Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
I trulli
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoMichele Maria Longo (PdL) dal 23-5-2012
Data di istituzione23-05-2012
Territorio
Coordinate40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine428 m s.l.m.
Superficie40,82 km²
Abitanti10 718[1] (30-4-2017)
Densità262,57 ab./km²
FrazioniCoreggia (Correggia nome originale)
Comuni confinantiCastellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale70011
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072003
Cod. catastaleA149
TargaBA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 644 GG[2]
Nome abitantialberobellesi (detti anche i selvesi)
Patronosanti Cosma e Damiano
Giorno festivo25-26-27-28 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Alberobello
Alberobello – Mappa
Posizione del comune di Alberobello all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Aiarubbédde in apulo-barese[3]) è un comune italiano di 10 718 abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli che dal 6 dicembre 1996 sono tutelati dall'UNESCO quali patrimonio dell'umanità[4], fa parte della Murgia dei Trulli, della Valle d'Itria, del Barsento e del Canale di Pirro.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico Pietro Gioia ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da Silva aut nemus arboris belli, con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi recenti[5][6] sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu Silva Alborelli: così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto conte di Conversano Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona furono assegnati al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale, si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Ma il nome in latino apparve in altri 2 documenti ancora più arretrati , nel 1272 per stanziare con il Canale di Pirro , nel 1324 per far inoltre dar libero pascolo a Castellana Grotte . Il realtà dal '500 l'aggettivo "Bellum" o "Belli" volle dire Albero maestoso , grande , meraviglioso , fantastico e non di guerra .

Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno del 1797 per scelta degli abitanti della località. In tale circostanza fu proposto anche il nome Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona.[senza fonte] Tuttavia sino all'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto, quando vennero uccisi gli 800 martiri nella battaglia contro gli ottomani. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci detta in "Difesa delle Noci" (Le Noci) circa una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti.

Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II, detto il Guercio di Puglio a oppure anche il Guelfo delle Puglie perché aveva un occhio bendato (1600-Barcellona 14 maggio 1665) sposato il 4 aprile del 1622 con Isabella di Rocca Padula (Napoli ?-1679), nel 1635 eresse una locanda con taverna e oratorio, che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case e dell'aumento di popolazione di trulletti o dette cassette o cassedde nella Selva . L'abbondanza di materiale, soprattutto pietra calcarea e carsica e sedimentario calcareo, e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che divennero i caratteristici trulli , contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte. Infatti il Conte Gian Girolamo II venne punito nel 1654 dai Caracciolo di Martina Franca .

Alberobello sorse sulle vie dell'antico fiume Cana, dove ora si trova il largo Giuseppe Martellotta (detto anche largo delle fogge o largo della fiera).[senza fonte]

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone, che era ospite a Taranto dall'arcivescovo, accolse l'istanza di una delegazione costituita da tre civili e quattro sacerdoti alberobellesi (don Vito Onofrio Lippolis, don Vito Nicola Tinelli , don Francesco Sgobba , Don Vitantonio Matarrese , Giacomo Pezzolla , Martino Lippolis , Ottavio Nardone ) ed emanò da Foggia un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale dei conti. Il 22 giugno del 1797 fu eletto il primo sindaco Francesco Giuseppe Lippolis. Negli stessi anni venne anche costruita la Casa D'Amore da Francesco D'Amore, prima cummersa a 2 piani.[senza fonte] Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli. Viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Valle d'Itria.[7]

Campo di concentramento, transito e internamento di Alberobello la Casa Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il governo italiano requisì la Masseria Gigante che era una scuola agraria, poi scuola tecnica agraria, fondata il 2 dicembre 1887 da don Francesco Gigante sacerdote e brigante (18 settembre 1812-9 gennaio 1888), su un'estensione di 78 ettari di Carbone che erano prima il Bosco Selva, per adibirla a un campo per la scuola di pratica di agraria, e che dal 1940 al 1943 ebbe via via nel periodo fascista le funzioni di campo di transito e di internamento poi di capo di recruse dal 1947 al 1949[8]. Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1956 al 1972 la masseria fu utilizzata come scuola rieducativa minorile chiamata Centro Rieducativo "Don Francesco Gigante". All'interno c'è una chiesetta dedicata a san Francesco d'Assisi e a santa Chiara d'Assisi con dipinti di gesso del 1948 di Cergon Argon[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trullo.
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg
TipoCulturali
CriterioC (iii) (iv) (v)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1996
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata alla Prammatica De Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo in vigore fino al 1700 che sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano D'Acquaviva D'Aragona da 1481, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la "domus" estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie.

