Castello di Lipari

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Castello di Lipari
Castello di Lipari e Centro storico.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàLipari-Stemma.png Lipari
Coordinate38°28′01.37″N 14°57′26.06″E / 38.467048°N 14.95724°E38.467048; 14.95724Coordinate: 38°28′01.37″N 14°57′26.06″E / 38.467048°N 14.95724°E38.467048; 14.95724
Informazioni generali
TipoCastello
Inizio costruzione837
Condizione attualeAgibile
Informazioni militari
Azioni di guerraNessuna
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Il castello di Lipari si trova a Lipari in provincia di Messina e sorge sulla sommità dell'acropoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Lipari, xilografia 1892
Accesso da Sottocastello.
Accesso da Sottocastello.
Merlatura.

La cosiddetta cittadella fortificata è costituita dallo stesso Castello, da un insieme di edifici realizzati sulla rocca d'origine vulcanica alta circa 50 metri a strapiombo sul mar Tirreno. La poderosa cinta muraria comprendente il quartiere sottocastello a quota leggermente più bassa, separa Marina Lunga a settentrione da Marina Corta a meridione e la parte bassa della città. Il complesso di manufatti e dei sistemi difensivi costituiscono propriamente la Cittadella Fortificata, altrimenti nota come Civita. La Necropoli e le aree che costituiscono l'agglomerato o i castrum occupano le zone pianeggianti della Civita.

La ricostruzione archeologica della zona è stata resa possibile dagli scavi iniziati nel 1950 che hanno ricostruito 10 metri di stratigrafia culturale.

Nucleo preistorico[modifica | modifica wikitesto]

Il luogo in questione è abitato da circa 6000[1] anni, i primi insediamenti accertati sono fatti risalire al neolitico. La conformazione della roccia sulla quale è edificato, costituisce la difesa naturale contro gli attacchi provenienti dal mare determinata dalle scoscese pareti inaccessibili e strapiombanti. Di quest'epoca sono le capanne sovrapposte a pianta ovale oggi ben visibili, di piccole dimensioni (la larghezza massima è di 5 metri circa) costruite con pietre a secco e con tetti di rami di ginestra. i pavimenti erano invece rivestiti di argilla cruda.

Tra il 2300 e il 1500 a.C. inizia la cultura di Capo Graziano proveniente dall'omonimo promontorio dell'isola di Filicudi. Si succedono capanne della cultura di Thapsos-Milazzese (1500-1300 a.C.). Ma alla fine del 1300 a.C. l'acropoli assieme alle altre isole vengono abbandonate e i villaggi distrutti. Giunge un nuovo gruppo etnico chiamato Ausonio I proveniente dall'Italia peninsulare. Ad esso si affianca una distruzione che divide con l'Ausonio II attorno al 1200 a.C. Le capanne si ampliano e raggiungono le dimensioni di 15x7 metri. Il tetto è sorretto da pali verticali a due spioventi. Nel 900 a.C. anche l'Ausonio II termina a seguito di una distruzione.

Insediamento greco[modifica | modifica wikitesto]

La colonizzazione greca inizia attorno al 580-576 a.C. ad opera di abitanti di Cnido e Rodi. Il primo stanziamento sorse sull'acropoli. A causa delle successive dominazioni tutti i resti di quest'epoca sono stati cancellati ad eccezione di una torre di età greca risalente al IV secolo a.C. tra le fortificazioni spagnole e normanne. Inoltre è presente il cosiddetto Bothros di Eolo, una fossa votiva chiusa da una lastra in pietra lavica sormontata da un leone sdraiato che rappresenta la madrepatria Cnido.

Insediamento romano[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del Castello di Lipari.
Veduta dal Corso.
Garitta.
Galleria.
  • II-I secolo a.C., con alcuni resti di epoca imperiale tra cui l'evidenza di una divisione tra cardi e decumani e di una via di accesso all'acropoli.

