Tessitura (petrografia)

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La tessitura in geologia è definita come l'insieme delle caratteristiche geometriche di una roccia, in genere visibili a scala microscopica o con l'aiuto di una lente d'ingrandimento. In taluni casi può essere definita anche ad occhio nudo.
La tessitura può essere originata da tensioni meccaniche, gradienti termici o chimici, particolari modalità di genesi della roccia e altri processi.

Tessiture Ignee[modifica | modifica wikitesto]

Le principali tessiture delle rocce ignee[1] sono (in ordine alfabetico):

  • Afanitica: tessitura formatasi per raffreddamento e/o disidratazione molto rapida del magma; la roccia ha una grana finissima, irrisolvibile ad occhio nudo. Può essere ulteriormente suddivisa in microcristallina (i cristalli, detti microliti, sono riconoscibili solo al microscopio ottico) o criptocristallina (i cristalli si riconoscono solo al microscopio elettronico o dai diffrattogrammi a raggi X). Nelle rocce vulcaniche tra i microliti è presente, in quantità più o meno grandi, del vetro. Se la roccia afanitica non contiene fenocristalli è detta afirica.
  • Amigdaloide: caratterizzata da vescicole gassose riempite da parte di minerali secondari, nella fase terminale del consolidamento del magma. È caratteristica di rocce a grana fine.
  • Faneritica o granulare: dal greco φαινομαι (apparire), ossia con cristalli visibili ad occhio nudo (es. granito). Si può ulteriormente specificare se equigranulare (granuli di eguali dimensioni), inequigranulare (granuli di dimensioni molto diverse) o seriata (variazione senza soluzione di continuità nelle dimensioni dei granuli).
  • Idiomorfica: si dice di tessitura olocristallina (vedi sotto) in cui tutti o quasi tutti i cristalli sono idiomorfi o euedrali, cioè terminati da facce piane.
  • Intergranulare: tessitura afirica, tipica di molti basalti, dove negli spazi tra i microliti allungati di plagiocasio, casualmente orientati, si incastrano strettamente abbondanti cristalli più equanti (equidimensionali) di pirosseno, ossidi di ferro-titanio ed eventualmente di olivina.
  • Intersertale: simile all'intergranulare ma qui negli spazi tra i cristalli (di olivina, plagioclasio, augite), con disposizione casuale e di maggiori dimensioni, c'è prevalentemente vetro con pochi microliti di plagioclasio. È tipica di molte rocce vulcaniche come il basalto.
  • Ipidiomorfica: si dice di tessitura olocristallina (vedi sotto) in cui sono presenti insieme cristalli idiomorfi o euedrali, subidiomorfi o subedrali e xenomorfi o anedrali.
  • Ofitica: tessitura granulare, tipica dei filoni diabasici, nella quale cristalli idiomorfi di plagioclasio, casualmente orientati, sono parzialmente o completamente circondati da un unico grande cristallo di clinopirosseno.
  • Oligoialina: roccia in cui la tessitura è formata sia da vetro che da cristalli.
  • olocristallina: roccia la cui tessitura è costituita interamente da cristalli.
  • Oloialina: roccia la cui struttura è costitutita interamente o quasi da vetro vulcanico.
  • Perlitica: tessitura delle ossidiane. Il vetro, esposto all'azione chimica degli atmosferili, lungo le fessure si idrata espandendosi e formando fratture concentriche che, riflettendo la luce, danno alla roccia un caratteristico colore grigio perla.
  • Pecilitica: tessitura dei fenocristalli che contengono al loro interno numerosi minuti cristalli diomorfi di altri minerali, per lo più accessori, orientati a caso.
  • Porfirica: comprende cristalli di dimensioni relativamente grandi detti fenocristalli (cioè cristalli visibili ad occhio nudo), ma immersi in una pasta di fondo (detta anche matrice) microcristallina e/o vetrosa (es. porfido, dacite). I fenocristalli sono costituiti da minerali che sono cristallizzati in profondità, differenziandosi entro una massa magmatica ancora allo stato fuso. Questa poi è risalita, solidificandosi rapidamente in superficie o a modesta profondità, con formazione dei microcristalli e/o del vetro della matrice.
  • Sferulitica: tessitura dei vetri vulcanici parzialmente ricristallizzati dopo il loro consolidamento. Le sferuliti possono sembrare a prima vista dei fenocristalli anedrali, in realtà sono fini aggregati, da sferici a ellittici, di feldspati alcalini in cristalli fibroso-raggiati, associati ad un polimorfo di SiO2 (quarzo, tridimite, cristobalite).
  • Vescicolare: la roccia contiene piccole cavità (vescicole) generate dalle bolle gassose contenute nel magma. Tipica di pomici e rocce effusive acide, con lava maggiormente viscosa che quindi intrappola più facilmente i gas durante il raffreddamento.
  • Xenomorfica: si dice di tessitura olocristallina (vedi sopra) in cui tutti i cristalli hanno forme xenomorfe o anedrali, cioè irregolari e non terminate da facce piane.

