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Alfabeto greco

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bussola Disambiguazione – Questa voce tratta dell'insieme di segni usato per diversi scopi. Se stai cercando il sistema di scrittura della lingua greca, vedi Alfabeto della lingua greca antica.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando alfabeto greco usato nella Spagna di Levante, nel V secolo a.C., vedi Alfabeto greco-iberico.
Storia dell'alfabeto

Media età del bronzo XIX secolo a.C.

Meroitico III secolo a.C.
Ogham IV secolo d.C.
Hangŭl 1443 d.C.
Sillabico canadese 1840 d.C.
Zhuyin 1913 d.C.

L'alfabeto greco è un sistema di scrittura composto da 24 lettere (7 vocali e 17 consonanti) e risale al IX secolo a.C.; deriva dall'alfabeto fenicio, nel quale a ogni segno era associato un solo suono. A loro volta, gli stessi segni dell'alfabeto fenicio deriverebbero da una semplificazione di alcuni geroglifici egizi i quali, per il principio dell'acrofonia, persero il loro significato iniziale, lasciando a ciascun segno solo il valore fonetico.[1]

Dal momento che la scrittura fenicia era di tipo appercettivo, ovvero venivano indicate solo le consonanti che dovevano poi essere integrate da suoni vocalici non specificati (e quindi solo un fenicio era in grado di leggere una parola scritta in fenicio), i Greci dovettero trasformare alcune lettere fenicie non usate nel loro alfabeto per indicare i suoni vocalici, che nell'alfabeto greco sono basilari tanto per una questione metrica quanto per il problema della flessione delle parole e degli articoli.

Nell'antica Grecia le lettere venivano usate anche per scrivere i numeri, posponendo al simbolo grafico un segno molto simile a un apostrofo, in maniera analoga ai numeri romani usati dai Latini.

Le lettere dell'alfabeto greco sono molto utilizzate oggi per numerosi altri scopi: in matematica e in fisica per indicare gli angoli e le costanti, in astronomia per assegnare il nome alle stelle, e così via.

Dall'alfabeto greco bizantino deriva l'alfabeto glagolitico da cui a sua volta deriva l'alfabeto cirillico.

Maiuscole
Α Β Γ Δ Ε Ζ Η Θ Ι Κ Λ Μ
Ν Ξ Ο Π Ρ Σ Τ Υ Φ Χ Ψ Ω
Minuscole
α β γ δ ε ζ η θ ι κ λ μ
ν ξ ο π ρ σ τ υ φ χ ψ ω

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'alfabeto greco.

L'alfabeto greco nacque diversi secoli dopo il crollo della civiltà micenea e il conseguente abbandono del sistema di scrittura miceneo detto "lineare B", usato per trascrivere una forma arcaica di greco. Si tratta di un adattamento dell'alfabeto fenicio che ebbe luogo dopo il medioevo ellenico (circa 1200 a.C.-800 a.C.). L'alfabeto attualmente conosciuto, composto da ventiquattro lettere, è quello ionico, che Atene assunse come alfabeto ufficiale con l'editto di Archino del 403/402 a.C., sotto l'arcontato di Euclide.

Il cambiamento più evidente rispetto all'alfabeto fenicio consiste nell'introduzione di segni per rappresentare le vocali, che erano assenti negli alfabeti consonantici semiti, sebbene fossero state introdotte saltuariamente delle indicazioni per la pronuncia vocalica (madri di lettura).

Nel greco orientale, che non possedeva alcun tipo di aspirazione, la lettera Η (eta), dalla consonante semitica glottidale /ħ/ (heth) venne usata per la vocale lunga /εː/, e venne introdotta la lettera Ω (omega) per rappresentare la /ɔː/ lunga.

Nell'alfabeto greco vennero inoltre introdotte tre nuove lettere, Φ (phi), Χ (chi), Ψ (psi), che furono inserite alla fine dell'ordine alfabetico, data la loro tardiva creazione.

