Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoMichele Maria Longo (Lista civica Alberobello futura) dal 23-5-2012 (2º mandato dall'11-6-2017)
Data di istituzione27/05/1797
Territorio
Coordinate40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine428 m s.l.m.
Superficie40,82 km²
Abitanti10 617[2] (30-11-2019)
Densità260,09 ab./km²
FrazioniCoreggia[1]
Comuni confinantiCastellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale70011
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072003
Cod. catastaleA149
TargaBA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 644 GG[3]
Nome abitantialberobellesi
Patronosanti Cosma e Damiano
Giorno festivo25-26-27-28 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Alberobello
Alberobello – Mappa
Posizione del comune di Alberobello all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Iarubbèdde in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 10 617 abitanti[2] della città metropolitana di Bari, in Puglia.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate "Tuguri" o Casedde", italianizzato con trulli che dal 6 dicembre 1996 sono tutelate dall'UNESCO quali patrimonio dell'umanità[5], fa parte della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello è un comune che si trova nella parte sud-orientale della sua città metropolitana di appartenenza, non lontano dalla Valle d'Itria e dalle colline della Murgia.

Confina a sud con la provincia di Taranto e ad est con la provincia di Brindisi. Dista 55 km da Bari, 45 km da Taranto e 75 km da Brindisi.

A circa 20 km a nord si trova la costa adriatica nell'area di Monopoli.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico Pietro Gioia ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da Silva alboris belli, con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori[6][7] sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu Silva Alborelli: così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il diploma d'investitura del 15 maggio 1481 con il quale il re Ferrante d'Aragona assegnò i beni del defunto conte di Conversano Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento[8] si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno 1797 dal primo Consiglio Comunale. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.[senza fonte] Tuttavia sino all'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio di Giulio Antonio Acquaviva caduto nell'estate del 1480 nella battaglia di Otranto contro gli ottomani. Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti.

Trullo Sovrano

Un suo successore, il conte Giangirolamo II, detto dagli storici dell'Ottocento il Guercio delle Puglie/Guelfo delle Puglie perché da una lotta si procurò un occhio bendato, nel 1635 al centro della zona eresse una locanda con refettorio, taverna e oratorio dedicato alla Madonna di Loreto e ai Santi Medici (che fu chiuso dal pubblico nel 1863), che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case. L'abbondanza di materiale, soprattutto pietra calcarea e carsica e sedimentario calcareo, e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che divennero i caratteristici trulli, contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. L'obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al Settecento secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte. Il centro abitato sorse sulle vie dell'antico fiume Cana/Cane, dove ora si trova il largo Giuseppe Martelotta (detto anche largo delle fogge o largo della fiera).[senza fonte]

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona di Conversano fino al sabato 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone, accolse l'istanza di una delegazione-comitato di sette gentiluomini (costituita dai dottori Giacomo Giuseppe Pezzolla e Martino Lippolis dal capo d'arte Ottavio Ciaccia e dai sacerdoti Vito Fasano, Francesco Cosma Sgobba, Vito Nicola Tinelli e Francesco Martelotta) ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale. Il decreto giunse in paese il successivo 16 giugno e fu affisso su un albero di olmo alla vista di tutti[senza fonte]. Il 22 giugno fu eletto come primo sindaco il fisico Francesco Giuseppe Lippolis soprannominato "Orecchie False". Nel 16 marzo 1814 fu istituita la parrocchia e nominato primo parroco don Vito Onofrio Tulio Lippolis cugino al primo sindaco e noto giacobino alberobellese , capo del Capitolo costituito da una ventina di presbiteri. Nell'estate del 1797 anni Antonio Francesco D'Amore costruì il primo trullo a due piani[senza fonte], noto oggi come Casa D'Amore.

Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli. Viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Murgia.

Campo di concentramento, transito e internamento di Alberobello la Casa Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la masseria Gigante, che era stata realizzata nel 1887 in zona bosco selva dal sacerdote e brigante don Francesco Gigante (1812-gennaio 1888) con l'intento di realizzarvi un campo per la scuola di pratica di agraria, fu requisita dal governo italiano che la adibì a campo di transito e di internamento. Fu campo di internamento fascista fino ai primi di settembre del 1943, ossia per oltre 3 anni.[9] Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la masseria fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno c'è una chiesetta dedicata a san Francesco d'Assisi e a santa Chiara d'Assisi con dipinti in gesso del 1948.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica minore Pontificia Santuario Parrocchia dei Santi fratelli Martiri e Medici Cosma e Damiano

La Chiesa Matrice di Alberobello è consacrata all'Immacolata Concezione e ai santi fratelli Martiri e Medici Cosma e Damiano, patroni dell'abitato ufficialmente dal lunedì 22 maggio 1854 .

