Metasomatismo

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Il metasomatismo è un processo metamorfico per cui una roccia, permanendo allo stato solido, cambia composizione chimica per scambi di sostanze con l'ambiente circostante. I "vecchi" minerali vengono sostituiti parzialmente o totalmente da nuovi minerali di chimismo differente ed in equilibrio con le nuove condizioni chimico-fisiche a cui si trova la roccia. Spesso, ma non in tutti i casi, la sostituzione è a volume costante, nel senso che vengono preservate la forma e le dimensioni dei granuli originari[1].

I meccanismi di questo processo sono i medesimi del metamorfismo, ma con un ruolo chiave della fase fluida. Essa diviene la causa prima delle reazioni e non più solamente sede delle reazioni. Il fluido, infatti, è responsabile dell'apporto delle nuove specie chimiche e della dissociazione e rimozione delle fasi che divengono instabili a contatto con il fluido. Consegue che maggiore sarà l'apporto di fluidi, in termini di quantità e di tempo, maggiore sarà la trasformazione della roccia.
Questi fluidi possono essere di origine magmatica o metamorfica. Nel primo caso si tratta di fluidi ricchi in volatili o di liquidi residuali; nel secondo di fluidi interstiziali prodotti da altri processi metamorfici. L'energia che guida il flusso dei fluidi può essere termica, come ad esempio vicino ad una massa magmatica in via di raffreddamento, o gravitazionale o entrambe le cose.

L'efficacia del metasomatismo è legata alla reattività ed alla permeabilità delle rocce coinvolte. Così per alte reattività e basse permeabilità il fronte metasomatico avanzerà lentamente, producendo una banda stretta con trasformazioni molto spinte; al contrario si produrrà una fascia molto ampia e con leggere trasformazioni se le rocce saranno altamente permeabili e poco reattive.

Le rodingiti sono un esempio di roccia metasomatica diffusa nelle Alpi e nell'Appennino settentrionale, all'interno dei complessi ofiolitici.

Sistemi metasomatici a scala globale operano nelle dorsali medio-oceaniche, dove è l'acqua marina a fluire per gravità all'interno dei basalti altamente fratturati e ancora bollenti trasformandoli in parte in rocce metasomatiche note con il nome di spiliti[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Myron G. Best, Igneous and metamorphic petrology, 2nd edition - Blackwell, 2003 pag. 423


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