Queste consonanti compensavano la mancanza di aspirate in fenicio.

Nelle varianti greche occidentali la Χ venne usata per /ks/ e la Ψ per /kʰ/ (da cui il valore della lettera latina X, derivata dall'alfabeto greco occidentale).

Caddero in disuso:

  • la lettera Ϝ digamma sopravvissero nel sistema numerico ionico per rappresentare rispettivamente il numero 6;
  • la lettera Ϻ (san), variante di Σ (sigma) fino al periodo classico quando scomparve a favore del sigma;
  • la lettera Ϟ (qoppa) sopravvissero nel sistema numerico ionico per rappresentare rispettivamente il numero 90;
  • la lettera Ϡ (sampi) è in apparenza un raro glifo ionico, introdotto per rappresentare il numero 900.

Originariamente esistevano numerose varianti dell'alfabeto greco, di cui quella greco-occidentale diede origine all'alfabeto etrusco e da questo all'alfabeto latino, mentre quella ionica venne adottata a partire dall'epoca ellenistica da tutto il mondo greco insieme alla koinè: da essa derivano l'attuale alfabeto greco, l'alfabeto gotico, l'alfabeto copto e l'alfabeto cirillico.

Ad Atene in origine venne utilizzata la variante attica (che adoperava la lettera eta per indicare il suono h invece della e lunga). Nel 403 a.C. Atene adottò la scrittura ionica come alfabeto standard e in breve le altre versioni scomparvero.

Nel periodo ellenistico, Aristofane di Bisanzio introdusse l'uso di porre gli accenti sulle lettere greche per facilitare la pronuncia.

Nomi delle lettere[modifica | modifica wikitesto]

Ogni nome delle lettere fenicie era una parola che cominciava col suono rappresentato da tale lettera; perciò aleph, la parola per "bue", venne adottata per il colpo di glottide /ʔ/, bet, o "casa", per il suono /b/, e così via.

Quando i greci adottarono queste lettere, conservarono la maggior parte dei nomi fenici, adattandoli leggermente alla fonetica greca, e così ad es., aleph, bet, gimel divennero alfa, beta, gamma. Questi nomi non avevano alcun significato in greco, se non quello di nome stesso della lettera.

Tabella principale[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere greche e le loro derivate sono riassunte nella seguente tabella (la pronuncia è scritta con l'Alfabeto fonetico internazionale AFI):

Lettere classiche[modifica | modifica wikitesto]

