Casa Cuseni

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Casa Cuseni
Biblioteca, particolare.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTaormina
IndirizzoVia Leonardo da Vinci, 5
Coordinate37°51′10.18″N 15°16′48.74″E / 37.852827°N 15.280206°E37.852827; 15.280206
Caratteristiche
TipoArte
Visitatori10,000 (2016)
Sito web

Casa Cuseni è il museo delle belle arti e del Grand Tour della città di Taormina.

La prima casa-museo siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Casa Cuseni è stata costruita all'inizio del Novecento dal pittore inglese Robert Hawthorn Kitson[1].

Nel 1948, la sua erede, la psichiatra e scrittrice Daphne Phelps, trasformò la casa in residenza d’artista e in casa museo, sul modello delle ville storiche inglesi. Una targa, posta all'ingresso del monumento recita: Casa Cuseni, costruita da Robert Kitson, preservata da Daphne Phelps.

In questa casa Ernest Hemingway scrisse il suo primo racconto, Lord Bertrand Russell vinse il premio Nobel per la letteratura, Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred E. East, Cecil A. Hunt e Sir George Clausen dipinsero il paesaggio siciliano, Sir Arthur Lasenby Liberty, Pablo Picasso, Henry Faulkner, Denis Mack Smith, Roald Dahl, Jocelyn Broke, Tennessee Williams e molti altri ancora trovarono un luogo ideale dove scrivere, dipingere, contribuendo alla conoscenza della nostra isola nel mondo.

Gestita oggi dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson, è un'istituzione permanente e no profit. Il museo è specializzato in dipinti del Grand Tour inglese in Sicilia ed in terra d'Oriente e custodisce le collezioni appartenute al pittore britannico Robert Hawthorn Kitson e alla scrittrice Daphne Phelps.

Dal 2016 è il city museum della Città di Taormina (Comune di Taormina, prot. 17677 del 07.09.2016 Casa Cuseni, Museo delle Belle Arti e del Grand Tour della Città di Taormina).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Questo Monumento ha avuto una fortissima istituzionalizzazione, ottenendo numerose decreti e certificazioni[2]:

  • Il vincolo architettonico e paesaggistico (D.A. Regione Siciliana n. 8356 del 17 novembre 1998).[3]
  • Il vincolo bibliografico (D.D.G. Regione Siciliana n. 6252 del 18 dic. 2018).
  • L'inserimento nell'elenco dei Luoghi dell'Identità e della Memoria, nella categoria dei Luoghi delle Personalità Storiche e della Cultura (D.A. Regione Siciliana n. 08/Gab. Palermo, lì 18 Feb. 2019).[4]
  • Il vincolo storico ed artistico (D.D.S. n°441 Regione siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana del maggio 2021).[5]
  • La dichiarazione di interesse storico ed etno-antropologico (Soprintendenza di Messina, prot. 0009960 del 5 maggio 2021).
  • La registrazione nell’anagrafe delle Biblioteche Italiane (codice ISIL IT-ME0459, data di aggiornamento 25 novembre 2021).[6]