Panorama di Alberobello dal Belvedere la balconata di Santa Lucia
Coperture dei coni dei trulli
Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola o mezzo cono per la paglia (detta falsa cupola) dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi profani ma che appaiono soprattutto nel periodo fascista. Come dicono molti il pinnacolo era la firma del maestro trullaro che lo faceva o che restaurava e rappresentava un momento emozionante, .

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione anche se oggi si usa per far bello e attraente il trullo . Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti (non nobili) da quelle meno facoltose.

Su ogni trullo a lato o a destra o a sinistra c'è la presenza di un camino. All'ingresso di alcuni trulli ci sono le date dell'anno di realizzazione del trullo e sono presenti immagini votive realizzate per devozione, voto o per grazia ricevuta o miracolo ricevuto; la maggior parte raffigurano ad Alberobello Santi Medici, la Madonna del Carmine o Gesù Crocifisso.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra il tetto dei trulli (chiamato anche falsa cupola), spesso assumono un significato religioso, come la croce; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco, come il capricorno o del Cosmo come Giove , Saturno . Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, e avevano funzione apotropaica. Questi simboli furono fatti soprattutto nel periodo fascista. Per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano. La prima volta che compare la parola "trullo" risale al 1930 in uso giornalistico. Ci dovrebbero essere in totale circa 1700 trulli con coni, a ancora non è definitivo

Nel periodo fascista fu costruito il Belvedere (balconata di Santa Lucia) con a fianco la gradinata (via della Contessa) e i bagni pubblici e nel 1933 la fognatura.

Nel periodo fascista sui coni dei trulli veniva dipinta la scritta "W IL DUCE", soprattutto in occasione della visita di Benito Mussolini ad Alberobello nel 1934 (visita che poi non venne effettuata). Sui cono si scrivevano con la calce anche le sigle iniziali dei cognomi dei proprietari. La pratica oggi è scomparsa .

Nel 1956 (giovedì 24 maggio), nel 1965 e nel giugno 1975 ci fu la visita dell'onorevole Aldo Moro del partito DC.

La domenica 10 settembre 1950 ci fu la visita del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi .

Ogni Domenica delle Palme vengono messi sui trulli e nei terreni le palme come segno di benedizione; esse durano un anno.

I trulli si trovano anche nella campagna di Alberobello su ogni terreno (fondo) e anche in minoranza nei paesi e contrade vicine.

Retro del Trullo Sovrano visitabile

Trullo sovrano Corte di Papa Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Il trullo più grande, chiamato Trullo Sovrano (nome ufficiale dato da Giuseppe Notarnicola nel 1916), è situato in piazza Sacramento (in onore della confraternita) ed è alto circa 14 m, . Fatto costruire dalla famiglia Perta da Monsignore Don Cataldo Perta (nato 1744-deceduto 1809) alla metà del Settecento e anche fatto nel 1780, nell'ottocento è sede della confraternita del Santissimo Sacramento (1823-1974) dal 1826 al 1837 e della confraternita dei Santi Medici (1839-1974) nel 1840, ecco perché all'ingresso fu raffigurato un dipinto del Calvario di artista ignoto. Si dice che ospitò la reliquia dei Santi Medici . In seguito fu sede della farmacia del signor Stefano Chirelli. Questo edificio a due piani, restaurato negli anni '90, è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno con prezzo d'ingresso; è arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia e di beneficenza e viene anche illuminato con luci colorate. In passato, dopo il Trullo Sovrano iniziava la campagna. Un altro trullo molto grande e doppio è il trullo Paparale del Seicento che si trova in periferia.

Casa Pezzolla Museo del Territorio o Casa Lippolis[modifica | modifica wikitesto]

In una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere storico Aia/Aja Piccola e Piazza del Popolo dal 1922 (ex piazza della Vittoria o Vittorio Emmanuele II) sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, tra i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, è stato acquistato dal Comune di Alberobello nel 1986 e restaurato tra il 1993 e il 1997.

Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno che si affaccia interamente su piazza XXVII Maggio detta l'Aia Grande (ex piazza delle erbe) e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia/Aja Piccola.

Il complesso di Casa Pezzolla ospita il Museo del Territorio, un'esposizione museale permanente, divisa in aree tematiche e cronologiche, per fornire informazioni complete riguardanti il territorio e esposizione di progetti e di concorsi.

Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - zona Monumentale

Basilica Minore Pontificia Santuario Parrocchia dei Santi Medici patroni[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa matrice di Alberobello è dedicata ai santi Cosma e Damiano, che dal 22 maggio 1854 sono ufficialmente patroni dell'abitato. Il loro culto tuttavia risale al 1636, introdotto dal conte Giangirolamo II e sua moglie Elisabetta da Rocca Padula, che ne erano devoti a motivo di una grazia da costei ricevuta durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo/il duca Cosmo di Noci , unico a chiamarsi con questo nome nella famiglia. Dipendente per molto tempo dalla parrocchia di Noci, divenne indipendente nel 16 marzo e 19 aprile 1814 con il primo parroco Don Vito Onofrio Lippolis. La chiesa fu riconosciuta come santuario il 12 settembre 1938 divenne santuario ed elevata a basilica minore il 18 febbraio 2000 da papa Giovanni Paolo II.[10]

L'edificio attuale, che sostituisce una piccola cappella dal 1609, risale alla fine del XIX e fu costruito in stile neoclassico, con pianta a forma di croce latina su progetto dell'architetto Antonio Curri, approvato dal consiglio comunale il 15 novembre 1881. Il preventivo era di 16.000 lire ma la realizzazione ne costò 32.700. La chiesa fu aperta al culto la domenica 20 settembre 1885 festa dell'Addolorata, largamente incompleta. Il braccio sinistro fu completato nel 1948 e il braccio destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale non è mai stata realizzata , anzi Aldo Moro stanzio anche denaro , ma fu tutto invano. La facciata presenta due campanili, quello di sinistra con una meridiana e quello di destra con un orologio. La sacrestia fu costruita nel 1968 che custodisce un calice datato 1670.

La chiesa, meta pellegrinaggi anche di fedeli ortodossi, custodisce le reliquie dei Santi Medici donate da monsignor Cataldo Perta (1744-1809) non si sa se nel 1785 e 1803 ed inoltre quella della Croce di Gesù donata dal vescovo di Conversano Antonio Lamberti il 27 settembre 1910. Le due statue dei Santi Medici furono commissionate nel 1781 dal devoto Giuseppe Domenico Rinaldi, detto Parrucca, per volontà del conte Giulio Antonio IV per sostituire in festa il precedente quadro del 1725: quella di San Cosma fu scolpita ad Andria nel 1782 da Francesco Paolo Antolini e quella di San Damiano a Rutigliano da Luca Tammurano nel 1784. Vi sono ospitate inoltre le statue del Sacro Cuore di Gesù, di San Giuseppe che sostituì una precedente in manichino del 1871 dono di Pasquale Ciaccia, dell'Immacolata Concezione, di Gesù Bambino e Gesù Risorto, dell'Addolorata in manichino nero (dono del primo Ottocento della famiglia di Vito Cosmo Sisto), di santa Rita da Cascia (dono del 1898 di Francesco Lilla), di Santa Teresa di Gesù Bambino (realizzata nel 1925 da Errico) e della Madonna Francese. La chiesa ospita inoltre opere di Adolfo Ugo Rollo di Giovinazzo degli anni '70 , di Onofrio Bramante di Milano, di Francesco De Biasi alberobellese di fine anni '70 ,di Marco Sgobba alberobellese (1868-1957) e di Francesco Troiano di Bitetto.

La festa patronale con la fiera si svolge dal 25 settembre al 28 settembre. Nelle due processioni San Damiano precede San Cosma.

Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata negli anni 25 marzo1926-10 maggio 1927 per volere del canonico ex francescano don Antonio Lippolis (1886-1972) e del vescovo di Conversano Antonio Lancelotti su un terreno alla sommità del rione Monti che era di proprietà di Antonia Cammisa che lo dona il 1 gennaio 1925, e il venerdi 5 gennaio 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello, guidata da sacerdoti guanelliani dal novembre del 1952. La singolarità dell'edificio, che presenta una pianta a croce greca, sta nella riproduzione delle fattezze dei trulli che la circondano. il tetto conico tipico dei trulli si ritrova anche nella cupola, alta esattamente 23 metri, e nel campanile alta esattamente 18,30 metri , entrambi nel progetto originale di Antonio Pellerano dovevano essere ottagonali di base.

Vi sono ospitate una reliquia di Sant'Antonio, la statua dello stesso santo, opera di Raffaello Carrella (1877-1955) del 1927, quella di santa Rita da Lecce donata dal devoto Pietro Basile, una piccola statua di San Giuseppe in cartapesta e una in ceramica dell'Immacolata Concezione. Vi sono inoltre un bassorilievo di san Luigi Guanella, opera di Adolfo Ugo Rollo, e un più recente dipinto di Padre Pio del 1999 del Mazzin.

