Mondello

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Mondello
frazione
Mondello – Veduta
Mondello da Monte Pellegrino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.svg Palermo
ComunePalermo-Stemma.svg Palermo
Territorio
Coordinate38°06′56″N 13°21′41″E / 38.115556°N 13.361389°E38.115556; 13.361389 (Mondello)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti12 150
Altre informazioni
Cod. postale90151
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mondello
Mondello

Mondello (Munneddhu in siciliano) è una frazione marinara e località turistica di Palermo, compresa nella VII Circoscrizione.

Sorge attorno ad un'ampia baia racchiusa tra il Monte Pellegrino e il Monte Gallo ed è distaccata dal centro cittadino per mezzo del Parco della Favorita. La spiaggia di tale località è considerata la più celebre del capoluogo e uno dei litorali siciliani maggiormente noti ed ambiti sul panorama nazionale e internazionale[1]. È inoltre una delle capitali dell'Art Nouveau in Italia e nel Mediterraneo, grazie alle numerose ville private e strutture ricettive in stile Liberty costruite nel corso del Novecento sotto l'operato della scuola di Ernesto Basile[2].

La sua particolare posizione, insieme alle peculiarità della conformazione del litorale, alla notevole fitodiversità, nonché alle testimonianze di vita umana e animale risalenti fino al Paleolitico, rendono tale località un patrimonio per lo studio della flora endemica, della geologia italiana, della paleontologia e dell'arte preistorica.[3][4]

Attualmente, Mondello è regolamentata dalla variante generale al P.R.G. di Palermo approvata dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, che ne tutela il rispetto del verde storico e dell’edilizia esistente, in gran parte di un certo pregio[5]. Il territorio, designato come unità morfologica e geografica di notevole interesse, è sottoposto ad un vincolo paesaggistico entrato in vigore con il decreto del 6 settembre 1967[6] in materia di salvaguardia delle bellezze naturali e panoramiche della frazione, poi aggiornato e ampliato con il decreto del 23 marzo 1995[7].

Il quartiere è stato il luogo di fondazione, nel 1975, del Premio Mondello, kermesse letteraria oggi organizzata dalla Fondazione Sicilia insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino.[8] Inoltre dal 1986 è la sede del World Festival on the Beach (precedentemente Windsurf World Festival).[9]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Monte Pellegrino visto dal porticciolo di Piazza Mondello

La località di Mondello - distante circa 12 km dal centro urbano di Palermo e separata dal resto della città dal Parco della Favorita - si adagia su una baia semicircolare dalla lunghezza di circa 1.500 metri, le cui estremità sono il Monte Pellegrino nel versante sud-orientale e il Monte Gallo in quello nord-occidentale. Le riserve naturali dei due promontori offrono un'eccezionale diversificazione paesaggistica, che rappresenta una delle più importanti peculiarità del luogo. È raggiungibile per mezzo dei viali alberati della Favorita o attraversando il lungomare dell'Addaura.

Il litorale di Mondello-Valdesi è caratterizzato da una sabbia fine e morbida, di colore chiaro con sfumature rosate alla battigia, costellato da minuscole conchiglie frammentate. A differenza di altre spiagge del Mediterraneo e a somiglianza con quelle caraibiche la sabbia è di natura organica. La spiaggia nasce infatti dalla decomposizione dei molti molluschi che vivono nella foresta di posidonia al centro del golfo. Questa particolare pianta marina, che in inverno dopo le mareggiate ricopre il bagnasciuga emanando un forte odore di iodio, è per questo motivo un elemento fondamentale per l’ecosistema dell’arenile.[10]

Nel versante più vicino al Monte Pellegrino, inglobato nei 1.050 ettari dell'omonima riserva naturale, sono presenti grosse bancate di calcari algali e livelli bioclastici databili all'Eocene inferiore-medio, oltre che lembi di calcareniti, sedimenti consolidati del pavimento di alcune grotte e infine terre rosse continentali di riempimento di fessure, databili all'incirca tra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore.[11] Questi affioramenti, già oggetto di studio da parte di naturalisti e paleontologi dal XX secolo, presentano notevole importanza per la moderna paleontologia per le faune vertebrate da essi restituite. Il carattere endemico di queste ultime, conseguente all'isolamento, fanno ritenere che la conformazione della Sicilia occidentale fosse a quel tempo molto articolata, con gli attuali rilievi componenti un arcipelago di cui Monte Pellegrino doveva costituire uno degli isolotti.[11]

Monte Gallo sullo sfondo della spiaggia di Mondello

La porzione di costa alle pendici del Monte Gallo, che chiude a nord il golfo di Mondello, è caratterizzato dal trottoir a vermeti, una piattaforma carbonatica rara nel Mediterraneo, composta da organismi viventi i cui gusci calcarei si calcificano a pelo d'acqua saldandosi l'uno a l'altro, costruendo un "marciapiede" biologico lungo circa 5 metri. È anche presente una scogliera, composta per la maggior parte da scogli fuoriuscenti dall'acqua, che delimita la sezione di spiaggia inclusa nella Riserva naturale orientata di Capo Gallo.[12]

Quest'ultima è un'area di quasi 586 ettari situata attorno al massiccio carbonatico formatosi tra il periodo del Mesozoico e l'Eocene. All'interno sono presenti numerose cavità e grotte, come la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, di notevole interesse paleontologico, dove sono stati ritrovati resti di vertebrati fossili quali l'elefante nano, l'ippopotamo ed il cervo risalenti al Paleolitico superiore, e la Grotta Regina, una vasta caverna formatasi per erosione marina ed utilizzata come santuario punico, oltre che come rifugio per piccole comunità di età tardo-romana, bizantina ed araba nel corso del tempo.[13]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

L'appena citata riserva di Capo Gallo da un lato e la riserva naturale orientata di Monte Pellegrino dall'altro permettono a Mondello di vantare una ricca flora rupestre, che comprende diverse specie endemiche o rare. Le falesie a picco sul mare del versante settentrionale presentano le condizioni ottimali per la conservazione di specie tipiche degli habitat sub-montani della Sicilia e le pareti rocciose favoriscono l'insediamento di una componente floristica ricca sia di elementi ad ampia distribuzione, sia di numerose e rare entità endemiche di particolare interesse fitogeografico. Per tale motivo, Mondello ha una particolare rilevanza nello studio della flora endemica siciliana.[14] L'intera frazione è ricca di palme e palme nane, mentre le formazioni più diffuse di vegetazione arborea sono quelle miste di pini, eucalipti, cipressi e oleandri. Inoltre, in corrispondenza di viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale dei Pioppi, è presenta una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città.[15]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

L'elevata diversità ambientale determina anche la varietà delle comunità faunistiche, garantendo i delicati equilibri caratteristici di ogni biotopo. L'eterogeneità delle tipologie vegetazionali riscontrate, sia a carattere naturale o semi-naturale, sia di tipo artificiale, come le colture arboree, insieme alla particolare geomorfologia del luogo, caratterizzata da versanti con esposizione differente, fanno sì che a Mondello possano coesistere una pluralità di habitat, tra cui spiccano quelli di interesse ornitologico.

L'avifauna comprende con certezza 41 specie nidificanti, distribuite sul territorio in maniera differente in relazione alle proprie necessità ecologiche. In tutta la zona si registra un'ampia e consolidata presenza di fringillidi come il verdone, il verzellino e il fringuello, la cui abbondanza è testimoniata dai tipici canti primaverili che compongono il paesaggio sonoro di Mondello fino al termine della stagione. Altre specie notevolmente distribuite sono il gabbiano reale, il gruccione, il fanello e il cuculo; tra gli svernati sono comunissimi il pettirosso e il lui piccolo. I boschi che si estendono in prossimità della Riserva di Monte Pellegrino rappresentano una delle tre esclusive aree di riproduzione in Sicilia del crociere delle pinete e del crociere fasciato: ciò rende di fondamentale importanza la salvaguardia delle formazioni arboree che oggi popolano il versante sud-orientale.[16]

Entrambe le riserve presentano le condizioni ottimali per ospitare alcuni rapaci legati alle pareti rocciose, quali il falco pellegrino, il gheppio e la poiana tra le specie diurne; l'allocco e il barbagianni tra quelle notturne. Tra i passeriformi si contano invece il corvo imperiale, il passero solitario, la passera spagnola, il merlo e la cinciallegra.

