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Isole Eolie

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Isole Eolie
Isole Lipari
Eolian Blue.jpg
Il colore blu intenso caratterizza il mare delle Eolie
Geografia fisica
Localizzazione Mar Tirreno
Coordinate 38°32′N 14°54′E / 38.533333°N 14.9°E38.533333; 14.9Coordinate: 38°32′N 14°54′E / 38.533333°N 14.9°E38.533333; 14.9
Superficie 114,7 km²
Numero isole > 7
Isole principali Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano
Sviluppo costiero 64 km
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Messina Messina
Comune Leni, Lipari, Malfa, Santa Marina Salina
Centro principale Lipari (4.500 ab. ca.)
Fuso orario UTC+1
Demografia
Abitanti 14.016 (31-08-2011[1])
Densità 122,20 ab./km²
Etnico eoliani
Cartografia
Mappa Eolie.PNG
Mappa di localizzazione: Sicilia
Isole Eolie
Isole Eolie

[senza fonte]

voci di isole d'Italia presenti su Wikipedia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Isole Eolie
(EN) Isole Eolie (Aeolian Islands)
Liparic Islands.jpg
Tipo Naturalistico
Criterio viii
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Vista di Vulcano dall'osservatorio di Lipari
Delfini tra Panarea e Stromboli
Vista notturna delle Eolie
Isole Eolie viste da Lamezia Terme
Un'abitazione eoliana
Gli asini rappresentano ancora un mezzo di trasporto nelle zone prive di strade, soprattutto delle isole minori
Arco Eoliano, con linee di costa e isobate di 500 m. Isole Eolie in grigio e nome in carattere di colore nero; montagne sottomarine in carattere di colore rosso.

Le Isole Eolie (Ìsuli Eoli in siciliano), dette anche Isole Lipari, sono un arcipelago dell'Italia appartenente all'arco Eoliano, in Sicilia. Amministrativamente compreso nella provincia di Messina, l'arcipelago è una destinazione turistica sempre più popolare: le isole, infatti, attraggono fino a 600.000 visitatori annuali[2].

L'arcipelago, di origine vulcanica, è situato nel Mar Tirreno, a nord della costa siciliana. Comprendono due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di vulcanismo secondario.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Eolie formano un arcipelago, costituito da sette isole vere e proprie, alle quali si aggiungono isolotti e scogli affioranti dal mare. Le sette isole sono disposte a forma di Y coricata, con l'asta che punta verso Ovest; sono ubicate al largo della Sicilia settentrionale, di fronte alla costa tirrenica messinese. Sono perciò visibili da gran parte della costiera tirrenica della Sicilia, quando la visibilità è ottima e non è presente foschia.

Le sette isole sono:

  • Lipari (37,6 km² - circa 10.700 abitanti). Nome in greco antico: Lipàra (Λιπάρα ossia grassa, fruttifera) o Meligunìs (Μελιγουνίς, nome che sembra far riferimento al miele, in greco antico méli, μέλι).
  • Salina (26,8 km² - circa 2.300 abitanti), con lo Scoglio Faraglione. Nome in greco antico: Didỳmē (Διδύμη ossia gemella).
  • Vulcano, all'estremità Sud dell'arcipelago (21 km² - circa 300 abitanti). Nome in greco antico: Hierà (Ἱερά cioè sacra).
  • Stromboli, con l'isolotto di Strombolicchio, all'estremità nord-est dell'arcipelago (12,6 km² - circa 400 abitanti). Nome in greco antico: Stronghỳlē (Στρογγύλη ossia rotonda).
  • Filicudi (9,7 km² - circa 250 abitanti). Nome in greco antico: Phoinicṑdēs (Φοινικώδης ossia "delle palme") o Phoinicùssa (Φοινικοῦσσα); entrambi i nomi derivanti da fόinix, φοῖνιξ che significa palma, ma anche porpora.
  • Alicudi, all'estremità ovest dell'arcipelago (5,2 km² - circa 100 abitanti stanziali). Nome greco antico: Ericùssa (Ἐρικοῦσσα, forse con riferimento alla pianta dell'erica, in greco antico erìkē o eréikē, ἐρίκη o ἐρείκη).
  • Panarea (3,4 km² - circa 240 abitanti), con gli isolotti di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca. Nomi in greco antico: Euṑnymos (Eὐώνυμος ossia "di buon nome, di buona fama"); e gli isolotti: Basilùs (Βασιλούς ossia regale) e Dàktylos (Δάκτυλος che significa dito).[3]

Le isole Eolie, tutte di origine vulcanica, sono situate nel Mar Tirreno meridionale di fronte alla costa nord della Sicilia all'altezza di Capo Milazzo da cui distano meno di 12 miglia nautiche.