Lettera Tras. Nome Valore fonetico Val. num. Lettera ebraica corrisp. Entità HTML
Greco Trascrizione tradizionale Trascrizione IPA del nome
classico bizantino moderno classica moderna classico moderno
Α α a ἄλφα άλφα alpha (o alfa) [ˈalpʰa] [ˈalfa] [a] o [a:] [a] 1 א 'aleph Α α
Β β b βῆτα βήτα beta [ˈbɛ:ta] [ˈvita] [b] [v] 2 ב beth Β β
Γ γ g γάμμα γάμα gamma [ˈgamma] [ˈɣama] [g], [ŋ] davanti a consonante velare [j] prima di [ɛ] o [i]; altrimenti [ɣ] 3 ג gimel Γ γ
Δ δ d δέλτα delta [ˈdelta] [ˈðɛlta] [d] [ð] 4 ד dalet Δ δ
Ε ε e εἶ ἒ ψιλόν, ἔψιλον έψιλον epsilon [e:] [ˈɛpsilɔn] [e] [ɛ] 5 ה he Ε ε
Ζ ζ z ζῆτα ζήτα zeta* [ˈzdɛːta, ˈʣɛːta] [ˈzita] in origine [zd], poi [dz] e in seguito [z] [z] 7 ז zajin Ζ ζ
Η η ē (nota: quantità lunga) ἦτα ήτα eta [ˈɛːta] [ˈita] [ɛː] [i] 8 ח heth Η η
Θ θ th θῆτα θήτα theta (o teta) [ˈtʰɛːta] [ˈθita] [tʰ], poi [θ] [θ] 9 ט teth Θ θ
Ι ι i ἰῶτα γιώτα, ιώτα iota [iˈɔːta] [ˈjɔta] [i] o [iː] [i], [j] 10 י jodh Ι ι
Κ κ k κάππα κάπα kappa* (o cappa) [ˈkappa] [ˈkapa] [k] 20 ך כ kaph Κ κ
Λ λ l λάβδα λάμβδα λάμδα lambda [ˈlabda] [ˈlamða] [l] 30 ל lamed Λ λ
Μ μ m μῦ μι, μυ mi (o my, mu) [myː] [mi] [m], [ɱ] davanti a consonante fricativa labiodentale 40 ם מ mem Μ μ
Ν ν n νῦ νι, νυ ni (o ny, nu) [nyː] [ni] [n] 50 ן נ nun Ν ν
Ξ ξ x ξεῖ ξῖ ξι xi [kseː] [ksi] [ks] 60 ס samekh Ξ ξ
Ο ο o οὖ ὂ μικρόν, ὄμικρον όμικρον, όμικρο omicron (o omikron) [oː] [ˈɔmikrɔn, ˈɔmikrɔ] [o] [ɔ] 70 ע `ajin Ο ο
Π π p πεῖ πῖ πι pi* [peː] [pi] [p] 80 ף פ pe Π π
Ρ ρ r ῥῶ ρο, ρω rho (o ro) [r̥ɔː] [rɔ] [r] ([r̥] iniziale) [r] 100 ר reš Ρ ρ
Σ σ s σῖγμα σίγμα sigma [ˈsiːgma] [ˈsiɣma] [s] 200 ש šin Σ σ
ς s sigma (finale) ς
Τ τ t ταῦ ταυ tau [tau] [taf] [t] 300 ת tav Τ τ
Υ υ y ὖ ψιλόν, ὕψιλον ύψιλον, ύψιλο upsilon (o hupsilon, hypsilon, ipsilon*) [hyː] [ˈipsilɔn, ˈipsilɔ] [y] o [yː] ([hyː] o [hy] iniziale) [i] 400 ו vav Υ υ
Φ φ ph oppure f φεῖ φῖ φι phi (o fi) [pʰeː] [fi] [pʰ], poi [f] [f] 500 origine incerta, vedere articolo Φ φ
Χ χ ch χεῖ χῖ χι chi [kʰeː] [çi] [kʰ], poi [x] [ç] prima di [ɛ] o [i]; altrimenti [x] 600 Χ χ
Ψ ψ ps ψεῖ ψῖ ψι psi [pseː] [psi] [ps] 700 Ψ ψ
Ω ω ō (quantità lunga ὦ μέγα ωμέγα omega [ɔː] [ɔˈmɛɣa] [ɔː] [ɔ] 800 ע `ajin Ω ω
* Poiché i nomi di queste lettere sono omofoni dei nomi italiani di altrettante lettere dell'alfabeto latino (K, P, Y, Z), il loro nome è spesso seguito dall'aggettivo "greco", specie quando le lettere sono usate in ambito extralinguistico (formule matematiche, ecc.).

Traslitterazione e trascrizione[modifica | modifica wikitesto]

Per ogni parola, frase e loro insiemi di un testo formato in un alfabeto diversa dalla propria lingua, il lettore può scrivere quattro tipologie di parole o frasi che accrescono la comprensione del testo originale:

Fra greco antico e greco moderno esiste una differenza molto meno marcata che tra latino e lingue romanze, nel significante e nel significato delle parole. Per quanto riguarda l'alfabeto, cambiano le regole di pronuncia di alcune lettere, mentre altre o i segni diacritici sono del tutto scomparsi.

Trascrizione e traslitterazione seguono regole o usi simili per greco antico e moderno.

