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Favonio

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Rappresentazione schematica della formazione del favonio.
Tipiche nubi dovute all'effetto del favonio in Svizzera.

Il favonio (detto anche Föhn in tedesco [ˈføːn]) è un vento caldo e secco che può presentarsi, in differenti configurazioni bariche, su entrambi i lati della catena alpina.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Il favonio è un vento di caduta caldo e secco che si presenta quando una corrente d'aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità in precipitazioni (pioggia, neve o altro). Quando la corrente sale verso l'alto, infatti, l'aria si espande, si raffredda: se l'umidità in essa contenuta viene persa (sotto forma di nuvola e/o precipitazioni), l'aria, nel ricadere sul versante opposto arriva a valle con una temperatura più alta di quella di partenza.

A causa del calore latente emesso dalla condensazione dell'acqua, infatti, l'aria si raffredda piuttosto lentamente lungo la salita (secondo il gradiente adiabatico saturo, cioè di -5 °C ogni 1000 m in ascesa). L'aria poi supera la cresta, scende verso il basso sul versante opposto sottovento e si scalda per effetto della compressione adiabatica (secondo il gradiente adiabatico secco, questa volta di circa 10 °C ogni 1000 m in discesa), diventando calda e secca e favorendo giornate soleggiate.

Per l'esattezza, il riscaldamento in gradi rispetto alla temperatura di partenza, è dato dalla differenza di quota (in migliaia di metri) dalla base delle nubi nel lato sopravento alla cresta, moltiplicato per 5, quindi se l'aria parte dalla pianura a 5 °C, salendo a 1000 m si condensa a −5 °C (calcolo: 5+(-10)*1; T iniziale + gradiente adiabatico secco * km) a 3000 m supera la cresta a −15 °C (calcolo: -5+(-5)*2; T iniziale + gradiente adiabatico saturo * km) e raggiunge la pianura al livello del mare dall'altro lato a 15 °C (calcolo: -15+(-10)*(-3); T iniziale + gradiente adiabatico secco * km).

Nubi da favonio sopra Ginevra (Svizzera).

Il nome favonio si riferisce in realtà solamente al vento caldo e secco discendente. Dal versante sopravento si ha lo Stau, creato dalle correnti umide ascendenti, che causano pioggia, neve e nubi.

Derivazione etimologica[modifica | modifica wikitesto]

Sia favonio sia Föhn derivano dal latino favōnius (da favēre, "far crescere"), nome con il quale i Romani chiamavano il vento di ponente (il greco zefiro). Il nome è conservato nella regione delle Alpi, degli Appennini e degli altri rilievi maggiori della penisola italiana e della Svizzera italiana con il significato attuale, ma lo stesso fenomeno è presente in varie regioni del mondo dove ha assunto nomi diversi: in Argentina è noto come zonda, chinook nelle Montagne Rocciose, vento del diavolo nell'area della baia di San Francisco, venti di Santa Ana nella California del Sud, sharav o hamsin in Israele, hamsin in Arabia, Nor'wester a Christchurch, Nuova Zelanda e nelle pianure di Canterbury e halny nei Carpazi, in Francia meridionale, nella Valle del Rodano, Mistral (anche se quest'ultimo si riferisce soprattutto al nome francese del Maestrale, le Mistral). Inoltre, il nome favonio è usato anche in Puglia (faùgna) per indicare un vento caldo molto umido proveniente da sud[1].

Informazioni lessicali[modifica | modifica wikitesto]

Se in Italia si usa per lo più la versione tedesca Föhn, scritto anche Foehn (da notare che i sostantivi tedeschi hanno sempre la maiuscola), entrata nel lessico italiano, nella Svizzera italiana anche se più a contatto col mondo germanico è più comune trovare la versione italiana del nome: favonio.

Dal termine Föhn deriva fon (anche scritto fohn o, impropriamente[2], phon), sinonimo di asciugacapelli.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Innsbruck , capoluogo del Tirolo austriaco, è chiamata anche la città del Favonio. Il Föhn è un fenomeno ventoso molto noto in città e spira dai quadranti meridionali, attraversando il passo del Brennero. Questo vento di caduta, caldo e secco, può manifestarsi in qualsiasi stagione, con maggiore frequenza in autunno. La velocità del vento può toccare nell'area urbana i 120 km/h (200 km/h sul Patscherkofel).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Piovene, Viaggio in Italia, Milano, Mondadori, 1968.
  2. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/phon/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Favonio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.