Antonio Presti

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Antonio Presti

Antonio Presti (Messina, 12 maggio 1957) è un imprenditore, mecenate e artista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Presti è un mecenate siciliano che ha deciso di far trionfare l’arte in tutte le sue forme e affermare, attraverso il valore della bellezza, una possibilità di cambiamento sociale. In Sicilia ha realizzato grandi musei all’aperto e impegni etici ed estetici nelle periferie, per ridare alla bellezza il suo spirito emozionale.

Figlio di Angelo, un importante imprenditore siciliano attivo in ambito immobiliare, e Maria D’Arrigo, insegnante, il giovane Antonio ereditò l'azienda paterna a ventisette anni e affiancò all'attività imprenditoriale quella di mecenate. Il padre lo costringe a studiare ingegneria edile all’Università di Palermo, esigendo così una continuità aziendale. L’improvvisa morte del padre lo porta ad occuparsi dell’impresa, un’azienda a Santo Stefano di Camastra(Messina) specializzata nella produzione di materiali per la costruzione di strade, e della cava di pietra a Pettineo (Messina) per la produzione di calcestruzzo per costruzioni e pavimentazioni. Nel 1982 costituisce l’Associazione Culturale Fiumara d’Arte con la carica di Presidente.

Ben presto, matura l’idea che l’attività ereditata dal padre non rappresenta il suo futuro decidendo di dedicarsi anima e corpo alla sua vocazione di artista. L’arte e l’etica diventano i due obiettivi conduttori di tutte le sue scelte. In ricordo della figura paterna, immagina un percorso artistico che esprima continuità tra la vita e la morte, a simboleggiare la conservazione della memoria attraverso l’arte contemporanea.

Volendo dedicare alla memoria del padre un monumento, si rivolge allo scultore Pietro Consagra, che crea per l’occasione la scultura “La materia poteva non esserci”, la prima opera che, nel 1986, inaugura il museo a cielo aperto di sculture monumentali Fiumare d’Arte. Presti immagina di non farne un semplice fatto privato, ma di donare la scultura alla collettività collocandola alla foce della Fiumara di Tusa, un letto di un antico fiume che in un tempo lontano scorreva tra i monti Nebrodi per ventuno chilometri fino all’antica citta siculo-greca Halaesa, descritta da Cicerone come una delle più belle e importanti della sua epoca. Da quel momento la creatività, la passione per l’arte e l’amore per la bellezza diventano irrefrenabili per Antonio Presti. Negli anni, altri nomi si aggiungono alla rosa degli artisti di fama internazionale, ed altre opere arricchiscono Fiumara d’Arte. Il 6 gennaio 2006, viene riconosciuto il Parco di Fiumara d’Arte con la legge Regionale n. 6/06 denominata: “Valorizzazione turistica-fruizione e conservazione opera di Fiumara d’Arte“.

Tra i prestigiosi artisti di Fiumara d’Arte incontriamo Paolo Schiavocampo, al quale Presti commissiona l’opera “Una curva gettata alle spalle del tempo”, posta sulla strada che porta a Castel di Lucio. Successivamente Hidetoshi Nagasawa crea la “Stanza di barca d’oro”, sul torrente Romei, Antonio di Palma dà vita alla scultura “Energia mediterranea”, mentre “Il labirinto di Arianna” è opera di Italo Lanfredini. Si aggiungono negli anni “Monumento per un poeta morto” (ribattezzata La finestra sul mare a Villa Margi dalla gente del posto) di Tano Festa, Arethusa la caserma dei Carabinieri di Castel di Lucio con gli astratti decori in ceramica colorata, che richiamano i riflessi della Fonte Aretusa di Siracusa, di Piero Dorazio e Graziano Marini, e Il muro della vita, opera di quaranta artisti ceramisti provenienti da tutta Europa.

Il 21 marzo 2010 al Parco Fiumara d’Arte si aggiunge una nuova scultura, la “Piramide-38º parallelo”, imponente opera di Mauro Staccioli che diventa da subito luogo di interesse turistico e punto di riferimento per migliaia di visitatori che ogni anno, per il solstizio d’estate, condividono con Antonio Presti, il “Rito della Luce”.

Negli anni ’90, a Pettineo (Messina) realizza un’estemporanea di pittura Un chilometro di tela, una tela lunga un chilometro distesa lungo le strade del borgo medievale usata da centinaia di artisti e abitanti del luogo per creare la loro opera. A conclusione dell’evento ogni artista ritagliava il proprio pezzo di tela e lo donava a quel cittadino di Pettineo che lo aveva ospitato a pranzo a casa propria durante la manifestazione artistica. Nasceva così il Museo domestico di Pettineo.

A Tusa (Messina) è proprietario dell’Atelier sul Mare, un albergo inaugurato nel 1991, le cui stanze sono realizzate dai artisti internazionali di arte contemporanea. Da subito l’albergo diventa un museo-albergo d’arte contemporanea unico nel suo genere. La realizzazione di 24 delle 40 camere dell’Atelier sul Mare viene affidata ad artisti di fama internazionale.

La stanza della pittura“ di Piero Dorazio e Graziano Marini,

La stanza della terra e del fuoco“ di Luigi Mainolfi,

La stanza del mare negato“ di Fabrizio Plessi,

La stanza dei portatori d’acqua“ di Danielle Mitterrand, Agnese Purgatorio e Cristina Bertelli,

“La stanza del rito della luce“ di Antonio Presti con il contributo di una larga scuderia di poeti del panorama letterario italiano,

“La stanza del profeta – Omaggio a Pier Paolo Pasolini“ di Antonio Presti, Adele Cambria e Dario Bellezza,

Energia“ di Maurizio Mochetti,

Trinacria“ di Mauro Staccioli,

Mistero per la luna“ di Hidetoshi Nagasawa,

Sogni tra segni“ di Renato Curcio e Agostino Ferrari,

La bocca della verità“ di Mario Ceroli,

Il nido“ di Paolo Icaro,

Su barca di carta mi imbarco“ di Maria Lai,

La Torre di Sigismundo” di Raúl Ruiz,

Hammam” di Sislej Xhafa,

“La stanza dell’Opra” di Mimmo Cuticchio,

“Linea d’ombra” di Michele Canzoneri,

sono solo alcuni nomi evocativi della bellezza e della magica atmosfera che si respira all’interno delle camere.

“Lunaria – Contrada senza nome” di Vincenzo Consolo

“La stanza della luce” di Pepi Morgia

“Io sono il blu” di Antonio Presti e Ottavio Cappellani

Nel 1999 a Catania crea la Devozione alla Bellezza, con il Cero di S.Agata di Arnaldo Pomodoro, la Casa-d'Arte Stesicorea e l'evento di poesia Il treno dei Poeti. La dedizione per la bellezza ed un viscerale impegno sociale e culturale spingono Presti a Librino, quartiere della città di Catania. Nel 2009, realizza e dona al quartiere periferico Librino di Catania, “La porta della bellezza”, mentre nel 2019 “Il cantico di Librino, una imponente installazione fotografica di ben 1200 volti degli abitanti del quartiere fotografati da vari artisti fotografi. Lo stesso anno realizza Controesodo, un’azione artistica ed educativa intrapresa con un processo creativo e di dialogo condiviso con laboratori fotografici che hanno immortalato, emozioni, passioni di varie comunità dei paesi etnei per diventare installazioni nei comuni di Piedimonte Etneo, Randazzo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, S. Alfio, Milo, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Francavilla.

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