Regole e standard di trascrizione e traslitterazione grafica cambiano fra greco antico e greco moderno. Per le lingue antiche, essi sono decisi dalla consuetudine e dagli studiosi piuttosto che da specifici enti tecnici normativi preposti dalla legge.
Trascrizione e traslitterazione rendono i grafemi (la parola come scritta con le lettere di un'altra alfabeto), e lo riproducono nell'alfabeto della lingua madre del lettore, ovvero in un alfabeto universalmente noto come è il fonetico internazionale. Non è quindi una traduzione perché ignora il significato delle parole, e non è nemmeno una traslitterazione fonetica che invece rende il suono, la parola come pronunciata nella lingua di partenza.

Per i segni diacritici dell'alfabeto greco valeva fino agli anni '80 una consuetudine di traslitterazione diversa, finché il sistema politonico fu semplificato con la diffusione del nuovo sistema monotonico. Molte parole del greco antico differiscono e cambiarono radicalmente di significato per:

  • aspirazione: uno spirito dolce od uno spirito aspro nella prima lettera, theta oppure tau, xhi oppure kappa, la lettera rho
  • quantità: in un qualsiasi sillaba della parola (vocale breve o lunga: epsilon per eta, omicron per omega).
  • presenza o assenza dell'accento (mono- e bisillabi clitici).

Per tale motivo, il sistema politonico inseriva il macron per indicare la quantità vocalica, e la lettera h per indicare l'aspirazione (ma non per la lettera gamma resa con gh, che non era in greco antico, e non è aspirato). La traslitterazione e trascrizione sono in generale basate sui grafemi piuttosto che sul suono, anche per il fatto che una differenza scritta di lettere o segni può non dare luogo ad una lettura diversificata al tempo del testo originale o di una sua traduzione successiva, ma comunque mantenere nel tempo una diversità di significato non trascurabile. Lo iota sottoscritto non determina nè differenze di significato nè di pronuncia.

L'accento talora viene inserito anche nel traslitterazione in sistema monotonico, per consentire e agevolare la lettura anche di chi non è pratico di un alfabeto graficamente lontano da quello latino, e nemmeno desidera l'onere di imparare un alfabeto moderno che sia universalmente valido. La presenza o assenza dell'accento può mutare il significato della parola greca, e anche per questo motivo è ancora di frequente indicata.
L'accento greco antico era sia grafico che fonetico (scritto e ugualmente marcato sulla sillaba in cui è scritto). L'accento grave e acuto (in greco ichtus, colpo), il circonflesso (a forma di tilde) vengono resi con lo stesso segno in lingua moderna, così come vengono letti nel solito modo nelle scuole dove si studia l'alfabeto greco antico. E' previsto dai programmi scolastici italiani che sia insegnato a leggere nel solito modo anche le vocali brevi e lunghe, e ad omettere l'aspirazione iniziale e delle consonanti (theta, rho e chi seguite da vocale).

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Accentazione del greco antico, Fonologia della koinè ellenistica e Lingua greca moderna.

Le lettere <η> <ι> <υ> e le loro combinazioni <ει> <oι> <υι> sono pronunciate [i] (ad eccezione delle semivocali), e la trascrizione del greco moderno le rende in un unico modo, come <i>; la traslitterazione invece le distingue come <ē> <i> <y> e come <ei> <oi> <yi>.
Anche se la pronuncia in greco antico della lettera <η> fosse [ɛː] (in alfabeto fonetico), vale a dire un tono aperto e prolungato per una frazione di tempo più lunga, la eta è traslitterata come <e> con il segno diacritico del macron anche per i testi nati in greco moderno.
D'altra parte, il dittongo <ευ> è spesso pronunciato [ev] e talora [ef], a seconda del suono seguente. La trascrizione li distingue, mentre non esiste una regola specifica per la traslitterazione. Per la trascrizione, ε e αι si pronunciano entrambi [e], a meno che il segno di dieresi sul dittongo indichi il contrario.
Lo spirito aspro reso con h nella traslitterazione, può essere omesso nella trascrizione di testi risalenti alla koinè dove non era letto; oppure scritto fra parentesi come (h), per indicare un elemento grafico di significato, ma non fonetico.