Inoltre, la particolare posizione della baia ha una grande importanza per la migrazione e la sosta invernale di numerose specie di uccelli, che seguendo la propria rotta passano quasi obbligatoriamente dalla zona di Mondello. Storico è il transito di gru e cicogne bianche, così come di tortore e quaglie (quest'ultimo descritto in maniera accurata dal naturalista Pietro Doderlein), nonché di predatori come il falco pecchiaiolo e il nibbio bruno. Numerose sono anche le specie che vi trascorrono l'intero inverno, quali lo storno comune, la ballerina bianca e la passera scopaiola.[17]

Tra i mammiferi, gli esemplari di maggiore interesse registrati nelle due riserve sono la volpe, la donnola, il coniglio selvatico e, di particolare rilievo, la crocidura siciliana, specie presente soltanto nell'Isola.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia di Mondello

Mondello gode di un clima tipicamente mediterraneo. Le estati sono calde e con piogge scarse, ma con indici di umidità non elevati. Grazie alle continue brezze mediterranee e tirreniche, le giornate sono spesso ventilate: l'unica eccezione è rappresentata dalle settimane in cui soffia lo Scirocco, che porta le temperature a valori decisamente alti, innalzando anche il livello di umidità. La maggior parte delle precipitazioni sono concentrate nei primi giorni di settembre, mentre nel resto dell'autunno continuano a susseguirsi giornate soleggiate e dalle temperature decisamente gradevoli.

Gli inverni risultano generalmente miti, ma nonostante l'influenza mediterranea, negli ultimi anni durante i mesi invernali le temperature possono arrivare ai 5° circa per parecchie settimane.

Molto raramente la spiaggia di Mondello (così come gli altri comuni tirrenici della Sicilia) può essere imbiancate da un sottile quanto suggestivo strato di neve. Le ultime nevicate sono state quelle del 30 e del 31 dicembre 2014.

Le primavere sono tiepide (tranne a marzo e, a volte, i primi di aprile quando ancora possono arrivare bordate fredde dai Balcani) e normalmente già dalla la seconda metà di aprile e l'inizio di maggio le temperature si mantengono su valori alti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla Preistoria all'età bizantina[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei graffiti rupestri rinvenuti negli anni Cinquanta nelle Grotte dell'Addaura

Nel Paleolitico e nel Mesolitico, alcune cavità formatesi intorno al Monte Pellegrino (note oggi come Grotte dell'Addaura), così come nel Monte di Capo Gallo e Billiemi, vennero abitate da gruppi umani, che vi trovavano un rifugio sicuro contro intemperie, assalti di tribù nemiche ed animali feroci. Al loro interno sono state ritrovate delle eccezionali incisioni in cui venivano raffigurati gli usi e costumi degli uomini preistorici. Ad oggi sono delle importantissime testimonianze dell'arte rupestre.

I primi abitatori della zona vivevano esclusivamente di caccia, ma con il trascorrere dei millenni questi hanno iniziato ad acquisire l'attitudine alla pesca per poi arrivare ad allevare animali e a coltivare la terra. Risalgono all'Eneolitico vari villaggi e necropoli, i cui resti sono stati ritrovati a Valdesi e a Partanna, una borgata agricola collegata al porticciolo di Mondello.[18]

In un periodo databile tra il V e il III secolo a.C., durante la dominazione fenicia (sotto la quale è stata fondata la città di Palermo), il golfo di Mondello è stato uno dei protagonisti della rete navale della Conca d'Oro. Alcune grotte del complesso montuoso di Capo Gallo hanno ospitato comunità puniche e libiche.

Durante la prima guerra punica, il generale e politico cartaginese Amilcare Barca approdò a Mondello per conquistare l'Heirktè (l'odierno Monte Pellegrino), dove impiantò il suo accampamento per tre anni. La mole calcarea del monte, per la sua asperità ed inaccessibilità, lo rendeva una vera e propria fortezza naturale, idonea a proteggere i soldati fenici dagli attacchi delle truppe romane e pianificare le continue incursioni ai danni di queste ultime. Si ritiene che in quel periodo il golfo di Mondello fosse molto più vasto di come appare oggi e che il mare s'internasse fino a lambire quasi l'attuale borgata di Partanna, tesi rafforzata dalla testimonianza dello storico greco Polibio che, come riportato da Tommaso Fazello nel suo Le due deche dell'historia di Sicilia, racconta di come Amilcare vi avesse visto un porto sicuro per il suo "numeroso naviglio".[19]

Nel corso delle due successive epoche, quella romana e quella bizantina, la fisionomia della città non venne modificata. Tuttavia, a causa dei disboscamenti, del riversamento a valle della terra superficiale dei monti delimitanti la piana e del ritirarsi del mare, la zona di Valdesi si trasformò in un porto fangoso. I depositi alluvionali e i detriti provenienti dai monti vicini, infatti, non poterono defluire liberamente in mare e trasformarono il terreno (già ricco d'acqua) in un'estesa palude.[20]

Periodo arabo[modifica | modifica wikitesto]

Nei due secoli di dominazione araba, Mondello era conosciuta con il nome di Marsa 'at Tin che, tradotto letteralmente, vuol dire Porto del Fango, nome assegnatole per le caratteristiche acquitrinose assunte da buona parte del terreno a causa dei fenomeni precedentemente citati. Nell'estremo lembo settentrionale del golfo venne creato un piccolo villaggio di pescatori, mentre le parti più basse dell'attuale Valdesi, in comunicazione con il mare, venivano sfruttate come saline, come viene ancora oggi ricordato dal nome di una strada chiamata, appunto, via Saline. Nonostante la zona fosse lontana dal centro abitato arabo, venne interessata dai lavori pubblici che i dominatori musulmani effettuarono per migliorare la rete idrica cittadina, con la costruzione dei Qanat, un'enorme opera ingegneristica consistente in canali sotterranei che, intercettando le falde naturali del terreno, portavano acqua in superficie.

Lo storico Michele Amari nella sua opera Storia dei Musulmani in Sicilia riferisce, sulla base di una cronaca dell'epoca, che dopo la presa islamica di Palermo (nell'anno 831), proprio nel golfo di Mondello sarebbero approdate dieci navi bizantine con l'intento - poi vanificatosi - di riconquistare la città.[21]

Dal XV al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal XV secolo, la vita della comunità marinaresca fondata nel lembo settentrionale si arricchì tramite un intenso fiorire di attività agro-pastorali, legate sia alle coltivazioni degli orti e dei vigneti nella Piana del Gallo, che al taglio dei canneti e all'allevamento, ma soprattutto allo sfruttamento di un'ampia foresta, utilizzata come miniera di biomasse animali e vegetali. Lo sviluppo delle attività agricole venne facilitato dalla ricchezza idrica del suolo, garantita da una grossa sorgente di acqua potabile, l'Ayguade (riportata da una mappa francese di età settecentesca e individuata nella vasta tenuta che fu del Principe di Scalea).[22]

Nel 1455 venne costruita una tonnara, che divenne in poco tempo il fulcro della borgata grazie ai numerosi posti di lavoro offerti a maestranze specializzate (tra pescatori, cordai, falegnami, calafati e bottai), oltre che a marinai generici e lavoratori giornalieri. Le abitazioni del villaggio iniziarono a svilupparsi attorno al complesso di pesca e ad una piccola chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Nel versante meridionale (oggi Mondello-Valdesi), rimasto paludoso, erano state mantenute le saline, di fondamentale importanza per il complesso di pesca date le grandi quantità di sale richieste per il tonno.