La loro posizione geografica è compresa tra:

  • 38° 48' 44" N a nord (Isola di Stromboli - Sciara del fuoco)
  • 15° 14' 35" E a est (Isola di Stromboli - località San Vincenzo)
  • 38° 21' 59" N a sud (Isola di Vulcano - Faro in località Gelso)
  • Isole Eolie al tramonto viste dal monte Dinnammare, Peloritani
    14° 20' 21" E a ovest (Isola di Alicudi - costa ovest)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lipari.

La presenza umana nell'arcipelago risulta sin da epoca molto antica. Le genti preistoriche vennero infatti sicuramente attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana, sostanza vetrosa di origine vulcanica grazie alla quale le Eolie furono al centro di fiorenti rotte commerciali. I primi insediamenti si ebbero già alcuni secoli prima del 4000 a.C., nell'età neolitica. L'ossidiana, che a quei tempi era un materiale ricercatissimo in quanto tra i più taglienti materiali di cui l'uomo dell'epoca disponeva, alimentò traffici commerciali intensi: anche ad essi si deve ascrivere la notevole prosperità dell'Arcipelago in cui fioriscono strutture abitative e villaggi. L'ossidiana liparese è attestata in Sicilia, nell'Italia meridionale, in Liguria, in Provenza e in Dalmazia. A Lipari nacque così un insediamento di notevole ampiezza. Tra il XVI e il XIV secolo a.C. le Eolie videro aumentare la loro importanza in quanto poste sulla rotta commerciale dei metalli: in particolare sembra fosse scambiato lo stagno che giungeva via mare dai lontani empori della Britannia e transitava per lo stretto di Messina verso oriente.

Agli inizi del secondo millennio a.C. in Sicilia si afferma la Cultura di Castelluccio, mentre nelle Eolie si diffonde la cultura detta di Capo Graziano, dai rinvenimenti dell'isola di Filicudi. La medesima cultura è attestata anche a Lipari e l'abitato è formato di capanne circolari con pareti di pietre a secco, poste sulla rupe, quasi a strapiombo sul mare. Le forme ceramiche di questo periodo sono numerose e si trasformano nel tempo, attestando per il bronzo Medio un forte influsso della cultura di Thapsos detta cultura del Milazzese. Le influenze dalle aree della Sicilia centro meridionale perdurano sino al bronzo recente. Per l'età del Bronzo si rilevano anche importazioni dal mondo Miceneo e dal Vicino Oriente. Successivamente è documentata una diversa cultura, di tipo villanoviano con tombe in situle e in vasi biconici, detta dell'Ausonio I e dell'Ausonio II, perché propone forme attestate anche nella penisola Italiana e forse da essa importate. Lipari fu poi colonizzata da un gruppo di Greci (Cnidi e Rodii), intorno al 580 a.C., e nel mondo greco si identificò l'Arcipelago con le isole Eolie, Αιόλιαι, note ad Omero e considerate la dimora del dio dei venti, Eolo.

Anche nel periodo greco l'Arcipelago rappresentò un punto nodale di incontro tra Tirreni (Etruschi), Fenici (Cartaginesi) e Greci (sia di Grecia propria che della Magnagrecia e della Sicilia, con particolari legami con le città dello Stretto e con Siracusa). Le ricche necropoli di Lipara hanno restituito vasi e materiali di importazione dalla Grecia (di Corinto, di Atene e della Ionia) e produzioni locali sfarzose. Di particolare interesse sono sia le terrecotte (mascherette teatrali e pinakes votivi) che le produzioni vascolari nel IV sec. caratterizzate da crateri di importazione siceliota e campana e nel III da una pregevole produzione locale con ricco cromatismo.

