Ossidiana

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Ossidiana
Obsidienne de Lipari.JPG
Lipari - affioramento di ossidiana. È ben osservabile la struttura vetrosa di tipo fluidale.
CategoriaRoccia magmatica
SottocategoriaRoccia magmatica effusiva
Composizione chimicasilicatica
Minerali principaliplagioclasio, anfiboli, pirosseni
Minerali accessoriolivina
Strutturaamorfo
Tessituraamorfo

L'Ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava, sempre ricca di ioni silicato (dal 40% a oltre il 65%), i quali non riescono a raggiungere la formazione ordinata di un reticolo cristallino, ma assumono una disposizione caotica (struttura amorfa) come in un liquido superviscoso. L'ossidiana è un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione umana. Molto ricercata nell'antichità per la fabbricazione di strumenti taglienti (prevalentemente coltelli) è stata una delle merci che ha animato il commercio del Mediterraneo e sostenuto la vita economica dei luoghi di estrazione, come la Sardegna, Lipari o Pantelleria, nel periodo preistorico[1]. Oggi viene ancora lavorata in piccoli oggetti decorativi, monili, lame per bisturi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Plinio la chiamò lapis obsianus o obsidianus in onore di un certo Obsius o Obsidius, che citò la pietra per primo in alcune zone dell'Etiopia. Alcuni ritrovamenti fanno ipotizzare la conoscenza della pietra in epoca antica: la civiltà nuragica la utilizzò prevalentemente per costruire lance e frecce ed utensili di vario tipo, gli antichi Egizi usavano l'ossidiana per fabbricare scarabei e sigilli mentre in America centrale veniva utilizzata dalle civiltà precolombiane.[2]

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

  • Ossidiana nera: è la più comune con i bordi traslucidi;[2]
    • Ossidiana fiocco di neve: molto rara con inclusioni biancastre con i bordi traslucidi;[2]
    • Ossidiana dorata: con inclusioni giallastre;[2]
    • Ossidiana bruna o rossa: con chiazze rossastre su sfondo nero e venature chiare traslucide;[2]
    • Ossidiana verde: tipica di Pantelleria, si presenta nera a luce riflessa e verde scuro a luce trasmessa;
  • Perlite: di colore grigio perla a fessurazione concentrica;[2]
  • Pechstein o Pietra di pece: di colore bruno-giallastra, di aspetto piceo;[2]
  • Marekanite: di colore grigio fumo, proveniente dal Monte Marekan in Siberia;[2]
  • Tokayer-Luchsaphir: originaria dell'Ungheria il cui nome, in tedesco, significa blu zaffiro.[2]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

L'ossidiana è un vetro vulcanico composto per il 75% da biossido di silicio che si forma per il rapido raffreddamento di rocce effusive di tipo acido. Il litotipo si trova associato a colate con chimismo da riolitico a basaltico.[2]

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]