Roccalumera

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Roccalumera
comune
Roccalumera – Stemma Roccalumera – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
Sindaco Gaetano Argiroffi (Credere in Roccalumera) dall'11/06/2013
Territorio
Coordinate 37°58′14″N 15°23′24″E / 37.970556°N 15.39°E37.970556; 15.39 (Roccalumera)Coordinate: 37°58′14″N 15°23′24″E / 37.970556°N 15.39°E37.970556; 15.39 (Roccalumera)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 8,91[1] km²
Abitanti 4 252[2] (30-11-2011)
Densità 477,22 ab./km²
Frazioni Allume, Sciglio
Comuni confinanti Fiumedinisi, Furci Siculo, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara
Altre informazioni
Cod. postale 98027
Prefisso 0942
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083072
Cod. catastale H418
Targa ME
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti roccalumeresi
Patrono Santa Maria del Rosario
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccalumera
Roccalumera
Roccalumera – Mappa
Posizione del comune di Roccalumera all'interno della Città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Roccalumera (Roccolomèra in siciliano) è un comune italiano di 4.252 abitanti della Città metropolitana di Messina in Sicilia.[3]

La cittadina aderisce all'Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani, ed è famosa per il suo legame con il poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo, che vi ha vissuto l'infanzia e la giovinezza. In sua memoria è stato allestito un museo presso l'antica stazione ferroviaria.

Patrona storica di Roccalumera è la Madonna del Rosario, dal lontano 1674.

Origini storiche[modifica | modifica wikitesto]

Per tutta la durata del Medioevo, e fino al XVII secolo, il territorio di Roccalumera era diviso tra le due baronie di Savoca e di Fiumedinisi. Più precisamente: la zona meridionale del paese (fino al Piccolo Torrente Pagliara) apparteneva a Savoca, tutto il resto, comprese le borgate di Allume e Sciglio erano sotto la giurisdizione politico-amministrativa di Fiumedinisi.

Nel 1540, Re Carlo V concesse al Viceré di Sicilia, don Ferdinando Gonzaga, quale ricompensa per essersi distinto nella battaglia di Tunisi, le miniere vicino al bosco di San Michele, allora facente parte della Baronia di Fiumedinisi. Nella parte meridionale del paese si trovava(e si trova) la Torre Sollima o Ficara (detta anche Zi Paola), inserita nel complesso di fortificazioni alle quali faceva capo il castello di Pentefur di Savoca. Nel 1606, le miniere di Ferdinando Gonzaga vennero acquistate dalla famiglia La Rocca, che verso il 1610, ottenne il permesso di popolare quelle terre.

Nel 1613,Giovanni La Rocca sposò Isabella Lanza Abbate, vedova del Barone di Fiumedinisi Antonino Romano Colonna Statella, che gli portò in dote il bosco di San Michele; Giovanni La Rocca, allora, riunì sotto la sua giurisdizione il territorio del bosco di San Michele con quello delle miniere che già possedeva, formando il primo nucleo denominato "Roccalumera" (toponimo che deriva da Roccae Alumeriae cioè Rocca dell'Allume, Rocca dal nome del proprietario, Allume, per indicare le importanti miniere).

Tale nucleo, corrispondente all' attuale Allume, può dunque dirsi a ragione il "centro storico" della cittadina Roccalumerese.

Tuttavia esso doveva esistere già prima del 1610, essendo presente nell'abitato una chiesa in stile bizantino dedicata a San Michele Arcangelo, probabilmente risalente al 1100/1200. Nel 1530 risultano esistere ad Allume ben 115 case, per cui è facile ipotizzare che in quel periodo vi dimorassero almeno 350/400 abitanti. Possiamo ben dire che questo piccolo borgo traeva il suo sostentamento dalla produzione mineraria, ma anche da agricoltura, allevamento e pastorizia.

Oltre alla medioevale chiesa di San Michele, degna di nota è la seicentesca Chiesa Arcipretale e Matrice di Roccalumera di Santa Maria del Rosario, che dal 1674 è la patrona principale della città.

Nel periodo che va dal 1613 al 1816, la Terra di Rocca Alumarie fu un marchesato, sottoposto al mero e misto imperio della famiglia La Rocca, incastonato tra la Terra di Savoca a sud e la Baronia di Fiumedinisi a nord.

In occasione della Rivolta antispagnola di Messina del 1674/1678, il paese di Rocca Alumarie venne posto sotto la supremazia militare di Savoca, pur rimanendo sempre in possesso della Famiglia La Rocca.

