Museo archeologico regionale eoliano

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Museo archeologico regionale eoliano "Luigi Bernabò Brea"
Musée archéologique éolien de Lipari (7).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàLipari
IndirizzoVia del Castello
Caratteristiche
TipoArcheologico
Istituzione1954
FondatoriLuigi Bernabò Brea
Apertura1954
DirettoreRosario Vilardo
Sito web

Coordinate: 38°28′00″N 14°57′25″E / 38.466667°N 14.956944°E38.466667; 14.956944

Il Museo archeologico regionale eoliano «Luigi Bernabò Brea» è ubicato nel complesso del Castello che domina l'isola di Lipari ed è intitolato a Luigi Bernabò Brea, grande archeologo e Soprintendente della Sicilia Orientale (1939-1973).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pianta del Museo di Lipari:
1. Sezione preistorica
2. Sezione epigrafica
3. Sezione delle isole minori
4. Sezione di archeologia classica
5. Sezione vulcanologica
6. Sala di paleontologia del quaternario
A: fortificazione di epoca spagnola
B: Cattedrale di S. Bartolomeo e monastero
C: Chiesa della Madonna delle Grazie
D: Parco archeologico
E: Chiesa di Maria SS Immacolata
F: Chiesa di Maria SS Addolorata
G: Chiesa di Santa Caterina

Il museo è stato realizzato nel secondo dopoguerra (1954) e contiene, per la maggior parte, reperti archeologici provenienti da sistematiche campagne di scavo, condotte dagli archeologi Luigi Bernabò Brea[1] e Madeleine Cavalier, nel territorio delle isole Eolie.

È costituito da oltre 40 sale, ubicate in diversi edifici del complesso del Castello, e suddiviso in diverse sezioni:

Negli ambienti sono esposti strutture architettoniche, esempi di scultura in marmo e pietra, corredi funerari, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano la vita della polis e l'evoluzione del culto dei defunti. Inoltre ceramiche di tipi e fogge varie, maschere teatrali e statue fittili.

Fanno parte dell'istituzione:

  • biblioteca di arte e archeologia;
  • ex chiesa di Santa Caterina d'Alessandria per mostre e convegni;
  • ex ostello della gioventù, sede della mostra permanente sulla storia degli scavi e del Museo;
  • sala didattica;
  • sala lettura;
  • ex carcere.

Esistono poi due sezioni staccate del museo ubicate sulle isole di Panarea e Filicudi e molti materiali sono esposti nell'Antiquario Civico di Salina.

I materiali, datati dalla preistoria ai nostri giorni in lingua italiana e inglese, che rende fruibile la conoscenza dello stesso contestualizzata al luogo del ritrovamento.

Padiglioni[modifica | modifica wikitesto]

Nei padiglioni sono ubicate le sezioni:

Preistorica[modifica | modifica wikitesto]

La sede della sezione è nel padiglione costituito dalle strutture dell'antico palazzo vescovile costruito nel XVIII secolo adiacente alla concattedrale di San Bartolomeo, fabbriche parzialmente edificate sulle vestigia del monastero normanno.[3]


Sale I - IX: la preistoria allestita negli ambienti attraverso le culture presenti sull'isola dai primi insediamenti umani del Neolitico (5500 - 5000 a.C.) fino all'inizio dell'età del Ferro (900 a.C.). La cultura di Stentinello, l'Ossidiana, la ceramica tricromica, la cultura di Serra d'Alto, la cultura di Diana, la cultura di Pianoconte, la cultura di Piano Quartara, la cultura di Capo Graziano, l'età del Bronzo, la cultura del Milazzese, Ausonio I, Ausonio II.[4]

Sala X: la città di Lipari in età greco e romana.[5]

Sezione classica[modifica | modifica wikitesto]

Sale XVII - XXVII: Padiglione età Greco e Romana[6] ubicato nella struttura posta a settentrione rispetto alla concattedrale. Fabbriche adibite a campo di confino, in seguito ad ostello della gioventù.