Parola greca (antico e moderno) Traslitterazione Trascrizione Traduzione in italiano
Ἑλληνική Δημοκρατία - Ελληνική Δημοκρατία Hellēnikḕ Dēmokratìa Elinikí Dhimokratía Repubblica greca
ἐλευθερία - ελευθερία eleutherìa eleftherìa libertà
Εὐαγγέλιον - Ευαγγέλιο Euaggèlion Evangèlio Vangelo
τῶν υἱῶν - των υιών tōn hyiṑn tōn iṑn dei figli

In ambito internazionale esistono precise regole di romanizzazione del greco, mentre in greco moderno è diffusa la Greeklish (es. "8elo" e "thelw" per θέλω, "3ava" per ξανά, "yuxi" da ψυχή).

Lettere numerali[modifica | modifica wikitesto]

Lettera Nome Pronuncia classica Val. num. Lettera ebraica corrisp. Entità HTML
Ϛ ϛ stigma [st] 6 non ebraica; legatura di σ e τ risalente al Medioevo &#x3da; &#x3db;
Ϙ ϙ

Ϟ ϟ
qoppa [k, ḵ] 90 ק qof &#x3d8; &#x3d9;
Ͳ ͳ

Ϡ ϡ
sampi [sː] 900 ץ צ tzadi &#x3e0; &#x3e1;

Lettere arcaiche[modifica | modifica wikitesto]

Lettera Nome Pronuncia classica Lettera ebraica corrisp. Entità HTML
Ϝ ϝ

Ͷ ͷ
digamma* [w] ו vav &#x3dc; &#x3dd;
Ͱ ͱ heta* [h] ח het &#x370; &#x371;
Ϻ ϻ san* [z, s] ץ צ tzadi &#x3fa; &#x3fb;
* Lettere scomparse dall'alfabeto molto presto, prima del periodo che ora chiamiamo classico.

Altri caratteri[modifica | modifica wikitesto]

Lettera Nome Pronuncia classica Lettera ebraica corrisp. Entità HTML Note
Ϳ ϳ jod [j] י jodh &#x37f; &#x3f3; Nel protogreco era distinto anche un fonema /j/ (come la i semiconsonantica di "ieri"), al quale pare non corrispondesse alcun grafema; quello usato attualmente è stato introdotto dai linguisti dell'Ottocento, sicché la sua esistenza è ricostruibile solo a posteriori, a partire da alcuni mutamenti fonomorfologici.
Ϸ ϸ sho [ʃ] ץ צ tzadi &#x3f7; &#x3f8; Lettera dell'alfabeto assente nelle versioni greche, introdotta dai battriani per rappresentare un suono della loro lingua assente in greco (/ʃ/).

Uso scientifico delle lettere greche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lettere greche in matematica, scienze, ingegneria.

In astronomia[modifica | modifica wikitesto]

In chimica[modifica | modifica wikitesto]

Le posizioni alfa e beta rispetto al chetone

Posizioni relative di due gruppi funzionali

  • Le lettere greche α, β, γ, δ, ε e ω ("alpha", "beta", "gamma", "delta", "epsilon" e "omega" minuscole) sono usate per definire le posizioni relative di due gruppi funzionali all'interno di una molecola, in genere organica: designano rispettivamente le posizioni 2, 3, 4, 5, 6 e 7 rispetto a un gruppo in posizione 1.
  • La lettera ν ("ni" minuscola) indica il coefficiente stechiometrico di un composto in una reazione.
  • La lettera ξ ("xi" minuscola) indica il grado d'avanzamento di una reazione.
  • Le lettere σ (sigma minuscola) e π (pi minuscola) sono utilizzate per descrivere due tipi di orbitali molecolari, o più comunemente i due legami che essi contribuiscono a formare in una molecola.