Nel 1695, il paese di Pagliara, emancipandosi dalla Terra di Savoca, acquistava la piena autonomia amministrativa, sicché nel suo territorio vennero inserite le borgate rivierasche di Botteghelle, Palma, San Niccolò e Calleggi che costituirono la cosiddetta "Marina di Pagliara".

Nel 1816, con l'abolizione del feudalesimo, il Marchesato di Rocca Alumarie divenne il comune di Roccalumera, inserito nel Circondario di Alì, facente parte del Distretto di Castroreale. Successivamente, nel 1851, mediante Regio Decreto di re Ferdinando II di Borbone, viene istituito il novello comune autonomo di San Ferdinando (oggi Nizza di Sicilia) al quale vennero assegnati: le borgate di San Giovanni e di Ciumareddu, appartenenti alla Marina di Fiumedinisi ed i territori della Marina di Roccalumera. Il comune di Roccalumera vide ridursi la propria estensione territoriale. Solo poco tempo dopo, però, nel settembre 1851, sempre con Regio Decreto di re Ferdinando II, si dispose che le borgate di Botteghelle, Palma, San Niccolò e Calleggi, appartenenti al comune di Pagliara venissero assegnate a Roccalumera che così veniva "ripagata" per le consistenti rinunce territoriali subite a favore di San Ferdinando. Lo stesso R.D. del 1851, dispose, altresì, che la sede municipale di Roccalumera venisse trasferita da Allume alla borgata rivierasca di Botteghelle. Fu allora che Roccalumera assunse i confini che tuttora, grossomodo, ancora conserva; essendo ricompresa tra il Torrente Pagliara ed il Torrente Allume.

Fu dunque a partire dal 1851 che si ebbe un grande incremento edilizio sul litorale, precisamente sulla vecchia trazzera che collegava Messina a Catania (l'attuale S.S. 114, detta anche Corso Umberto I). Molte famiglie aristocratiche di latifondisti provenienti dai paesi collinari circostanti (Pagliara, Locadi, Mandanici, Savoca, Fiumedinisi) si stabilirono lungo il corso principale del paese, edificandovi eleganti e sontuose residenze tuttora visibili; tra queste famiglie si ricordino i Mastroeni, gli Scuderi, gli Argiroffi, i Nicòtina, i Parisi, i De Luca e gli Interdonato. Insomma, si sviluppò l'abitato entro la conformazione che lo denota a tutt'oggi. Sorsero chiese, case, palazzi nobiliari e alcuni opifici dediti alla lavorazione della seta e degli agrumi ricavati negli ubertosi agrumeti locali. Roccalumera (come la vicina Santa Teresa di Riva) divenne un importante centro agricolo, artigianale e commerciale. Tra il 1880 ed il 1914, il limitrofo comune di Pagliara risulta soppresso e inglobato a quello di Roccalumera. Durante il regime fascista, il limitrofo comune di Nizza di Sicilia venne soppresso con R.D. 655/1929 ed accorpato a Roccalumera. Nel 1948 la Regione Siciliana con la legge n. 42 separò nuovamente i due comuni satuendo definitivamente i confini attuali.

Roccalumera e Salvatore Quasimodo[modifica | modifica wikitesto]

Del paese di Roccalumera è figlio Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura: qui nacque ed è sepolta tutta la famiglia Quasimodo tra cui la nonna Rosa Papandrea, originaria di Patrasso, è personaggio chiave al fine di comprendere la sua vena di grande traduttore dei classici, greci e latini. Il poeta arrivò a Roccalumera 5 giorni dopo la nascita e qui ha ricevuto il battesimo l'11 settembre 1901 nella chiesa della Madonna Bambina , dal beato Francesco Maria Di Francia. A Roccalumera, sulla via Umberto I, sorge la casa familiare, edificata dal nonno Vincenzo. Vincenzo Quasimodo, nonno fu sindaco di Roccalumera all'inizio del '900. Qui Salvatore Quasimodo visse gli anni dell'infanzia e della giovinezza venendo a fare i bagni nel limpido Mare Jonio, ed a giocare all'ombra della monumentale Torre Saracena ricordata nella poesia "vicino una torre saracena" che oggi è sede del parco letterario Salvatore Quasimodo di Roccalumera . Da grande vi tornava per venire a trovare i parenti. Qui venne subito dopo il conseguimento del Premio Nobel per la letteratura nel 1959, a rendere omaggio all'anziano padre. Qui si conserva la memoria storica di famiglia attraverso la testimonianza viva dei suoi cari, esposta nel Parco Letterario Salvatore Quasimodo e la possibilità di leggere e comprendere il Poeta nel tessuto del suo mondo interiore, in cui si trasfondono i modi di essere di questa famiglia e di questa Terra. Oggi nella dismessa stazione ferroviaria ha sede il parco a ricordo della professione di ferroviere del padre e del nonno paterno di Salvatore Quasimodo. All'interno del giardino-museo sono parcheggiati cinque vagoni ferroviari merci trasformati in treno-museo con una galleria fotografica della famiglia Quasimodo; i vagoni sono simili a quelli dove la famiglia visse per mesi dopo il terremoto del 28 dicembre 1908 a Messina, come il poeta ricorda nella poesia Al padre; il giardino contiene piante descritte nelle poesie di Quasimodo. Nella biglietteria si trovano molti cimeli, tra i quali lo studio originale di Milano, la laurea dell'università di Messina e i certificati vari sia del poeta ma anche della sua famiglia; inoltre è conservata la corrispondenza privata con personalità estere ed ammiratori. È possibile visionare o filmati delle teche Rai e di televisioni estere,tra cui la cerimonia del premio Nobel. Fa pure parte del Parco Lettrario la Torre Saracena. dove sono esposte alcune opere pittoriche di Quasimodo e dove è custodito un antico quadro delle antiche fattezze della torre."