  • Sala XIX: la necropoli di piazza Monfalcone oggi piazza Salvatore Luigi d'Austria.
  • Sala XX: la necropoli di Lipari in età Greco e Romana.
Sarcofagi, tombe, cippi, lastre, vasi cinerari, crateri, anfore.
  • Sale XXI - XXV: Corredi.
Ceramiche, crateri e vasellame decorato e dipinto con riferimento al Pittore di Lipari, Pittore di Siracusa 47099, Pittore dei cigni, Pittore di Cefalù, Pittore Mad-Man, Pittore NYN, Pittore della Sphendone bianca.
  • Sala XXVI: l'Ellenismo maturo, le età romana repubblicana e romana imperiale, medievale e moderna.
Produzioni della Zecca di Lipari. Anelli, pendenti, orecchini, collane, diademi.
  • Sala XXVII: archeologia sottomarina.
Ancore, anfore, vasellame. Materiali provenienti da naufragi presso la baia di Pignataro di Fuori a Lipari, relitto presso lo scoglio di Dattilo a Panarea, relitto di Capo Graziano a Filicudi, relitto della Secca di Capistello a Lipari, relitto Alberti delle Formiche di Panarea, relitto di punta Crepazza.
  • Sezione di Milazzo.[7]
Necropoli del predio Caravello, necropoli protovillanoviana, necropoli di età greca.

Epigrafica[modifica | modifica wikitesto]

Sale XI - XV: Epigrafia, sezione illustrata nel giardino e padiglione epigrafico[8] ubicato nella struttura posta a levante rispetto al palazzo vescovile.

La raccolta comprende sarcofagi, iscrizioni, cippi, steli funerarie.

Delle Isole minori[modifica | modifica wikitesto]

Padiglione preistoria delle isole minori,[9] ubicato nella struttura posta a ponente rispetto al palazzo vescovile, lato nord.

L'esposizione segue pressappoco lo stesso ciclo di culture della preistorica di Lipari.

Vulcanologica[modifica | modifica wikitesto]

Padiglione vulcanologia delle isole minori,[10] ubicato nella struttura intitolata al vulcanologo Alfred Rittman, edificio posto a ponente rispetto al palazzo vescovile, lato sud.

Vulcanologia generale, vulcanologia cosmica, vulcanologia sottomarina, rischio vulcanico. Vulcanologia eoliana, caratteri morfologici e geologici delle isole.

Paleontologica[modifica | modifica wikitesto]

Paleontologia.[11]

La tazza di Filo Braccio[modifica | modifica wikitesto]

La tazza di Filo Braccio.

