Tortorici

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Tortorici
comune
Tortorici – Stemma Tortorici – Bandiera
Panorama di Tortorici
Panorama di Tortorici
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Messina-Stemma.png Messina
Territorio
Coordinate 38°01′51″N 14°49′27″E / 38.030833°N 14.824167°E38.030833; 14.824167 (Tortorici)Coordinate: 38°01′51″N 14°49′27″E / 38.030833°N 14.824167°E38.030833; 14.824167 (Tortorici)
Altitudine 468 m s.l.m.
Superficie 70,5[1] km²
Abitanti 6 490[2] (31-12-2014)
Densità 92,06 ab./km²
Frazioni Batana, Bruca, Capreria, Capuccini, Colla, Casitti, Fiumara, Grandusa, Grazia, Ilombati, Lembo, Martini, Masugna, Mercurio, Marù, Moira, Pagliara, Parisi, Piano Canne, Potame, Pullo, San Leonardo, Salvo, Sant'Andrea, Santa Nagra, Sceti, Sciortino, Serro Alloro, Serro Polino, S. Sergio,
Comuni confinanti Bronte (CT), Castell'Umberto, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Randazzo (CT), San Salvatore di Fitalia, Sinagra, Ucria
Altre informazioni
Cod. postale 98078
Prefisso 0941
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 083099
Cod. catastale L308
Targa ME
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti oricensi / tortoriciani
Patrono San Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tortorici
Tortorici
Posizione del comune di Tortorici all'interno della città metropolitana di Messina
Posizione del comune di Tortorici all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Tortorici (Turturici in siciliano) è un comune italiano di 6 490 abitanti[2] della Città metropolitana di Messina in Sicilia. Il centro è dominato da Monte San Pietro.

È un comune del Parco dei Nebrodi, che sorge in una suggestiva vallata, circondata di monti e colline disseminate di case.

Grazie alla presenza di numerosi boschi ricchi di noccioleti sparsi in tutte le 72 borgate, Tortorici viene soprannominata "Città della Nocciola"[3], venendo inoltre ricordata come "Città delle Campane" e "Valle dell'Ingegno".

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Borghi[modifica | modifica wikitesto]

Tortorici è composta da 72 borgate, tra le quali ricordiamo: San Filippo, Piano Canne, Fiumara, Serro Polino, San Costantino, Maggio di Carlo, Capreria, Sceti, Mercurio, Sciortino, Moira, Pagliara, Batana, Ilombati, Marù, Acqua di sale, Cappuccini, Potame, Serro Alloro, San Leonardo, San Bartolomeo, Bruca, Randi e Grazia.

Tradizioni e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominata "Valle dell'Ingegno", Tortorici ha mantenuto per secoli il primato in un'attività molto speciale: la fonditura di Campane. Le opere prodotte sono state esportate in tutta la Sicilia a partire dal 1500, ma, nel 1682 un'alluvione distrusse opere e gran parte della città. Da allora, Tortorici ha cercato di riprendere l'attività di un tempo con scarsi risultati[5]. In particolare, una poesia tradizionale recita:

(SCN)

« Turtura nun canti chiù supra la Nuci,
commu cantavvi prospira e felice.
Vinni la china e si purtau la Nuci,
e la bedda città di Turturici »

(IT)

« Tortora non canti più sopra quel Noce,
come cantavi prospera e felice.
Venne la piena e portò via il Noce,
e la bella città di Tortorici. »

(Poesia tradizionale Tortoriciana)

Danze e musiche tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni '80, uno studioso di Musica Etnica, il maestro Gemino Calà, ha condotto numerosi studi sulle musiche tradizionali di Tortorici. In particolare egli ha creato un nuovo arrangiamento musicale, basandosi sull'antico canto: " 'A Nuciddara". Il testo è stato tramandato nel corso dei secoli dai Tortoriciani, che, tra i noccioleti, allietavano le giornate di raccolta intonando versi di questo canto[6].

Un ballo tipico è invece il "Lanzet", che risale ad antichissime tradizioni pastorali e continua ad essere tramandato ancora oggi tra gli abitanti di Tortorici[7].

Feste[modifica | modifica wikitesto]

La lunga festa in onore di S. Sebastiano inizia il primo gennaio con il suono della campana e l'esposizione del Santo alla Città.