Casa Cuseni è stata dichiarata monumento nazionale italiano con D.A. n. 8356 del 17 novembre 1998. Dal 2015, con apposito atto giuridico, è il Museo Ufficiale della Città di Taormina. Nello stesso anno[7], è entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Case della Memoria[8], e di Grandi Giardini Italiani. La raccolta libraria di Casa Cuseni è stata riconosciuta "Bene Culturale" ai sensi dell'art.10 comma 3 lett. c del D.Lgs nr. 42/04 e dell'art. 2 della L.R. nr. 80 del 01.08.1977, "poiché preziosa fonte di rilevante documentazione storica inerente ai più svariati aspetti socio-culturali siciliana nonché testimonianza dell'importante movimento artistico "Arts and Crafts" (D.D.G. n. 625, 11 dicembre 2018). Il 29 gennaio 2019, in attuazione del decreto del Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana n. 109 del 18 gennaio 2019, la Fondazione Robert Hawthorn Kitson è stata iscritta al n. 297, vol. II, del Registro delle persone giuridiche private della Regione Siciliana, istituito presso la Segreteria Generale della Regione Siciliana ai sensi del D.P.R. n. 361/2000. L'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, con D.A. n. 08/Gab[4], il 18 feb. 2019, ha decretato l'inserimento, nell'elenco dei Luoghi dell'Identità e della Memoria della Regione Sicilia, "Casa Cuseni- Museo di Belle Arti e del Grand Tour", (D.A n. 8410 del 3 dic., implementazione). Il 03 Aprile del 2019 la American Horticultural Society ha riconosciuto l'eccellenza del Giardino Storico di Casa Cuseni. Il 25 giugno 2019 è stato notificata la Dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 c 3 lett e) e art. 13 del decreto Leg.vo 22.01.2004, n. 42 di circa 1400 oggetti appartenenti alla collezione Robert Hawthorn Kitson e Daphne Hawthorn Phelps (prot.llo 0004027 del 25 giugno 2019, soprintendenza di Messina).
Il 18 giugno 2020, con provvedimento n. 58973, il Ministero degli Interni riconosce la personalità giuridica della Fondazione Robert Hawthorn Kitson e la iscrive nel registro delle persone giuridiche istituito presso la Prefettura di Messina, al nr° 440.
Dichiarazione di interesse storico ed etnoantropologico,e LR 10/91 artt.8 e 9 , notificato il 5 maggio 2021 dall'U.O. 4 Sezione Beni paesaggistici e Demo Etno Antropologici della Soprintendenza di Messina).
Vincolo storico-artistico, notifica del 28 maggio 2021.D.D.S. n 441, con cui l’Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, per conto della Repubblica Italiana, “ai sensi degli artt. 12 e 13 del D.Lgs. nr. 42 del 22.01.2004 e ss. mm. ed ii.,” dichiara la collezione di Casa Cuseni “come complesso, di eccezionale interesse culturale … e resta, pertanto, sottoposta a tutte le prescrizioni di tutela contenute nelle predette leggi …”[5]. In virtù di questo decreto, pertanto, tutti le collezioni di dipinti, sculture, arredi, disegni, fotografie, negativi, stampe, ceramiche, abiti, tappeti, figure presepiali sono diventate Patrimonio Culturale Italiano.
La registrazione nell’anagrafe della biblioteca del museo nelle Biblioteche Italiane (codice ISIL IT-ME0459, data di aggiornamento 25 novembre 2021) permetterà la fruizione e la catalogazione del patrimonio librario.

L'edificio principale[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio principale è stato realizzato tra il 1900 ed il 1905 su disegni preparatori di Sir Frank Brangwyn, oggi custoditi a Londra, alla Royal Academy of Arts di Londra e per molto tempo erroneamente attribuiti alla progettazione di un edificio, mai realizzato, il Kyoraku Art Museum di Tokyo. Casa Cuseni è un insieme di cubi e doppi cubi sovrapposti, con un frontale colonnato in stile Palladiano, realizzata utilizzando materiali locali. La pianta dell’edificio ricorda la progettazione di a House by the Sea (una casa sul mare) dell'architetto londinese James Arthur Stratton, con colonnato palladiano, loggia ed un garden facing sea (giardino prospiciente il mare)[9], modificata da Robert Hawthorn Kitson e da Sir Frank Brangwyn.

Il giardino storico[modifica | modifica wikitesto]