Periodo bizantino[modifica | modifica wikitesto]

Periodo arabo[modifica | modifica wikitesto]

Periodo normanno[modifica | modifica wikitesto]

Della dominazione degli Altavilla sono pervenute le torri normanne del XII secolo e fra queste la porta che oggi funge da ingresso alla cittadella fortificata.

Periodo svevo[modifica | modifica wikitesto]

Periodo aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Periodo spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Feritoia.
Veduta sul quartiere Sottocastello.

Nel corso dei secoli sono costruiti sulla sommità della collina, una serie di edifici adibiti ad usi diversi. Il castello attuale è costituito dalle strutture realizzate nel XVI secolo[1], su ordine di Carlo V, dopo l'ennesimo attacco condotto dal capitano turco - ottomano Khayr al-Din Barbarossa, che mise a ferro e fuoco la città, sita ai piedi della rocca, deportando poi gran parte degli abitanti. Le mura di quest'epoca inglobano in alcuni punti, le torri normanne del XII secolo[2] e fra queste una porta fortificata che ancora oggi funge da ingresso al castello.

Le continue incursioni s'inseriscono nel contesto delle dispute sul dominio nel Mediterraneo tra flotte turco - ottomane contro spagnoli, annosa questione risolta con la Conquista di Tunisi nel 1535 e la disfatta del fronte orientale nella Battaglia navale di Lepanto del 1571.

Borgo antico di Lipari[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XVIII secolo, fra le sue mura viveva la comunità dei cittadini di Lipari, non sono rimaste tracce apprezzabili di abitazioni, esistono invece diverse chiese. Fra queste si ricordano quella di Santa Caterina risalente al XVII secolo, quella dell'Addolorata, dell'Immacolata e la cattedrale di San Bartolomeo[2], posta proprio al centro del colle e contornata da reperti archeologici. La cattedrale è la costruzione più antica edificata dai Normanni intorno al XII secolo e poi ricostruita dagli spagnoli dopo la distruzione del 1544. La facciata odierna risale al 1861 mentre il chiostro dell'antico monastero è realizzato con materiale recuperato da costruzioni precedenti, soprattutto di età romana, ma anche di epoca medievale.

Alcuni edifici del castello sono ora adibiti a sede del Museo archeologico regionale eoliano che ospita gran parte del materiale proveniente dagli scavi intrapresi nel secondo dopoguerra.

Gli scavi archeologici condotti a partire dagli anni cinquanta dall'archeologo Luigi Bernabò Brea, hanno portato alla luce uno strato di depositi di oltre 10 metri di spessore, che ha consentito di ricostruire la storia del luogo[1]. Il materiale era ben conservato in quanto ricoperto da ceneri vulcaniche depositate dai vulcani vicini, Stromboli[1] e Vulcano.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della cinta muraria, accedendo dalla porta carraia, si possono ammirare sul lato destro o di nord-ovest:

Concludendo in senso antiorario sul lato sinistro o di SE:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d M.C. Martinelli, A. Sardella, M.G. Vanaria, Le isole Eolie nella preistoria. Il castello di Lipari, Progetto Scuola Museo 1, Messina, 2001.
  2. ^ a b M. Bacci, M.A. Mastelloni (a cura di), Alle radici della cultura mediterranea ed europea: I Normanni nello Stretto e nelle Isole Eolie, Lipari 1-31 ottobre 2002, Palermo 2004.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Valtieri, M. Benfari (a cura di), La rocca di Lipari, Aracne editrice, 2011. ISBN 978-88548-4118-5
  • M.C. Martinelli, A. Sardella, M.G. Vanaria, Le isole Eolie nella preistoria. Il castello di Lipari, Progetto Scuola Museo 1, Messina 2001
  • A. Sardella, M.G. Vanaria (a cura di), Lipari. La necropoli degli schiavi in contrada Portinenti, (Castello di Lipari- Chiesa di Santa Caterina, agosto-ottobre 2001)
  • M. Bacci, M.A. Mastelloni (a cura di), Alle radici della cultura mediterranea ed europea: I Normanni nello Stretto e nelle Isole Eolie, Lipari 1-31 ottobre 2002, Palermo 2004

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