Sienite

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Sienite
Syenite.jpg
Categoria Roccia magmatica
Sottocategoria Roccia intrusiva
Minerali principali K-Feldspato, plagioclasio, anfiboli, pirosseni, biotite
Minerali accessori apatite, zircone, ossidi di ferro, titanite
Tessitura olocristallina faneritica
Colore grigio, violaceo
Sezioni sottili di sienite
Sezione di sienite vista a un solo polarizzatore
Immagine a nicol paralleli
Sezione di sienite vista a nicol incrociati
Immagine a nicol incrociati

La sienite è una roccia magmatica intrusiva intermedia, di composizione - relativamente ai minerali sialici - simile ai graniti, ma diversamente da questi ultimi è priva di quarzo o con quantità di quarzo relativamente piccole (<5% del volume totale della roccia). Il colore varia dal bruno al grigio e al violaceo (determinato quest'ultimo dai cristalli di feldspato potassico). La tessitura è olocristallina faneritica, e può variare dall'equigranulare alla porfirica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva da Siene, nome antico dell'odierna Assuan in Egitto, dove esistono grandi cave, sfruttate fin dall'antichità, di una roccia in realtà granitica, più che sienitica.

Caratteri mineralogici e varietà[modifica | modifica wikitesto]

Varietà leucocratica di Sienite (Nefelina)

Le sieniti sono caratterizzate dalla prevalenza di uno o due feldspati alcalini. Un unico feldspato, che di norma è un ortoclasio pertitico (ovvero con smistamenti lamellari di albite all'interno), è tipico delle cosiddette sieniti "ipersolvus", ovvero cristallizzate in condizioni di bassa pressione e in assenza d'acqua. Se sono presenti due feldspati, uno è un ortoclasio pertitico e l'altro e un'albite antipertitica (ossia con smistamenti lamellari di ortoclasio all'interno). Ciò si verifica nelle cosiddette sieniti "subsolvus", ossia cristallizzate in condizioni di più alta pressione e in presenza d'acqua.

Nelle sieniti il plagioclasio è presente in quantità comprese tra il 10 e il 35% in volume del totale dei feldspati, che da soli costituiscono più del 65% della roccia. Ai feldspati sono associati uno o più minerali ferro-magnesiaci, di solito anfiboli (orneblenda), biotite, più raramente Pirosseni (egirin-augite e/o egirina). Il quarzo, se presente, è interstiziale. Elementi accessori possono essere ossidi di ferro, zircone, apatite e titanite.

Le quarzo-sieniti hanno quarzo compreso tra tra il 5 e il 20% in volume, le sieniti a foidi contengono fino al 10% in volume di feldspatoidi e/o olivina.

Rappresentanti effusivi dei magmi sienitici sono i porfidi non quarziferi, che sono delle forme paleovulcaniche e molto rare, e le trachiti non quarzifere, che sono invece forme neovulcaniche e più diffuse, ma che di solito hanno colorazione chiara e struttura porfirica. Queste ultime sono notevolmente presenti nei Colli Euganei, sul monte Amiata, nei Monti Cimini e nei Campi Flegrei.

Composizione chimica e norma[modifica | modifica wikitesto]

Media di 517analisi [1]
 % in peso
SiO2 59,63
TiO2 0,86
Al2O3 16,94
Fe2O3 3,09
FeO 3,18
MnO 0,13
MgO 1,90
CaO 3,59
Na2O 5,33
K2O 5,04
P2O5 0,30
Minerali normativi [1]:
 % in peso
Quarzo 0,83
Ortoclasio 44,34
Albite 35,42
Anortite 7,24
Diopside 5,35
Iperstene 4,16
Magnetite 4,41
Ilmenite 1,60
Apatite 0,70




Distribuzione e utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

La sienite in Italia si trova nel plutone terziario e postorogenico di Biella, nella media Valle Cervo (Piemonte), dove forma un ampio anello discontinuo (20% dell'area totale) intorno al nucleo centrale di granito porfirico [2] . Masse minori, associate alle prevalenti monzoniti, si trovano nel piccolo plutone triassico di Predazzo, nella Valle di Fiemme (Trentino).

La sienite è usata come pietra ornamentale. Tagliata in lastre lucidate, si usa per pavimentazioni, rivestimenti murali, pietre tombali. Viene anche ridotta in blocchetti per selciati e lastricati stradali. In Italia fu estratta dal 1830 al 1980 nella cava della Balma e in altre minori, in Valle Cervo[3]. Della sienite della Balma sono fatti la base della Statua della libertà a New York e il pavimento e le colonne dei portici di Via Roma e Via Garibaldi a Torino. Attualmente esiste una sola cava attiva: nel territorio di San Paolo Cervo, sulla strada che dal Santuario di San Giovanni porta alla Galleria Rosazza [4]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Myron G. Best, Igneous and metamorphic petrology, 2nd edition - Blackwell, 2003 pag. 20
  2. ^ Fiorentini Potenza M - Distribuzione delle principali facies petrografiche e della radioattività nel plutone «sienitico» di Biella (Valle del Cervo) - Rend. Soc. Min. It. v. 15, pp. 89-132 (1959)
  3. ^ https://www.geocaching.com/geocache/GC63DN5_la-sienite-della-balma?guid=e9334e69-d830-4779-8a52-ede996548742
  4. ^ http://www.arpa.piemonte.gov.it/pubblicazioni-2/pubblicazioni-anno-2010/la-valle-cervo/view

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Allaby - A Dictionary of Earth Sciences - Third Edition - Oxford University Press (2008) - ISBN 978–0–19–921194–4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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