Tutti questi elementi rappresentarono, oltre che il fiore all'occhiello della novella imprenditoria palermitana, anche un forte richiamo di corsari e predoni, che partivano dalle munite basi della costa nord-africana per razziare il comprensorio. Per far fronte ai continui assalti pirateschi, gli abitanti intrapresero una serie di iniziative atte a proteggere la tonnara, le saline, i depositi alimentarti, le chiese, oltre che le vite umane. Uno dei progetti maggiormente perseguiti fu la vigilanza attuata da soldati a cavallo, che pattugliavano la costa con il compito di allertare tempestivamente le truppe di stanza al Castello a Mare. In particolare la vigilanza alla Fossa del Gallo si rese necessaria poiché la sinuosa fossa del Malopasso, sotto l'alta falesia del Monte Gallo, era in grado di offrire rifugio ai predoni, occultando la presenza dei vascelli.[22]

In seguito al perdurare dei raid pirateschi, il Senato Palermitano ordinò la costruzione di due torri difensive: la prima è oggi l'unica testimonianza rimasta dell'antica tonnara e forniva rifugio ai lavoratori del complesso di pesca; la seconda, situata in uno sperone roccioso di Capo Gallo, permetteva di intercettare in tempo le imbarcazioni corsare. Queste torri rappresentarono punti chiave della difesa del versante occidentale siciliano.

L'origine della Mondello aristocratica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XVI e il XVIII secolo la città di Palermo costituiva un importante centro del bacino mediterraneo per i traffici economici ed era divenuta una capitale a livello europeo in cui sostavano o abitavano numerosi nobili. Essi furono attratti dall'aspetto bucolico di Mondello e vi videro il luogo ideale per soddisfare il bisogno di agiatezza della classe aristocratica: in tale periodo vennero edificate oltre 250 ville, tra cui 10 di notevole importanza.[23] Come testimoniato dallo storico Vincenzo Di Giovanni, tra i nobili che risiedevano a Mondello si ricordano il Marchese di Pescara e Giovanni d'Austria[24], così come la famiglia Valdes, dai cui campi estesi nell'estremo lembo meridionale prende il nome la zona di Valdesi.[25]

La nascita della Real Tenuta borbonica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1798, Ferdinando IV di Borbone e la moglie Maria Carolina giunsero a Palermo dopo essere fuggiti da Napoli, allora ritenuta poco sicura a causa dei moti popolari. Il fascino che la città esercitava sul Re lo portarono a trattenersi per alcuni anni e a trasferire la sua residenza a Palermo, commissionando all'architetto Venanzio Marvuglia la costruzione di una dimora oggi conosciuta come Palazzina Cinese, con una veduta sulle attuali borgate di Mondello e Sferracavallo, più le scuderie reali. Il trasferimento della residenza di Ferdinando a Palermo, che permise di consolidare l'importanza della città e il potere dei nobili siciliani, portò alcune famiglie nobiliari (Niscemi, Airoldi, Malvagna e altre) a donare volentieri dei possedimenti nella zona delle falde del Monte Pellegrino, dove sorgeva la Palazzina, affinché il Re ne facesse la sua riserva di caccia. La proprietà venne chiamata "Real Tenuta della Favorita" in quanto egli amava molto soggiornarvi ed parte di essa è oggi diventata il Parco della Favorita, che separa Mondello dal centro cittadino.

In occasione dell'arrivo della corte borbonica a Palermo, le paludi di Mondello vennero aggregate alla Tenuta della Favorita e divennero riserva reale di caccia e pesca, prestandosi molto, per l'orografia del terreno, a tali attività. La riserva reale si estese in poco tempo al di là delle mura della Real Tenuta, inglobando il piccolo villaggio di Pallavicino, il pantano di Mondello e le falde del Monte Gallo in cui sorgeva la piccola tonnara.

Nel gennaio del 1799, il re Ferdinando di Borbone, innamoratosi della zona di Mondello, proibì la caccia all'interno della riserva reale e iniziò una parziale bonifica piantando numerosi alberi di Pino e attuando una sistemazione a giardino intorno alla piccola chiesa ubicata nell'attuale Piazza Caboto.

Come riportato dallo scrittore Vittorio Lo Jacono, ancora oggi resistono due cippi che delimitavano la riserva di caccia, a testimonianza di una Mondello ormai scomparsa: uno di questi, perfettamente conservato, si trova all'interno di una villa privata, mentre l'altro è inglobato nel muro di cinta di un circolo privato, il Country Time Club in via Castelforte.

Nel 1860, con la cacciata dei Borbone, la Real Tenuta - inclusa, quindi, anche la palude mondellese - divenne proprietà della famiglia Savoia.

La bonifica di fine '800[modifica | modifica wikitesto]

Durante la fine del XIX secolo, la zona paludosa di Mondello fu colpita da un'epidemia malarica indotta con estrema probabilità dall'innalzamento delle temperature medie, fenomeno che avrebbe generato l'ambiente ideale per la diffusione di insetti nocivi. Ciò fu causa di un tragico numero di morti nelle contrade dell'odierna Valdesi, dove abitavano i lavoratori delle pianure palustri e una parte dei pescatori. In tale periodo, Mondello venne segnata dalla macabra contrapposizione tra la comunità delle campagne, colpita da lutti sempre crescenti; e chi abitava al di là dell'area paludosa, come i tanti nobili che avevano le loro dimore nelle zone ricche di verde lussureggiante e corsi d'acqua potabile, così come la comunità marinara del porticciolo di Mondello e della spiaggia che come una bianca parentesi separava le terre dal percorso mare.

Una prima opera di gestione delle acque stagnanti fu messa in atto da Ferdinando IV di Borbone con la costruzione di canali di drenaggio. Ciononostante, il re non aveva intenzione di effettuare una vera e propria bonifica poiché era maggiormente interessato ai grossi cefali e alle anguille che vivevano nel pantano e che erano oggetto di conquista nelle avvincenti partite di pesca tra i canali. Per far fronte al crescente proliferare della parassitosi, il sistema borbonico venne ampliato dal municipio di Palermo utilizzando il progetto di due luminari dell'epoca, Giuseppe Albeggiani e Giuseppe Inzenga, che prevedeva la costruzione di una fitta rete che facesse da filtro tra il mare e la campagna. Il piano, tuttavia, si rivelò controproducente in quanto aggravò ancora di più il ristagno delle acque.[26]

Fortunatamente, la situazione cambiò con l'intervento di Francesco Lanza Spinelli, principe di Scalea e senatore del Regno d'Italia, che risiedeva nell'incantevole villa che dal suo casato trae il nome e che si trovava (e si trova tutt'oggi) nell'attuale Partanna-Mondello, ai margini dell'allora insalubre pantano di Valdesi. L'aristocratico, noto per essere un attento amministratore e un uomo di grande cuore[27], si adoperò per interrompere la luttuosa epidemia e a tal fine istituì, nel 1865, un comitato di propaganda a cui aderirono ben presto numerosi pescatori e agricoltori del luogo, avente come obiettivo la ricerca di una soluzione per bonificare le paludi in modo definitivo e debellare così la malaria. Sotto la guida del patrizio palermitano vennero promossi studi e tavole rotonde che portarono ad un susseguirsi di idee e progetti per circa venticinque anni. Il più funzionale tra questi si basava sull'abbandono dei canali di drenaggio, prevedendo di colmare gli acquitrini e costruire un collettore a ferro di cavallo che raccogliesse le acque a monte per scaricarle a mare. Il progetto venne approvato nel 1890 e i lavori iniziarono l'anno successivo per essere terminati nel giro di pochi anni.[28]