Tessiture sedimentarie[modifica | modifica wikitesto]

Tessiture metamorfiche[modifica | modifica wikitesto]

Le principali tessiture delle rocce metamorfiche[1] sono (in ordine alfabetico):

  • Cataclastica: tipica del metamorfismo dinamico. È una tessitura massiva, non foliata, formata da frammenti angolari di rocce e granuli di minerali di varie dimensioni, attraversati da fratture e generati dalla rottura, frantumazione e polverizzazione di rocce preesistenti in un regime di forte stress in prossimità di faglie.
  • Coronitica: si dice di un mantello di minuti cristalli che circonda un cristallo più grande, anedrale per corrosione, di un altro minerale. Deriva da un'incompleta reazione del minerale al centro con le fasi circostanti.
  • Cristalloblastica: nome generico per tutte le tesiture delle rocce metamorfiche i cui minerali si sono originati totalmente o prevalentemente da ricristallizzazione allo stato solido (blastesi) dei preesistenti minerali del protolito.
  • Decussata: si dice di un aggregato di minerali lamellari o prismatici concresciuti compenetrandosi l'uno nell'altro. Può essere isotropa o debolmente anisotropa.
  • Epitassiale: è la tessitura di un minerale che cresce in cristalli orientati su un substrato di un altro minerale che ha struttura atomica simile e ne condiziona la crescita (ad es. cristalli orientati di un anfibolo che crescono sostituendo un più grande e preesistente cristallo di pirosseno). Sinonimo: mimetica.
  • Flaser: vedi porfiroclastica più sotto.
  • Granoblastica: tessitura formata da un mosaico di cristalli di taglia più o meno uniforme, equanti (sinonimi: granulari , equidimensionali) e anedrali (xenoblasti), cioè irregolari e non terminati da facce piane, per lo più privi di deformazioni interne. I limiti dei granuli possono essere rettilinei o leggermente curvi. Se presenti, i minerali inequanti sono orientati in modo casuale.
  • Lepidoblastica: tipica delle parti di una roccia metamorfica ricche di fillosilicati o altri minerali lamellari (miche, cloriti, talco, grafite ec.), che si dispongono con forte orientazione planare, determinando la scistosità o il clivaggio della stessa.
  • Megacristica: nome generico di tessiture con grandi cristalli di qualunque origine (porfiroclasti, porfiroblasti o fenocristalli relitti del protolito igneo) immersi in una matrice più fine.
  • Mimetica: vedi epitassiale più sopra.
  • Occhiadina (nei testi in inglese sostituito dal termine tedesco augen, plurale di auge = occhio, es. augen gneiss): si dice di rocce metamorfiche che contengono cristalli a forma di occhio o ovoidale, solitamente di feldspati, avvolti da una matrice più fine di minerali con netta foliazione.
  • Peciloblastica: tessitura dei porfiroblasti che contengono al loro interno numerosi minuti cristalli di altri minerali (detti peciloblasti), orientati a caso. Questi fanno spesso sembrare il porfiroblasto, visto al microscopio, come una spugna i cui buchi sono riempiti da altri minerali.
  • Porfiroblastica: tessitura in cui grossi cristalli (porfiroblasti), da euedrali a subedrali, sono circondati da una matrice di cristalli più piccoli, tutti generati da blastesi, ossia ricristallizzazione allo stato solido di precedenti minerali.
  • Porfiroclastica: tessitura tipica del metamorfismo dinamico. È caratterizzata da grandi cristalli ovoidali, detti porfiroclasti, sopravvissuti allo stress di una forte pressione orientata e immersi in una più fine matrice foliata. Sinonimo: flaser.
  • Nematoblastica: tipica delle parti di una roccia metamorfica ricche di minerali prismatici allungati e/o aciculari, fortemente orientati, che generano sulla stessa una lineazione.
  • Simplectitica: tessitura formata dalla crescita contemporanea in forme vermicolari, per reazione tra due fasi adiacenti instabili, di due minerali strettamente associati. Questi ultimi sono a grana molto fine e talvolta non distinguibili neppure al microscopio con i più alti ingrandimenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Per questo tipo di rocce alcune scuole preferiscono utilizzare i termini struttura o microstruttura al posto di tessitura

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Carumati, R. Potenza, B. Testa, Dizionario enciclopedico - Geologia, Gruppo Editoriale Jackson, 1987, ISBN 8870567176.
  • J.L. Roberts, Guida alle strutture geologiche, Franco Muzzio Editore, 2002, ISBN 8870215725.
  • W. S. Mackenzie, C. H. Donaldson, C. Guilford, Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Zanichelli, 1990, ISBN 9788808070067
  • B.W.D. Yardley, W. S. Mackenzie, C. Guilford, Atlante delle rocce metamorfiche e delle loro microstrutture - Zanichelli, 1992, ISBN 9788808121967
  • C. D'Amico, F. Innocenti, F. Sassi, Magmatismo e metamorfismo - UTET, 1989
  • Myron G. Best, Igneous and metamorphic petrology, 2nd edition - Blackwell, 2003
  • Franco Ricci Lucchi, Sedimentologia parte I, Materiali e tessiture dei sedimenti - CLUEB, 1972

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]