Isola di Favignana

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Favignana
Una spiaggia di Favignana
Una spiaggia di Favignana
Geografia fisica
Localizzazione Canale di Sicilia
Coordinate 37°55′34″N 12°19′16″E / 37.926111°N 12.321111°E37.926111; 12.321111Coordinate: 37°55′34″N 12°19′16″E / 37.926111°N 12.321111°E37.926111; 12.321111
Arcipelago Isole Egadi
Superficie 19,8 km²
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Provincia Trapani Trapani
Comune Favignana-Stemma.png Favignana
Demografia
Abitanti 3407 (2011)
Cartografia
Aegadian Islands map it.png
Mappa di localizzazione: Sicilia
Favignana
Favignana

[senza fonte]

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Favignana (in siciliano Faugnana) è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia.

Principale isola delle Egadi, si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala, di fronte alle Isole dello Stagnone.

Il nome di Favignana deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i romani indicavano il vento caldo ricadente proveniente da ovest. Il villaggio sorge intorno a un'insenatura naturale dove è strutturato il porto sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

Le tradizionali architetture mediterranee dell'isola, caratterizzate da intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi sono, specialmente negli ultimi anni, oggetto di riscoperta e valorizzazione.

L'isola è ricoperta prevalentemente da macchia mediterranea costituita da arbusti cespugliosi e da boschi di pini mediterranei. 

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ha una superficie di 19 km² circa e uno sviluppo costiero di 33 km frastagliati e ricchi di cavità e grotte. Anticamente il nome di Favignana era Egusa (Aegusa per i latini), dal greco Aigousa (Αἰγοῦσα), cioè «che ha capre», data la loro abbondanza sull'isola. Era anche conosciuta con altri nomi come Aponiana[1], Katria, Gilia e viene ricordata da numerosi scrittori tra cui Plinio, Polibio, Nepoziano, l'anonimo Ravennate. Dai geografi arabi era conosciuta con il nome Djazirat ‘ar Rahib («isola del monaco» o «del romito»), in quanto sull'isola si erge un castello di epoca normanna, il cosiddetto Castello di Santa Caterina, dove avrebbe vissuto per l'appunto un monaco. Il pittore Salvatore Fiume la definì una «farfalla sul mare» per via della sua conformazione caratteristica. Il nome attuale (anticamente Favognana) deriva dal Favonio, un vento caldo di ponente che ne determina il clima molto mite.

Nonostante nell'antichità fosse ricca di vegetazione, oggi ne è povera a causa del disboscamento.

L'isola è attraversata da nord a sud da una dorsale montuosa la cui altitudine massima è quella del Monte Santa Caterina, di 314 metri. Altre due cime sono la Punta della Campana alta 296 metri e la Punta Grossa (252 metri).

Sul lato meridionale si trovano gli isolotti Preveto, Galera e Galeotta (praticamente degli scogli).

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Favignana fa parte della riserva naturale delle isole Egadi istituita nel 1991.[2]

L'isola è abbastanza brulla e ospita la tipica macchia mediterranea e la gariga. La vegetazione è quindi costituita da oleastro, lentisco, carrubo, Euphorbia dendroides e sommacco. Vi sono alcuni interessanti endemismi quali il cavolo marino (Brassica macrocarpa), il fiorrancio marittimo (Calendula maritima), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi). Uno studio degli anni sessanta sulla vegetazione delle Egadi riporta a Favignana circa 570 specie.[3]

Nell'area est dell'isola vi sono molti giardini detti ipogei, curati e coltivati all'interno delle cave di tufo ormai dismesse.

È una delle poche isole minori siciliane in cui sia presente una popolazione di rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus).[4]

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia di Cala Azzurra

I più noti accessi al mare sull'isola di Favignana sono:

  • Lido Burrone (spiaggia sabbiosa)
  • Cala Azzurra (piccola spiaggia con scogli)
  • Cala Rossa (scogliera)
  • Bue Marino (scogliera)
  • Cala Grande
  • Cala Rotonda
  • Grotta Perciata (scogliera)
  • Calamoni (scogliera e piccole spiagge)
  • Scivolo (scogliera)
  • La Plaia
  • Punta longa
  • Preveto (ciottoli)
  • Marasolo (piccola spiaggia con scogli)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della ex - Tonnara

La presenza umana a Favignana risale al Paleolitico superiore, tracce di antichissimi insediamenti umani si hanno principalmente nelle grotte del Faraglione e del Pozzo in zona San Nicola. Era nota agli antichi greci con il nome Aegusa (Αιγούσα, isola delle capre). I Fenici si stabilirono a Favignana a partire dall'VIII secolo a.C. fino all'anno 241 a.C. quando, l'esercito romano guidato da Gaio Lutazio Catulo, sbaragliò la flotta cartaginese nella battaglia finale della Prima Guerra Punica detta appunto Battaglia delle Isole Egadi, in cui la Sicilia venne definitivamente annessa a Roma. Dopo il crollo dell'Impero Romano le isole caddero in mano dei Vandali e dei Goti ed in seguito dei Saraceni.

