Erica

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Erica
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Erica arborea
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Ericales
Famiglia Ericaceae
Genere Erica
L.
Nomi comuni

eriche

Specie

circa 700, fra cui:

Fiori di erica

Erica è un genere della famiglia delle Ericacee, comprendente circa 660 specie sempreverdi a portamento arbustivo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle specie è frutici o suffrutici alti da 20 cm a 1,5 m. Le specie più alte sono Erica arborea ed Erica scoparia che possono raggiungere anche 6-7 m. Tutte le specie sono sempreverdi con foglie piccole ed aghifoglia lunghe 2-15 mm.

La produzione di fiori è in genere abbondante e per questo le piante di Erica sono coltivate come ornamentali. I semi sono molto piccoli e in alcune specie possono rimanere sul suolo per decenni. La maggior parte delle specie (circa 660) è endemica del Sudafrica e si trova nel fynbos, la landa tipica della Regione floristica del Capo.

Le altre specie sono originarie di altre parti dell'Africa e dell'Europa (in particolar modo della regione mediterranea).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico Erica assegnato da Linneo, deriva dal latino erīcē[1], una pianta descritta da Plinio, a sua volta adattamento di un'antica parola greca, ἐρείκη eréikē,[2] usata da Eschilo e Teocrito e imparentata con l'antico irlandese froech, con il lettone virši e il lituano virži [3].

Nonostante la similitudine, il nome Erica non deriva direttamente dalla pianta (il cui appellativo è d'origine greco-latina) bensì dal nome scandinavo Erik (antico Eirikr; femminile Erika), sebbene in Italia e nei Paesi di lingua tedesca (dov'è frequente la forma maschile Erich) sia stato promosso dall'erronea associazione con il nome della pianta[4].

Calluna ed Erica[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Calluna che comprende attualmente una sola specie, ovvero il brugo (Calluna vulgaris), faceva parte del genere ma è stato separato; si distingue dal genere affine Erica perché ha foglie più piccole (inferiori a 2-3 mm) e la corolla e il calice divisi in quattro parti (tetramero e non pentamero come l’Erica). Spesso comunque le due piante vengono confuse: infatti il brugo a volte è chiamato anche falsa erica, o erica selvatica o ancora più impropriamente erica. Spesso viene confusa con l'erica carnea, che è molto simile come portamento, dimensione e colore.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le specie di eriche sono piante mellifere, si può ottenere un buon miele monoflorale e sono bottinate dalle api[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti, Vocabolario della lingua latina, 2ª ed., Torino, Loescher, 1990 [1966].
  2. ^ David Gledhill, The Names of Plants, Cambridge, Cambridge University Press, 2008, p. 92, ISBN 978-0-511-47855-0.
  3. ^ Franco Montanari, Vocabolario della lingua greca, Torino, Loescher, 1995.
  4. ^ Emidio De Felice, Dizionario dei nomi italiani, 3ª ed., Milano, Mondadori, 1995 [1986].
  5. ^ (IT) Erica: Consigli, Coltivazione e Cura, in L'eden di Fiori e Piante, 27 giugno 2017. URL consultato il 30 giugno 2017.

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