L'idea di sfruttare le correnti marine dall'Addaura fino a Capo Gallo si rivelò vincente: il mare, infatti, penetrava nel ferro di cavallo dal lato in cui prevaleva la corrente, spazzando in tal modo tutti i sedimenti. Alle porte del Novecento Mondello festeggiò la scomparsa della malaria e tornò ad essere visitata, in quantità maggiore rispetto al periodo precedente alla bonifica, dai palermitani che vi andavano in carrozza. Sorsero così le prime strutture turistiche balneari in legno, posizionate nello specchio d'acqua di fronte l'attuale Stabilimento. Pertanto, dal contributo salvifico del principe di Scalea nacque una nuova Mondello, più aperta ai visitatori occasionali e, per questo motivo, non più esclusiva dei patrizi e delle piccole comunità di lavoratori.[29]

Dal Novecento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Belle Époque: l'epoca d'oro dei Florio e il "progetto Scaglia"[modifica | modifica wikitesto]

Vincenzo Florio (1883 - 1959)

L'inizio del XX secolo portò con sé un'ulteriore ondata di vitalità per la baia mondellese, grazie in primo luogo alla grande crescita economica che aveva investito la città di Palermo e che vedeva la famiglia Florio come protagonista. Quest'ultima, infatti, scelse Mondello - divenuta ormai da secoli uno dei siti favoriti per la villeggiatura dell'aristocrazia siciliana - come luogo in cui ospitare i reali europei, nonché organizzare gli incontri d'affari con le grandi dinastie industriali e finanziarie del tempo, tra cui i Krupp, i Rothschild, i Rockefeller, i Vanderbilt e, per un arco di tempo più longevo, la famiglia Whitaker, con la quale era stata avviata una solida collaborazione nel campo dell'armamento navale.[30]

Fu in special modo il carattere avanguardista dell'attività imprenditoriale di Vincenzo Florio a valorizzare il quartiere, coinvolto nelle elitarie manifestazioni sportive e culturali che venivano organizzate per aumentare il prestigio della famiglia nel panorama globale e che avevano altresì l'effetto di generare nella baia un importante flusso turistico, che accoglieva l'alta estrazione sociale e i personaggi più illustri della Belle Époque.

Particolare entusiasmo venne mostrato da un imprenditore milanese di origini agrigentine, Luigi Scaglia, che nel maggio del 1906 si trovava a Palermo in occasione della Targa Florio. Egli rimase impressionato dalla bellezza del litorale di Mondello e, vedendovi qualcosa di più importante dei primi stabilimenti estivi, predispose un ambizioso progetto di sfruttamento della zona che venne presentato al Comune di Palermo nel settembre dello stesso anno, nel quale si prevedeva la costruzione di un collegamento tranviario con il centro urbano e le borgate limitrofe, oltre che l'edificazione di una località di villeggiatura su Monte Pellegrino, collegata al litorale tramite una funivia elettrica. Il programma, che si basava su un attento studio delle più note stazioni balneari europee, venne accompagnato dalla nota seguente:

«Il fine precipuo, o Signori, che si propone di raggiungere la Società che io ho l'onore di rappresentare, è quello di exploiter Mondello. Chi ha veduto una volta sola questo lembo di paradiso non può non chiedersi meravigliato come mai esso non sia il ritrovo quotidiano di quanti cercano nella visione del Bello ristoro e conforto (…). Nessun pittore ebbe mai nella sua tavolozza tanta varietà di verde quanto ne offre all'occhio estasiato l'immenso bosco di agrumi, di ulivi, di carrubbi che circonda, digradante al mare, il bel golfo turchino, specchiantesi in un cielo più turchino, chiuso tra il superbo monte Gallo e il nostro Pellegrino, sacro al poeta».

In contemporanea, l'imprenditore ordinò la pubblicazione di un articolo su La Sicile Illustrée - mensile pubblicato a Parigi in lingua francese ed italiana - intitolato "Grandioso progetto per l'avvenire di Mondello”, in cui veniva illustrata la proposta della società milanese presentando Mondello come un lido superiore alle più famose località marittime del Vecchio Continente e con un lungomare più bello della nota Promenade des Anglais di Nizza.

L'interesse europeo e l'arrivo della Società Belga[modifica | modifica wikitesto]

La pubblicità di Scaglia generò una notevole eco nei salotti imprenditoriali dell'Europa occidentale e incuriosì in particolar modo un gruppo di affaristi belgi specializzati in elettricità e tranvie, che provvidero ad inviare alcuni emissari per accaparrarsi un accordo con l'amministrazione palermitana. Essi, appoggiati da personalità di grande levatura (industriali, ex-parlamentari, aristocratici, avvocati, ingegneri), riuscirono ad arrivare ad un compromesso nel 1907 e appena due anni dopo, il 10 agosto 1909, si costituì la denominata Le Tramways de Palerme, una società anonima con sede a Bruxelles che ebbe come primo presidente il ministro belga Francotte[31] e che tra i 52 azionisti contava anche la famiglia Solvay.[32] Questa si impegnò a provvedere all'espansione urbana di Mondello, facendosi carico di realizzare una città-giardino balneare in linea con quanto definito dal progetto originale di Luigi Scaglia. Il contratto prevedeva nello specifico che la società belga si facesse carico della costruzione di 300 ville di lusso, uno stabilimento costruito a palafitta sul mare, un Grand Hotel, un Kursal, una Cattedrale, un campo da golf a nove buche; oltre che la rete idrica, la rete fognaria e alcune opere di arredo urbano (chioschi, illuminazione, giardini, ecc.).

Nel 1910, il re Vittorio Emanuele III consentì che le terre della Real Tenuta - inclusa, quindi, anche la frazione mondellese - fossero dismesse a favore del Comune di Palermo e l'anno successivo iniziarono ufficialmente i lavori. Uno dei primi obiettivi della Società fu il collegamento tranviario tra Mondello e la Stazione Centrale di Palermo: la linea, che con i suoi 14,396 km risultava la più estesa della città, venne inaugurata il 1º novembre 1912 e nel 1916 annesse anche la borgata di Partanna. Seguì l'edificazione dell'imponente stabilimento balneare e delle prime ville private secondo i canoni estetici dello stile liberty, di cui Palermo si rese esponente di spicco grazie alla raffinatezza della scuola di Ernesto Basile. Quest'ultimo aveva già eletto Mondello a luogo ideale per la villeggiatura più elitaria, come testimoniato dai progetti teorizzati a cavallo tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo[33], e trovò con l'espansione del quartiere l'occasione perfetta per dare vita all'idea di un soggiorno balneare che primeggiasse per eleganza e originalità dei suoi elementi architettonici. Tra i suoi allievi nacque una sorta di competizione artistica per la raffinatezza di fregi, torrette, composizioni di ferri battuti e giardini,

Lo stabilimento sul mare venne affidato all'architetto belga Rudolf Stualker[34], che disegnò un'ampia piattaforma su piloni immersi nell'acqua, adattando un suo lavoro originariamente pensato per la città di Ostenda e trasferito a Mondello a causa della maggiore bellezza del paesaggio. Tuttavia secondo recenti ricerche , l'attribuzione dello Stabilimento a Rudolf Stualker verrebbe messa in dubbio[35].Dei lavori per la realizzazione si occupò Giovanni Rutelli (figlio di Mario Rutelli), che riuscì a costruire un edificio resistente all'azione corrosiva dell'acqua e della salsedine. La struttura divenne in poco tempo il simbolo dell'intera Mondello e il luogo in cui si tenevano la maggior parte degli eventi culturali e mondani.

