Pirosseno

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Diagramma triangolare della serie dei pirosseni

Quando i gruppi SiO44- per condivisione di ossigeni si uniscono per formare delle catene si parla di Inosilicati (dal greco "Inos" fibra ). Le catene possono essere singole (pirosseni e pirossenoidi) o doppie (anfiboli). I pirosseni, tra gli inosilicati sono i più comuni nella crosta, della quale, si stima rappresentino circa l’11% in volume dei minerali comuni (da Ronov A.B., Yaroshevsky 1969). Nella struttura a catena semplice ciascun tetraedro condivide due dei quattro ossigeni, per cui si ha un rapporto Si : O di 1 : 3. Il periodo di ripetizione dell’unità ripetitiva SiO3- all’interno della catena è di due, cioè 5.2 Å.

I pirosseni hanno formula generale XYZ2O6 dove:

  • X rappresenta Na+, Ca2+, Mn2+, Fe2+, Mg2+ e Li+
  • Y rappresenta Mn2+, Fe2+, Mg2+, Fe3+, Al3+, Cr3+ e Ti4+
  • Z rappresenta Si4+ e Al3+ nei siti tetraedrici delle catene.

I pirosseni più comuni possono essere rappresentati dal sistema chiuso Enstatite (MgSiO3), Ferrosilite (FeSiO3) e Wollastonite (CaSiO3). La formula chimica degli elementi puri viene semplificata rispetto alla formula generale in quanto diviene divisibile per 2.

La struttura dei pirosseni si basa su catene singole di SiO3 che si sviluppano parallelamente all'asse c. Le catene contengono due siti cationici, uno a coordinazione 6 (M1) ed uno a coordinazione 8 (M2). I cationi che si trovano nel sito M1 sono tutti legati agli ossigeni di due delle catene di SiO3, formando una configurazione t-o-t (tetraedro-ottaedro-tetraedro).
Il silicio è posto al centro del tetraedro ai cui vertici sono quattro atomi di ossigeno uniti per due vertici a creare delle catene indefinite caratteristiche degli inosilicati. Le singole catene sono unite tramite diversi elementi caratteristici delle singole specie di pirosseni, tra cui si possono citare: ferro, magnesio, manganese ed, al centro del tetraedro, oltre il silicio, l'alluminio. Questi elementi si possono sostituire l'un l'altro creando una serie di innumerevoli varietà isomorfe.[1]

In giallo, tra Enstatite e Ferosilite sono rappresentati gli Ortopirosseni, in azzurro invece sono rappresentati i Clinopirosseni.
Gli ortopirosseni, con struttura ortorombica praticamente non contengono Ca e sono: Enstatite, Ferrosilite, e Pigeonite.
I clinopirosseni, con struttura monoclina sono: Diopside, Hedenbergite e Augite.
Si possono riunire in un gruppo a parte i pirosseni sodici (Egirina e Giadeite) e i pirosseni litici (Spodumene)

Sia gli elementi della serie Enstatite-Ferrosilite che quelli della serie Diopside-Hedenbergite possono essere rappresentati secondo le percentuali in moli dei termini puri.

Origine e giacitura[1][modifica | modifica sorgente]

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

I pirosseni vengono utilizzate in campo collezionistico e scientifico eccezion fatta per lo spodumene che serve per estrarre il litio, e la kunzite, la giadeite ed alcuni diopsidi che vengono usati per fabbricare gemme.[1]

Principali pirosseni[modifica | modifica sorgente]

Esemplari notevoli[modifica | modifica sorgente]

Il pirosseno più grande trovato è uno spodumene trovato nel Dakota del Sud (USA), lungo 13 metri e pesante 66 tonnellate. Dalla medesima località proviene un altro spodumene lungo 14 metri e pesante 28 tonnellate.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Autori Vari, Scheda Pirosseni in "Il magico mondo di Minerali & gemme", De Agostii (1993-1996), Novara

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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