Casa Cuseni

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Casa Cuseni
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTaormina
IndirizzoVia Leonardo da Vinci, 5
Coordinate37°51′10.18″N 15°16′48.74″E / 37.852827°N 15.280206°E37.852827; 15.280206
Caratteristiche
TipoArte
Visitatori10,000 (2016)
Sito web

Casa Cuseni è il museo delle belle arti e del Grand Tour della città di Taormina.

Descrizione e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo di Casa Cuseni è un'istituzione permanente e no profit. Il museo è specializzato in dipinti del Grand Tour inglese in Sicilia ed in terra d'Oriente e custodisce le collezioni appartenute al pittore britannico Robert Hawthorn Kitson.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Casa Cuseni è stata dichiarata monumento nazionale italiano con D.A. n. 8356 del 17 novembre 1998. Dal 2015, con apposito atto giuridico, è il Museo Ufficiale della Città di Taormina. Nello stesso anno[1], è entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Case della Memoria[2], e di Grandi Giardini Italiani. La raccolta libraria di Casa Cuseni è stata riconosciuta "Bene Culturale" ai sensi dell'art.10 comma 3 lett. c del D.Lgs nr. 42/04 e dell'art. 2 della L.R. nr. 80 del 01.08.1977, "poiché preziosa fonte di rilevante documentazione storica inerente ai più svariati aspetti socio-culturali siciliana nonché testimonianza dell'importante movimento artistico "Arts and Crafts" (D.D.G. n. 625, 11 dicembre 2018). il 29 gennaio 2019, in attuazione del decreto del Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana n. 109 del 18 gennaio 2019, la Fondazione Robert Hawthorn Kitson è stata iscritta al n. 297, vol. II, del Registro delle persone giuridiche private della Regione Siciliana, istituito presso la Segreteria Generale della Regione Siciliana ai sensi del D.P.R. n. 361/2000. L'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, con D.A. n. 08/Gab, il 18 feb. 2019, ha decretato l'inserimento, nell'elenco dei Luoghi dell'Identità e della Memoria della Regione Sicilia, "Casa Cuseni- Museo di Belle Arti e del Grand Tour", (D.A n. 8410 del 3 dic., implementazione). Il 03 Aprile del 2019 la American Horticultural Society ha riconosciuto l'eccellenza del Giardino Storico di Casa Cuseni. Il 25 giugno 2019 è stato notificata la Dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 c 3 lett e) e art. 13 del decreto Leg.vo 22.01.2004, n. 42 di circa 1400 oggetti appartenenti alla collezione Robert Hawthorn Kitson e Daphne Hawthorn Phelps (prot.llo 0004027 del 25 giugno 2019, soprintendenza di Messina). Il 18 giugno 2020, con provvedimento n. 58973, il Ministero degli Interni riconosce la personalità giuridica della Fondazione Robert Hawthorn Kitson e la iscrive nel registro delle persone giuridiche istituito presso la Prefettura di Messina, al nr° 440. Dichiarazione di interesse storico ed etnoantropologico,e LR 10/91 artt.8 e 9 , notificato il 5 maggio 2021 dall'U.O. 4 Sezione Beni paesaggistici e Demo Etno Antropologici della Soprintendenza di Messina). Vincolo storico-artistico, notifica del28 maggio 2021.D.D.S. n 441, con cui l’Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, per conto della Repubblica Italiana, “ai sensi degli artt. 12 e 13 del D.Lgs. nr. 42 del 22.01.2004 e ss. mm. ed ii.,” dichiara la collezione di Casa Cuseni “come complesso, di eccezionale interesse culturale … e resta, pertanto, sottoposta a tutte le prescrizioni di tutela contenute nelle predette leggi …”. In virtù di questo decreto, pertanto, tutti le collezioni di dipinti, sculture, arredi, disegni, fotografie, negativi, stampe, ceramiche, abiti, tappeti, figure presepiali sono diventate Patrimonio Culturale Italiano.