Costruito sulla collina di Taormina, il Giardino Storico di Casa Cuseni è stato realizzato da Robert Hawthorn Kitson (1873-1947) all’inizio del novecento. Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred East, Cecil Arthur Hunt, i futuristi Giacomo Balla e Fortunato Depero disegnarono questo giardino utilizzando il paesaggio come principale attore della scena, divenendo il potente vulcano Etna e il Golfo di Naxos un tutt’uno armonioso con la natura.
Questo monumento deve essere letto ammettendo l’influenza del romanticismo di William Blake, del socialismo utopico di John Ruskin e del misticismo e trascendentalismo d’inizio Novecento che provocarono una svolta anche in ambito artistico; lo spiritualismo contribuì alla nascita dell’astrattismo e all’abbandono delle forme d’arte convenzionali. Gli ideatori del giardino di Casa Cuseni si concentrarono sulla rappresentazione del mondo spirituale più che di quello fisico; i simboli e la geometria – linguaggi dell’esoterismo – e l’uso simbolico dei colori com’era presentato nella teosofia diventano la firma distintiva, spostando la tradizione rappresentazione artistica in direzione della spiritualità, dove ancora rimaneva la speranza di dare un significato alla vita. Per loro l’artista ha il compito di risvegliare nell’umanità il ricordo della propria condizione ‘divina’, perduta dopo la cacciata dall’Eden. Fine dell’arte è la riconquista del Paradiso, inteso non come oltremondo ‘fisico’ ma come spazio interiore del quale l’uomo può riappropriarsi grazie all’immaginazione.
La costruzione, in questo giardino, di una grande Menorah, di tre Mikveh e di un Tempio per la purificazione conferma l’esistenza di un grande progetto teosofico internazionale, dove l’arte, con i suoi colori, le sue forme e le sue linee rappresenta un modo di rendere visibili eventi che appartengo al mondo astrale.

1914, La metamorfosi, Giacomo Balla

Nel 2021 ha ospitato il Taormina Film Fest 67 per commemorare il ventennale del film Le Fate Ignoranti alla presenza del regista Ferzan Özpetek.[10]

Cenacolo internazionale di cultura[modifica | modifica wikitesto]

La villa è stata sempre un cenacolo di avanguardie culturali: Pablo Picasso, Salvador Dalí, lo scultore Henry Moore, il pittore Giacomo Balla, il pubblicista Fortunato Depero, il fotografo Wilhelm von Gloeden[11], lo scrittore francese premio Nobel Anatole France, lo scrittore americano premio Nobel Ernest Hemingway che qui scrisse il suo primo racconto, "The Mercenaries" nel 1918-1919, il poeta Ezra Pound, David Herbert Lawrence che a Casa Cuseni tradusse, dall'italiano all'inglese, il Mastro-don Gesualdo di Giovanni Verga, sono alcuni degli intellettuali che qui soggiornarono. Nel 1947, alla morte di Robert Hawthorn Kitson, la Villa è stata ereditata dalla nipote, Margaret Daphne Hawthorn Phelps, che qui ospitò molti critici d'arte tra cui Alfred Hamilton Barr Jr., primo direttore del MoMA di NY, lo storico Bernard Berenson, il drammaturgo Tennessee Williams, l'attrice svedese Greta Garbo, il filosofo e premio nobel Lord Bertrand Russell, il novellista Roald Dahl, lo storico Denis Mack Smith, l'archeologo Dinu Adamesteanu, il pittore Henry Faulkner, la pittrice Mary Fedden, Presidente della Royal West of England Academy, Julian Trevelyan, pittore e poeta, fondatore della corrente surrealista inglese, che già aveva lavorato a Parigi, all'Atelier 17, con Max Ernst, Oskar Kokoschka e Pablo Picasso; l'elenco degli intellettuali che qui soggiornarono e vastissimo. Una parte della storia di Casa Cuseni è raccontata nel libro A House in Sicily[12], scritto da Daphne Phelps con la prefazione di Denis Mack Smith. La Villa continua ad essere punto di ritrovo di artisti, solo per ricordarne alcuni: Luis Sepulveda, David Leavitt, David Grossman, Abraham Yehoshua, Amos Oz, Ian Thomson, Ian McEwan, Ildefonso Falcones e tanti altri.