Dal 1914 al 1941[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Guerra frenò la realizzazione delle opere e vide il ritorno di Vincenzo Florio, che insieme all'imprenditore italo-francese Vittorio Ducrot costituì la Vittoria Aeronautica Ducrot al fine di costruire idrovolanti per la Regia Marina.[36] La baia venne allora sfruttata per il collaudo dei velivoli che venivano prodotti su licenza della Franco-British Aviation Company, come l'idroricognitore biplano FBA Type H; e di alcuni modelli originali, come il Ducrot SLD progettato da Manlio Stiavelli, aereo da caccia ad alte prestazioni che divenne il fiore all'occhiello dell'azienda aeronautica. In prossimità di Punta Celesi - la parte di spiaggia che chiude a sud il litorale mondellese - vennero posizionati gli hangar per il deposito dei velivoli e lo scivolo per i MAS che erano d'appoggio alla fabbrica, rimasti attivi fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale.

Nonostante la grave crisi economica dovuta al periodo bellico, Les Tramways de Palerme riuscì a continuare i lavori per Mondello grazie al supporto del governo federale del Belgio, da cui ottenne il consenso per azzerare il capitale originario ed emettere nuove azioni.

Questo permise di completare la realizzazione del campo da golf, entrato in funzione nel 1927, che si estendeva per 30 ettari a fianco del viale Regina Margherita , oggi Margherita di Savoia ,con la funzione di attirare turismo qualificato nazionale e internazionale , anche nella bassa stagione, attratto dalla mitezza del clima e dalla bellezza del panorama. Nello stesso 1927 , il circolo del golf di Palermo-Mondello fu tra i fondatori , insieme ai circoli di Firenze , Stresa , Torino e Como -Villa d'Este , della Federazione Italiana Golf[37].Il Campo era dotato di una club-house , un cottage-chalet , contraddistinto da tetto a capanna con prospetto decorato da motivi a muratura intelaiata . L'edificio, tuttora esistente, situato in viale Margherita di Savoia n. 50-52 , fu progettato dall'architetto belga Lucien François nel 1920[38][39]. Nell'estate del 1935 , sul terreno del circolo , venne ospitata la "Colonia Marina Arnaldo Mussolini"[40]. Del campo da golf sopravvivono tutt'oggi , entro i giardini di alcune ville , alcuni degli ulivi che ne punteggiavano il percorso .

Nel 1930 venne anche inaugurata la linea del vaporetto che, costeggiando il Monte Pellegrino, collegava il porto di Palermo con il molo di Mondello.

Dal secondo conflitto mondiale all'epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Airone CANT Z.506 nella spiaggia di Mondello, 1943

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mondello si rivelò nuovamente un ottimo punto strategico. I bombardieri alleati, che arrivavano dalle basi africane, dovevano sorvolare Capo Gallo e invertire la rotta al largo del golfo di Mondello per poter colpire il centro cittadino: per tale motivo, sul Monte Gallo venne installato da un contingente della Luftwaffe il radar Freya, uno strumento inedito prima di allora, così da riuscire ad identificare in tempo i velivoli ostili e poter avvisare le postazioni per cannoni e mitraglieri installate su tutta la costa, in larga parte ancora esistenti. Il comando dell'antiaerea si installò al Castello Utveggio, sul Monte Pellegrino, che confermava ancora una volta la sua qualità di fortezza naturale grazie alle correnti ascensionali che impedivano ai bombardieri nemici di prendere la mira e picchiare sull'obiettivo.[41]

Lo Stabilimento Balneare venne utilizzato come quartier generale, rispettivamente, dal comando dell'Esercito Nazionale Repubblicano; dalle SS, in seguito alla requisizione nel maggio del 1943; e, infine, dalle truppe americane, dopo la conquista del golfo mondellese avvenuta nel luglio dello stesso anno grazie al successo dell'operazione Husky. Il campo da golf venne invece trasformato in un parcheggio per mezzi blindati dal presidio nazista fino al termine del conflitto.

La crisi dell'immediato dopoguerra rese impossibile la realizzazione di alcune opere, come ad esempio la Cattedrale, una grande ed imponente costruzione di cui sono rimasti solo i progetti e che doveva sorgere in un'area che si attestava all’ingresso all’attuale viale dei Pioppi (per una superficie di 1.500 mq.). Poi, ancora, il Kursal, uno splendido edificio in stile liberty che doveva insistere nell’area dell’attuale Palace Hotel, e che constava di casinò, salone delle feste, e circolo ricreativo, un teatro; un’immensa e bellissima struttura che occupava una superficie di oltre 2000 mq.

La missiva sottolinea la crisi dell’immediato dopoguerra evidenziando che la società belga “Les Tranwais de Palerme” non poteva far fronte a quello che era stato sottoscritto col contratto d’acquisto del 1910.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Maria SS. Assunta, su via Mater Dei

Mondello possiede, al giorno d'oggi, due chiese. La prima, ubicata a Piazza Mondello e dedicata a San Girolamo dal Cardinale Ernesto Ruffini nel 1952, è stata fondata nel 1924 da alcune famiglie locali in seguito alla chiusura al pubblico dell'antica chiesa quattrocentesca intitolata alla Madonna delle Grazie. Quest'ultima è rimasta attiva fino alla prima metà del XX secolo, periodo in cui era di patronato del cavaliere Spataro: nel 1921, dopo la concessione in affitto alla famiglia D'Acquisto - divenuta proprietaria della tonnara - l'edificio sacro è stato convertito in un magazzino per l'esercizio del complesso di pesca e per un periodo di tre anni è stato concesso ai fedeli di assistere alle funzioni religiose nella cappella annessa alla proprietà del barone Colonna, erede di Spataro.[42]

La parrocchia di San Girolamo nasce dall'acquisto e dalla trasformazione di un locale destinato all'attività peschereccia. In origine era stata dedicata, come la chiesa precedente che andava a sostituire, alla Madonna delle Grazie, santa patrona del quartiere e protettrice dei navigatori. Gravemente danneggiata in seguito ai bombardamenti di Palermo nella seconda guerra mondiale, è stata ristrutturata e dopo qualche anno rifondata in onore del santo dottore. Si presenta oggi come un edificio dai colori accesi e arricchito da mosaici, che si affaccia sul porticciolo della piazza.

La seconda chiesa di Mondello sorge a Valdesi (in corrispondenza di via dei Mater) ed è dedicata a Maria SS. Assunta. Consiste in una parrocchia di notevoli dimensioni, la cui confraternita è stata fondata originariamente da Ferdinando di Borbone nel 1806, come ricorda la lapide marmorea posta sopra la porta principale dell'edificio. È successivamente passata in mano alla Real Casa dei Savoia, alla quale si deve l'intitolazione all'Assunta.[43]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

L'Antico Stabilimento Balneare

L'importanza di Mondello all'interno del patrimonio cittadino è legato in buona parte alla varietà e raffinatezza delle architetture civili, tra cui si distinguono gli esempi in stile Liberty. Si tratta per lo più di ville e strutture ricettive destinate all'aristocrazia e all'alta borghesia palermitana tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, periodo in cui la città era una capitale europea di notevole spessore e protagonista del fermento culturale legato alle ricchezze espressive del modernismo e dell'Art Nouveau[44].

La fase di prosperoso benessere che il capoluogo siciliano stava attraversando durante la Belle Époque coincideva con il rinnovato turismo nel golfo di Mondello, che in seguito alla bonifica di Valdesi era divenuta una delle scenografie degli eventi di richiamo internazionale organizzati dalle famiglie più facoltose del tempo, tra cui si distinsero i Florio e i Whitaker. Il fascino esercitato dalle bellezze naturali della baia la rese oggetto di un illuminato sviluppo edilizio, affidato dopo varie trattative alla società belga Les Tramways de Palerme nel 1909. Quest'ultima organizzò, oltre alla realizzazione di infrastrutture, anche la vendita di lotti di terreno liberi e di villini tratti da un catalogo di prospetti tipo realizzato dall'ingegnere ed architetto Giuseppe Caronia Roberti nel 1911[38][39].