Durante la prima guerra Punica le isole furono teatro degli scontri tra Roma e Cartagine e Lipara fu conquistata da Roma nel 252. In epoca romana le Eolie divennero centri di commercio dello zolfo, dell'allume e del sale, del vino e del garum. Anche in questo caso le ricche oreficerie e i corredi tombali con olle di vetro e frammenti riconducibili a sarcofagi ed a statue funerarie dimostrano un buon livello di vita, probabilmente connesso alla diffusione del latifondo senatorio.

Nell'836-837 l'arcipelago è assaltato dall'armata di al-Fadl ibn Yaʿqūb (poi sostituito a settembre dal nuovo governatore aghlabide Abū l-Aghlab Ibrāhīm b. ʿAbd Allāh b. al-Aghlab, cugino dell'emiro Ziyadat Allah I). La flotta musulmana condotta da al-Fadl ibn Yaʿqūb devasta le Isole Eolie ed espugna diverse fortezze sulla costa settentrionale della Sicilia, tra cui la vicina Tyndaris. Nell'XI secolo Lipari è conquistata dai Normanni che vi impostano una abazia benedettina e con Ruggero II la elevano a sede vescovile.

Nel 1544, quando la Spagna dichiara guerra alla Francia, il re francese Francesco I chiede aiuto al sultano ottomano Solimano il Magnifico. Questi manda una flotta comandata da Khayr al-Din Barbarossa che attacca le isole Eolie, uccidendo e deportando molti dei suoi abitanti. Secondo il suo disegno le Eolie avrebbero dovuto essere l'avamposto dal quale attaccare Napoli.

Nel corso dei secoli successivi l'arcipelago viene nuovamente popolato da comunità spagnole, siciliane e del resto d'Italia. In epoca borbonica l'isola di Vulcano viene usata come colonia penale per l'estrazione coatta di allume e zolfo.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Le isole prendono nome dal dio Eolo (Àiolos, Αἴολος in greco antico), re dei venti. Secondo la mitologia greca, Eolo riparò su queste isole e diede loro nome, grazie alla sua fama di domatore dei venti. Viveva a Lipari e riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate da un vulcano attivo, probabilmente lo Stromboli. Grazie a questa abilità, determinante per gli isolani, che erano in gran parte pescatori e necessitavano di conoscere la probabile evoluzione degli eventi meteorologici, Eolo si guadagnò grande popolarità nell'arcipelago; secondo una teoria, fu da ciò che un semplice principe greco, abile nel prevedere il tempo dalle nubi, alimentò il mito del dio Eolo, in grado invece di comandare i venti.

Il nome di isole Lipari viene invece, secondo il mito, dal re Liparo, mitico colonizzatore dell'isola, contemporaneo di Eolo. Secondo Plinio, dai greci queste isole venivano chiamate Efestiadi (Hephaistiàdēs, Ἡφαιστιάδης ossia vulcanoidi) e conseguentemente, dai romani, assieme a Aeoliae e Lipari, Volcaniae (Plin. III, 92).

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Le isole Eolie costituiscono un sistema vulcanico determinato dalla subduzione della litosfera oceanica sotto quella continentale, determinandone la fusione con liberazione di magma che, giunto in superficie, forma un arco insulare, l'arco Eoliano, lungo 200 km e composto, oltre che dalle sette isole vulcaniche emerse, dai monti sottomarini Alcione, Lametini, Palinuro, Glabro, Marsili, Sisifo, Eolo, Enarete)[4].

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Le isole dell'arcipelago eoliano appartengono amministrativamente a 4 comuni della provincia di Messina: Leni, Malfa e Santa Marina Salina sono situate sull'isola di Salina, mentre il comune di Lipari è costituito dalle rimanenti isole.