Mission[modifica | modifica wikitesto]

Questo Monumento è stato costruito per parlare al futuro. La vera eredità non è ciò che s’innalza al cielo o si incide sulla pietra. Le pietre crolleranno, la carta si sbriciolerà, le ossa diventeranno polvere; solo il pensiero, che non appartiene al regno fisico, e si spinge in tutte le direzioni, può essere eterno. Solo le idee possono spingere innanzi e rendere l’esistenza significativa. Il premio Nobel Orhan Pamuk quando visitò Casa Cuseni, nel 2015, anticipò quanto poi sarebbe stato oggetto di un famoso decalogo sulle Case-Museo. Esordì affermando che i grandi Musei sono i tesori del genere umano ma solo le Case Museo come Villa Cuseni custodiscono la narrazione storica della società, cosa che i grandi musei, con le loro monumentali architetture, non possono fare. Lo scopo dei musei, nel futuro, non dovrebbe essere quello di rappresentare lo Stato, ma di ricreare il mondo dei singoli esseri umani, gli stessi esseri umani che hanno patito sotto tiranniche oppressioni per centinaia di anni, come in una grande narrazione, proprio come in un romanzo. Le Casa-Museo come romanzi, luoghi della narrazione. Casa Cuseni, a Taormina, è oggi il Museo delle Belle Arti e del Grand Tour della città. Inserita nel Network di Grandi Giardini Italiani e, soprattutto, nel Circuito Nazionale Case delle Memoria, è stata di proprietà inglese sino a undici anni addietro. I precedenti proprietari, Robert Hawhorn Kitson, geologo per studio, pittore per passione, e la nipote, Margaret Daphne Phelps, assistente della psichiatra Anna Freud ma scrittrice per passione, dal 1900 al 2000 hanno ospitato il Genio dell’Umanità in tutti gli ambiti del sapere umano. Presidenti della Royal Society of British Artists, della Royal Academy, scienziati, storici, politici, Capi di Stato hanno lavorato in questa casa dove, già nel 1900, si discuteva sulla salvaguardia delle risorse planetarie, sul clima, sulle guerre e sulle dittature. Questo Monumento, costruito su modello della Divina Commedia, nasceva come luogo di Fratellanza Universale, di protesta sociale contro l’imperialismo e il colonialismo, di resistenza politica contro le guerre e le dittature nel Mondo. Moltissimi i premi nobel ospitati e che qui hanno scritto pagine di storia che ancora oggi leggiamo; da Anatole France che visse in questa casa nel 1908 ad Ernest Hemingway che qui scrisse il suo primo racconto giovanile, nel 1919, a Lord Bertrand Russell che qui ideò il celebre Manifesto per la Pace e progettò, con Paul Sartre e Albert Camus il Tribunale Russell. Gli archivi della Casa sono generosi di informazioni sulle centinai di ospiti che hanno lavorato: Ignazio Silone, padre Costituente in corrispondenza privata con Alexander Wat e Madam Karoly, la First Lady della Repubblica d’Ungheria, lo storico Denis Mack Smith che in queste mura ha scritto la sua monumentale opera sulla Sicilia, Dinu Adamesteanu che racconta notizie degli Scavi di Gela, inedite testimonianze di ritrovamenti archeologici, Pablo Picasso, più volte ospite, Tennessee Williams che qui ha abitato insieme a Henry Faulkner, Greta Garbo, il Generale Alberto Dalla Chiesa che scrive, il 5 maggio del 1982, che sta lasciando la carica di Vice Comandante dell’Arma dei Carabinieri per assumere la Prefettura di Palermo nel quadro della lotta alla mafia”; sarà il primo dei cento giorni a Palermo! Ma ancora, Generali della NATO, scrittori impegnati come Danilo Dolci, il Gandhi siciliano, che qui teorizzava lo sciopero al contrario, la non violenza, ed ha sperimentato il metodo di insegnamento conosciuto come maiuetica reciproca. Non dimentichiamo Rohal Dahl, l’autore di Fabbrica di cioccolato e sceneggiatore di film di Ian Fleming (007), ma l’elenco è interminabile. La straordinarietà del sito è quella di essere assolutamente intatto e di poter rinvenire ancora tutti i documenti lasciati da questa Intelligentzia internazionale che qui ha lavorato, il genio dell’umanità, come sono stati definiti in un recente convegno internazionali