Il loro culto fu introdotto nel 1636 dal conte Giangirolamo II, che ne era devoto a motivo di una grazia ricevuta da sua moglie Elisabetta da Rocca Padula durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo Duca di Noci , infatti fu l'unico d'Acquaviva a possedere questo nome. Prima dell'istituzione della parrocchia, la chiesa dipese dalla parrocchia di Noci sino al 16 marzo 1814. Il vescovo di Conversano monsignor Gregorio Falconieri la riconobbe come santuario il 12 Settembre 1938 e il 18 Febbraio 2000 papa Giovanni Paolo II la elevò a basilica minore.[11]

L'edificio attuale, in stile neoclassico con pianta a forma di croce latina, risale alla fine del XIX secolo. Sostituisce una piccola cappella risalente al 1609 e si presuma consacrata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario, denominato "Salvo" , raddoppiata nel 1725, allungata nel 1784 con sacrestia e nel 1852 in formazione dei due transetti, il vecchio campanile realizzato nel 1875. Il progetto, voluto fortemente nel 1881 dall'amministrazione comunale Nicola Agrusti, fu redatto dell'architetto alberobellese Antonio Curri, ebbe il benestare del parroco Domenico Morea. Il preventivo era di 16.000 lire, la realizzazione costò 32.700 lire. La prima pietra fu posata la domenica 12 novembre 1882 e i lavori durarono quasi tre anni. La nuova chiesa fu aperta al culto il 20 Settembre 1885 in occasione della festa dell'Addolorata e associata dalla ricorrenza di Breccia di Porta Pia, in cui fu posta la epigrafe sull'ingresso, anche se la sua realizzazione era largamente incompleta essendo state realizzate solo navata centrale esternamente e la facciata , a facciata presenta due campanili, quello di sinistra con una meridiana e quello di destra con un orologio con numeri romani.. L'interno della navata completata a fine '800, l'Abside e la nuovo completato a inizio '900, la sacrestia già presente dal 1784, anche la sacrestia vecchia fu demolita e ricostruita quella nuova e restaurata e completata nel 1968, nel 1935 fu aperto il cappellone del Santissimo Sacramento, il braccio sinistro fu completato nel 1948 e il braccio destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale, di cui nel 1960 fu realizzata la base, non è mai stata realizzata , se ne occupò anche Aldo Moro. La chiesa custodisce numerose statue e reliquie: le più celebri sono quelle dei Santi Titolari , festeggiati in Alberobello dal 25 al 28 Settembre !

Parrocchia di Sant'Antonio di Padova
Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - Zona Monumentale

La Chiesa fu edificata tra il 1926 e il 10 maggio 1927 su un terreno alla sommità del rione Monti per iniziativa del sacerdote canonico Reverendo Antonio Cavalier Lippolis. Dal 5 gennaio 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello e dal 15 novembre 1952 è guidata da sacerdoti guanelliani.

La singolarità dell'edificio, che presenta una pianta a croce greca, sta nella riproduzione delle fattezze dei trulli presenti in Alberobello. La cupola, tipico dei trulli,, alta 21 metri, e nel campanile altra 18,30 metri che ospita sei campane.

Vi sono ospitate immagini , statue , le più celebri sono di opera di Adolfo Rollo,noto artista, scultore e pittore pugliese .

Altre chiese a forma di trullo si trovano: Valenzano, Chiesa Ognissanti, Noci Chiesa Santa Maria di Barsento, Locorotondo frazione di San Marco, Parrocchia San Marco Evangelista e Santa Maria Maddalena , consacrata il 15 ottobre 1972, Fasano frazione Selva di Fasano, Parrocchia Santa Maria Addolorata consacrata 1 novembre 1958, Cisternino frazione Casalini Parrocchia Immacolata Concezione e in contrada Figazzano la Chiesa di Santa Maria del Giardino.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trullo.
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg
TipoCulturali
CriterioC (iii) (iv) (v)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1996
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata alla pragmatica de Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano.

I conti di Conversano, gli Acquaviva d'Aragona proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la domus estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca dal 15 maggio 1481, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di bonifica e messa a cottura dei nuovi terreni di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie e non a dimore ufficiali.

