Isola di Ognina

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Isola di Ognina
Ognina 07.JPG
Geografia fisica
LocalizzazioneMar Ionio
Coordinate36°58′45″N 15°15′49″E / 36.979167°N 15.263611°E36.979167; 15.263611Coordinate: 36°58′45″N 15°15′49″E / 36.979167°N 15.263611°E36.979167; 15.263611
Geografia politica
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
ProvinciaSiracusa Siracusa
ComuneSiracusa-Stemma.png Siracusa
Demografia
Abitantidisabitata
Cartografia
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Isola di Ognina
Isola di Ognina
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Ognina è un'isola dell'Italia sita nel mar Ionio, in Sicilia[1]. Il toponimo di Ognina, comunque, indica più in generale l'intera località costiera, alla cui estremità orientale, a nord del Capo omonimo, si trova la piccola isola, originariamente unita alla terraferma, come hanno dimostrato ricerche condotte dall'archeologo tedesco Gerhard Kapitän[2]

Amministrativamente appartiene a Siracusa, comune italiano capoluogo di provincia.

L'isola di Ognina si trova 15 km a sud di Siracusa, tra Capo Ognina e Punta Asparano. Posta a 150 metri dalla costa, l'isola ha forma approssimativamente triangolare con il vertice ad est, verso il mare aperto, e misura 168 metri in senso E-O per 110 in senso N-S. Essa è formata da un banco roccioso di calcare miocenico pianeggiante (altitudine massima 2,50 m), la cui superficie è ovunque erosa, ad eccezione di uno strato di terra che occupa la sua parte centrale. L'isola di Ognina fronteggia un porto-canale sulla costa siciliana, profondo un centinaio di metri, dotato di attracchi e di un alaggio per piccole imbarcazioni da pesca o da diporto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il tardo Pleistocene e i primi millenni dell'Olocene l'isola fu certamente unita alla Sicilia da un istmo roccioso, tuttora visibile nei fondali, che doveva prolungare e proteggere il porto-canale. Nel Neolitico medio l'isola fu abitata da una comunità stanziale della cultura di Stentinello, che dovette sfruttare la sua particolare posizione geografica ed il porto-canale. Di questo periodo sono numerose file accoppiate di buche scavate nel banco roccioso, lunghe fino ad oltre cinquanta metri, che verosimilmente sostenevano tavolati aerei di tipo palafitticolo, sui quali erano costruite le abitazioni che, per analogia con altri insediamenti simili, dovevano appartenere al tipo della "long house".

Dopo un lungo lasso di tempo, durante il quale rimase verosimilmente disabitata, l'isola tornò ad essere abitata nei primi secoli del II millennio a.C, quando su di essa si stanziò una colonia di origine maltese della cultura del Bronzo antico di Tarxien cemetery. Appartengono a questa fase numerosi frammenti di vasi con complesse decorazioni incise di tipo geometrico e probabilmente un'unica tomba a grotticela artificiale scavata nella parete rocciosa prospiciente l'antico istmo. Su quest'ultimo, oggi completamente sommerso, sono state rinvenute tracce di una fortificazione ad aggere di pietre a secco che doveva proteggere l'accesso all'isola durante il Bronzo antico. Rimane ad oggi inspiegata la presenza in questo luogo, caso unico nella preistoria siciliana, di una comunità maltese.

Dopo questa fase l'isola è rimasta sostanzialmente disabitata fino ai nostri giorni. Unica eccezione è costituita dai resti di una piccola basilica a tre navate, di epoca bizantina, costruita poco all'interno della costa occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martinucci, 2007, 53.
  2. ^ Gerhard Kapitän, Perlustrazioni sottomarine sulla topografia originaria e la situazione portuale dell'abitato preistorico nell'isola di Ognina, in Sicilia Archeologica 11, 1970, pp. 43-54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Bernabò Brea, Abitato neolitico e insediamento maltese dell'età del Bronzo nell'isola di Ognuna (Siracusa) e i rapporti fra la Sicilia e Malta dal XVI al XIII sec. a.C., Kokalos, 12, 1966, pp. 40–69.
  • Mimmo Martinucci, Sognando le isole italiane. Guida per radioamatori. Vol. 3 - Tutte le isole della Sicilia, Albino, Sandit Libri, 2007, ISBN 978-88-89150-57-3.

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