Ernesto Basile, considerato l'anima del nuovo movimento modernista internazionale, aveva già rivolto le sue attenzioni a Mondello nel 1894, come documenta il progetto di un atelier per il pittore Rocco Lentini che verrà realizzato soltanto nel 1910. Il via al progetto di riqualificazione in chiave turistica e balneare diede ad egli e alla sua scuola - tra cui si ricorda Salvatore Caronia Roberti per l'originalità delle soluzioni estetiche - la possibilità di far nascere una città-giardino nella ricca costa nord-occidentale.

Villini in stile Liberty su viale Regina Margherita

Tra le costruzioni in stile Liberty più iconiche:

  • Villino Lentini, su via Alvise Cà da Mosto. Progettato da Ernesto Basile, presenta una facciata decorata con motivi floreali realizzati ad affresco dallo stesso Lentini[39].
  • Antico Stabilimento Balneare, su viale Regina Elena.
  • Villino Fernanda, su viale Regina Margherita.
  • Villino Maria, su viale Regina Margherita
  • Villino Sofia, su viale Regina Margherita
  • Villino Maria Assunta, su viale Regina Margherita. L’edificio, in stile eclettico con balcone continuo angolare, al primo piano presenta motivi decorativi floreali nei capitelli.
  • Villino Franca, su viale Regina Margherita. Progettato nel 1912 da Salvatore Caronia Roberti, presenta il paramento murario a finti ricorsi di mattoni, gli stucchi decorativi nel portico di ingresso e una fascia maiolicata a motivi floreali blu e bianchi, posta al di sotto del cornicione[45].
  • Villino Società Canottieri Roggero di Lauria, su viale Regina Elena. Progettato nel 1915 da Salvatore Caronia Roberti, mescola elementi di carattere English Domestic Revival ad altri, come le fasce bicrome in facciata, di derivazione mediterranea.
  • Villino Gregorietti, su viale Regina Elena. Progettato nel 1924 da Ernesto Basile per il pittore Salvatore Gregorietti. Le forme, le volumetrie e gli apparati decorativi che vedono l’uso del mosaico, in maniera diffusa, richiamano la produzione precedente del Basile, di cui il Villino Gregorietti rappresenta “l’ultima stagione”[46].

Nonostante lo stile floreale dell'Art Nouveau costituiscano l'elemento più rappresentativo di Mondello, alcune delle architetture più rilevanti della frazione sono rappresentate da un certo numero di villini in stile cottage-chalet, con caratteristico tetto a capanna - piuttosto acclive - e facciate decorate con motivi a muratura intelaiata[47]. Tra questi spiccano la sede del già citato circolo del golf (viale Margherita di Savoia n. 50-52 ed il villino Attilia (via Regina Elena n. 7-9), entrambi opera dell'architetto belga Lucien François progettate nel 1920[38]; i villini Matta (viale Margherita di Savoia n. 3-5) e Grunau-Cottage Dagnino (viale Principe di Scalea 37), progettati dall'Ingegnere Nicolò Mineo, rispettivamente nel 1918 e nel 1914; ed il villino Pojero (viale Regina Elena n.1) realizzato nel 1915 da Giuseppe Caronia Roberti[39] . il contrasto tra il contesto climatico e geografico, marcatamente mediterraneo e sub-tropicale, con tali esempi di architettura vernacolare nordica, collegati al movimento internazionale del Revival Gotico, richiama il sincretismo tipico delle ambientazioni coloniali[47]. Tra le abitazioni costruite a Mondello in questo periodo , si distinguono anche alcuni esempi di stile Revival Moresco: il villino Crippa-Girgenti realizzato nel 1923 dagli ingegneri Luigi e Nicolò Mineo, sito in via Argonauti n. 7[48]; il villino in via Regina Elena 37-39; il villino Monica in via Principe di Scalea n. 46-48; ed il villino Lina in via Regina Elena n. 3, opera dell'ingegnere G. Giaccone realizzata nel 1927[39]. Vi sono anche due interessanti esempi di stile Neo Classico-Pompeiano: il villino sito in via Principe di Scalea n. 42[49] ed il villino Matilde in viale dei Lillà n. 7-9.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre della Tonnara, in Piazza Mondello

Le due torri quattrocentesche costituiscono una testimonianza del sistema difensivo che venne attuato nella costa siciliana settentrionale dalla fine del Quattrocento fino al Settecento, periodo in cui le borgate marinare di Palermo dovettero fronteggiare una lunga serie di assalti da parte dei corsari barbareschi. Costruite intorno al 1455 per volere del Senato di Palermo, fanno parte dell'ampio sistema delle torri costiere della Sicilia.

La Torre della Tonnara, situata in Piazza Mondello e parzialmente inglobata in una incongrua cortina edilizia, presenta una poderosa struttura cilindrica poggiante su una base troncoconica scarpata e culminante con un coronamento a beccadelli[50]. La sua funzione era quella di proteggere gli abitanti del borgo e il comprensorio durante le incursioni piratesche ed era presidiata da soldati che, attraverso le tre piccole finestre del piano superiore, avevano la possibilità di avvistare in tempo i predatori e preparare la resistenza. Quella della tonnara di Mondello, da un punto di vista tipologico, fu tra le prime torri efficienti e autosufficienti ad essere impiantate nel territorio palermitano, risultando un'evoluzione del modello della la Torre del Rotolo, costruita all'inizio del XV secolo al confine tra l'Addaura e la località di Vergine Maria, rispetto alla quale risultava più grande, solida e adatta a sostenere il peso dell'artiglieria. Era inoltre munita di una cisterna per la raccolta dell'acqua potabile, ricavata tra il piano di calpestio e la prima elevazione.

Torre del Fico d'India, oggi parte di un complesso alberghiero

La Torre del Fico d'India, eretta su un eminente sperone di roccia calcarea nell'estrema punta occidentale del golfo di Mondello, venne costruita in seguito al perdurare degli attacchi contro la ricca imprenditoria della borgata e i possedimenti terrieri nelle vicine campagne. La scelta della posizione è documentata da un accurato studio topografico da parte degli strateghi del tempo, che mise in evidenza come l'erta scogliera fosse il punto ideale per costituire un baluardo a difesa della costa. Capo Gallo detiene infatti il primato geografico di sperone roccioso più avanzato della Sicilia nord-occidentale e, per tale ragione, permette una vista a dominio di un'ampia fascia costiera. La costruzione si eleva a 25 m s.l.m. e dal punto di vista strutturale trova puntuali confronti con altre torri della marineria occidentale siciliana: è di forma cilindrica, edificata con pietrame informe su un piano di roccia spianato e costituita da due elevazioni fuori terra, con il piano terreno in parte occupato dalla cisterna per la raccolta delle acque piovane e la prima elevazione costituita da un unico, ampio vano circolare. Dal primo piano si diparte una scala semicircolare ben inserita negli spessori murari, che conduce al terrazzo da cui si ammira ad oriente un suggestivo paesaggio verso Capo Zafferano e Cefalù[51]. L'unico ingresso era costituito da una piccola apertura al piano superiore, rivolta verso settentrione e raggiungibile, un tempo, per mezzo di una scala di corda o di legno, allo scopo di togliere al nemico ogni possibile appiglio, in caso di prolungato assedio. In origine era presente un dislivello di circa 6 m, utile accorgimento architettonico per rendere la torre più sicura in caso di attacco, oggi non più esistente in favore di un moderno terrapieno, costruito nella prima metà del Novecento per facilitare l'accesso alla struttura. Fu una strategica torre di avvistamento e di difesa della marina, della Piana del Gallo e della Piana dei Colli: l'elevata posizione del manufatto rispetto alla media altimetrica dei luoghi, infatti, permetteva agli occupanti di individuare l'aggressore al suo apparire all'orizzonte e di difendersi più agevolmente, colpendo dall'alto le imbarcazioni ostili. Inoltre, la collocazione delle finestre permetteva di allertare in contemporanea le popolazioni locali e le squadre marittime o i cavalieri che periodicamente pattugliavano le coste. La caratteristica sagoma della torre, emergente dal territorio e ben visibile da grandi distanze, viene ricordata da numerosi marinai, studiosi e viaggiatori, tra cui il duca Giovanni Andrea Massa nell'opera La Sicilia in prospettiva e il Marchese di Villabianca, che nelle sue memorie storiche puntualizza come il nome dell'edificio derivi dalla pianta che cresce spontanea nella penisoletta tra gli anfratti della scogliera, riparati dai venti di scirocco e maestrale[52]. Dalla fine degli anni Cinquanta tale costruzione è conglobata all'interno dello Splendid Hotel La Torre.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte[modifica | modifica wikitesto]

