Mazzarrà Sant'Andrea

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Mazzarrà Sant'Andrea
comune
Mazzarrà Sant'Andrea – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
SindacoRosaria Giuffrè,Marco Oteri,Carmelo La Paglia (commissione straordinaria)
Data di istituzione1812
Territorio
Coordinate38°05′N 15°08′E / 38.083333°N 15.133333°E38.083333; 15.133333 (Mazzarrà Sant'Andrea)Coordinate: 38°05′N 15°08′E / 38.083333°N 15.133333°E38.083333; 15.133333 (Mazzarrà Sant'Andrea)
Altitudine110 m s.l.m.
Superficie6,69[1] km²
Abitanti1 580[2] (30-11-2011)
Densità236,17 ab./km²
Comuni confinantiFurnari, Novara di Sicilia, Rodì Milici, Terme Vigliatore, Tripi
Altre informazioni
Cod. postale98056
Prefisso0941
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT083046
Cod. catastaleF066
TargaME
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona B, 814 GG[3]
Nome abitantimazzarresi
PatronoMadonna delle Grazie
Giorno festivoultima domenica di agosto, 31 maggio.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazzarrà Sant'Andrea
Mazzarrà Sant'Andrea
Mazzarrà Sant'Andrea – Mappa
Posizione del comune di Mazzarrà Sant'Andrea all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Mazzarrà Sant'Andrea (Mazzarrà in siciliano) è un comune italiano di 1.580 abitanti della Città metropolitana di Messina in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato in una zona collinare, a 110 metri sul livello del mare, ed è delimitato dal torrente Mazzarrà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo vaghe notizie storiche, non suffragate da fonti sicure, a fondare Mazzarrà fu, ai tempi della dominazione saracena (827 - 1061), l'emiro musulmano Mazarak che, conquistate Taormina e Novara, affascinato dalla fertilità del terreno e dall'amenità del luogo, si insediò in questa contrada, andando ad abitare in una grande fattoria, fatta costruire dai suoi fedeli servitori quasi alla confluenza dei torrenti Cartolano (Brandino) e Macheo o degli Aranci (Mazzarrà), dove era stato edificato un avamposto avanzato della fortezza di Tripi, Novara di Sicilia e Montalbano Elicona. Da qui, Mazarak poteva controllare agevolmente tutto il traffico che passava dall'osteria del Vigilatore proveniente dalla spiaggia di Salicà e che si snodava verso le suddette fortezze (castelli). Della sontuosa dimora e castello si scorgono ancora i ruderi, invasi da erbacce e da rovi, nei pressi dell'attuale campo sportivo. (B. La Rosa- Mazzarrà S. A. La mia terra, la mia gente-Giambra Editori 2016)

Sull'origine del nome Mazzarrà ci sono varie ipotesi, ma una in particolare si riferisce al fatto che in arabo i villaggi per la conduzione agricola dei fondi erano detti Menzil, pertanto sorgendo in questo luogo la fattoria di un tale Arran (o Arrak) la contrada fu indicata come Menzil Arrak, nome che in volgare fu mutato in Mazzarrak e quindi, in dialetto locale, Mazzarrà.

Durante la dominazione normanna (1090 - 1250) i frati basiliani ebbero in concessione il feudo attorno al castellaccio, e aggiunsero a "Mazzarrà" il nome di Sant'Andrea, loro santo protettore. Il paese cambiò così nome in "Mazzarrà Sant'Andrea", che serve oggi a differenziarlo da Mazara del Vallo.(B. La Rosa Mazzarrà S. A. opera citatara)

Il feudo che venne a formarsi in quel punto, posseduto dai frati basiliani a partire dal 1163 (Periodico bimestrale della Provincia di Messina, n. 5 del novembre - dicembre 1998), dopo il 1400 passò a un certo Giovanni Giardina, dei principi di Spadafora (Vito Amico, Dizionario topografico della Sicilia; Palermo, 1856), ai quali si deve lo spostamento degli insediamenti abitativi nella zona corrispondente all'abitato attuale, a un chilometro dal vecchio castellaccio.