Dal villaggio di Filo Braccio proviene uno dei più interessanti reperti di tutta la cultura dell'età del Bronzo, nelle Eolie detta di Capo Graziano. Si tratta di una tazza con decorazioni incise, rinvenuta presso la capanna F. L'importanza di questa tazza risiede nel fatto che probabilmente è uno dei più antichi esempi di raffigurazione della preistoria italiana (Graziano I). Per quanto faccia parte della cosiddetta cultura di Capo Graziano si può dire che si discosta rispetto ai comuni reperti e trova confronto grafico in un elemento decorativo inciso in un vaso scoperto a Lipari loc. Pignataro di fuori, nel quale è segnato un incrocio di linee forse raffigurazione della divisione dello spazio celeste e terrestre. Il disegno di Filicudi rappresenta un insegne di linee che secondo alcuni autori può raffigurare una figura umana a braccia aperte, in cui sarebbe possibile notare anche le membra ed il corpo. Secondo altri potrebbe essere un'immagine di un panorama con un elemento lineare, quale limite o approdo. Chiaramente l'intera rappresentazione è stilizzata, così come le onde del mare rappresentate con delle linee a zig-zag e, forse, delle barche formate da linee orizzontali con altre minori verticali. Nel caso della lettura della figura non è chiaro chi sia rappresentato, se un uomo o una divinità, se le barche partono o arrivano, tuttavia è importante dire che è l'unico esempio di rappresentazione complessa, rispetto alle semplici linee di decorazione che troviamo nelle ceramiche anche della seconda fase di Capo Graziano e del Bronzo medio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ *Filmato audio Giovanna Bongiorno, Bernabò Brea spiega i reperti di Lipari.
  2. ^ Un archetipo eterno, su www.elapsus.it. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  3. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 7.
  4. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 7 - 28.
  5. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 29 - 34.
  6. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 42 - 75.
  7. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 76 - 78.
  8. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 35.
  9. ^ Martinelli - Mastelloni, p. 36 - 41.
  10. ^ Martinelli - Lo Cascio, p. 12 e seguenti.
  11. ^ Martinelli - Lo Cascio, p. 7 - 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Orsi, Lipari, Esplorazioni archeologiche, in Notizie degli Scavi di Antichità, 1929, pp. 61– 97
  • M. Cavalier, Nouveaux documents sur l'art du Peintre de Lipari, Cahiers du Centre Jean Bérard, Naples 1976
  • Luigi Bernabò Brea, Madeleine Cavalier, Meligunìs Lipàra VIII. Salina. Ricerche archeologiche (1989-1993), Palermo 1995
  • Luigi Bernabò Brea, Madeleine Cavalier, U. Spigo, Il Museo Archeologico Eoliano. Introduzione alla visita, Palermo 1996
  • Dieci anni al Museo Eoliano (1987-1996). Ricerche e studi, Quaderni del Museo Archeologico Regionale Eoliano, U. Spigo, M.C. Martinelli (a cura di) vol. 1, Messina 1996 ,
  • Luigi Bernabò Brea, Madeleine Cavalier, F. Villard, Meligunìs Lipàra IX. L'acropoli. Topografia di Lipari in età greca e romana, Palermo 1998
  • U. Spigo, Fra Lipara e Locri Epizephyrioi. Il cratere a campana del Gruppo di Locri nella Tomba 1155 di C/da Diana etc. in Nuovi Studi di Archeologia Eoliana, QuadMus Lipari, Messina 2000
  • U. Spigo, Lipari fra lo Stretto di Messina e il Mondo Italiota. Approccio ai dati archeologici in Nel cuore del Mediterraneo Antico. Reggio, Messina e le colonie calcidesi nell'area dello Stretto (a cura di M.Gras, E.Greco, P.G. Guzzo), Corigliano Calabro 2000, pp. 161-186
  • Luigi Bernabò Brea, Madeleine Cavalier, Bellezza ed eleganza femminile nella Lipari greca ed ellenistica, Palermo 2005
  • G.M. Bacci, M.A. Mastelloni (a cura di), Alle radici della cultura mediterranea ed europea. I Normanni nello Stretto e nelle Eolie, Catalogo Mostra Lipari 1-31 ottobre 2002
  • AA. VV. “Studi classici in onore di L. Bernabò Brea”, “QuadMArchE” Suppl. II, 2002,
  • L. Bernabò Brea, M. Cavalier, F. Villard, Meligunìs Lipàra, XI, Gli scavi nella necropoli greca e romana di Lipari nell'area del terreno vescovile Parte I e Parte II, Palermo 2001, pp. 1–818
  • L. Bernabò Brea, M. Cavalier, L. Campagna, M. Fresi, Meligunìs Lipára, XII - Le iscrizioni lapidarie greche e latine delle isole Eolie, Palermo 2003
  • M.A. Mastelloni, Le serie di Lipara e gli inizi delle coniazioni in bronzo in Sicilia, in Studi classici in onore di L. Bernabò Brea, quad. Mus Eol, Palermo 2003
  • A. Schwarzmaier, Die Masken aus der Nekropole von Lipari, Palilia 21 Weisbaden 2011
  • A. Ollà, A. Sardella, U. Spigo, MC. Martinelli, L. Giordano, “Nuovi dati e materiali dalla necropoli di Lipari: la campagna di scavo 2012-2013”, in Ollus leto datus est. Architettura, topografia, rituali funerari, nelle necropoli dell’Italia meridionale e della Sicilia fra antichità e medioevo. Atti del Convegno Int., Reggio Calabria, 2013
  • M.A. Mastelloni, M.C. Martinelli, Isole Eolie Lipari ll Museo Archeologico, Palermo 2015
  • M.A. Mastelloni, M.C. Martinelli, Lipari -Archeologia e storia nella contrada Diana, Palermo 2015
  • M.A. Mastelloni, THIASOS, Tracciare le linee dividere il territorio, Rivista di archeologia e architettura antica, 2016, n. 5.2
  • Maria Clara Martinelli, Maria Amalia Mastelloni, "Il Museo Archeologico - Museo Archeologico Regionale «Luigi Bernabò Brea» - Lipari", Saggio, Palermo, Regione siciliana. Assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana. Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana, 2015.
  • Maria Clara Martinelli, Pietro Lo Cascio, "Vulcanologia, sezione Territorio, Uomo e Ambiente - Museo Archeologico Regionale «Luigi Bernabò Brea» - Lipari", Saggio, Palermo, Regione siciliana. Assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana. Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana, 2015.
  • M.A. Mastelloni, Orsi e Libertini nelle Eolie e gli inizi della ricerca archeologica, in Archeologia in Sicilia fra le due Guerre, R. Panvini, A.M. Sammito edd., Atti Conv. Studi, Modica 5-7 .06.2014, Modica 2017, pp. 209-233
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  • M.A. Mastelloni, Lipari (Messina) 1942-1987: da un sopralluogo alla creazione di un grande istituto. Storie di impegno sociale, ricerca e studio, Archeologia in Sicilia nel Secondo Dopoguerra a cura di R. Panvini e F. Nicoletti, Catania 2020, pp. 179-193

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