Grotta dell'Addaura

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Grotta dell'Addaura
Palermo-Museo-Archeologico-bjs-11.jpg
I graffiti dell'Addaura (replica del Museo Archeologico di Palermo)
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Province Palermo Palermo
Comuni Palermo
Altitudine 70 m s.l.m.
Coordinate 38°11′15″N 13°21′08″E / 38.1875°N 13.352222°E38.1875; 13.352222Coordinate: 38°11′15″N 13°21′08″E / 38.1875°N 13.352222°E38.1875; 13.352222
Mappa di localizzazione: Italia
Grotta dell'Addaura
Grotta dell'Addaura
Grotta dell'Addaura
Civiltà Epigravettiano
Utilizzo graffiti (incisioni figurative) in grotta
Stile Arte preistorica
Epoca fine paleolitico - inizio mesolitico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Provincia Palermo Palermo
Scavi
Data scoperta 1943
Archeologo Jole Bovio Marconi
Amministrazione
Visitabile no
Mappa di localizzazione

La grotta dell'Addaura è un complesso di tre grotte naturali poste sul fianco nord-orientale del monte Pellegrino a Palermo, in Sicilia. L'importanza del complesso è determinata dalla presenza di incisioni rupestri databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico.

Sul fianco del monte Pellegrino, che domina Palermo, a sud-est della spiaggia di Mondello e a 70 metri sul livello del mare, si aprono alcune grotte e cavità nelle quali sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia che attestano la presenza dell'uomo a partire dal Paleolitico e nel Mesolitico. I reperti sono conservati nel Museo archeologico di Palermo. La loro importanza tuttavia è dovuta soprattutto alla presenza di uno straordinario complesso di incisioni rupestri che ornano le pareti e che costituiscono un caso unico nel panorama dell'arte rupestre preistorica. Il nome Addaura (o Daura, nome del "tenimento") deriverebbe da una corruzione del termine greco laura che indica una particolare tipologia di comunità di anacoreti [1]; secondo altri deriverebbe dall'arabo: الدورة al-dawrah, che significa "la svolta", "l'ansa", o "il giro" con riferimento alla grande curva che il fianco costiero di Monte Pellegrino compie in quel punto.[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ritrovamento dei graffiti dell'Addaura è recente ed è stato del tutto casuale. Le tre grotte che costituiscono il complesso dell'Addaura nel massiccio del monte Pellegrino erano già state studiate dai paletnologi dato che in esse era stato ritrovato lo scheletro di un elefante nano.

Fu dopo lo sbarco in Sicilia e l'arrivo a Palermo nel 1943 che gli Alleati, in cerca di un sito idoneo, avevano destinato le grotte a deposito di munizioni ed esplosivi. Lo scoppio accidentale dell'arsenale provocò nella grotta principale lo sgretolamento e il crollo di un diaframma di incrostazione portando alla luce i graffiti fino ad allora coperti dalla patina del tempo. I graffiti vennero studiati accuratamente dalla professoressa Jole Bovio Marconi i cui studi furono pubblicati nel 1953[3].

Dal 1997 le grotte dell'Addaura non sono più visitabili; sono state chiuse per il pericolo di caduta massi data l'instabilità del ciglione roccioso. Ad oggi non sono state ancora messe in opera le opportune misure di consolidamento e il sito è in stato di degrado e segnato dalle incursioni dei vandali[4][5].

Le incisioni rupestri[modifica | modifica wikitesto]

In una delle grotte si trova un vasto e ricco complesso d'incisioni, databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico, raffiguranti uomini ed animali. In mezzo ad una moltitudine di bovidi, cavalli selvatici e cervi, viene rappresentata una scena dominata dalla presenza di figure umane: un gruppo di personaggi, disposti in circolo, circonda due figure centrali con il capo coperto ed il corpo fortemente inarcato all'indietro. È proprio sull'identità di questi due personaggi e sul significato della loro posizione all'interno del gruppo che sono state avanzate ipotesi contrastanti. Secondo alcuni studiosi si potrebbe trattare di acrobati colti nell'atto d'effettuare giochi che richiedono una particolare abilità. Secondo altri è stata descritta la scena di un rito, che prevedeva il sacrificio di due persone guidato da uno sciamano. Per suffragare quest'interpretazione è stata messa in evidenza la presenza, intorno al collo e ai fianchi dei due personaggi centrali, di corde che costringono il corpo ad un innaturale e doloroso inarcamento. Si tratta forse di un rito che prevede l"incaprettamento" e l'autostrangolamento, peraltro attestati in altre culture. Se si volesse seguire questa spiegazione, si dovranno leggere le due figure mascherate, che circondano i due personaggi sacrificati, come sciamani che assistono alla cerimonia. Altri riterrebbero il contesto delle due figure maschili come immagine omoerotica[6].