Nel 1081 i Normanni, sotto il governo di Ruggero d'Altavilla, vi realizzarono un villaggio e possenti fortificazioni: il forte San Giacomo (all'interno dell'ex-carcere in paese) e quello di Santa Caterina (in cima alla montagna). Seguì infine il destino della Sicilia fino al XVI secolo, passò sotto i Borboni e divenne, insieme all'intero arcipelago, proprietà dei Pallavicini-Rusconi di Genova e poi, nel 1874, dei Florio che potenziarono le tonnare dell'isola.

Dal periodo Borbonico fino al fascismo l'isola fu utilizzata dal governo soprattutto come prigione e luogo di confino per gli avversari politici. Durante il periodo borbonico fu rinchiuso nella fossa di S.Caterina il mazziniano Giovanni Nicotera che venne poi liberato dai Garibaldini dopo lo sbarco dei Mille[5].

Durante il secondo conflitto mondiale l'isola venne dotata lungo le coste, vista la sua posizione strategica, di una imponente rete di casematte e fortificazioni militari, in gran parte ancora oggi conservate.

Favignana, sin dai tempi della dominazione romana, è stata sede estrattiva del tufo bianco conchigliare (in realtà è impropriamente detto tufo perché è una calcarenite e non una roccia di origine vulcanica come è il vero tufo) utilizzato nell'edilizia. Il cosiddetto tufo ha rappresentato una fonte economica importante per gli abitanti dell'isola. La lunga attività estrattiva, presente particolarmente nella parte orientale dell'isola, ha dato origine a particolari fossati, forre e caverne oggi trasformate, specialmente dai privati cittadini, in particolari e suggestivi orti, giardini e abitazioni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura, musica e cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore e musicista Bob Salmieri, di origine favignanese, ha dedicato all'isola due libri:

  • I storie o Cafè di lu Furestiero (Ed. Interculturali 2005)
  • Uomini e Dei – Piccola Odissea Siciliana (Coppola Editore 2007)

e due CD:

  • I storie o Cafè di lu Furestiero (Tinder records USA 2002)
  • I storie o Cafè di lu Furestiero Novo (CNI Music – Italia 2006).

 Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Florio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del paese di Favignana sorge la chiesa settecentesca intitolata alla Madonna dell'Immacolata Concezione all'interno della quale è custodito un prezioso crocifisso ligneo del XVIII secolo e una statua marmorea raffigurante Sant'Antonio del XVII secolo.

Architetture civile[modifica | modifica wikitesto]

Villa Florio è una palazzina neogotica, fatta costruire da Ignazio Florio dal 1876 al 1878 su progetto dell'architetto Giuseppe Damiani Almeyda.[3] Oggi è di proprietà del comune e ospita l'info point turistico[6].

Castello Favignana.JPG

L'ex-stabilimento della tonnara di Favignana, non più in attività a causa del ridotto numero dei tonni pescati, restaurato tra il 2003 e il 2009. Attualmente il luogo è aperto al pubblico a pagamento e sono offerte visite guidate da ex operai dello stabilimento. All'interno è possibile trovare testimonianze video legate alla mattanza e alla tonnara, e inoltre filmati storici concessi dall'Istituto Luce. Vi è in più una sala nella quale sono esposti reperti storici ritrovati nel mare delle isole Egadi.

Sulla cima del Monte Santa Caterina, alto 314 metri, sorge l'omonimo Forte costituito da una struttura dalla chiara impostazione architettonica militare. Edificato come torre di avvistamento nel IX secolo d.C., durante il regno di Ruggero d'Altavilla, nel 1081, fu ampliato e nel XV secolo, da Andrea Rizzo, Signore di Favignana, potenziato al fine di contrastare i frequenti attacchi saraceni. Successivamente, nel 1655, venne rimaneggiato fino ad essere destinato a prigione dai Borbone dal 1794 al 1860. Dopo svariati usi, venne reimpiegato durante il secondo conflitto mondiale e dotato di postazioni di artiglieria a difesa dell'isola. Adesso è in stato d'abbandono, si può raggiungere con una camminata su un sentiero a gradoni.

Persone legate all'Isola di Favignana[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Emanuele Ortolani, Nuovo Dizionario Geografico, Statistico, e Biografjco della Sicilia Antica e Moderna colle nuove divisioni in Intendenze e Sottintendenze, Palermo, 1819.
  2. ^ Decreto istitutivo dell'Area Marina Protetta, 27-12-1991.
  3. ^ a b Egadi mare e vita. Gin Racheli, Mursia, Collana Biblioteca del mare 1979.
  4. ^ Belfiore, Buckley, Lo Brutto, Lo Valvo et Arcoleo, Rospo smeraldino siciliano - Bufo siculus in Atlante della biodiversità della Sicilia: Vertebrati Terrestri, Palermo, ARPA Sicilia, 2008, ISBN 978-88-95813-02-8.
  5. ^ Giulio Pons, Favignana Guida ai punti di interesse (storie, luoghi, curiosità), 2015.
  6. ^ Palazzo Florio, la villa dei ricchi signori di Favignana. URL consultato il 2015-06-09.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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