La prima manifestazione è la Bula che cade il sabato più vicino alla festa. La domenica precedente la Festa, in mattinata, al rientro dalla processione di S. Antonio Abate, i devoti danno inizio alla Sfilata dell'Alloro lungo le vie della Città fino alla Chiesa di S. Maria Assunta. Durante la lunga processione verso la Chiesa Madre, suonatori di Zampogna, Fisarmonica e Tamburelli accompagnano i devoti, creando un'atmosfera di gioia e armonia e suscitando sempre più interesse da parte di curiosi e cultori delle tradizioni.

La festa vera e propria si celebra ogni anno, puntualmente, il 20 gennaio; i devoti che hanno un voto da sciogliere, vanno "nudi" al Santo: gli uomini, in segno penitenziale vestono di bianco con camicia e pantalone, un fazzoletto piegato a forma di triangolo al cinto e piedi nudi; le donne, anche loro a piedi nudi, indossano camicie e gonne bianche, con un fazzoletto che copre la testa. Esse precedono e seguono, nella processione o nella questua, il Santo. Il rito religioso si celebra nella Chiesa di S. Maria Assunta, con la partecipazione delle autorità locali e rinnovando una secolare tradizione che prende il nome di Senato: i Giurati nel '600, i Senatori nel '700 e i Sindaci dal '800 in poi, preceduti dai mazzieri si recano in Chiesa consegnando, in segno di omaggio al Santo, le chiavi della città. A mezzogiorno inizia la Processione per le vie della Città. L'artistica "Vara" è portata solo dai nudi, e rappresenta un privilegio ma anche un obbligo penitenziale. La prima tappa della Processione è nel Fiume Calagni dove i devoti fanno sostare la vara invocando la grazia, questo rito rappresenta il complesso rapporto della Città di Tortorici con i fiumi, che da sempre hanno fornito acqua per i bisogni alimentari, per l'irrigazione dei campi, per far funzionare mulini, ma che spesso, però, con le inondazioni o i diluvi, hanno distrutto o danneggiato il territorio. Il Santo viene invocato per scongiurare i danni. Dopo la sosta nel Fiume Calagni inizia la « questua », il Santo viene portato per le vie della Città rientrando nella Chiesa di S. Nicolò dove permane fino all'ottava.

Nella domenica successiva al 20 gennaio, si svolge "l'ottava": la Statua del Santo viene portata nuovamente in processione, sino all'arrivo nella Chiesa Madre. Proprio qui, il giorno successivo, viene celebrato "u pirdunu" (in italiano, il perdono), in cui viene chiesto a San Sebastiano il perdono per i peccati commessi il giorno della Festa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 novembre 1987 25 giugno 1990 Sebastiano Antonino Lupica Democrazia Cristiana Sindaco [8]
25 giugno 1990 20 febbraio 1991 Rosario Antonino Parasitili Collazzo Democrazia Cristiana Sindaco [8]
20 febbraio 1991 4 gennaio 1992 Onofrio Zaccone Comm. pref. [8]
25 gennaio 1992 8 giugno 1993 Sebastiano Antonino Lupica Democrazia Cristiana Sindaco [8]
8 giugno 1993 4 dicembre 1995 Rosario Antonino Parasitili Collazzo Democrazia Cristiana Sindaco [8]
4 dicembre 1995 29 novembre 1999 Carmelo Rizzo Nervo lista civica Sindaco [8]
29 novembre 1999 14 giugno 2004 Carmelo Rizzo Nervo lista civica Sindaco [8]
16 giugno 2004 8 giugno 2009 Maurilio Foti lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Nervo Carmelo Rizzo lista civica Sindaco [8]
16 dicembre 2014 in carica Contiguglia Rosario Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tortorici fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.2 (Nebrodi nord-occidentali)[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Istat 2011, istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ Città della Nocciola
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ La Storia di Tortorici - COMUNE di TORTORICI (ME) - Sito Ufficiale
  6. ^ Nocciole - COMUNE di TORTORICI (ME) - Sito Ufficiale
  7. ^ Lanzet e Scotis
  8. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  9. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249441815 · LCCN: (ENn2013043137 · GND: (DE7676693-7
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