Isola di Lipari

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Lipari
Aeolian Islands Lipari.jpg
Il centro urbano principale dell'isola
Geografia fisica
Localizzazione Mar Tirreno
Coordinate 38°29′11″N 14°56′03″E / 38.486389°N 14.934167°E38.486389; 14.934167Coordinate: 38°29′11″N 14°56′03″E / 38.486389°N 14.934167°E38.486389; 14.934167
Arcipelago Isole Eolie
Superficie 37,29 km²
Altitudine massima 602 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Messina Messina
Comune Lipari-Stemma.png Lipari
Demografia
Abitanti 9.000 circa
Cartografia
Mappa Eolie.PNG
Mappa di localizzazione: Sicilia
Lipari
Lipari

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Lipari è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

È parte del comune di Lipari assieme alle altre isole Eolie, eccetto l'isola di Salina, il cui territorio è suddiviso nei tre comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni. In antichità era già nota col nome Lipara (Λιπάρα, da λιπαρός in greco antico, che significa grasso, untuoso, e per estensione brillante, ricco e fertile). Pure in antico, fu chiamata Milogonide o Meligunide (Milogonis o Meligunis, Μελιγουνίς).

Evoluzione geologica e fenomeni vulcanici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vulcanismo di Lipari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lipari.

Centri abitati principali[modifica | modifica wikitesto]

Lipari[modifica | modifica wikitesto]

Il paese[modifica | modifica wikitesto]

Corso Vittorio Emanuele II, il principale asse viario del centro storico di Lipari
La piazza di Marina Corta. Sullo sfondo la rocca del Castello di Lipari

Nel paese principale, che porta lo stesso nome dell'isola, la via più frequentata è Corso Vittorio Emanuele, conosciuta dagli abitanti semplicemente come "Il Corso". La strada più caratteristica è però Via Garibaldi, da cui si dipartono numerosi vicoli che la rendono suggestiva. Essa congiunge il castello di Lipari con Piazza Ugo di Sant'Onofrio, detta "Marina Corta". È una delle piazze delle Eolie, di forma irregolare e ricca di bar e ristoranti. All'estremo est della piazza c'è la rocca del Castello di Lipari, mentre sul lato mare si staglia la storica Chiesa delle Anime del Purgatorio. La piazza, grazie alla sua posizione, è molto frequentata soprattutto nelle sere estive.

Un'altra piazza del centro storico di Lipari è Piazza Giuseppe Mazzini, nota come "Sopra la Civita". Da qui si può accedere al castello ed alla cattedrale. La piazza, in ristrutturazione dal 2011, è stata fino a pochi anni fa la sede del Municipio. Un'altra strada importante è Via Francesco Crispi, nota come "Marina Lunga", un lungomare che collega il paese di Lipari con Canneto.

Il museo e i monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo archeologico regionale eoliano e Castello di Lipari.

Il museo archeologico regionale eoliano, ha sede nel complesso del Castello di Lipari, è uno dei più importanti del Mediterraneo e presenta in circa cinquanta sale, nelle quali i materiali archeologici sono esposti in ordine cronologico. Si possono ammirare materiali preziosi provenienti sia dall'abitato, che dai corredi funerari, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano dell'evoluzione del culto dei defunti. Inoltre ceramiche di tipi e fogge varie, maschere teatrali e statue fittili.

La visita è facilitata anche dalle didascalie in italiano/inglese riportate sia in versione dettagliata, sia riassuntiva, per una rapida lettura.

Il centro storico di Lipari è dominato dalla cinta fortificata detta Castello posta su una alta rupe a picco sul mare. L'abitato inizialmente forse privo di cortina muraria difensiva ha trovato difesa nel salto di quota che domina sia la pianura che il mare. La cinta muraria sembra sia stata realizzata in blocchi isodomi (parallelepipedi regolari e modulari) nel IV secolo a.C., e di essa rimangono le prime assise di una torre del IV-III secolo a.C.. Ulteriori strutture si datano al medioevali e propriamente al secolo XI e poi XIII. Infine le cortine murarie sono di epoca spagnola. All'interno della cinta vi è una ampia stratigrafia che dall'inizio del II millenni a.C. giunge sino ad età medievale e moderna. La Cattedrale di San Bartolomeo votata nel 1084 e probabilmente edificata in età ruggeriana ( 1130 d.C. c.a) e rimaneggiata in varie epoche, fino al 1861 con la facciata in stile tardo baroccheggiante. A fianco i resti del Monastero del Santissimo Salvatore normanno, con un pregevolissimo chiostro in cui colonne e capitelli sono in parte di riuso da monumenti romani e in parte di realizzazione medievale.