In economia[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere greche sono utilizzate per indicare:

  • coefficienti: la lettera α (alfa minuscola) è utilizzata per indicare la forza dell'effetto della disoccupazione sul salario, la lettera λ (lambda minuscola) è utilizzata per indicare il coefficiente di salari indicizzati sul totale;
  • tassi: la lettera ε (epsilon minuscola) è utilizzata per; indicare il tasso di cambio reale, la lettera δ (delta minuscola) il tasso di ammortamento e la lettera ρ (rho minuscola) il tasso di sconto soggettivo;
  • rapporti: la lettera θ (theta minuscola) indica il rapporto riserve depositi;
  • la lettera Δ (delta maiuscola) è utilizzata per indicare le variazioni;
  • altro: la lettera β (beta minuscola) designa l'effetto di un aumento della crescita della produzione sul tasso di disoccupazione, la lettera μ (mi minuscola) è utilizzata per indicare il markup, la lettera π (pi minuscola) è utilizzata per indicare l'inflazione.

In fisica[modifica | modifica wikitesto]

  • Le lettere α, β e γ denotano tre tipi di radiazioni ionizzanti emesse dalle materie radioattive.[4]
  • Le lettere α, β, γ, μ, ν, π e τ possono essere usate per indicare tipi di particelle subatomiche.
  • La lettera λ (lambda minuscola) è utilizzata per indicare la lunghezza d'onda.[5]
  • La lettera μ (mi minuscola) è utilizzata per indicare il coefficiente d'attrito, ma anche la permeabilità magnetica di un materiale o del vuoto.
  • Il simbolo del prefisso SI micro (che rappresenta un milionesimo di unità), µ (Unicode U+00B5), corrisponde alla lettera μ (mi minuscola). Ad esempio, il simbolo del micrometro è µm (1 µm = 10−6 m) e quello del microsecondo è µs (1 µs = 10−6 s).[6]
  • La lettera ζ (zeta) è utilizzata in elettrotecnica per denotare il coefficiente di smorzamento di un circuito RLC.
  • La lettera η (êta minuscola) è utilizzata per indicare il rendimento di un processo.
  • La lettera ρ (rho minuscola) indica in fisica la massa per unità di volume (densità). In elettrochimica, è impiegata per indicare la resistività di un conduttore.
  • La lettera χ (chi minuscola) è utilizzata in fisica per indicare un coefficiente di comprimibilità (termodinamica e onde).
  • La lettera ω (omèga minuscola) indica in fisica una pulsazione di risonanza (legata alla frequenza) o una velocità angolare, anche con riferimento alle stelle di neutroni.
  • La lettera ξ ("xi" minuscola) indica il grado di smorzamento delle oscillazioni in un sistema.
  • Il simbolo dell'unità SI di resistenza elettrica, l'ohm, Ω (Unicode U+2126), corrisponde alla lettera Ω (omèga maiuscola).[7]
  • La tupla (ξ, η, ζ) viene usata come alternativa adimensionalizzata rispetto ad una lunghezza caratteristica per rappresentare uno spazio cartesiano al posto della più comune (x, y, z).

In linguistica[modifica | modifica wikitesto]

  • La maiuscola latina s dura (eszett tedesco; Unicode U+1E9E: ẞ, che può sostituire la doppia s) si può erroneamente scambiare per la beta maiuscola greca (Unicode U+0392: Β).
  • La minuscola latina s dura (eszett tedesco; Unicode U+00DF: ß, che può sostituire la doppia s) si può erroneamente scambiare per la beta minuscola greca (Unicode U+03B2: β).
  • La maiuscola latina esh (Unicode U+01A9: Ʃ) corrisponde alla lettera sigma maiuscola greca (Unicode U+03A3: Σ).