L'edificio principale[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio principale è stato realizzato tra il 1900 ed il 1905 su disegni preparatori di Sir Frank Brangwyn, oggi custoditi a Londra, alla Royal Academy of Arts di Londra e per molto tempo erroneamente attribuiti alla progettazione di un edificio, mai realizzato, il Kyoraku Art Museum di Tokyo. Casa Cuseni è un insieme di cubi e doppi cubi sovrapposti, con un frontale colonnato in stile Palladiano, realizzata utilizzando materiali locali. La pianta dell’edificio ricorda la progettazione di a House by the Sea (una casa sul mare) dell'architetto londinese James Arthur Stratton, con colonnato palladiano, loggia ed un garden facing sea (giardino prospiciente il mare)[3], modificata da Robert Hawthorn Kitson e da Sir Frank Brangwyn.

Il giardino storico[modifica | modifica wikitesto]

Il Giardino Storico della Villa, realizzato tra il 1905 ed il 1930, è stato progettato da Robert Hawthorn Kitson e da Sir Frank Brangwyn con il contributo di Sir Alfred East, Presidente della Royal Society of British Artists ed Accademico Reale, e di Cecil Arthur Hunt, Vice-Presidente della Royal Watercolour Society, due vedutisti britannici che hanno utilizzato gli elementi del paesaggio, in questo caso il vulcano Etna ed il mar Ionio, come parte centrale di una grande composizione scenica[4]. Il giardino è stato arricchito da elementi decorativi disegnati da Giacomo Balla e Fortunato Depero che, nel marzo del 1915, firmarono il manifesto artistico intitolato Ricostruzione futurista dell'universo iniziando proprio qui a disegnare interessanti geometrie floreali ed il ritratto di Robert H. Kitson[5].

1914, La metamorfosi, Giacomo Balla

Cenacolo internazionale di cultura[modifica | modifica wikitesto]

La villa è stata sempre un cenacolo di avanguardie culturali: Pablo Picasso, Salvador Dalí, lo scultore Henry Moore, il pittore Giacomo Balla, il pubblicista Fortunato Depero, il fotografo Wilhelm von Gloeden lo scrittore francese premio Nobel Anatole France, lo scrittore americano premio Nobel Ernest Hemingway che qui scrisse il suo primo racconto, "The Mercenaries" nel 1918-1919,già[6], il poeta Ezra Pound, David Herbert Lawrence che a Casa Cuseni tradusse, dall'italiano all'inglese, il Mastro-don Gesualdo di Giovanni Verga, sono alcuni degli intellettuali che qui soggiornarono. Nel 1947, alla morte di Robert Hawthorn Kitson, la Villa è stata ereditata dalla nipote, Margaret Daphne Hawthorn Phelps, che qui ospitò molti critici d'arte tra cui Alfred Hamilton Barr Jr., primo direttore del MoMA di NY, lo storico Bernard Berenson, il drammaturgo Tennessee Williams, l'attrice svedese Greta Garbo, il filosofo e premio nobel Lord Bertrand Russell, il novellista Roald Dahl, lo storico Denis Mack Smith, l'archeologo Dinu Adamesteanu, il pittore Henry Faulkner, la pittrice Mary Fedden, Presidente della Royal West of England Academy, Julian Trevelyan, pittore e poeta, fondatore della corrente surrealista inglese, che già aveva lavorato a Parigi, all'Atelier 17, con Max Ernst, Oskar Kokoschka e Pablo Picasso; l'elenco degli intellettuali che qui soggiornarono e vastissimo. Una parte della storia di Casa Cuseni è raccontata nel libro A House in Sicily[7], scritto da Daphne Phelps con la prefazione di Denis Mack Smith. La Villa continua ad essere punto di ritrovo di artisti, solo per ricordarne alcuni: Luis Sepulveda, David Leavitt, David Grossman, Abraham Yehoshua, Amos Oz, Ian Thomson, Ian McEwan, Ildefonso Falcones e tanti altri.

