Elimi

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Elimi
Elimi
Distribuzione delle antiche popolazioni indigene della Sicilia
Luogo d'origine
Lingua Elimo
Distribuzione
Sicilia

Gli Elimi erano un antico popolo della Sicilia occidentale.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Ipotesi italica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Ellanico gli Elimi erano una popolazione di origine italica, giunta in Sicilia dopo aver combattuto una guerra con gli Enotri.[1] Sempre per lo storico greco, gli Elimi avrebbero contribuito anche alla formazione del popolo dei Siculi.[2] Oggi questa tesi sembra essere la più accreditata e trova conferme attraverso gli studi linguistici.[3] A questa famiglia linguistica (indoeuropea) deve essere ricondotto anche l’elimo, lingua per la quale in passato si è a lungo cercata una affiliazione diversa; tuttavia, la tradizione antica secondo la quale gli Elimi provenivano da Troia non è corroborata dal dato linguistico e oggi i pareri più autorevoli vedono nell’elimo una lingua italica più o meno affine al latino (cfr. Lejeune 1972-1973 e Lejeune 1990). Ciò trova conferma indiretta anche nella tradizione greca alternativa a quella di Tucidide, secondo la quale gli Elimi avevano origine italica (Ellanico fr. 79b; cfr. De Vido 1997b, pp. 40-45; Sammartano 1998, pp. 81-86).[4]

Ipotesi ligure[modifica | modifica wikitesto]

Filisto di Siracusa riferisce la presenza di un popolo di origine ligure, pur non lo identificandolo con gli Elimi[5][6]. In epoca moderna, storici come Heinrich Nissen e Karl Julius Beloch indagarono le possibilità di una provenienza ligure seguendo i numerosi riferimenti epigrafici e toponomastici comuni, ancora oggi riscontrabili nelle città di Lerici, Segesta ed Entella.[7]

Ipotesi troiana[modifica | modifica wikitesto]

L'idea degli Elimi arrivati da Troia fu già ipotizzata da Tucidide.

Secondo la leggenda l'antico nome Elima, richiama il periodo in cui i Greci distrussero Troia 1184 a.C., la città dell'Asia Minore. Il principe Elimo insieme ad Aceste e altri compagni presero il mare per trovare salvezza in Sicilia e si fermarono nella regione del Crimiso. Enea, loro amico, partito da Troia con una ventina di navi e oltre tremila uomini, sbarcò a Trapani; per caso Enea ritrovò Elimo e dato che non vi erano speranze di poter tornare in patria, edificò due città che presero nome Elima ed Egesta dal nome di Elimo e di Egesto, i suoi compagni. Egesta sarebbe l'attuale Segesta; Elima sorse sul monte dove aveva trovati i compagni di Elimo. La regione venne chiamata Elimica ed i popoli che vi si stanziarono presero il nome di Elimi[8].

Si deve ritenere che dovette esistere una colonia di troiani anteriormente all'arrivo di Elimo e Egesto, volendo mettere d'accordo questo anche con quanto riportato da Ellanico potremmo dire che presso Erice nella Sicilia occidentale vi era già un popolo che abitava a fianco ai Sicani in armonia, come si deduce da Dionigi di Alicarnasso:

« ..ottenendo dai Sicani la terra amorevolmente in nome della consanguineità di Egesto »
(Dionisio di Alicarnasso, Antichità Romane - (I, 47, 2; I, 53, 1))

Guerre infinite[modifica | modifica wikitesto]

Il popolo degli Elimi era forte a sufficienza per resistere alla colonia greca di Selinunte.

Segesta e Selinunte ebbero diverse dispute riguardanti problemi di confine, e nel 580 a.C. ci fu una guerra in cui Selinunte venne sconfitta. Nel 415 a.C. ci fu una spedizione ateniese in Sicilia, a seguito di un appello fatto dagli ambasciatori di Segesta. Nel 340 a.C. ci fu un'altra battaglia nelle vicinanze del fiume Crimiso tra Cartagine e Siracusa. In questa battaglia, i comandanti Cartaginesi furono Amilcare ed Asdrubale Barca, mentre per la città di Siracusa, il comandante era Timoleonte. Gli Elimi conobbero le devastazioni di Pirro e caddero poi sotto il dominio romano.