Nel Paleolitico e nel Mesolitico, alcune cavità formatesi intorno a Monte Pellegrino (note oggi come Grotte dell'Addaura) vennero abitate da gruppi umani. Al loro interno vennero ritrovate delle eccezionali incisioni in cui venivano raffigurati gli usi e costumi degli uomini preistorici. Ad oggi sono delle importantissime testimonianze dell'arte rupestre.

Nel promontorio di Capo Gallo, che separa i golfi di Mondello e di Sferracavallo, alcune grotte, scavate dall'erosione marina, hanno costituito fin dalla fine del Pleistocene un ricovero naturale per l'uomo che cacciava l'Equus hydruntinus, un equide estinto. Durante l'Ottocento e il Novecento le cavità furono esplorate da archeologi come Anca, Gemellaro e De Gregorio, con la conseguente scoperta di pitture rupestri, frammenti di attrezzi lavorati ed ossa di animali. I ritrovamenti costituiscono oggi un'importantissima testimonianza storica e provano che il golfo di Mondello affonda le sue radici nella Preistoria, quando si formarono delle comunità antropiche proprio all'interno delle grotte, che offrivano riparo dalle piogge e formavano un baluardo naturale contro i venti provenienti da nord.

Sempre sul promontorio di Monte Gallo, alle pendici nord-orientali, si trova la Grotta Regina, costituita da un vasto ambiente e divenuta famosa per i disegni e le iscrizioni in caratteri punici e neopunici ritrovati nelle pareti laterali. Di estrema importanza è il disegno della nave cartaginese, poiché oltre a costituire una notevole documentazione, si tratta dell'unica rappresentazione intera di una nave da guerra punica.

Nelle vicinanze di Grotta Regina sono presenti anche Grotta Perciata, Grotta del Capraio e la Grotta dei Vaccari, in cui è stato rinvenuto del materiale ceramico che va dal Neolitico all'Età del bronzo.

Vennero ritrovate anche delle cave di marmo, utilizzate in realtà già nel Seicento (come dimostrano le colonne e l'altare del Duomo di Palermo).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto urbano di Mondello rappresenta una rilettura critica, e con molti gradi di autonomia, dei modelli di città balneari del Belgio e della Francia. Il sistema viario, che risulta ideato «dalla commistione di due impianti: uno a maglia regolare nell'area di Valdesi, l'altro, adattato all'area e all'arco della spiaggia di Mondello, con tre strade a raggiera», richiama il particolare tipo di impianto a maglie viarie raccordate per fulcri e arterie, adottato per l'ampliamento ottocentesco di Ostenda nella sua trasformazione in città balneare. Il grande disegno a promenades, ordinate su maglia ippodamea e su comparti radiali raccordati fra loro da un fulcro, è riconducibile ad una scala di quartiere suburbano basata sul modello della città giardino, di derivazione anglosassone[53].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Mondello è una delle più gettonate mete vacanziere nella provincia e il turismo rappresenta oggi un elemento chiave per l'economia locale. Nonostante lo sviluppo urbano della frazione sia nato come un progetto economico-fondiario residenziale e non per un investimento turistico - come dimostrato dalla presenza di due soli alberghi - la fama acquisita nel corso del tempo grazie agli eventi culturali e mondani, così come la pubblicità internazionale generata dalle competizioni sportive organizzate dai circoli velici e la popolarità della spiaggia nel panorama cittadino, hanno permesso di intercettare i flussi turistici e di rendere tale località balneare particolarmente frequentata e redditizia nella stagione estiva. La crescita dei visitatori ha dato il via ad un fenomeno di trasformazione degli usi dei suoli (quello terrestre e quello marino), che guarda al settore terziario come una forma di riconversione economica delle risorse esistenti. Tra le forme più visibili di tale processo vi sono la trasformazione di molte residenze in bed & breakfast e case vacanze, così come il passaggio dalla pesca tradizionale al pescaturismo[54].

Dato il carattere prettamente residenziale assunto dalla frazione, gli altri settori non sono stati sviluppati. Le attività di agricoltura e pesca, che per secoli hanno costituito le principali risorse economiche della vecchia borgata, rivestono oggi un ruolo secondario e in gran parte subordinato alle esigenze del quartiere.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è connesso all'autostrada A29 tramite l'uscita Tommaso Natale - Mondello, inaugurata nel 2002[55].

Il principale punto di accesso al centro cittadino è rappresentato dai viali del Parco della Favorita, che permettono un'agevole transizione tra il viale Regina Margherita - nella zona di Valdesi - e il quartiere Libertà. Inoltre, poco prima dell'ingresso al parco si raccorda la strada proveniente dal quartiere di Pallavicino.

Un altro collegamento che interessa la frazione è la strada statale 113 Settentrionale Sicula, che unisce il confine sud-est di Mondello con il lungomare Cristoforo Colombo e, superate le borgate dell'Addaura, Vergine Maria e Arenella, permette di raggiungere il quartiere Montepellegrino.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Mondello è connessa alla rete di trasporto pubblico della città di Palermo attraverso tre linee autobus urbane gestite dall'azienda municipalizzata AMAT. Queste sono la linea 544 (Piazzale J. Lennon - Mondello); la linea 603 (Stadio - Partanna - Mondello); e la linea 806 (Piazza Croci - Mondello). Nelle ore notturne è operativa la linea N1, che connette i quartieri della costa nord con Piazza Indipendenza.

Durante la stagione estiva, oltre a essere aggiunta la linea 606 (Stadio - Mondello), è attivo il servizio di navette gratuite che permettono di collegare varie zone residenziali del quartiere alla spiaggia. Dal 2021, tale servizio è affidato esclusivamente alla linea 84 (Parcheggio Galatea - Valdesi - Mondello Torre), contro le cinque linee precedentemente operative che collegavano anche i quartieri di Addaura, Partanna e Sferracavallo.

A più riprese si è tentato di istituire una zona pedonale lungo il viale Regina Elena, che costeggia il litorale di Mondello-Valdesi. Dal 2012 una modesta porzione della strada, corrispondente al tratto che dal circolo Albaria porta all'estremità di Punta Celesi, è divenuta isola pedonale permanente[56]. L'ultimo esperimento di chiusura alle auto dell'intero viale, attuato nell'estate del 2021, prevedeva due distinte zone a traffico limitato[57] ed è in attesa di un'attuazione definitiva[58].

Il World Festival on the Beach[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: World Festival on the Beach.
Il golfo di Mondello

Dal 1985 Mondello è sede del Windsurf World Festival, ribattezzato nel 2001 World Festival on the Beach, l'evento che raggruppa annualmente varie manifestazioni di sport (windsurf, vela, kite, beach volley etc.), e spettacoli musicali che, per la loro connotazione internazionale, trasformano la località in un villaggio di straordinario interesse.