Il 14 dicembre 2009 il Consiglio Comunale di Roccalumera, in seduta solenne convocata nell'Antica Filanda, con voto unanime, ha conferito la cittadinanza onoraria postuma a Salvatore Quasimodo iscrivendo il Poeta nell'anagrafe cittadina, che solo la circostanza del momentaneo soggiorno per lavoro del padre fuori da Roccalumera aveva negato, essendo invece la famiglia di pieno titolo figlia della cittadina di Roccalumera.

Anche la sorella del Poeta, anch'essa letterata, Rosina Quasimodo, sposa di Elio Vittorini, è sepolta nel cimitero di Roccalumera.

Nell'agosto del 2017 il comune di Roccalumera ha conferito all'attore Alessandro Quasimodo, figlio del poeta, la cittadinanza onoraria.

A Roccalumera sono ispirate liriche, tra le più belle del canto poetico moderno, quali "Vicolo", "Vicino ad una Torre Saracena", "Lettera alla madre" e "Al Padre" e "Fresca Marina". Qui Quasimodo ha tradotto testi e ha scritto versi.

La Chiesa Matrice di Roccalumera[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto della Chiesa Matrice di "Santa Maria del Rosario".

La Chiesa di "Santa Maria del Rosario" è chiesa arcipretale e Matrice di Roccalumera. Situata nel centro di Allume, è una costruzione a navata unica con annessa torre campanaria, edificata nella seconda metà del XVII secolo con impostazione tipicamente barocca. Il tempio, distrutto dal terremoto del 1783, fu restaurato nel 1830 per volere del munifico Arciprete Pietro Nicola De Luca (1768-1845); questo grande sacerdote mecenate recuperò quel che restava della struttura e delle opere in essa conservate, quali tele, argenti, suppellettili varie, e ricostruì quanto il sisma aveva irrimediabilmente distrutto.

Interno della Chiesa Matrice di "S.M. del Rosario".

La torre campanaria della chiesa madre ospita cinque campane in bronzo e il caratteristico orologio con quadrante circolare e numeri romani. La campana più grande risale addirittura al 1760. L'interno della chiesa è ricco di decorazioni barocche e conserva numerose opere scultoree e pittoriche di indubbio interesse storico e artistico, come l'antico e pregiato dipinto raffigurante la Vergine del Rosario che, posizionato al di sopra del Tabernacolo, domina sull' altare maggiore della chiesa.

[4] [5]

La Patrona di Roccalumera[modifica | modifica wikitesto]

Nel tempio si perpetua da oltre tre secoli la forte devozione alla Madonna del Rosario, che dal lontano 1674 è riconosciuta ufficialmente quale Patrona Principale di Roccalumera.

Il pregiato gruppo statuario che la rappresenta costituisce indubbiamente un interessante manufatto, risalente ai primi decenni del 1800 e realizzato da maestranze siciliane in legno intagliato, zecchinato e dipinto. L'effigie della Patrona è un'opera monumentale voluta verosimilmente dall'Arciprete Pietro Nicola De Luca all'epoca della ricostruzione della chiesa.

La statua della Patrona di Roccalumera con il manto degli ori votivi al rientro della processione.