Opere custodite[modifica | modifica wikitesto]

La villa fa parte di Grandi Giardini Italiani e dell'Associazione nazionale Case della Memoria. L'intera proprietà è gestita dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson. Il museo custodisce una raccolta di acquarelli del Grand Tour inglese in Italia e in Terra d'Oriente, realizzati tra il 1900 ed il 1940 dai famosi paesaggisti britannici, tra i quali Sir George Clausen, John Wright Oakes, Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred East, Philip Wilson Steer, Robert Hawthorn Kitson e Cecil Arthur Hunt. La Casa-Museo custodisce tutti gli arredi originali dell'epoca e importanti opere d'arte tra cui la dining-room della casa, realizzata tra il 1905 ed il 1910 da Sir Frank Brangwyn e da Sir Alfred East quando rappresentavano l'Inghilterra alla VII, VIII e IX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia (Biennale d'Arte di Venezia)[8].

La dining-room di Sir Frank Brangwyn[modifica | modifica wikitesto]

La dining-room di Casa Cuseni è l'unico interno al mondo ancora esistente di Frank Brangwyn ed è considerata il massimo esempio al mondo dello stile Arts and Crafts al di fuori della Gran Bretagna[9]. Gli arredi sono stati disegnati da Frank Brangwyn che ha dipinto anche il murale che racconta la storia di un amore omosessuale e una vicenda realmente accaduta nel 1908 a Taormina, la prima adozione omosessuale nella storia delle arti figurative[10]. Il murale è stato celato per oltre un secolo perché l'omosessualità era perseguitata a quel tempo in Gran Bretagna e gli artisti coinvolti nella realizzazione dell'opera erano tutti amici personali di Oscar Wilde e di Lord Alfred Douglas[11]. Robert Hawthorn Kitson decise di mantenere segreta questa camera dopo che Ezra Pound[12] riferì di un'anomala concentrazione di artisti a Taormina, chiedendosi per quale ragione Sir Frank Brangwyn, uno dei maggiori decoratori del XX secolo fosse ancora a Taormina nel 1914, dopo la morte di Sir Alfred East. Già Ezra Pound aveva, nel Manifesto Vorticista del 1913 scritto insieme al pittore Wyndham Lewis, violentemente criticato Sir Frank Brangwyn che rappresentava i massimi vertici della pittura britannica alla Biennale di Venezia[13]. Mantenere il segreto su questa camera equivaleva a salvare la reputazione di Sir Frank Brangwyn. Il Murales della dining room di Casa Cuseni è rimasto segreto per proteggere la reputazione di questo artista che per Louis Comfort Tiffany realizzava il Battesimo di Cristo, oggi esposto al Baltimore Museum of Art[14], per la Biennale di Venezia opere coerenti con la morale dell'epoca[15] ma che a Casa Cuseni raccontava di un amore omosessuale. Nel 2012, la Camera Segreta di Casa Cuseni è stata aperta al pubblico dagli attuali proprietari[16].

La piccola biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

"La raccolta libraria di Casa Cuseni riveste interesse culturale particolarmente importante ai sensi dell'art.10 comma 3 lett. c del D.Lgs nr. 42/04 e dell'art. 2 della L.R. nr. 80 del 01.08.1977 in quanto custodisce preziosa fonte di rilevante documentazione storica inerente ai più svariati aspetti socio-culturali siciliana nonché testimonianza dell'importante movimento artistico "Arts and Crafts"[17], il pensiero del filosofo John Ruskin e di William Morris di cui Frank Brangwyn è stato uno dei più brillanti allievi[18]. Molte edizioni rare e prime edizioni di tanti pensatori del primo novecento oltre che ad un cospicuo fondo antico particolarmente importante su cui Denis Mack Smith ha effettuato molte ricerche per i suoi successivi lavori.