Il festival è a cura del club Albaria, noto a livello internazionale grazie all'evento stesso e ad alcuni successi ottenuti dagli iscritti.

Il programma sportivo prevede principalmente gare di vela e windsurf per quattro classi, tra cui la ormai celebre Windsurfer Legend Race, una competizione su percorso a slalom riservata ai campioni continentali e mondiali, i due Campionati Europei (rispettivamente l'Open Tecno 293 e l'Open RS:X) e la regata regionale Windsurf Sicily Grand Prix. Durante la settimana si tengono anche incontri a livello nazionale di scherma, surf da onda, beach volley, kayak, nuoto e corsa. Una notevole importanza è dedicata anche alle esibizioni di Kitesurfing, Wakeboard, Air Show (con la Pattuglia Blu Circe), Idrovolanti ed alle coreografie degli aquiloni. Nelle ultime edizioni è stato istituito un raduno per il SUP (Stand Up Paddle), uno sport emergente a livello globale praticato soprattutto nelle Isole Hawaii.

Un ruolo centrale è dato anche alle attività artistiche e culturali: sono numerosi infatti i concerti e contest fotografici, che si susseguono durante la settimana. Dal 2004 viene organizzato un concerto di musica classica su un auditorium in riva al mare, denominato "Sinfonia on the Beach".

Grazie alla collaborazione con il CETRI (Centro Europeo di Terza Rivoluzione Industriale), durante il festival vengono sostenute le ricerche per risorse energetiche pulite ed è stata inserita un'area tematica per sensibilizzare i giovani sulle questioni legate all'ambiente e alle energie rinnovabili. Lo slogan è "Più sport.. Più musica.. Più energia per un mondo migliore.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A Mondello il 1º maggio del 1910 fu effettuato il primo esperimento in Sicilia di volo a propulsione con pilota a bordo[59]; il pilota Clemente Ravetto compì le prime evoluzioni su un velivolo Voisin 28.[60]
  • A Mondello è presente una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città di Palermo. La galleria si trova nel viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale del Pioppi, non lontano dalla piazza Valdesi alle spalle del Commissariato di Polizia.[15][61]
  • Si trova a Mondello una celebre villa[62] denominata dai palermitani "casa dei fantasmi". La villa in questione si trova di fronte al "Palace Hotel" e si tratta di una costruzione in stile Pompeiano. Le storie al riguardo risultano molto confuse, soprattutto perché vengono associate anche ad un'abitazione in stile Liberty, "Villa Caboto". Secondo la versione più diffusa, l'infestazione sarebbe dovuta ad un episodio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Si dice infatti che la villa venne utilizzata dai soldati fascisti e nazisti come bordello: una notte, gli Alleati avrebbero fatto irruzione al suo interno, uccidendo tutti i presenti. Un'altra versione vuole che siano stati invece i soldati tedeschi ubriachi ad effettuare il massacro in seguito ad un litigio. Secondo altre storielle, i soldati nazisti avrebbero utilizzato la struttura come una sorta di quartier generale, dove venivano torturati ed in seguito uccisi i prigionieri.[49]

La residenza è attualmente abitata, dopo molti anni di abbandono.[senza fonte]

Film girati a Mondello[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mondello, su Portale del Turismo - Comune di Palermo. URL consultato il 24 dicembre 2021.
  2. ^ Fabio Benzi (a cura di), Liberty sui litorali italiani, in Il Liberty in Italia, 1ª ed., Milano, Federico Motta, 2001, p. 349.
  3. ^ Flora, su Riserva di Capo Gallo. URL consultato il 3 aprile 2021.
  4. ^ G. Hardouin, I graffiti dell'Addaura, Tipolitografia Kefa, 1986.
  5. ^ Variante Generale al P.R.G. (PDF), su comune.palermo.it.
  6. ^ Decreto 23 marzo 1995, su gazzettaufficiale.it, Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 23 dicembre 2021.
    «Visto il decreto del presidente della regione siciliana n. 4993 del

    6 settembre 1967, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della regione siciliana n. 40 del 16 settembre 1967, che sottoponeva a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 1497/1939 parte del territorio

    comunale di Mondello»
  7. ^ Vincoli paesaggistici nel territorio della Regione Siciliana Provincia di Palermo Monreale Palermo Partinico Petralia Soprana Petralia Sottana Piana degli Albanesi Polizzi Generosa Polizzi Generosa Pollina S. Mauro Castelverde Santa Flavia Scillato Sclafani Bagni Termini Imerese Terrasini Trabia Trappeto Ustica Alia Alimena, su ambientediritto.it. URL consultato il 23 gennaio 2022.
  8. ^ Dal 1975... - La storia del premio - Premio letterario internazionale Mondello, su premiomondello.it. URL consultato il 1º aprile 2021.
  9. ^ Chi Siamo, breve storia dell'Albaria, su Albaria Mondello. URL consultato il 20 aprile 2021.
  10. ^ Riccardo Agnello, Mondello ieri e oggi, Flaccovio Editore.
  11. ^ a b La riserva di Monte Pellegrino, su palermoweb.com. URL consultato il 21 maggio 2020.
  12. ^ La spiaggia della Riserva Naturale di Capo Gallo, su Le spiagge della Sicilia, 25 agosto 2015. URL consultato il 20 maggio 2020.
  13. ^ Riserva Capo Gallo, Mondello - Palermo Italy, su palermoweb.com. URL consultato il 20 maggio 2020.
  14. ^ Flora, su Riserva di Capo Gallo. URL consultato il 21 maggio 2020.
  15. ^ a b http://www.albaria.com/1pagina/1pagina07/mondello_clemente_ravetto.htm
  16. ^ Descrizione Riserva di Capo Gallo, Mondello - Palermo, su palermoweb.com. URL consultato il 20 aprile 2021.
  17. ^ La riserva di Monte Pellegrino, su palermoweb.com. URL consultato il 20 aprile 2021.
  18. ^ Vittorio Lo Jacono, Mondello e "dintorni", Spazio Cultura edizioni, 2017, ISBN 978-88-99572-22-8.
  19. ^ Amilcare "il fulmine" a mondello, su albaria.com. URL consultato il 22 maggio 2020.
  20. ^ Mondello, da palude a paradiso ritrovato | www.palermoviva.it, su palermoviva.it, 15 dicembre 2020. URL consultato il 15 dicembre 2020.
  21. ^ Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Felice Le Monnier, 1854. URL consultato il 26 maggio 2020.
  22. ^ a b Pippo Lo Cascio, Due torri a difesa della Tonnara, Pre-testi, su storiamedievale.net. URL consultato il 28 maggio 2020.
  23. ^ Mondello ville e torri
  24. ^ Vincenzo Di Giovanni, De' viceré e cose notabili fino al duca di Ossuna, in Palermo Restaurato, libro quarto, 1615.
  25. ^ Mondello Web - Associazione Mondello Azzurra - 2004, su palermoweb.com. URL consultato il 28 maggio 2020.
  26. ^ Riccardo Agnello, Mondello ieri e oggi, Flaccovio, 2017, p. 9.
  27. ^ Riccardo Agnello, Mondello ieri e oggi, Flaccovio, 2017, p. 8.
  28. ^ Vittorio Lo Jacono, Mondello e "dintorni", Spazio Cultura, pp. 28-29.
  29. ^ Vittorio Lo Jacono, Mondello e "dintorni", Spazio Cultura, pp. 29-30.
  30. ^ Simone Candela, I Florio, in La Diagonale, 1ª ed., Sellerio, 4 aprile 1986, p. 374.
  31. ^ Riccardo Agnello, Mondello ieri e oggi, 2017, p. 10.
  32. ^ (FR) Josette Gousseau (a cura di), Il capitale belga in Sicilia, in Sicilia e Belgio, specularità e interculturalità - Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Palermo, vol. 21, Università degli studi di Palermo, 1995, pp. 59-63.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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