La Vergine e' seduta su un'elegante nuvola che sovrasta una semisfera fasciata, simbolo del mondo, e sorregge con la mano sinistra il Bambino Gesù; nella mano destra reca la corona del Rosario che porge a San Domenico, inginocchiato dinanzi ad essa e con lo sguardo rapito in estasi. La sacra scena poggia su un grande fercolo intagliato e zecchinato che serve a portare in processione la statua, nel giorno della sua festa.[6]

La secolare ricorrenza, indubbiamente tra le più antiche tradizioni del paese, si celebra la prima domenica di ottobre e si conserva integra nella sua solennità religiosa: nel pomeriggio si svolge la processione che percorre le vie di Allume con il simulacro della Patrona e il Reliquiario del Capello della Beata Vergine Maria.

Le altre Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo, in stile bizantino, edificata verso il secolo XII. Si trova nella frazione Allume, in posizione estremamente panoramica. È a navata unica con volta a botte; pregevole risulta l'abside e la facciata. Dipende dall'Arcipretura "Santa Maria del Rosario" ed è stata restaurata nel 2002.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso. È ubicata nel cuore del quartiere Baglio e dipende dalla parrocchia di Santa Maria della Catena. Risale al 1740 circa e conserva al suo interno un prezioso crocifisso ligneo ed un pregevole altare intarsiato in marmo. Adiacente alla chiesa, è situata la villa dello scienziato Stanislao Cannizzaro; un tempo la chiesa era annessa alla villa come cappella privata.
  • Chiesa Parrocchiale "Santi Cosma e Damiano". Si trova nella frazione di Sciglio e fu edificata nel XVIII secolo. È sede, ogni anno, dei solenni festeggiamenti in onore dei Santi Medici, la cui ricorrenza si celebra l’ultima domenica di settembre.

Si tratta di un culto antico, particolarmente sentito, che raccoglie fedeli da diverse zone limitrofe.

  • Chiesa Parrocchiale "Santa Maria della Catena" . La prima edificazione risale al 1893, per volontà degli abitanti dei quartieri Baglio e Ficara. Venne ricostruita ed ingrandita nel 1932.
Statua della Madonna della Catena, patrona del vicariato.

Presenta un impianto a croce latina; sulla sinistra si trova un altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù, sulla destra è possibile ammirare un dipinto che raffigura santa Teresa del Bambino Gesù. Il soffitto a cassettoni è decorato al centro con dei rosoni. È sede, ogni anno, della festa in onore della Madonna della Catena, una delle feste più sentite da tutta la riviera, che richiama pertanto un gran numero di devoti da tutta la fascia jonica, con la solenne processione del simulacro ligneo della Madonna (realizzato dallo scultore Francesco Lo Turco) per le vie della parrocchia.

Al suo interno, oltre ai simulacri di sant' Antonio, del Sacro Cuore e della Vergine Maria, è presente anche un artistico crocifisso dipinto a mano e fatto realizzare proprio per il Santuario da un benefattore. La Croce è stata benedetta e inaugurata il giorno 11 Marzo 2017, in occasione del 120 anniversario della fondazione dell'Ordine, durante una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Messina, mons.Giovanni Accolla.

Statua di Sant' Antonio

Il santuario, da sempre luogo di riferimento per i fedeli del comprensorio, è sede ogni anno dei solenni festeggiamenti in onore di Sant' Antonio di Padova, con la celebrazione di numerose sante Messe e la solenne processione della statua del santo - recentemente restaurata con il contributo economico di tutti i devoti - che si snoda per tutta la via nazionale, sempre caratterizzata dalla forte partecipazione di fedeli provenienti anche dagli altri paesi dell'hinterland, segno della grande devozione e del forte legame che stringe i Roccalumeresi - e non solo - al loro Santo Taumaturgo e al suo santuario.

L'interno è a tre navate delimitate da colonne. L'altare è in marmo rosa con quattro colonne laterali più grandi e quattro più piccole al centro con capitelli in stile corinzio. Sulla sommità dell'altare, ai lati, sono scolpiti due angioletti in marmo. Nella navata di sinistra si trova un grande crocifisso in legno di rinomato valore. Lungo tutte le pareti si possono ammirare i dipinti raffiguranti la Via Crucis.

Processione a mare della Madonna del Carmelo.