gli ospiti di Casa Cuseni. Questa casa viene raccontata partendo non da caratteristiche architettoniche ma, appunto, da caratteristiche che potremmo definire “narrative”, per stimolare una riflessione, per valorizzare un percorso di visita che sottolinei la personalità degli ospiti illustri che qui hanno abitato, facendo emergere la molteplicità e diversità di esperienze che solo questa tipologia museale può offrire. Casa Cuseni come interprete di eventi storici, trasformata in casa-museo non per ragioni storiche o artistiche ma perché la comunità la vede come uno strumento in grado di raccontare la propria identità e le radici culturali del proprio territorio, una casa-museo aperta al pubblico con un uso residenziale sia passato che attuale e con un grande significato a carattere etno-antropologico, in grado, da sola, di raccontare una società scomparsa. Gli attuali proprietari, presenti nel sito da oltre sessant’anni, hanno vissuto e partecipato alla storia della villa, sono loro a custodirne la memoria, a farla rivivere attraverso il racconto e le testimonianze, come in un libro vivente. Raccontano di Albert Einstein, amico della proprietaria Margaret Daphne Phelps, di Lord Bertrand Russell, di Julian Trevelyan ed di Ezra Pound, di Salvador Dalì e Pablo Picasso, di D.H. Lawrence e di Danilo Dolci, di J. Krishnamurti, di teosofi come Annie Besant e Leadbeter che nel 1906 pubblicarono i lavori scientifici le forme del pensiero, base teorica per i lavori di Wassilly Kandisky attraverso Rudolf Steiner, ospite di Villa Cuseni nel 1910. Nel 2016, Casa Cuseni ha ospitato una Manifestazione Internazionale di archeologica. Nel corso della cerimonia Il Soprintendente del Mare dott. Sebastiano Tusa premiò Il Direttore del Museo Bardò di Tunisi Moncef Ben Moussa con il premio Internazionale all’archeologia Khaled al-Asaad. Prima del Festival Moncef Ben Moussa e Sebastiano Tusa vollero raccontata la storia della casa e furono sorpresi nell’apprendere i legami con il celebre Arthur Evans di Cnosso, zio di Daphne Phelps, la seconda proprietaria. I racconti intimi che avevamo su Arthur Evans hanno emozionato moltissimo Moncef Ben Moussa che insegnava metodologia di scavo secondo le teorie di Evans ma anche Sebastiano Tusa che affermò che tutti questi ricordi devono essere tutelati, in memoria di chi ha fatto la storia e per noi tutti. Dopo tre anni, Sebastiano Tusa, Assessore all’Identità Siciliana, firmava uno dei suoi ultimi decreti di Tutela, l'inserimento di Casa Cuseni nell'elenco dei Luoghi dell'Identità e della Memoria, nella categoria dei Luoghi delle Personalità Storiche e della Cultura (D.A. Regione Siciliana n. 08/Gab. Palermo, lì 18 Feb. 2019). Più recentemente la villa ha ospitatogli scrittori Amos Oz, D. Grossman, L. Sepulbeda e A. Yehoshua che, in una intervista con il giornale Repubblica, dal terrazzo di Casa Cuseni che abbraccia il Mare Ionio disse: «La Sicilia deve diventare una sorta di Bruxelles per il Mediterraneo. Adesso che l'Inghilterra è uscita dall'Europa, l'Europa è rappresentata dalla Germania e alla Germania non si potrà mai chiedere di unificare il Mediterraneo, non è nel suo DNA. L'Italia, ma soprattutto la Sicilia che è sintesi di tutte le culture, greca, romana, giudaica, cristiana, musulmana, deve avere questa missione. Lavorare su una identità mediterranea è importante per unificare i paesi nord africani che stanno cercando di combattere il fondamentalismo. Solo un'identità comune può aiutarli. È fondamentale anche per la Palestina. E bisogna iniziare dalla Sicilia. Ho visto a Milano grandi progressi economici, ma è il sud ad avere la più importante missione culturale dei nostri tempi». Questa è stata anche la convinzione dei costruttori di Casa Cuseni che idearono e realizzarono nel parco della villa una grande Menorah, tre Mikveh per i bagni rituali e un Tempio di Re Salomone, confermando la presenza di grande progetto teosofico internazionale dove mettere l'essere umano al centro di tutto. Ancora oggi è la nostra Mission.

