale di Finanza Luigi Pagliaro), il "Monumento dedicato all'Immacolata" all'ingresso del paese e il "Monumento dedicato a Padre Pio".

Sono presenti anche varie fontane, che un tempo servivano per uso domestico e per abbeverare cavalli, muli e asini e le greggi di passaggio per la transumanza. Particolarmente suggestivi sono i caratteristi scorci urbani.

Nella frazione Villa Margi vi è la grande scultura "Finestra sul mare" di Tano Festa, facente parte della "Fiumara d'Arte" voluta dall'imprenditore mecenate Antonio Presti.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Al margine del territorio del Comune, sul mare, sorge una piccola frazione detta prima Margi e oggi Villa Margi, antico borgo marinaro divenuto soggiorno estivo di molti villeggianti. Non molto lontano da qui sorgeva un impianto per la raffinazione dell'olio oggi dismesso.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 13,93 km2
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Fonte: Pagliaro Bordone Salvatore, Mistretta antica e moderna, Bologna, ristampa 1971
  4. ^ a b Fonte: San Martino "La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia",1898,vol. VI quadro 789
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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