Acquacalda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Acquacalda.

Canneto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Canneto (Lipari).

Quattropani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Quattropani.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Architettura eoliana.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

Come in ogni zona della Sicilia anche a Lipari, e nelle isole Eolie in generale, si sono sviluppate tradizioni particolari riguardanti la cucina ed in particolar maniera per quanto riguarda la produzione di dolci. I più famosi sono le Nacatole e gli Spicchitedda

Nacatole[modifica | modifica wikitesto]

Il dolce si compone di una pasta esterna e di un ripieno interno. La pasta esterna è a base di farina, strutto, uova e zucchero mentre quella interna è per lo più un impasto di mandorle, zucchero, succo di mandarino e spezie varie (cannella, chiodi di garofano ecc.). La particolarità del dolce è che una volta composto, come una specie di tortello, la pasta esterna viene decorata con l'uso di pinzette e lamette in maniera tale da ottenere delle lavorazioni elaborate e dall'impatto stilistico elevato.

Spicchitedda[modifica | modifica wikitesto]

Al pari delle Nacatole sono i dolci tipici eoliani che si preparano durante il periodo natalizio. I dolci sono caratterizzati da un colore bruno acceso dovuto all'uso di mosto cotto, comunemente detto vino cotto, e sono particolarmente speziati. L'impasto è composto da farina, zucchero, vino cotto, strutto ed aromatizzato secondo i gusti e le tradizioni familiari da chiodi di garofano, zest d'arancia o mandarini e cannella.

Collegamenti e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Traghetto da Milazzo operato dalla Compagnia delle Isole (ex-Siremar). Tempo di viaggio: circa due ore.
  • Nave da Milazzo operato dalla Compagnia NGI con partenza alle 6.30 e 21.00. Tempo di viaggio: circa due ore e mezzo.
  • Aliscafo da Milazzo. Tempo di viaggio, circa un'ora.
  • Nave (anche con trasporto auto) da Napoli operata dalla Compagnia delle Isole (ex-Siremar), con partenza alle 21.00 da Napoli ed arrivo a Lipari alle 10.30 del giorno dopo. Il collegamento è previsto solo alcuni giorni della settimana, variabili a seconda della stagione.
  • Aliscafo da Palermo, via Cefalù, operato dalla compagnia Ustica Lines o dalla compagnia SNAV solo in alcuni periodi dell'anno.
  • Aliscafo da Reggio operato dalla compagnia Ustica Lines con partenza alle 13.50 o alle 17.25 e arrivo a Lipari alle 15.15 o alle 19.40.
  • Aliscafo da Napoli operato dalla compagnia Ustica Lines o dalla compagnia SNAV solo in alcuni periodi dell'anno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Giacomantonio, Navigando nella storia delle Eolie, Pungitopo, 2010. ISBN 978-88-89244-67-8
  • L. Di Vito e M. Gialdroni, Lipari 1929, Laterza, 2009.
  • F. Longo, Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito, Laterza, 2009.
  • G. Iacolino, Le Isole Eolie nel risveglio delle memorie sopite, volumi I, II, III, Lipari, 1996-2007.
  • Alle radici della cultura mediterranea ed europea, I Normanni nello Stretto e nelle Eolie, Catalogo della mostra (Lipari 1-31 ottobre 2002), M.A. Mastelloni e G. M. Bacci ed., Palermo, 2004.
  • L. Zagami, Lipari ed i suoi cinque millenni di storia, Tipografia D'Amico, Messina, 1960.
  • M.A. Mastelloni, M.C. Martinelli, Lipari, archeologia e storia nella Contrada Diana, Palermo, 2015.
  • M.C. Martinelli, M.A. Mastelloni, Il museo archeologico, Palermo, 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN315127834