Opere custodite[modifica | modifica wikitesto]

La villa fa parte di Grandi Giardini Italiani e dell'Associazione nazionale Case della Memoria. L'intera proprietà è gestita dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson. Il museo custodisce una raccolta di acquarelli del Grand Tour inglese in Italia e in Terra d'Oriente, realizzati tra il 1900 ed il 1940 dai famosi paesaggisti britannici, tra i quali Sir George Clausen, John Wright Oakes, Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred East, Philip Wilson Steer, Robert Hawthorn Kitson e Cecil Arthur Hunt. La Casa-Museo custodisce tutti gli arredi originali dell'epoca e importanti opere d'arte tra cui la dining-room della casa, realizzata tra il 1905 ed il 1910 da Sir Frank Brangwyn e da Sir Alfred East quando rappresentavano l'Inghilterra alla VII, VIII e IX Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia (Biennale d'Arte di Venezia)[13].

La dining-room di Sir Frank Brangwyn[modifica | modifica wikitesto]

La dining room di Casa Cuseni è l'unico interior al mondo di Sir Frank Brangwyn, Accademico Reale britannico. Realizzato a Taormina nel 1910, è stato celato per oltre cento anni perché affrontava, nella decorazione art nouveau dei murales, un tema ancora oggi controverso e dibattuto: l’omogenitorialità[14][15]. I Murales sono stati realizzati a Taormina, un luogo sicuro dal Labouchere Amendment, una legge del 1885 che aveva fatto condannare il poeta Oscar Wilde nel 1895.
Dopo un secolo esatto dalla sua realizzazione la Brangwyn’s room di Casa Cuseni è stata aperta e raccontata al pubblico.
La camera condensa il pensiero politico ed artistico di John Ruskin e di William Morris, la pittura preraffaellita di Dante Gabriel Rossetti e Edward Burne-Jones, il disegno architettonico di Josef Hoffmann, di Charles Rennie Mackintosh e di Philip Webb, il tutto condensato nel magico pennello di Sir Frank Brangwyn, primo decoratore di Louis Comfort Tiffany.
Nel 2019 questo interior è stato riconosciuto il miglior esempio al mondo di Arts and Crafts Movements ad di fuori della Gran Bretagna ed è stato riconosciuto Luogo dell'Identità e della Memoria della Regione Siciliana.
Robert Hawthorn Kitson decise di mantenere segreta questa camera dopo che Ezra Pound[16] riferì di un'anomala concentrazione di artisti a Taormina, chiedendosi per quale ragione Sir Frank Brangwyn, uno dei maggiori decoratori del XX secolo fosse ancora a Taormina nel 1914, dopo la morte di Sir Alfred East. Già Ezra Pound aveva, nel Manifesto Vorticista del 1913 scritto insieme al pittore Wyndham Lewis, violentemente criticato Sir Frank Brangwyn che rappresentava i massimi vertici della pittura britannica alla Biennale di Venezia[17]. Mantenere il segreto su questa camera equivaleva a salvare la reputazione di Sir Frank Brangwyn. Il Murales della dining room di Casa Cuseni è rimasto segreto per proteggere la reputazione di questo artista che per Louis Comfort Tiffany realizzava il Battesimo di Cristo, oggi esposto al Baltimore Museum of Art[18], per la Biennale di Venezia opere coerenti con la morale dell'epoca[19] ma che a Casa Cuseni raccontava di un amore omosessuale. Nel 2012, la Camera Segreta di Casa Cuseni è stata aperta al pubblico dagli attuali proprietari[20].