Il centro urbano divenne Comune autonomo dopo l'abolizione del feudo, nel 1812, pur mantenendo come stemma quello degli antichi fondatori, i principi di Spadafora, stemma che rappresenta un braccio che brandisce una spada.

Come sostiene lo storico Vito Amico (Dizionario topografico della Sicilia; Volume II, Palermo, 1856), dopo Giovanni Giardina, il feudo di Mazzarrà S. Andrea passò al figlio Enrico, e quindi a un consanguineo, Alduino De Aldoino, il cui nipote, nel 1447, lo lasciò in testamento a Corrado Spadafora, Barone di Venetico. "Costui ne ebbe confermata da Re Alfonso l'investitura dopo avergliene sborsato il prezzo, e lasciò il feudo e il castelletto al figlio Federico, il quale, divenuto principe di Maletto, ottenne dall'Imperatore Carlo V il privilegio di poter popolare la terra chiamandovi gente dei dintorni. Certamente fu allora che si scelse come luogo più adatto all'abitato il terreno ove oggi è la parte più bassa di Mazzarrà, a circa un chilometro dall'antico castellaccio, terreno in gran parte poi trasformato dalle alluvioni del fiume (tomo "Mazzarrà" di Giuseppe Milazzo e Salvatore Raccuglia; Ragusa, 1899). Nell'anno 1653, per volere di Pietro Spadafora, il borgo si ingrandì, tanto da passare dai 197 abitanti del 1674, ai 510 del 1760, e acquistò lo stemma dei principi di Spadafora.

Comune autonomo dal 1820, luogo privilegiato perché culla dei vivai, conca umida e calda riparata contro i venti che soffiano dall'Etna dai contrafforti dei Peloritani, sfiorata dalla brezza delle acque del Tirreno e bagnata da quelle dei due torrenti Mazzarrà e Brandino, vede stendersi ai suoi piedi una meravigliosa plaja di circa 600 ettari, coltivata a vivai o a chinotto. "Fu dopo il 1504, a seguito della dominazione spagnola, che la diffusione degli agrumi prese corpo in modo particolare lungo le fasce ioniche e tirreniche dell'isola, perché qui le condizioni climatiche meglio rispondevano alle esigenze vegetative delle giovani piante ("Mazzarrà Sant'Andrea, il vivaismo agrumicolo e le sue origini", di Carmelo Alosi).

Sebbene sia ancora aperto il problema del luogo esatto in cui ebbe inizio l'agricoltura di tipo vivaistico, è quasi certo che solo con l'arrivo degli Arabi la questione dei vivai di agrumi a Mazzarrà Sant'Andrea ebbe ad assumere un posto di rilievo nel quadro dell'economia della cittadina.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

In campo blu riportante corona a 4 punte, riquadro su campo celeste con braccio destro e spada in pugno, semicorona formata a sinistra da ramo di alloro e a destra da ramo di quercia, legati al centro da fiocco rosso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Patrona di Mazzarrà S. Andrea è la Madonna delle Grazie. La festa patronale si svolge Si svolge tutti gli anni dal venerdì all'ultima domenica di agosto, inizia 15 giorni prima con la funzione religiosa "a scinduta da Madonna" (nel dialetto locale), giorno in cui in cui il simulacro viene posto su di un fercolo.
Nove giorni prima inizia la novena in onore della Madonna.
La Mattina della domenica alle ore 8,00 la gente viene svegliata dal rumore dei fuochi d'artificio che annunciano l'imminente festa.
Il pomeriggio alle ore 18,00, al secondo colpo di martello e al grido di "Evviva la gran Signora Maria Santissima delle Grazie! E chiamamula mi nd'aiuta!!" ("e chiamiamola in nostro aiuto"), i portatori conducono il fercolo fuori dalla Chiesa Madre.[5] I fedeli rendono omaggio alla Madonna sventolando dei fazzoletti bianchi e facendo offerte alla Madonna. Ogni volta che il fercolo si ferma il martello tuona due volte e tuona anche quando riparte; durante la processione vengono offerti[non chiaro] fuochi artificiali. La processione dura circa 4 ore e rientra alle 22,00 circa, dopo aver assistito ai fuochi artificiali.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Contrade e quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Badia, Baglio, Bastiuni ruttu, Beveratoio, Binzi, Buarizzu*, Caccara (ove esisteva in tempo antico una fornace per cuocere i mattoni), Calvario, Casaleni, Casarusso, Castellaci, Castello, Cattafi, Cavalleria, Ceti, Chianu, Chiusa, Ciumi, Costa Foglio, Cuba, Croce, Crucitta, Cumà, Currie, Feu, Ficari niri, Fontane*, Furci, Giannìcola, Giarrisi, Lasciuredda, Log'amadonna, Macchie, Maggi, Mandrì, Mantonico, Merlo, Mezzavia, Mulino, Mulinazzu, Oliveto, Otaranatu, Piano cardone, Piano Gorne, Pintu, Pizzupalu, Pizzurussu, Ponti i' pacci, Pumarazzu, Quattalaru, Rinazzo, Rocca o Lucianu, Sant'Andrea, Scampati, Sciabacca, Sena, Strittucampu, Pinto, Zuppà, U' chianu i San Gioggiu, U' chianu a Chiesa.

