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Bisturi

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Scalpel.jpg

Un bisturi, in medicina, è uno strumento molto affilato utilizzato principalmente nell'ambito della chirurgia.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Bisturi deriva dal francese bistouri o bistourin (1564), da un più antico bistorie, ‘coltello’, ‘pugnale’, passato allo spagnolo bisturí e all'inglese bistoury[1] (oggi più comunemente chiamato scalpel o lancet). L'etimo di bistorie è incerto: si può fare risalire a pistorienses (‘[coltelli] di Pistoia’, dove era presente una manifattura); tale termine si diffuse in Francia, dove venne trasformato in bistouri, fino poi a estendersi anche in altri Paesi[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di bisturi è documentato nell'antico Egitto: gli egizi effettuavano infatti incisioni a fini medici utilizzando degli affilati bisturi in ossidiana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I bisturi possono avere la lama fissa o rimovibile di varia forma e grandezza. Tali lame sono generalmente così affilate che è sufficiente appoggiare la mano nuda su di esse per provocare un taglio. Esse sono sottili e piatte per assicurare un taglio ben diritto. Dato l'uso delicato di questo strumento, il manico del bisturi è inoltre spesso ricoperto con materiale antiscivolo non poroso nel caso di quelli riutilizzabili (che vengono risterilizzati con l'autoclave), la lama viene sempre sostituita dopo ogni uso, si ricicla solo il manico. Successivamente, al pari delle siringhe per uso medico, sono utilizzati anche in confezioni usa e getta.

Come si usa[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono tre diverse posture per tenere il bisturi:

  • presa a penna;

Viene impiegata per le tecniche più comuni, come il sezionamento di un organo.

  • presa con la punta delle dita;
  • presa nel palmo.

Detta anche "ad archetto di violino". Viene impiegata per eseguire tagli ampi e profondi, come l'incisione della cute nell'esame autoptico.

Tipi di bisturi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse fogge di lame e vanno dal nr. 10 al 24G, 25, 36-36G

  • Nr. 10 per dissezioni standard.
  • Nr. 11-12 a punta per formazioni cavitarie.
  • Nr. 13-15 per incisioni molto precise e delicate specialmente per il viso.
  • Nr. 22-24 sono quelle usate principalmente per iniziare un grande atto operatorio, tagli lunghi e profondi.

Il bisturi inteso come lama si chiama bisturi freddo. Inoltre esistono anche il bisturi elettrico, il bisturi laser e il bisturi diamantato.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Sono costruiti con acciaio inossidabile martensitico della classe AISI 440 (notazione statunitense), caratterizzata da un tenore di carbonio dell'1% circa e di cromo del 17% circa (si supera il minimo del 12% perché una parte non trascurabile forma carburi di cromo con il carbonio); un esempio è l'acciaio X90CrMo18.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Battisti e Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, p. 535.
  2. ^ Il bisturi viene da Pistoia, su faustoraso.blogspot.it. URL consultato il 18 novembre 2016.

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