La piccola biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Il D.D.G. n. 6252 del 11 dicembre del 2018 della Regione Siciliana disponeva che la raccolta di libri denominata «Raccolta libraria Casa Cuseni», ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs nr. 42 del 22.01,2004 e ss.mm. ed II., è dichiarata di importante interesse culturale, in quanto individuata fra i beni elencati all'art. 10 comma 3 lett.c) del D. Lgs. medesimo ed all'art. 2 della L.R. n. 80/77 e resta, pertanto, sottoposta a tutte le prescrizioni di tutela contenute nelle predette leggi”. La raccolta libraria della biblioteca di Casa Cuseni è costituita da un fondo antico, un fondo moderno specializzato in arte ed in Arts and Crafts Movements e in letteratura, che coesistono assieme a materiale di natura più propriamente archivistica, dalla corrispondenza privata ai fogli di lavoro dell’attività intellettuale, dalle annotazioni autografe al materiale paratestuale (in senso ampio, anche “aggiunto” al singolo esemplare posseduto) che ricostruisce in maniera compiuta il profilo dei proprietari e delle vicende della loro vita e dei tanti studiosi che qui hanno lavorato, da Lord Bertrand Russell (che in questa biblioteca ricevette la comunicazione che aveva vinto il Nobel per la letteratura) da Anatole France, a Denis Mack Smith (che in questa biblioteca ha scritto tutta la sua monumentale opera sulla storia dell’Italia e della Sicilia), a Ezra Pound, Tennessee Williams, Rohal Dahl, Andrè Gide, Roger Peyrefitte (che qui ha scritto i libri che hanno fatto conoscere la città di Taormina), ed ancora a artisti famosi, da Salvador Dalì a Pablo Picasso, ai Presidenti delle Reali Accademie artistiche britanniche, basti ricordare Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred East, Sir George Clausen, Richard Henry Wrigh, Cecil Arthur Hunt, ma anche tutti i pittori e scultori futuristi italiani, (Giacomo Balla, Fortunato Depero, Filippo Tommaso Marinetti), o Duilio Cambellotti che in questa casa ha lasciato le fotografie delle sue scenografie che sarebbero state oggetto di scena al Teatro Antico. I nostri archivi sono intatti e saranno necessari a quanti volessero studiare in numerosi artisti che vissero a Casa Cuseni, per comprendere meglio la biblioteca, le sue dinamiche, e la contestualizzazione culturale dell’archivio. Il primo proprietario, l’artista britannico Robert Hawthorn Kitson, che ideò il nucleo centrale della biblioteca, implementandola negli anni, è stata una personalità di spicco a livello locale e internazionale.
Nell’approccio gestionale teniamo conto, sempre, del soggetto che l’ha costituita. Solo questa conoscenza, infatti, può permettere un trattamento corretto della biblioteca. Alcuni opere che possediamo sono preziosissime e rappresentano un unicum – come d’altra parte ogni esemplare di stampato – sia dal punto di vista bibliografico e bibliologico, sia nel contesto più ampiamente culturale, in quanto restituisce le pratiche di lettura, studio e formazione del proprietario e di tutti gli studiosi qui riuniti. Molti dei nostri esemplari, catalogati dalla Soprintendenza di Messina, sono di frequente corredati da dediche autografe, ex libris, postille e note manoscritte a margine del testo, e così via.
In questa prospettiva, l’attenzione catalografica agli esemplari e alla loro descrizione è necessaria, doverosa, particolarmente in un paese come il nostro, erede di una prestigiosa tradizione letteraria e culturale.

Le sezioni e le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

La collezione di Robert Hawthorn Kitson e di Daphne Hawthorn Phelps” pertinente a Villa Cuseni, composta di oltre duemila esemplari (Dining-room, arredi, dipinti, acquerelli, taccuini di disegni, fotografie, negativi, sculture, ceramiche, stampe, litografie, suppellettili e oggetti vari, figure presepiali e statuette vestite, abiti e tappeti è sotto vincolo storico ed artistico , D.D.S. n°441 Regione siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana del maggio 2021 [5]).
Tutta la collezione è fruibile. Alcune collezioni possono essere fruibili solo su prenotazione anticipata di almeno sette giorni prima.
Sono in esposizione permanente solo 200 oggetti che mantengono l'ordine espositivo tipico della Casa-Museo.
Durante il secondo conflitto mondiale tutti gli oggetti di Casa Cuseni sono stati messi al sicuro dalla comunità locale. La casa è diventata prima il quartier generale fascista, poi tedesco con la presenza del feldmaresciallo Albert Konrad Kesselring e poi quartier generale inglese con la presenza del sindaco della città di Taormina. Nel 1946, al rientro di Robert Hawthorn Kitson dopo la fine della guerra, i cittadini di Taormina gli riconsegnarono tutti gli oggetti che avevano custodito e nascosto per sei anni.

