Monte Pellegrino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Monte Pellegrino
Sommer, Giorgio (1834-1914) - n. 9000 - PALERMO - Monte Pellegrino.jpg
Il rilievo in una foto di fine Ottocento
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
ProvinciaPalermo Palermo
Altezza606 m s.l.m.
Prominenza606 m
CatenaMonti di Palermo
Coordinate38°10′12″N 13°21′05″E / 38.17°N 13.351389°E38.17; 13.351389
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Sicilia isola
Monte Pellegrino
Monte Pellegrino

Il Monte Pellegrino è un rilievo montuoso italiano situato a Palermo, capoluogo della Sicilia. La sua altezza massima è 606 m s.l.m.[1] ed è un promontorio calcareo che si protende nel mar Tirreno a chiudere l'estremità settentrionale del golfo di Palermo.

Sul versante nord-occidentale della collina si trova il quartiere di Mondello, mentre ai suoi piedi sorge il quartiere Montepellegrino. Ospita l'omonima riserva naturale orientata. Nel XVIII secolo è stato definito «il promontorio più bello del mondo» da Johann Wolfgang von Goethe, all'interno del saggio Viaggio in Italia[2].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine etimologica è stata oggetto di numerose indagini, tra cui si ricordano le Memorie storiche (1750) del Marchese di Villabianca[3], il Lexicon topografico Siculum (1757) dello storico Vito Amico[4] e la Topografica di Palermo (1818) dell'Abate Scinà[5].

Gli studiosi concordano nell'identificare il monte Heirkte (Εἱρκτή)[6], descritto da Polibio durante la narrazione delle guerre puniche, con il Monte Pellegrino:

«Amilcare Barca con l'armata cartaginese si portò nel territorio palermitano ed occupò il luogo detto Epierkta, il quale giace fra Erice e Palermo (...) a guardia della città di Palermo.»

Epierkta, in lingua greca, significa "sul castello, luogo chiuso o munito, dal quale si possono tenere lontani i nemici" (Cluverio). I greci lo chiamarono Heirkte per via delle pareti rocciose particolarmente ripide. Ai romani, giunti successivamente a Palermo, questo monte fu avverso e inaccessibile: il nome fu così convertito da Heirkte a Peregrinus, ovvero ostile ("peregrinus", nel latino classico, indicava non solo lo straniero, ma anche il nemico): la permanenza dei cartaginesi sul monte, infatti, si protrasse per ben tre anni, senza che le truppe romane riuscissero ad avere la meglio[7].

Muhammad al-Idrisi, che descrisse l'Italia nel Libro del re Ruggero (1154), evidenzia:

«Ustica ha delle acque dolci ed un ancoraggio da poter servire a galee; le sorge di faccia a 40 miglia di distanza Bulqrin nel territorio della città di Palermo.»

La parola Bulqrin risulta essere l'alterazione di Peregrinus nella quale, come era consuetudine araba, alla "P" veniva sostituita la "B" e alla "G" la "Q"[8].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Pellegrino ha i ripidi fianchi segnati da grotte e fratture. I viaggiatori del passato, primo fra tutti Goethe, lo definirono «il promontorio più bello del mondo», anche perché vi riscontrarono quei magici contrasti, maestosità e dolcezza, che erano tanto amati nel Settecento e nell'età del Romanticismo.

Il Monte Pellegrino è caratterizzato da fianchi ripidi ricchi di grotte, e da una orografia estremamente movimentata, ricca di pianori praticabili, caratterizzati da fenomeni di carsismo per cui le acque non scorrono in superficie ma filtrano in numerosissimi anfratti per poi riapparire come sorgenti. Il massiccio montuoso visto dall'alto presenta forma allungata, i due lati maggiori guardano l'uno il mare, l'altro la piana verso l'interno. Il lato corto che guarda ad est è quello, celeberrimo, verso Palermo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Pellegrino fu menzionato da Polibio come Ercte o Eircte perché durante la prima guerra punica nel 247 a.C. Amilcare Barca vi pose l'accampamento tenendo testa ai Romani che occupavano Panormus per tre anni[9].

Nel corso del Settecento le pendici del Monte erano diventate ad occidente confine di ville suburbane e tenute di caccia, ad oriente erano state colonizzate da borgate, tonnare e ville. La parte superiore del monte appariva più brulla in contrasto con la passeggiata elegante del lungomare. Alla fine dell'Ottocento la nuova classe dominante, la borghesia urbana, sedotta dall'esempio delle grandi città del continente cerca di adeguare l'immagine del promontorio all'immagine che ha di sé avviando campagne di rimboschimento che però cercavano di ricreare un ambiente totalmente diverso da quello più consono della macchia mediterranea. Si comincia a cercare di sfruttare il monte a fini utili, nei progetti dell'architetto comunale Damiani Almeyda e quelli privati si propone la creazione di una stazione climatica d'élite per villeggianti stabili e ospiti stranieri alla ricerca della vicinanza del mare, del clima collinare, del belvedere e la vicinanza della città.