Comune Popolazione
Leni-Stemma.png Leni 708
Lipari-Stemma.png Lipari 11 549
Malfa-Stemma.png Malfa 1 001
Santa Marina Salina-Stemma.png Santa Marina Salina 894

La più popolata è l'isola di Lipari. Seguono, nell'ordine, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta il geologo siciliano Sergio Cucchiara ha identificato una nuova specie di lucertola sullo scoglio La Canna, vicina a Filicudi: la Podarcis raffoneae sottospecie Cucchiarai, registrata all'Università di Palermo ed anche al British Museum di Londra. Sono in seguito state riscontrate altre sottospecie di tale lucertola presso lo Scoglio Faraglione di Salina, Strombolicchio e l'isola di Vulcano. Nell'anno 2000 le Isole Eolie sono state insignite del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO, come riserva della biosfera nonché come patrimonio culturale.[5]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Sono raggiungibili con traghetto o aliscafo da Cefalù, Capo d'Orlando, Patti, Vibo Valentia, Messina, Milazzo, Palermo, Sant'Agata di Militello, Reggio Calabria, Tropea, Napoli.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Architettura eoliana.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Le successive "culture" dell'arcipelago eoliano sono attestate e illustrate nel Museo Archeologico Regionale di Lipari, nel quale si susseguono materiali dall'età preistorica (sin dal 5000 a.C.) alla grecoromana (dal VI sec. a-C. al VI d.C.) e medievale (età bizantina e normanno-sveva) illustrate da una ricchissima produzione di testi specialistici e didattici [6] e nelle sue sedi distaccate di Filicudi e Panarea Il Museo creato dal Luigi bernabò Brea e Madeleine Cavalier è formato da tre grandi edifici dedicati alla Preistoria, alla città greco-romana alle Iscrizioni e alla documentazione degli aspetti vulcanologici dell'Arcipelago.

Persone legate alle Isole Eolie[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Eolie hanno sempre esercitato un immenso fascino sui viaggiatori che le hanno raggiunte. Tra i viaggiatori-scrittori del XIX secolo, spiccano i nomi dello scienziato Déodat de Dolomieu[7], dello scrittore Alexandre Dumas e quelli degli artisti Jean Houel e Gaston Vuillier. Inoltre tra le espressioni classiche di quel fascino si può citare l'imponente opera sull'Arcipelago di un principe d'Asburgo, l'arciduca Luigi Salvatore d'Asburgo-Toscana[8]. Tra i viaggiatori più recenti si può infine ricordare il colorito racconto di una notte di pesca tra Lipari e Vulcano di Antonio Saltini [9]. Per l'archeologia oltre a E. Piraino di Mandralisca e P. Orsi si devono ricordare N. Lamboglia, H. Kapitain e Frost, Pallares, Bound per l'archeologia subacquea, A.D. Trendall e F, Villard per lo studio della ceramica, L. Bernabò Brea e M. Cavalier per gli scavi,L. Vagnetti per la ceramica micenea. Il Museo è stato diretto dagli archeologi U. Spigo e G.M. Bacci, mentre oggi è affidato a M.A. Mastelloni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 31/08/2011, demo.istat.it. URL consultato il 26 gennaio 2012.
  2. ^ Il Giornale di Lipari, 15/05/2016
  3. ^ Per la corretta grafia della maggior parte dei toponimi in greco antico citati in questo articolo, cfr. p. es. : Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, 7ª ed., Roma - Città di Castello, Soc. Dante Alighieri - S. Lapi, 1952 ed edd. succ.; F. Schenkl e F. Brunetti, Dizionario greco - italiano / italiano - greco, La Spezia, Melita, 1991, ISBN 88-403-6693-8.
  4. ^ M.P. Marani, F. Gamberi, E. Bonatti (eds), "From seafloor to deep mantle: architecture of the Thyrrhenian backarc basin", Memorie descrittive della Carta Geologica d'Italia, vol. XLIV, APAT, Servizio Geologico d'Italia, 2004 [1].
  5. ^ Il rischio che tale nomina potesse essere revocata, a causa delle attività di estrazione della pomice, sembra oggi scongiurato. [2][3][4]
  6. ^ Il castello di Lipari e il Museo, regione.sicilia.it. URL consultato il 16 aprile 2016.)
  7. ^ Déodat de Dolomieu, Voyage aux iles de Lipari fait en 1781, ou Notices sur les iles Eoliennes, pour servir a l'Histoire des Volcans, ed. Cuchet, Parigi 1783
  8. ^ Ludwig Salvator <arciduca d'Austria>. Die Liparischen Inseln, 8 voll., Prag, H. Mercy, 1893-1896
  9. ^ Antonio Saltini, Caccia alla luna. Tre racconti, Calderini, Bologna 1990

