Zircone

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Zircone
Zircon-dtn1a.jpg
Classificazione Strunz9.AD.30
Formula chimicaZrSiO4
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinotetragonale[1][2][3][4][5] (zircone alto), amorfo (zircone basso)
Classe di simmetriaditetragonale bipiramidale[4][5]
Gruppo puntuale4/m 2/m 2/m[4][5]
Gruppo spazialeI 41/amd[4][5]
Proprietà fisiche
Densità4,6 - 4,7[2][4][5], 3,94[senza fonte], 4,71[1], 3,90-4,71[3] g/cm³
Durezza (Mohs)6,5[1][3]-7[1]-7,5[2][3][4][5]
Sfaldaturaimperfetta[3], indistinta[1][4][5] secondo {110}[4][5] e {111}[5]
Fratturaconcoide[3][5], fragile[3], irregolare[4]
Colorezircone alto: arancio-rossastro, rosso, rosso bruniccio, bruno, giallo-bruno, giallo oro, azzurro e incolore; zircone intermedio: verde e verde-giallo; zircone basso: verde-giallastro e verde-oliva
Lucentezzavivissima[2], adamantina[2][4][5], vitrea[5], grassa[5] (zircone alto)
Opacitàdiafana[3], da trasparente a translucido a opaco[4][5]
Strisciobianco[3][4][5]
Diffusionecomune[1]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

Lo zircone è un minerale che appartiene al gruppo dei nesosilicati. La sua formula chimica è ZrSiO4. La formula empirica che mostra un certo grado di vicarianza nel minerale è (Zr1-y, Terre rarey)(SiO4)1-x(OH)4x-y. Lo zircone si forma in fusi silicatici con un'alta concentrazione di elementi incompatibili e accetta nel suo reticolo cristallino elementi ad alta forza di campo come, per esempio, l'afnio che è quasi sempre presente in quantità che vanno dall'1 al 4%. Lo zircone cristallizza nel sistema cristallino tetragonale. I colori naturali vanno generalmente dal trasparente al giallo-dorato, rosso, marrone, blu e verde.[6] Gli esemplari incolori che hanno le caratteristiche di gemme vengono impiegati come sostituti del diamante[7]. La sua forma polimorfa è la reidite.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola zircone ha origini molto antiche, probabilmente deriva dall'unione di due termini persiani zar (oro) e gun (colore).[8]

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre varietà: lo zircone alto, il più pregiato, che forma cristalli a prisma, intermedio, che ha la struttura cristallina parzialmente danneggiata dalla radioattività dei giacimenti, e basso, la cui struttura cristallina è stata totalmente danneggiata dalla radioattività dei giacimenti.

Lo zircone, a causa dell'uranio e del torio spesso presenti nel minerale subisce un bombardamento più o meno carico.[9] Nei casi più bombardati si osserva una demolizione del reticolo cristallino quasi completa, ragion per cui il minerale, da birifrangente, diventa monorifrangente, oltre ciò si può osservare una diminuzione della durezza, densità ed indice di rifrazione.[9]

Origine e giacimenti[modifica | modifica wikitesto]

Lo zircone è annoverato fra le gemme più antiche sulla Terra. In Australia occidentale ne è stato rinvenuto un minuscolo frammento risalente a 4,4 miliardi di anni fa; si tratta dell'oggetto in assoluto più lontano nel tempo reperito sul globo terrestre.[10]

Il minerale si trova soprattutto in pegmatiti granitiche o sienitiche, con o senza nefelina[1].

Ha la durezza 7½, vicina a quella del topazio, e nella sua varietà incolore ha un indice di rifrazione molto alto (1814-2024), inferiore soltanto a quello del diamante, per cui la sua trasparenza e il caratteristico sfavillio hanno consentito allo zircone di porsi come perfetta sostituzione della pietra brillante per eccellenza.