Durante il mese di giugno del 2007 il monte ha subito un vasto incendio che ha incenerito decine di alberi. Sulla sommità della montagna sorgono numerosi ripetitori televisivi e radiofonici e radar militari. Un nuovo incendio, di natura dolosa, ha interessato il promontorio il 16 giugno 2016, minacciando il santuario e il castello Utveggio.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Riserva naturale orientata Monte Pellegrino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale orientata Monte Pellegrino.

Istituita nel 1996, la riserva naturale orientata Monte Pellegrino è un'area naturale protetta.

Grotta dell'Addaura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grotta dell'Addaura.

La grotta dell'Addaura è un complesso di cavità naturali in cui furono ritrovati reperti del paleolitico e del mesolitico: ossa umane, strumenti per la caccia e incisioni rupestri.

Santuario di Santa Rosalia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Santa Rosalia.

Il santuario si trova in un anfratto di roccia quasi alla sommità del monte Pellegrino.

Percorsi turistici[modifica | modifica wikitesto]

Gli accessi pedonali più utilizzati per raggiungere il piano sommitale di Monte Pellegrino sono tre. Due di essi partono dal parco della Favorita: il sentiero della Rufuliata e quello della Valle del Porco[10]. Più a sud, da piazza Generale Cascino, parte invece il terzo percorso, la Scala Vecchia[10].

Il monte Pellegrino è una delle tappe dell'Itinerarium Rosaliae, percorso turistico, religioso e naturalistico di oltre 180 km che si estende tra sette riserve naturali tra l'agrigentino e il palermitano, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo[11].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il monte è una località molto frequentata dagli sportivi palermitani. Le due strade che portano alla vetta sono molto frequentate dai ciclisti amanti della salita e dagli avventurosi che praticano il downhill. Anche i trail runner diventano sempre più numerosi tra i suggestivi sentieri del monte: in marzo si svolge l'Ecotrail di Monte Pellegrino che raduna centinaia di podisti, camminatori e escursionisti. Inoltre non è raro vedere alpinisti che praticano l'arrampicata sulle sue pareti di roccia a strapiombo. In passato la carrabile veniva anche utilizzata per gare automobilistiche.

La Cronoscalata in Bicicletta denominata "La Montepellegrino" si svolge sulle salite che portano al santuario: la antica strada denominata "scala vecchia" è il percorso per le Mountain Bike e per le E-Bike, le biciclette da corsa salgono dalla Via Pietro Bonanno.

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Pellegrino è il centro d'arrampicata più importante della Sicilia contando centinaia di itinerari compresi i monotiri da arrampicata sportiva. Le pareti più importanti sono: la Roccia dello Schiavo, con la famosa via Diretta (220 m, V e VI); le pareti dell'Addaura ove vi sono le più importanti realizzazioni di Roby Manfré Scuderi, pioniere dell'arrampicata siciliana (Ombra silenziosa, VI+ e A3; Moby Dick, VI- ed altre), il settore Valdesi sul cui spigolo vi è una delle prime vie della Sicilia (la Via normale, IV).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pellegrino, mónte- | Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 17 maggio 2021.
  2. ^ Martin Svoboda, Johann Wolfgang von Goethe frase #149503, su Le-citazioni.it. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  3. ^ THETIS Srl Grafica- Multimedia, Libreria Antiquaria Gonnelli - Casa d'Aste - Gonnelli Casa d'Aste, su Libreria Antiquaria Gonnelli - Casa d'Aste - Gonnelli Casa d'Aste. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  4. ^ Paolo Militello, Il Lexicon Topographicum Siculum (1757-1760) di Vito Maria Amico e Statella. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  5. ^ Domenico Scinà, La topografia di Palermo e de' suoi contorni abbozzata da Domenico Scinà professore di fisica sperimentale .., dalla Reale Stamperia, 1818. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  6. ^ Heirkte, in Sapere.it, De Agostini.
  7. ^ (EN) MONTEPELLEGRINO, su Santuario di Santa Rosalia. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  8. ^ Giovanni Villino, L'origine del nome Monte Pellegrino, su Il rifugio di Tanit. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  9. ^ Claudio Vacanti, Operazione Heirkte (PDF), in Nuova Antologia Militare. Rivista Interdisciplinare della Società Italiana di Storia Militare, vol. 1, n. 2, 2020-06, pp. 31–70, DOI:10.36158/97888313526042. URL consultato il 16 giugno 2021.
  10. ^ a b Sui passi di Rosalia, sul Monte Pellegrino, su cattedrale.palermo.it, Cattedrale di Palermo. URL consultato il 14 marzo 2020.
  11. ^ Itinerarium Rosaliae, su regione.sicilia.it, Regione Siciliana. URL consultato il 14 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN245024011