È sede dei solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, che ruotano intorno a due grandi eventi: "Il trionfo di Maria in mezzo al suo popolo", che si svolge il 16 Luglio con la processione lungo le vie della Parrocchia, e "Il meraviglioso giorno di Maria sul mare", che si svolge la domenica successiva al 16 Luglio con il tradizionale e caratteristico pellegrinaggio a mare del venerato simulacro della Vergine.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Sollima (o Ficara) (secolo XII). Antica torre di avvistamento e di guardia, risalente, con molta probabilità agli inizi del Quattrocento; anche se non mancano gli storici che collocano la sua costruzione al secolo XII. È chiamata "Sollima" (dal nome della nobile famiglia messinese proprietaria della costruzione nel XVI secolo)[7] ed è conosciuta anche come "Ficara" o "Ficarra" toponimo che potrebbe avere origine dall'arabo “Fakhar” che significa potente, importante[8]. Faceva parte del sistema difensivo delle Torri costiere della Sicilia ed era in costante contatto con il Castello di Pentefur a Savoca. Fungeva anche da rifugio per gli abitanti della zona in caso di incursione dei pirati.
Torre saracena Roccalumera

Nel 1578 la Torre Sollima presentava un tetto conico, due lucernari sulla parte superiore, una porticina d'ingresso al di sopra della zoccolatura e, di fianco, alla stalla dei cavalli, visibile ancora oggi. Venuto meno il pericolo dei pirati, agli inizi del XIX secolo, l'edificio divenne "Torre Telegrafo", mettendo in comunicazione il paese di Roccalumera con Barcellona Pozzo di Gotto. Nel 1830 furono aperte, nella parte superiore, due finestre a sesto acuto in pietra bianca; il tetto venne impreziosito con una notevole merlatura guelfa che fungeva da terrazzo. La “Torre Sollima” è divenuta nel tempo il simbolo di Roccalumera. Salvatore Quasimodo le fu particolarmente legato, dedicandole la poesia “Vicino ad una Torre Saracena per il fratello morto”, riprodotta su una lapide di marmo posta alla base della torre, grazie ai soldi finanziati dalla comunità europea nel 2000 iniziarono i lavori di ristrutturazione della torre e nel 2001 è diventata una sezione del parco Salvatore Quasimodo che oggi ha sede alla stazione di Roccalumera.

  • Antica Filanda (secolo XIX).

La manifattura della seta rappresentò nei secoli passati la principale attività di Roccalumera. Erano attive due filande a vapore, una a monte, di fronte l’attuale posta, ora demolita, l’altra sul lungomare, ancora esistente, di cui è visibile la ciminiera in mattoni. Entrambe risalenti ai primi del ‘900, pare che siano rimaste attive sino al 1945/1946.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Persone legate a Roccalumera[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1985 22 maggio 1990 Carmelo Sebastiano Saitta Democrazia Cristiana Sindaco [10]
22 maggio 1990 4 marzo 1994 Carmelo Sebastiano Saitta Democrazia Cristiana Sindaco [10]
4 marzo 1994 15 giugno 1994 Aldo Rao Comm. straordinario [10]
15 giugno 1994 25 maggio 1998 Gaetano Argiroffi lista civica Sindaco [10]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Gaetano Argiroffi lista civica Sindaco [10]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Giovanni Miasi lista civica Sindaco [10]
17 giugno 2008 8 luglio 2013 Giovanni Miasi lista civica Sindaco [10]
11 giugno 2013 in carica Gaetano Argiroffi Sindaco [10]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Roccalumera fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 (Montagna litoranea dei Peloritani)[11].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie sulle origini storiche di Roccalumera sono state estrapolate da:

  • sac. Roberto Romeo, La Rocca di Allume. Tip. Fontaurea. 2009.

per approfondire sulla frazione Sciglio cfr.:

  • Giuseppe Campagna, Sciglio e i Santi Cosma e Damiano. Storia, fede, tradizione, Tipolitografia Trischitta, Messina 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  3. ^ Pagina 152, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1], Palermo, Reale Stamperia, 1800
  4. ^ Pagina 153, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [2], Palermo, Reale Stamperia, 1800
  5. ^ Roberto Romeo, "La Rocca di Allume storia e tradizioni cristiane- L'Arcipretura del Santissimo Rosario dalle origini ai nostri giorni".
  6. ^ Roberto Romeo, "La Rocca di Allume storia e tradizioni cristiane- L'Arcipretura del Santissimo Rosario dalle origini ai nostri giorni".
  7. ^ La Torre Saracena - Parco Letterario Salvatore Quasimodo - Roccalumera, Sicilia, Italia, parcoquasimodo.it. URL consultato il 21 luglio 2016.
  8. ^ FurciSiculo.net .:. La Torre di guardia di Roccalumera, su www.furcisiculo.net. URL consultato il 21 luglio 2016.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  11. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

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