Museo diocesano (Agrigento)
| MUDIA - Museo Diocesano di Agrigento | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Agrigento |
| Indirizzo | Via Duomo, 96 |
| Coordinate | 37°18′49.12″N 13°34′39.25″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | museo diocesano |
| Fondatori | Domenico Turano |
| Apertura | 1877 |
| Gestione | Arcidiocesi di Agrigento |
| Visitatori | 17 918 (2018) |
| Sito web | |
Il MUDIA - Museo Diocesano di Agrigento è un museo sito nelle sale del Palazzo Arcivescovile di Agrigento, a pochi passi dalla cattedrale di San Gerlando. Inaugurato il 3 novembre 2011[1], include le collezioni che facevano parte di un precedente edificio del 1964, progettato dall'architetto Franco Minissi e chiuso nel 1966 a causa della frana che sconvolse la città.
L'istituzione
[modifica | modifica wikitesto]La nascita di un museo diocesano ad Agrigento è datata al 1877, quando il vescovo Domenico Turano ne predispose un primo allestimento all’interno della navata nord della cattedrale di San Gerlando. La nascita del museo rispondeva alla necessità di attrarre viaggiatori del Grand Tour in visita alla Cattedrale, già attratti dalla fama di opere come il sarcofago di Ippolito e Fedra o il sarcofago delle coronarie. Negli anni a seguire, in seguito all’eredità di 56 dipinti lasciata al museo da Don Alfonso Cozzo e a vari interventi sotto il vescovato di Bartolomeo Lagumina, divenne necessario spostare tutto in un'opportuna sede museale.
L'edificio Minissi
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Per realizzare una nuova sede museale il vescovo Giovanni Battista Peruzzo contattò l'architetto Franco Minissi, che tra il 1958 e il 1963 realizzò un nuovo edificio demolendo un circolo didattico in disuso tra la cattedrale e il seminario. Il nuovo museo, aperto al pubblico nel 1964, chiuse solo due anni dopo a causa della frana verificatasi lungo il versante sud-ovest della città.[2]
L'edificio, realizzato in cemento armato con solai misti e muri di tamponamento in pietra locale, si sviluppava su due piani destinati all'esposizione e su un attico che ospitava gli uffici. Le sale erano state concepite secondo un'impostazione continua e unitaria in cui i due piani, tramite gallerie pensili e dislivelli interni, si articolavano in una serie di spazi opportunamente conformati al materiale esposto.
Il museo oggi
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la frana che portò alla chiusura dell'edificio Minissi, le collezioni vennero temporaneamente spostate nelle sale del Palazzo Arcivescovile. Nel 2009 il vescovo Carmelo Ferraro spostò la collezione nuovamente all'interno della cattedrale, ma una seconda frana del 2014 spinse il vescovo Montenegro a spostare la collezione nuovamente (e definitivamente) presso la sede del Palazzo Arcivescovile.[3]
Oggi il museo diocesano svolge il ruolo di museo diffuso, avendo le sue collezioni dislocate nei diversi poli espositivi di Agrigento, Aragona, Sambuca di Sicilia e Sciacca: questa sistemazione permette di custodire e valorizzare il patrimonio ecclesiastico della provincia di Agrigento senza sradicarlo dal suo territorio d'origine.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ MUDIA: 10 anni fa l'inaugurazione nella sede Palazzo Vescovile, su Arcidiocesi di Agrigento, 5 novembre 2021.
- ↑ Arte moderna in centro storico, quale futuro per il museo "Minissi"?, su AgrigentoNotizie, 23 febbraio 2022. URL consultato il 24 febbraio 2026.
- ↑ Frana costone ad Agrigentotre feriti, danni a case e negozi, su la Repubblica, 5 marzo 2014. URL consultato il 24 febbraio 2026.
- ↑ MUDIA, Museo Diocesano di Agrigento (PDF), su oadi.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Raffaello Delogu, Museo Diocesano ad Agrigento, in L'Architettura - Cronache e storia, n. 130, Agosto 1966, pp. 243-244.
- B. Vivio e Franco Minissi, Musei e restauri: la trasparenza come valore, Gangemi, 2010, ISBN 978-88-492-1991-3.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Museo diocesano di Agrigento
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su museodiocesanoag.it.
- Museo diocesano, su Anagrafe degli istituti culturali ecclesiastici, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.
- Museo diocesano, su BeWeB, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.