I più estesi giacimenti si trovano in Thailandia (Chanthaburi) e nei depositi alluvionali dello Sri Lanka (in passato gli zirconi venivano denominati anche diamanti di Matara, dal nome di una località di estrazione situata sulla costa meridionale dell'isola di Ceylon). Da segnalare in particolare le miniere della regione di Ratanakiri, il cui nome in lingua khmer significa montagna delle gemme, nel nord-est della Cambogia, che producono una bellissima varietà di zircone color azzurro intenso, detto appunto zircone Ratanakiri.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

È un diffusissimo "minerale accessorio" di rocce metamorfiche, sedimentarie clastiche ed ignee. In cristalli prismatici o bipiramidali a sezione quadrata[1]. Prismi tozzi con bipiramide[3], Geminazione secondo {101}[2] come nel caso della cassiterite, ma meno frequente[2].

Lo zircone "alto"[modifica | modifica wikitesto]

Ê incolore, azzurro, blu (viene detto Starlite), arancio, rosso (giacinto).[9]

Gli indici di rifrazione sono molto alti, sono vicini al 2,0 e così pure la birifrangenza (0,059) osservabile normalmente anche ad occhio nudo, mentre la dispersione si avvicina a quella del diamante essendo 0,039-0,039.[9]

La durezza è di 7,25-7.5.[9]

Lo zircone "intermedio"[modifica | modifica wikitesto]

È verde, verde-giallo, spesso a zone.[9]

Gli indici di rifrazione sono un po' più bassi dello zircone alto: 1,83-1,89.[9]

La durezza è 7.[9]

Lo zircone "basso"[modifica | modifica wikitesto]

È verde-giallastro, verde-bruno, raramente giallo-aranciato.[9]

La rifrazione è ancora più bassa: 1,78-1.81.[9]

La durezza varia da poco meno di 6 a 6,5.[9]

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

La cyrtolite è una varietà di zircone che contiene uranio, ittrio ed altri elementi rari[11].

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

È usata come gemma per la sua lucentezza. I cristalli incolori vengono tagliati a rosetta.[2]


È un materiale recentemente utilizzato in chirurgia protesica, per il rivestimento delle superfici articolari nell'artroprotesi d'anca.

Taglio[modifica | modifica wikitesto]

A zircone o nei tipici tagli del diamante.[3]

Pietre naturali ed artificiali usate come imitazioni dello zircone[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietre naturali: nessuna[3]
  • Pietre artificiali: spinelli sintetici e zirconi sintetici[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Carlo Maria Gramaccioli, Francesco Demartin e Matteo Boscardin, VIII. Silicati, in Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol. 3, Milano, Alberto Peruzzo editore, 1988, pp. 644-645.
  2. ^ a b c d e f g h E. Artini, Classe VI. Sali ossigenati, in I minerali, sesta edizione riveduta e ampliata, Milani, Ulrico Hoepli editore, 1981, pp. 461-463, ISBN 88-203-1266-2.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Gabriella Perini, Gemme, pietre dure e preziose, Segrate, Arnoldo Mondadori editore, 1994, pp. 54-55, ISBN 88-04-387726.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r (EN) Zircon mineral data, su webmineral.com. URL consultato il 24/04/2021.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r (EN) Zircon mineral information, su mindat.org. URL consultato il 24/04/04.
  6. ^ Anthony, John W., Bideaux, Richard A., Bladh, Kenneth W. e Nichols, Monte C. (a cura di), Zircon (PDF), in Handbook of Mineralogy, II (Silica, Silicates), Chantilly, VA, US, Mineralogical Society of America, ISBN 0962209716.
  7. ^ Matura Diamond: Matura Diamond mineral information and data
  8. ^ Mineralogia, Cornelis Klein, Zanichelli (2004)
  9. ^ a b c d e f g h i j k Mario Fontana, gemmologia, in Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol. 3, Milano, Alberto Peruzzo editore, 1988, pp. 806-807.
  10. ^ Cfr. voce zircone in: Gavin Linsell, L'esperto compratore di gemme, Juwelo Italia s.r.l. Ed.
  11. ^ Cyrtolite: Cyrtolite mineral information and data

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Webmin, su webmineral.com.
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