Hyksos

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Il termine Hyksos, forma grecizzata[1] dell'egizio (in greco antico Ὑκσώς, Hyksṓs), viene generalmente usato per definire le popolazioni che penetrarono in Egitto sul finire del periodo della storia egizia indicato come Medio regno.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

S38N29N25
Z2
Hyksos
hq3 ḫ3swt
in geroglifici

Heka khasut, cioè "capo di un Paese straniero", è il termine con cui nel Canone reale erano chiamati i sei sovrani costituenti la XV dinastia egizia. Il termine, deformatosi successivamente in hyksos, fu usato in modo estensivo per indicare non solo questi sovrani, bensì anche quelli della XVI dinastia egizia e più in generale le popolazioni che penetrarono in Egitto sul finire del periodo della storia egizia indicato come Medio regno. I sovrani della XV dinastia sono spesso indicati come "grandi hyksos", in contrapposizione ai "piccoli hyksos", principi locali vassalli dei grandi hyksos.

Il greco antico ὑκσώς (hyksṓs) è privo di equivalente in lingua latina ed è utilizzato una sola volta in tutta la letteratura greca a noi nota dall'astrologo e storico egizio Manetone (in Ios. Ap. I,14)[2]. A riprova della sua origine non greca (nello specifico egiziana), questa è in greco antico l'unica parola con la sequenza delle due consonanti ks, altrove sempre sostituita dalla lettera ξ (xi).

Durante il loro regno, fra il 1700 e il 1550 a.C., la datazione biblica tradizionale colloca la figura di Mosè.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sull'origine degli Hyksos sono state avanzate molte congetture: popolazioni semite dalla Palestina, Hurriti, addirittura Indoeuropei e naturalmente una confederazione di queste tre popolazioni[senza fonte].

Gli Hyksos furono un'etnia che governò l'Egitto in un periodo in cui la società egizia stava vivendo un periodo di crisi; in un lasso di tempo di duecento anni governarono più di duecento faraoni e in tale confusione gli Hyksos riuscirono ad imporsi diffondendo nuove tradizioni ed usanze in Egitto. Trascorsi due secoli gli egiziani riacquisirono stabilità politica riorganizzandosi e riuscendo a scacciare questa dinastia non ereditaria proveniente dall'Asia minore e dall'Anatolia centrale.

La tradizione posteriore che vuole gli Hyksos invasori improvvisi dotati di superiorità militare grazie all'uso del carro da guerra non ha trovato alcun riscontro nelle verifiche archeologiche.

Centro politico del potere degli Hyksos fu la città di Avaris, da loro fondata sul delta del Nilo.

Oltre al già ricordato carro da guerra e al cavallo, con le popolazioni provenienti dalla Palestina giunsero in Egitto anche divinità hurrite, come Teshup, che si fusero con quelle locali. In questo periodo ebbe grande importanza nel delta del Nilo il culto di Seth, che in seguito, forse per questa sua "connivenza" con il nemico, fu bandito dal pantheon ufficiale egizio e relegato al ruolo di divinità malvagia.

Il potere degli Hyksos terminò con l'avvento della XVIII dinastia, che ripristinò l'unità dello Stato dando inizio al periodo detto Nuovo regno.

Gli episodi concernenti l'invasione degli Hyksos sono stati descritti da Manetone, un sacerdote egiziano di Sebennytos, nel delta del Nilo, che visse nel III secolo a.C. sotto il regno di Tolomeo II Filadelfo e descrisse la storia dell'Egitto dalle origini fino ad Alessandro Magno. Di tale descrizione ci rimangono oggi solo pochi frammenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fu Manetone a chiamare gli invasori semiti "hyksos" dalla deformazione della parola egizia heka khasut.
  2. ^ Lorenzo Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Società Editrice Dante Alighieri, Città di Castello (Perugia), 1993; non citato in A Greek-English Lexicon

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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