  • Buarizzu e Fontane non sono più esistenti, e come molti altri sono nomi caduti nel dimenticatoio. Erano situate dalle parti delle contrade Chiusa e Cuba, perché pare che ai tempi degli arabi li fossero sorte le prime case-stalle di buoi e delle fontane monumentali meravigliose fra i terrazzamenti del terreno.

Fonte: Basilio La Rosa, Mazzarrà Sant'Andrea, la mia terra la mia gente, Giambra editori.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Finaita.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

« Mazzarrà, grembo nutrice madre di ogni pianta d'agrume cedro, lumia, bergamotto che si trovi in questa terra di Sicilia e oltre »

(Vincenzo Consolo)

L'economia del paese si basa sulla produzione agricola (in particolare di olive, agrumi, vite e ortaggi) ed artigianale.[6]

Il vivaismo floro-agrumicolo è diventato il cardine dell'economia mazzarrese, tant'è che, secondo illustri studiosi[senza fonte], piante innestate di agrumi provenienti dalla cittadina sono state esportate in varie regioni italiane e in diversi Paesi stranieri quali Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Jugoslavia, Palestina, Tunisia. Sembra che[senza fonte] l'arte vivaistica mazzarrese trovò spazio, nel 1889, grazie ad un intraprendente mazzarrese, anche in Francia, a Parigi, in coincidenza con l'inaugurazione della Torre Eiffel. Le tradizioni dell'attività vivaistica mazzarrese sono state sempre apprezzate, principalmente, per la selezione varietale curata con tecniche di alto livello e serio impegno.

I vivai agrumicoli[modifica | modifica wikitesto]

È ancora aperto il problema del luogo dove ebbe inizio l'agricoltura, ma è quasi certo che solo con l'arrivo degli Arabi la questione dei vivai d'agrumi a Mazzarrà Sant'Andrea ebbe ad assumere un posto di rilievo nel quadro dell'economia. L'attività agricola è la forma primaria e più nobile di attività economica. Essa richiede, specie per i vivai, un intenso lavoro inteso come applicazione di forze umane. I progressi della scienza agraria sono continui, ma nel campo della vivaistica la meccanizzazione è relativa. Le nostre piante d'agrumi sono note in tutto il mondo e da pochi decenni il Ministero delle politiche agricole e forestali, la Regione Siciliana e la Cassa del Mezzogiorno, si interessano più da vicino al miglioramento della produzione e quindi al materiale di riproduzione. Questa attività che si svolge a Mazzarrà Sant'Andrea da circa 500 anni permette di definire il paese come la culla di tutta la vivaistica agrumicola.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mazzarrà Sant'Andrea è interessata dalla Strada statale 185 di Sella Mandrazzi e dalla Strada Provinciale 100 Russo.

I trasporti interurbani di Mazzarrà Sant'Andrea vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da AST.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Mazzarrà Sant'Andrea fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Alto Fantina e Alto Mela)[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'ASD Stefano Catania è la società calcistica locale, disputa le partite di casa nell'omonimo stadio "Stefano Catania".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Pagina 288, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1], Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1800
  6. ^ Mazzarrà Sant'Andrea
  7. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

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