Alfabeto proto-sinaitico

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Storia dell'alfabeto

Media età del bronzo XIX secolo a.C.

Meroitico III secolo a.C.
Ogham IV secolo d.C.
Hangŭl 1443 d.C.
Sillabico canadese 1840 d.C.
Zhuyin 1913 d.C.

L'Alfabeto proto-sinaitico, a volte anche denominato Alfabeto protocananeo, è uno dei più antichi alfabeti conosciuti. Esso è all'origine, per derivazioni e modifiche successive, della maggior parte degli alfabeti utilizzati ancora oggigiorno.

Questo alfabeto lineare[1] (in contrapposizione alla scrittura cuneiforme), è formato da ventitré segni distinti, il che indica che non può trattarsi di un sillabario. In realtà, secondo alcuni ricercatori, questo sarebbe soltanto un sillabario degenerato in cui ogni simbolo rappresenta una consonante che può essere seguita da una qualsiasi vocale, cioè si tratterebbe di un abjad.

L'alfabeto è ipoteticamente derivato dai geroglifici egizi, infatti, più della metà dei segni può essere messa in relazione con un prototipo egiziano.

Prime iscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il pugnale di Lachish[modifica | modifica wikitesto]

Un pugnale trovato nell'antica città di Lachish, è probabilmente la più antica iscrizione alfabetica conosciuta. Venne ritrovata in un chiaro contesto archeologico: una tomba della tarda età del bronzo (circa 1600 a.C.) insieme a tre di coleotteri di tipo Hyksos[2]. Tuttavia, Orly Goldwasser sostiene, dal 2010, che l'invenzione dell'alfabeto daterebbe al XIX secolo a.C.[3].

Il pugnale riporta solo quattro lettere, la prima e l'ultima sono parzialmente cancellate. Si legge "trzn" forse "Turranza"[4].

Wadi el Hol[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizioni di Wadi-el-Hol
Iscrizione in proto-sinaitico. La linea letta dall'alto a sinistra verso destra riporta le lettere mt l bʿlt e significa "... alla Signora".

Wadi el Hol ( Gola del terrore) è un sito archeologico nel deserto egizio, su un'antica strada militare che collegava Tebe a Abydos, in cui sono state scoperte nel 1995 numerose iscrizioni su pietra, due di queste potrebbero essere le prime iscrizioni alfabetiche conosciute. Sono state datate del Medio Regno o del Secondo periodo intermedio (tra il 1700 ed il 1500 a.C.)[5].

Gli egittologi scopritori John Darnell e Deborah Darnell pensano di leggere רב rb (capo, signore) all'inizio della prima iscrizione e אל El alla fine della seconda.[5] Brian Colless ha pubblicato una traduzione del testo nella quale alcuni segni sarebbero da considerare come dei logogrammi (un segno rappresenta una parola) o dei rebus[6][7]:La traduzuzione sarebbe: Eccellente (R[’š]) banchetto (mšt) per célébrare (H[illul]) d'`Anat (`nt). Il dio (’El) ci ha fornito (ygš) [H] gran quantità (rb) di vino (wn) e di cibo (mn) per la celebrazione (H[illul]). Noi abbiamo sacrificato (ngt_) a lui (h) un bue (’) e (p) bestiame di prima qualità (R[’sh]) che avevamo fatto ingrassare (mX).

Questa interpretazione sembra adattarsi alle altre iscrizioni circostanti[8].

Lo studioso di Harvard Frank Moore Cross analizzando la scrittura perviene alla conclusione che sia «chiaramente la più antica delle scritture alfabetiche» [9]

Sarabit al-Khadim[modifica | modifica wikitesto]

A Sarabit al-Khadim, nella penisola del Sinai, gli scavi archeologici guidati da Flinders Petrie hanno rivelato degli accampamenti di minatori e un tempio dedicato alla dea locale Hathor. Su questo sito è stata trovata una sfinge di pietra, recante una doppia iscrizione, geroglifica e proto-sinaitica. Nel 1916 l'egittologo inglese Alan Henderson Gardiner decifrò questo sistema grafico. La sua decifrazione dimostrò che si trattava di una dedica:

A Baalat, dea del turchese. L'iscrizione incisa sulla statua è l'unica che si è riusciti a decifrare.

Queste iscrizioni sono generalmente datate appartenenti alla media età del bronzo (XVIII sec. a.C.), durante il Medio Impero[5][10]. Tuttavia Albright propone una datazione tra il 1525 ed il 1475 a.C.[11] e B. Sass propone una data ancora più recente (XIV° o XIII° sec. a.C.)[12].