Altre chiese a forma di trullo si trovano nella parrocchia nella frazione di San Marco di Locorotondo e alla parrocchia dell'Addolorata Selva di Fasano chiamata "Il Trullo del Signore".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 378. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, nasce dalla volontà di conservare e narrare la storia dell'area territoriale del comprensorio dei trulli, riconosciuta dall'UNESCO nel venerdi 6 dicembre 1996 quale patrimonio artistico d'interesse mondiale. Il museo è pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, di reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria, oltre ad essere sede ospitante di mostre ed esposizioni temporanee di arti figurative. La proposta culturale del Museo si completa con il Centro di Documentazione "Gianpiero De Santis", un contenitore culturale multimediale a favore di tutte le associazioni culturali della città presente in rete con il portale [alberobellocultura.it][1], organo ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello. Prima il Museo del Territorio era uno studio dentistico fino al 1986 quando lo prese il comune per i lavori di restauro fatti dal 1994 al 1997.
  • Ecomuseo della Valle d'Itria, museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.
  • Dal dicembre 2016 al gennaio 2017 ha ospitato nell'ex Conceria di Alberobello situata in via Barsento adiacente a una scuola primaria e a una scuola infanzia ha ospitato un museo.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede in Alberobello dall'anno 1980 la tv locale privata Teletrullo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, ricoperta di neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico, soprattutto per la peculiarità dei trulli. Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto, in bianco-nero uno degli ultimi film muti del cinema italiano e primo film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri e interpretato da Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nell'immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi, dove venivano raccolte donne di diverse nazionalità alla Casa Rossa. Nel 1949 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'Europa) in Donne senza nome, con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco-nero, durata 90 minuti e s vede una scena anche al Trullo Sovrano. La scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[13] Il regista Mario Monicelli nel 1964 e nel 1965 gira alcune scene del film Casanova '70 nel Trullo Sovrano, con Marcello Mastroianni. Appaiono scene anche a Locorotondo.

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film Le bande, con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film Belle ragazze attente, (Titolo originale: Bachna Ae Haseeno), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello.

ll regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese Il sottile fascino del peccato, con Nino Castelnuovo e Milena Miconi. Infine nel 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi Che bella giornata. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Persone legate ad Alberobello[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Coreggia è parte del territorio alberobellese dal 13 gennaio 1895 e il 5 settembre 1896 si staccò dalla diocesi di Monopoli e si aggregò alla diocesi di Conversano. In precedenza essa dipendeva amministrativamente da Monopoli dove si festeggiano i patroni San Vito martire a giugno, la Madonna del Rosario a ottobre e Cristo Re a novembre.

Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Ci sono però delle contrade che si chiamano: San Leonardo, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Maranna, Capo Di Gallo insieme a Cristi, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze, Neviere vecchia, Muscio, Vaccari, Sisto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.[14]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo , soprattutto negli ultimi anni. Il primo documento del turismo di visitare i trulli in Puglia risale al 1840.[senza fonte]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione ferroviaria lungo la ferrovia Bari-Martina Franca-Taranto. La linea è gestita dalle Ferrovie del Sud Est sin dal 1933, che ha preso il posto della F.B.L. (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione, inaugurata il 14 dicembre 1903, è attigua a quelle di Noci e Locorotondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1987 31 luglio 1990 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [15]
31 luglio 1990 21 aprile 1992 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [15]
3 giugno 1992 19 gennaio 1993 Modesto Panaro Democrazia Cristiana Sindaco [15]
19 marzo 1993 19 luglio 1993 Pietro Rotolo Democrazia Cristiana Sindaco [15]
18 settembre 1993 13 giugno 1994 Biagio De Girolamo Comm. straordinario [15]
24 giugno 1994 25 maggio 1998 Angelo Panarese Progressisti Sindaco [15]
26 maggio 1998 5 novembre 2001 Angelo Panarese L'Ulivo Sindaco [15]
5 novembre 2001 28 maggio 2002 Maria Teresa Pricolo Comm. straordinario [15]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [15]
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [15]
22 maggio 2012 11 giugno 2017 Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [15]
11 giugno 2017 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [15]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Real Alberobello che ha disputato campionati dilettantistici regionali. L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S.D. Volley 99 Alberobello e l'A.S.P.D. Living Alberobello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ (EN) The Trulli of Alberobello, su whc.unesco.org. URL consultato il 9 novembre 2009.
  5. ^ Toponimo Alberobello
  6. ^ La Città di Alberobello
  7. ^ In passato anche il centro di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli, che tuttavia in assenza di tutele furono quasi completamente abbattuti nella prima metà del XX secolo. Una sorte analoga toccò ad Alberobello una porzione del corso e del quartiere attorno alla chiesa matrice.
  8. ^ Itriabarocco
  9. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 978-88-425-3167-8
  10. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  13. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11,12.
  15. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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