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Dagostini, Sotto il cielo delle Eolie. Poesie, Dibuono Edizioni, Villa D'Agri di Marsicovetere (PZ), 2016, ISBN 978-88-99590-04-8
  • Salvatore Spoto, Sicilia antica, Newton & Compton Editori, Roma, ISBN 88-8289-750-8
  • G. Bongiorno, Le isole del sogno, 1989, in "Sicilia What's on".
  • Francesco Longo, Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito, Laterza, Bari-Roma, 2009.
  • R. Zoss, Die Insel hinterm Mond, Licorne, L'île derière la lune, ISBN 9781620955680, The Island beyond the moon, ISBN 9781618420855, e-book, 1992.
  • Gin Racheli, Eolie. Natura, storia, arte, turismo, Ugo Mursia Editore, Milano, 1987, ISBN 9788842523284
  • Leopoldo Zagami, Le Isole Eolie tra leggenda e storia, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 1993, ISBN 978-88-89244-11-9.
  • Sergio Giani, Le piante medicinali delle Isole Eolie, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 1996, ISBN 978-88-85328-52-5.
  • Angelo Mammana, Le sorgenti delle isole Eolie, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2006, ISBN 978-88-73510-97-0.
  • Jean Houel, Viaggio di un pittore alle Isole Eolie, edizione a cura di Giuseppe Buzzanca e Lucio Falcone, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2004, ISBN 88-89244-01-1.
  • Luigi Salvatore d'Austria, Le Isole Eolie. Paesaggio e architettura nelle stampe dell'800, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2004, ISBN 978-88-89244-03-6.
  • Alexandre Dumas, Viaggio nelle Eolie, traduzione di Angelita La Spada, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2007, ISBN 88-85328-74-1.
  • Lucio Falcone - Angelita La Spada, Cucina eoliana, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2007, ISBN 88-85328-98-9.
  • Clara Raimondi, Alle Eolie sulla scia di Ulisse. I diari dei grandi viaggiatori del passato, Centro Studi Eoliano, Lipari, 2008, ISBN 978-88-90191-17-6.
  • Michele Giacomantonio, Navigando nella storia delle Eolie, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2010, ISBN 978-88-89244-67-8.
  • Massimo Marino, Era come andare sulla Luna. Il difficile viaggio degli emigranti eoliani: storie, immagini, documenti, dati, Centro Studio Eoliano, Lipari, 2010, ISBN 978-88-73510-97-0.
  • Giuseppe La Greca, Curzio Malaparte alle Isola Eolie. Vita al confino, amori, opere, Centro Studi Eoliano, Lipari, 2012, ISBN 978-88-97088-01-1.
  • Macrina Marilena Maffei, Donne di mare. Una storia sommersa dell'arcipelago eoliano, Pungitopo Editrice, Marina di Patti, 2013, ISBN 978-88-97601-22-7.
  • Pietro Lo Cascio, «Cose diverse dalle vulcaniche». Le Eolie dell'Ottocento esplorate da Mandralisca e altri naturalisti, Pungitopo Editrice, Gioiosa Marea, 2014, ISBN 978-88-97601-39-5.
  • M.A. Mastelloni, M.C. Martinelli, Isole Eolie Lipari ll Museo Archeologico, Palermo 2015, http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/info/pubblicazioni/Lipari/ISOLE%20EOLIE%20-%20Il%20Museo%20Archeologico.html
  • M.A. Mastelloni, Le mura e la città, in M.A. Mastelloni, M.C. Martinelli, Lipari -Archeologia e storia nella contrada Diana, Palermo 2015,

http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/info/pubblicazioni/Lipari/LIPARI%20-%20Archeologia%20e%20storia%20nella%20contrada%20Diana.html

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