Invenzione dell'alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

Tutte queste iscrizioni presentano delle similitudini: per acrofonia usano una derivazione dai geroglifici fonetici egiziani per scrivere una lingua semitica. Gli autori di queste due iscrizioni hanno usato i segni egizi dando loro come valore il primo suono, nella loro lingua semitica, della parola designata dal geroglifico egiziano. Quindi, il pittogramma che rappresenta una casa, che si dice *bēt in semitico, derivato dal segno geroglifico per la stessa parola, fu usato per trascrivere il fonema /b/. Questo nome è rimasto per designare la lettera stessa nell'alfabeto ebraico, ed era talmente ben ancorato che venne trasmesso ai greci (La lettera β si pronuncia βῆτα "beta", col suffisso -a ).

I segni usati per creare questo alfabeto erano i geroglifici egizi che servivano come fonemi per trascrivere nomi stranieri, che quindi non avevano un proprio geroglifico.

John Darnell ha proposto uno scenario per spiegare la nascita di questo alfabeto e delle relative iscrizioni. I mercenari asiatici ('a3mu, Semiti) arruolati nell'esercito avrebbero notato e trascritto i trenta geroglifici, usati come segni fonetici, per trascrivere i loro nomi. I soldati venivano spesso inviati in spedizioni nel deserto, utilizzando le strade, il che spiegherebbe la presenza di iscrizioni simili nello stesso momento anche a Sarabit al-Khadim[5]. Ciò fornirebbe una buona giustificazione per la teoria dei "nomi stranieri" di Benjamin Sass[13].

La data dell'invenzione non è nota con certezza. È compreso tra il 2000 ed il 1300 a.C. La più antica iscrizione la cui datazione è certa, è il pugnale di Lakish, verso 1600 a.C.. John Darnell e André Lemaire, puntando su argomenti archeologici e linguistici (il confronto con i geroglifici che sarebbero probabilmente serviti da modello), stimano che l'alfabeto risale alla XII dinastia egizia[5][14]. Benjamin Sass, che un tempo era della stessa opinione, ora propende per datarla del quattordicesimo secolo a.C., periodo che corrisponde alla moltiplicazione del numero di iscrizioni trovate, anche se il pugnale di Lakish è una prova contraria alle sue argomentazioni[12]. Orly Goldwasser, sostiene invece che la scrittura alfabetica sia comparsa verso il 1840 a.C., "inventata da minatori cananei illetterati"[15], derivandola dalla scrittura geroglifica[3].

Alfabeti derivati[modifica | modifica wikitesto]

Questo primo alfabeto, per derivazioni successive, diede origine agli altri alfabeti conosciuti, come l'alfabeto fenicio, che ha viaggiato con questo popolo attraverso il Mediterraneo, e si è spostato verso est e la Mesopotamia con le carovane mercantili. È anche all'origine del modello di alfabeto sudarabico, che non segue più la tradizionale classificazione alfabetica levantina già attestata nella lingua ugaritica.

Alfabeto proto-sinaitico[modifica | modifica wikitesto]

Corrispondenze possibili tra il proto-sinaitico ed il fenicio[16]
Geroglifico Protosinaitico API Nome ricostruito Fenicio Paleo-ebraico Aramaico Greco/Latino Arabo Lingua araba
F1
Aleph /ʔ/ ʾalp « bue » Aleph Aleph Aleph.svg Greek Alpha 03.svg Α / 𐌀 A / А ا

(ʾalif)

O1
Bet /b/ bet « casa » Beth Bet Beth.svg Greek Beta 16.svg Β / 𐌁 B / Б ب

(bāʾ)

بيت (bayt) « casa »
A28
Heh /h/ hll « giubilo » > he « finestra » He Heh He0.svg Greek Epsilon archaic.svg Ε / 𐌄 E / Е Є Э
D46
Khof /k/ kaf « palma » Kaph Khof Kaph.svg Greek Kappa normal.svg Κ / 𐌊 K / К ك

(kāf)

كف (kaff)

« palma »

N35
Mem /m/ mayim « acqua » Mem Mem Mem.svg Greek Mu 04.svg Μ / 𐌌 M / М م

(mīm)

I10
Nun /n/ naḥš « serpente » > nun « pesce » Nun Nun Nun.svg Greek Nu 01.svg Ν / 𐌍 N / Н ن

(nūn)

D4
Ayin /ʕ/ ʿen « occhio » Ayin Ayin Ayin.svg Greek Omicron 04.svg Ο / 𐌏 O / О ع

(ʿayn)