Le incisioni dell'Addaura rappresentano un ciclo figurativo del massimo interesse per l'inconsueta attenzione dedicata alla rappresentazione scenografica dell'ambiente, un caso limite in tutta l'arte paleolitica. Il trattamento della figura umana, pur nell'ambito di una corrente stilistica presente nel bacino del Mediterraneo, in particolare a Levanzo (Grotta del Genovese), e nella provincia franco-cantabrica e pur impiegando le stesse tecniche, nella grotta dell'Addaura si esprime in forma assolutamente nuova per moduli stilistici e per spirito rispetto agli altri ritrovamenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Università di Palermo: Addaura, di Giovanni Purpura (PDF), unipa.it. URL consultato il 07 ottobre 2014.
  2. ^ (EN) J.M. Brincat, Al-Himyari's Account and Its Linguistic Implications (PDF), Valletta, Said International, 1995, p. 28.
  3. ^ Biografia di Jole Bovio Marconi
  4. ^ Riaprite le grotte dell'Addaura, in La repubblica.it
  5. ^ Valeria Ferrante, Nell'abbandono i graffiti dell'Addaura vernice spray e rifiuti nel sito preistorico, palermo.repubblica.it, 13 novembre 2011. URL consultato il 13 novembre 2011.
  6. ^ (EN) Christopher Penczak, Gay witchcraft: empowering the tribe, York Beach, Stati Uniti, Red Wheel/Weiser, 2003, p. 11, ISBN 1-57863-281-1. URL consultato l'8 dicembre 2012.
    «Loro circondano due altri uomini mascherati come uccelli, entrambi con peni eretti. Linee parallele collegano il collo alle natiche ed alle caviglie, ed il pene di un uomo alle natiche dell'altro. Pensato da molti studiosi come un rito sacrificale in cui le linee parallele rappresentano fettucce, altri studiosi vedono questa scena come un rito iniziatico omoerotica, le linee forse rappresentando l'energia maschile, o anche l'eiaculazione.».
figura chiave per la corretta interpretazione dei graffiti della grotta dell’Addaura: il personaggio in cammino trasporta per mezzo di corde che gli traversano la fronte un individuo che non può che essere morto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bolzoni G., Nuove osservazioni sulle incisioni della grotta Addaura del Monte Pellegrino (Pa) (PDF), in Atti Società Toscana Scienze Naturali, Serie A, nº 92, 1985, pp. 321-329.
  • Graziosi P., L'arte preistorica in Italia, Firenze, Sansoni, 1973.
  • Giovanni Mannino, Le grotte di Monte Pellegrino. Etna-Madonie, Palermo, Club Alpino Siciliano, 1985.
  • Giovanni Mannino, I graffiti parietali preistorici della Grotta Addaura: la scoperta e le nuove acquisizioni, in Atti della XLI Riunione Scientifica dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, San Cipirello (PA), 16-19 novembre 2006.
  • Salvatore Spoto, Sicilia Antica, Roma, Newton e Compton editori, 2002, ISBN 88-8289-750-8.
  • Sebastiano Tusa, Sicilia archeologica. Caratteri e percorsi dell'isola dal paleolitico all'Età del Bronzo negli orizzonti del Mediterraneo, Cava d'Aliga, Edizioni di Storia e Studi Sociali, 2015, ISBN 88-99168-05-9.
  • Giovanni Purpura, Addaura (PDF), www1.unipa.it, pp. 174-179. URL consultato il 13 luglio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]