Particolare della sala espositiva

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo di Casa Cuseni è stato costituito dal mecenatismo dell'attuale famiglia proprietaria ed è gestito dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson, ente culturale no-profit giuridicamente riconosciuto[21]. Il presidente della fondazione ed il direttore della Casa-museo è Francesco Spadaro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Musolino, Le incredibili curiosità della Sicilia, Newton Compton Editori, 2019

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nunzia Giammona, Don Roberto ... H. Kitson (PDF), in L'im...piccione viaggiatore, Taormina, 23 aprile 2002.
  2. ^ CASA CUSENI | Museo delle Belle Arti e del Grand Tour: Fondazione Kitson, in fondazionecasacuseni.org. URL consultato il 23 agosto 2020 (archiviato l'11 aprile 2021).
  3. ^ Francesco Musolino, Le incredibili curiosità della Sicilia, Roma, Newton Compton Editori, 2019, ISBN 978-88-227-3907-0.
  4. ^ a b REGIONE SICILIANA | Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana: Carta regionale dei Luoghi dell'Identità e della Memoria - Implementazione | D.A. n. 8 / Gab. (PDF), su pti.regione.sicilia.it, 18 febbraio 2019. URL consultato il 5 gennaio 2022.
  5. ^ a b c REGIONE SICILIANA | Dichiarazione di eccezionale interesse culturale della “Collezione di Robert Hawthorn Kitson e Daphne Hawthorn Phelps” | DDS n° 441 / Gab. (PDF), su www2.regione.sicilia.it, 22 marzo 2021. URL consultato l'11 gennaio 2022.
  6. ^ Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ICCU): Biblioteca Casa Cuseni Taormina.
  7. ^ Delibera del Consiglio Direttivo Case della Memoria del 14 dicembre 2015, Prato, Palazzo Datini,
  8. ^ L'Associazione Case della Memoria è membro della Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia e socio dei Comitati Tematici Internazionali di ICOM (International Council of Museums), ICLM (International Committee for Literary and Musical Museums), DEMHIST (International Committee for Historic House Museums) e CIMCIM (International Committee of Museums and Collections of Instruments and Music)
  9. ^ Design for a sea-side house, Arthur Stratton, Architect, The Studio: An Illustrated Magazine of Fine and Applied Art, Volume XX, , from June to October 1900, pag. 102
  10. ^ Taormina film fest 67. I vent’anni de “Le fate ignoranti”, su dazebaonews.it, 19 luglio 2021.
  11. ^ von Gloeden, Wilhelm, in artelabonline.com, 25 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
  12. ^ http://www.nytimes.com/books/first/p/phelps-sicily.html
  13. ^ https://venicebiennale.britishcouncil.org/history/1900s
  14. ^ Mauretta Capuano, Casa Cuseni, nella stanza segreta con murales proibiti, su ansa.it, 4 agosto 2018.
  15. ^ Alfio Bonaccorso, TAORMINA CULT: L’immaginario e i personaggi (PDF), in Città che legge, n. 1/2, Roma, Libri e Riviste d’Italia, 2021.
  16. ^ Ezra Pound, nel suo articolo "Art Notes" dell'agosto del 1918, scritto per il periodico The New Age con lo pseudonimo di B.H. Dias
  17. ^ https://www.wwnorton.com/college/english/nael/20century/topic_2_05/blast_manifesto_05.pdf
  18. ^ http://blog.artbma.org/tag/stained-glass/ Archiviato il 1º dicembre 2017 in Internet Archive.
  19. ^ http://www.frankbrangwyn.org/murals.html
  20. ^ Francesco Spadaro, Domenica Cundari, Daphne E. e Fabio Andrea Spadaro
  21. ^ REGIONE SICILIANA | Elenco delle Istituzioni iscritte: registro delle Persone Giuridiche della Regione Siciliana | AGGIORNATO AL 20/12/2021 (PDF), su pti.regione.sicilia.it. URL consultato l'11 gennaio 2022.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]