عين('ayn)

« occhio »

D1
D19
Resh /r/ roʾš « testa » Res Resh Resh.svg Greek Rho pointed.svg Greek Rho 03.svg Ρ / 𐌓 R / Р ر

(rāʾ)

رأس (ra's)

« testa »

Aa32
Shin /ʃ/ šimš « sole » > šin « dente » Sin Shin Shin.svg Greek Sigma normal.svg Greek Sigma 18.svg Σ / 𐌔 S / С س

(sīn)

شمس (chams) « sole »/

سن (sin) « dente »

Z9
Tof /t/ tāw « segno » Taw Tof Taw.svg Greek Tau 02.svg Τ / 𐌕 T / Т ت

(tāʾ)

/g/ gimal « cammello » G/C ج (jim) جمل

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere col Lineare A ed il Lineare B
  2. ^ André Lemaire, Les Hyksos et le début de l'écriture, in « Des signes pictographiques à l'alphabet : la communication écrite en Méditerranée » : actes du colloque, 14 et 15 mai 1996, Villa Kérylos, Fondation Théodore Reinach (Beaulieu-sur-mer)
  3. ^ a b Orly Goldwasser, Orly Goldwasser, How the Alphabet was Born from Hieroglyphs, Biblical Archaeology Review 36, no 2 (mars/avril): pp. 40-53,anno 2010
  4. ^ William F. Albright, William Foxwell Albright, The Proto-Sinaitic Inscriptions and Their Decipherment, Harvard University Press, 1966.
  5. ^ a b c d e John Coleman Darnell, Two Early Alphabetic Inscriptions from the Wadi El-Hol: New Evidence for the Origin of the Alphabet from the Western Desert of Egypt, American Schools of Oriental Research, 2005.
  6. ^ Antiguo Oriente (2010) 8:91.
  7. ^ vedi il suo sito che contiene anche delle foto
  8. ^ John Darnell e Deborah Darnell , Theban Desert Road Survey in the Egyptian Western Desert ,Oriental Institute of the University of Chicago, 2002
  9. ^ J.N.Wilford, Finds in Egypt, New York Time, 14 novembre 1999
  10. ^ Alan H. Gardiner, "The Egyptian Origin of the Semitic Alphabet", "The Journal of Egyptian Archaeology", vol 3, n.1, gennaio 1916.
  11. ^ William Foxwell Albright: "Le iscrizioni proto-sinaitiche e la loro decifrazione", Cambridge University Press, 1966
  12. ^ a b Benjamin Sass, The genesis of the alphabet and its development in the second millennium B.C.—twenty years later.
  13. ^ Benjamin Sass, The genesis of the alphabet and its development in the second millennium B.C, Agypten und Altes Testament, and 13, Otto Harrassowitz 1988
  14. ^ André Lemaire, The Spread of Alphabetic Scripts (c. 1700—500 BCE) Archiviato l'8 aprile 2015 in Internet Archive., Diogenes, mai 2008 vol.55.
  15. ^ The Miners that Invented the Alphabet - A Response to Rollston in Journal of Ancient Egyptian Interconnections volume 4, numéro 3 - Università dell'Arizona 14 settembre 2012 [1]
  16. ^ F. Simons, « Proto-Sinaitic – Progenitor of the Alphabet », in Rosetta, 2011, n,9, pp.16–40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Foxwell Albright : The proto-sinaitic inscriptions and their decipherment, Cambridge University Press, 1966
  • G.R. Driver : Semitic writing, from Pictograph to Alphabet, Oxford University Press, 1948, nouvelle édition 1976
  • Benjamin Sass : The genesis of the alphabet and its development in the second millennium B.C, Agypten und Altes Testament, and 13, Otto Harrassowitz 1988
  • John F. Healey : « Les débuts de l'alphabet » dans : L. Bonfante, J. Chadwick, B.F. Cook, W.V Davies, J.F. Healey, J.T. Hooker, C.B.F. Walker : La naissance des écritures - Du cunéiforme à l'alphabet, éditions du Seuil, 1994
  • 2005, Darnell et al., « Two early alphabetic inscriptions from the Wadi el-Hôl: New evidence for the origin of the alphabet from the Western Desert of Egypt. », Annual of the American Schools of Oriental Research 59. Boston: American Schools of Oriental Research, 2005
  • Benjamin Sass, The genesis of the alphabet and its development in the second millennium B.C.—twenty years later
  • André Lemaire, The Spread of Alphabetic Scripts (c. 1700—500 BCE), Diogenes, maggio 2008 vol. 55.

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