Le città[modifica | modifica wikitesto]

Principali città elime

Città principali città fondate dagli Elimi sono Erice (Erix) che ospitava il centro religioso sul Monte Erice, Entella, situata nell'entroterra palermitano, Iaitias su un promontorio che domina la odierna San Giuseppe Iato, e Segesta la città dalla storia più rilevante e tumultuosa.

Segesta[modifica | modifica wikitesto]

Questa antica città era il centro politico ed amministrativo per il popolo Elimo. A dimostrazione della sua ellenizzazione in questa città si sono preservati un grande ma mai ultimato tempio dorico, ed il teatro di età ellenistica adagiato in splendida posizione alla sommità del Monte Barbaro.

L'emporium della città si trovava probabilmente in quello che oggi è il porto di Castellammare del Golfo o nelle vicinanze.

Erice o Iruka / Erix[modifica | modifica wikitesto]

Questa città (che nel 1934 ha ripreso il suo antico nome di Erice) era il centro religioso del popolo Elimo. Iruka per gli Elimi, Eryx per i Greci.

Il primo nucleo abitativo dovrebbe risalire alla fine del II millennio a.C./inizio del primo. Trattandosi di un luogo di grande importanza, in virtù della posizione geografica (che permetteva di dominare dall'alto tutta la costa), i primi popoli che la abitarono vi fondarono anche un santuario dedicato ad Afrodite (Astarte per i Fenici; Venere per i Romani) dove si esercitava la prostituzione sacra[senza fonte]. Comunque ci sono dubbi su quest'ultima affermazione.[9]

Si crede che il suo "emporio" si trovasse lungo i porti di Drepanum (o Drepana, ad indicare tutta l'area della valle di Erice). Alcuni studiosi sostengono che sulla cima del monte sorgesse anche un faro di segnalazione (sempre alimentato).

Entella[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al 1970 sono state rinvenute, ad Entella, (nella zona di Contessa Entellina) delle tavolette di bronzo, conosciute come Decreti di Nakone. In queste tavolette si fa riferimento ai Campani che popolavano Entella nella metà del III secolo a.C., discendenti di circa 1200 mercenari insediatesi nella città di Entella nel V secolo a.C. I caratteri usati nelle tavolette erano greci, ma la lingua parlata dal popolo era differente. Gli Elimi infatti non parlavano la lingua greca, utilizzandone una propria (un linguaggio tra fenicio e greco)[senza fonte].

Elima[modifica | modifica wikitesto]

Scavi effettuati presso il Monte Castellazzo di Poggioreale hanno fatto rinvenire i resti di un centro urbano dell'età del bronzo, poi ellenizzato nel V secolo a.C. dai contatti con la vicina Selinunte.

Halyciae[modifica | modifica wikitesto]

È l'antica Alicia, attuale città di Salemi.

Iaitas[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona dell'attuale San Giuseppe Jato, a pochi chilometri da Palermo.

Nakone[modifica | modifica wikitesto]

L'ubicazione della città di Nakone è sconosciuta, probabilmente sorgeva nelle vicinanze di Entella, nella valle del Belice.

Nei Decreti di Nakone si fa inoltre riferimento alle seguenti città (ancora con ubicazione sconosciuta):

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurizio Vento, Gli Elimi: storia e archeologia di Segesta, Erice, Entella, su www.arkeomania.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  2. ^ Antonio Aloni e Massimiliano Ornaghi, Tra panellenismo e tradizioni locali: nuovi contributi, Claudio Meliadò, 1° gennaio 2011, ISBN 9788882680299. URL consultato il 21 agosto 2015.
  3. ^ Elimo, su lila.sns.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  4. ^ Olga Tribulato, Interferenza grafemica ed interferenza linguistica nella Sicilia antica (PDF), iris.unive.it.
  5. ^ Lorenzo Braccesi, Hesperìa: studi sulla Grecità di Occidente. 3, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1° gennaio 1993, ISBN 9788870628098. URL consultato il 21 agosto 2015.
  6. ^ Gaetano De Gregorio, Elymioti, Poggioreale, 2009, p. 340.
  7. ^ Treccani, Elimi, treccani.it.
  8. ^ Can. Francesco Aloisio - Storia di Poggioreale - Ed. Failla Palermo 1956
  9. ^ Stephanie Budin, The Myth of Sacred Prostitution in Antiquity, New York, Csmbridge University Press, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]