Le sezioni e le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

La collezione della casa-museo Villa Cuseni comprende oltre 2.700 oggetti, tra cui molti capolavori d'arte. Fanno parte delle collezioni dipinti, acquarelli del Grand Tour, tappeti persiani, invetriate islamiche, manufatti greci e romani, antichi abiti, stampe, disegni, litografie, ceramiche siciliane antiche, oggettistica medievale, rinascimentale e barocca. Sono in esposizione permanente solo 200 oggetti che mantengono l'ordine espositivo tipico della Casa-Museo.

Durante il secondo conflitto mondiale tutti gli oggetti di Casa Cuseni sono stati messi al sicuro dalla comunità locale. La casa è diventata prima il quartier generale fascista, poi tedesco con la presenza del feldmaresciallo Albert Konrad Kesselring e poi quartier generale inglese con la presenza del sindaco della città di Taormina. Nel 1946, al rientro di Robert Hawthorn Kitson dopo la fine della guerra, i cittadini di Taormina gli riconsegnarono tutti gli oggetti che avevano custodito e nascosto per sei anni.

Particolare della sala espositiva

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo di Casa Cuseni è stato costituito dal mecenatismo dell'attuale famiglia proprietaria ed è gestito dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson, ente culturale no-profit giuridicamente riconosciuto. Il presidente della fondazione ed il direttore della Casa-museo è Francesco Spadaro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera del Consiglio Direttivo Case della Memoria del 14 dicembre 2015, Prato, Palazzo Datini,
  2. ^ L'Associazione Case della Memoria è membro della Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia e socio dei Comitati Tematici Internazionali di ICOM (International Council of Museums), ICLM (International Committee for Literary and Musical Museums), DEMHIST (International Committee for Historic House Museums) e CIMCIM (International Committee of Museums and Collections of Instruments and Music)
  3. ^ Design for a sea-side house, Arthur Stratton, Architect, The Studio: An Illustrated Magazine of Fine and Applied Art, Volume XX, , from June to October 1900, pag. 102
  4. ^ https://www.youtube.com/watch?v=B6CbvvMxTRQ
  5. ^ http://www.arte.it/calendario-arte/trento/mostra-manifesto-100-ricostruzione-futurista-dell-universo-1915-2015-21979
  6. ^ http://www.artelabonline.com/articoli/view_article.php?id=1229
  7. ^ http://www.nytimes.com/books/first/p/phelps-sicily.html
  8. ^ https://venicebiennale.britishcouncil.org/history/1900s
  9. ^ Apollo, edizione Britannica, a firma di Kathy Kurland McCoy, con la collaborazione del Department of Furniture and Woodwork, Clive Wainwright, Peter Thornton, Francis Collard, Victoria and Albert Museum di Londra
  10. ^ La Terza camera inglese, di F.sco Spadaro ed Egidio Marisca
  11. ^ "Kitsons and the arts : a Leeding family in Sicily and the West Riding", Boswell, David M., University of York
  12. ^ Ezra Pound, nel suo articolo "Art Notes" dell'agosto del 1918, scritto per il periodico The New Age con lo pseudonimo di B.H. Dias
  13. ^ https://www.wwnorton.com/college/english/nael/20century/topic_2_05/blast_manifesto_05.pdf
  14. ^ http://blog.artbma.org/tag/stained-glass/ Archiviato il 1º dicembre 2017 in Internet Archive.
  15. ^ http://www.frankbrangwyn.org/murals.html
  16. ^ Francesco Spadaro, Domenica Cundari, Daphne E. e Fabio Andrea Spadaro
  17. ^ Notifica di Vincolo DDG. nr. 6252 del 11/12/2018 Regione Siciliana.
  18. ^ https://www.abebooks.it/9780901981738/Frank-Brangwyn-1867-1956-0901981737/plp

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Musolino, Le incredibili curiosità della Sicilia, Newton Compton Editori, 2019

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]