In matematica[modifica | modifica wikitesto]

  • Le lettere greche sono spesso utilizzate per designare degli scalari in algebra.
  • Gli angoli sono spesso chiamati θ (theta minuscola) o φ (phi minuscola).
  • La lettera γ (gamma minuscola) è utilizzata per indicare la costante di Eulero-Mascheroni.[8]
  • La lettera Γ (gamma maiuscola) rappresenta la funzione Gamma.[9]
  • La lettera δ ("delta" minuscola) indica una quantità infinitesima. δ è anche la funzione Delta di Dirac.
  • Il simbolo d'incremento ∆ (Unicode U+2206) corrisponde alla lettera Δ (delta maiuscola). Si legge delta ed è utilizzato per indicare un cambiamento di stato tra due intervalli (Esempio: ∆t indica un intervallo di tempo utilizzato, tra gli altri, per definire la velocità) o una retta geometrica o il discriminante di un'equazione di secondo grado (Δ = b² - 4ac). Inoltre ∆ è anche il simbolo usato per il laplaciano. Infine, il simbolo nabla (∇) usato per il gradiente non è altro che una delta maiuscola rovesciata.
  • La lettera ε (epsilon minuscola) è utilizzata per indicare dei valori piccoli a piacere (piccole quantità).
  • La lettera π (pi minuscola) è utilizzata per indicare il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio (ossia circa 3,141 592 653 6). Tale costante è detta pi greco. Se si esprimono gli angoli in radianti π corrisponde all'angolo piatto.
  • La produttoria ∏ (Unicode U+220F) corrisponde alla lettera Π (pi maiuscola). Serve a indicare dei prodotti di elementi: significa il prodotto dei coefficienti ai per i che va da 1 a n, ad esempio (vedere anche la sommatoria, più in basso).
  • La lettera ρ (rho minuscola) è utilizzata assieme a θ per le coordinate polari. In statistica, serve a definire la correlazione tra due serie di dati.
  • La sommatoria ∑ (Unicode U+2211) corrisponde alla lettera Σ (sigma maiuscola). È utilizzata per indicare una somma di elementi: significa somma dei coefficienti ai per i che va da 1 a n, ad esempio (vedere anche la produttoria, più in alto).
  • La lettera φ ("phi" minuscolo) è utilizzata per rappresentare il numero aureo (1,618...).
  • La lettera Φ ("phi" maiuscolo) indica un flusso.
  • La χ (Chi) in statistica indica il calcolo del "Chi Quadrato".
  • La stima asintotica prevede l'utilizzo di lettere come O (o grande, deriva da "omicron" maiuscolo), o (o piccolo, deriva da "omicron" minuscolo), Ω ("omèga" grande) e ω ("omèga" piccolo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfabeto fenicio, su Omniglot.com.
  2. ^ (EN) Star Tales - Bayer letters, su www.ianridpath.com. URL consultato l'08 marzo 2018.
  3. ^ (IT) Nicola Scarpel, * Punti equinoziali, su eratostene.vialattea.net. URL consultato l'08 marzo 2018.
  4. ^ Classificazione della radiazioni ionizzanti | Lavorare in sicurezza, su www.ausl.rn.it. URL consultato l'08 marzo 2018.
  5. ^ (EN) International Union of Pure and Applied Chemistry, IUPAC Gold Book - wavelength, λ, su goldbook.iupac.org. URL consultato l'08 marzo 2018.
  6. ^ (EN) International Union of Pure and Applied Chemistry, IUPAC Gold Book - immiscibility, su goldbook.iupac.org. URL consultato l'08 marzo 2018.
  7. ^ (EN) International Union of Pure and Applied Chemistry, IUPAC Gold Book - ohm, su goldbook.iupac.org. URL consultato l'08 marzo 2018.
  8. ^ (EN) Weisstein, Eric W., Euler-Mascheroni Constant, su mathworld.wolfram.com. URL consultato l'08 marzo 2018.
  9. ^ Roberto Bigoni, La funzione Gamma di Eulero, su www.robertobigoni.it. URL consultato l'08 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Canepari, Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  • William Sidney Allen, Vox Graeca, Cambridge, Cambridge University Press, 1968.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]