Il noto Trullo Siamese situato nel Rione Monti.

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda o quadrata con tetto a falsa cupola, composto di cerchi di pietre sovrapposti, I tetti sono abbelliti con pinnacoli decorativi, che secondo molti rappresentavano la firma del maestro trullaro che aveva costruito (o restaurato) il trullo, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi o profani , risalenti dal periodo fascista. La posa del pinnacolo era un momento di festa.

Retro del Trullo Sovrano.
Trullo Sovrano Corte di Papa Cataldo ex Oratorio Confraternita Santissimo Savramento

Uno dei trulli più grandi di Alberobello, situato in piazza Sacramento è alto 14 metri.

In origine era un semplice trullo , di campagna , di epoca remota, dai proprietari famiglia Perta, capeggiati da nella seconda metà del Settecento, fu notevolmente ampliato e finito di realizzare con atto notarile il Sabato (Santo) 15 aprile 1797 in cui attesta che il trullo fu realizzato con l'impiego di malta e pertanto in violazione della prammatica de Baronibus .. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell'ingresso un dipinto del Calvario, di artista ignoto. fu anche sede della prima farmacia di Alberobello tenuta da Stefano Chiarelli . Acquisito dalla famiglia Sumerano, attuali proprietari nel 1861 dai fratelli Giuseppe e dal sacerdote Don Antonio Sumerano (1822-1895), dal 1994, dopo i restauri, è adibito a casa museo. Per celebrarne il primato nel 1916 gli fu imposto il nome di "trullo sovrano" da parte del professore alberobellese Giuseppe Notarnicola (28 Agosto 1883 - 28 Settembre 1957) , nel 1923 divenne Monumento Nazionale, nel 1928 fu realizzata la pavimentazione della piazza, e per la progettazione della Chiesa a trullo fu preso spunto dal facciata del Trullo Sovrano , sino agli anni '50 era l'inizio della campagna.

Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni jazz e altri eventi culturali.

Un altro trullo particolare è il trullo Paparale, che similmentee al Trullo Siamese ha una caratteristica cupola a due coni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 378. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[13]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede in Alberobello dall'anno 1980 la tv locale privata Teletrullo con canale del digitale terrestre 111.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, ricoperta di neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico soprattutto per la peculiarità dei trulli., la scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[15] Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto film folkloristico pugliese in bianco-nero ultimo film muti del cinema italiano e quarto film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri da Umbria e interpretato dalla diva Ida Ida Mantovani da Milano e altri attori dilettanti.

Nel 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'Europa) in Donne senza nome, con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco-nero. Il regista Mario Monicelli nel 1964 e 1965 gira alcune scene del film Casanova '70 nel Trullo Sovrano, con Marcello Mastroianni.

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film Le bande, con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film Belle ragazze attente, (Titolo originale: Bachna Ae Haseeno), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello.

Il regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese Il sottile fascino del peccato, con Nino Castelnuovo e Milena Miconi. Infine nel l'estate del 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi Che bella giornata. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Fa parte del territorio alberobellese dal lunedì 1 luglio 1895, mentre in precedenza dipendeva amministrativamente da Monopoli. Vi si festeggiano san Vito martire a giugno, la Madonna del Rosario a ottobre e Cristo Re a novembre. Dal 5 gennaio 1945 vi fu istituita una parrocchia.

Le principali contrade si denominano: San Leonardo, Cielo Cielo, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Monte della Guardia, Zingarella, Maranna, Madonna del Pozzo, Capo Di Gallo,Cristi , Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze, Ponte, Neviere Vecchia, Muscio, Vaccari ePentimi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.[16]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno numerosi visitatori da tutto il mondo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione ferroviaria lungo la ferrovia Bari-Martina Franca-Taranto. La linea è gestita dalle Ferrovie del Sud Est sin dal 1933, che ha preso il posto della FBL (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione fu inaugurata il 14 dicembre 1903 ed entrò in servizio il 5 settembre 1905; è attigua a quelle di Noci e Locorotondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1987 31 luglio 1990 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [17]
31 luglio 1990 21 aprile 1992 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [17]
3 giugno 1992 19 gennaio 1993 Modesto Panaro Democrazia Cristiana Sindaco [17]
19 marzo 1993 19 luglio 1993 Pietro Rotolo Democrazia Cristiana Sindaco [17]
18 settembre 1993 13 giugno 1994 Biagio De Girolamo Comm. straordinario [17]
24 giugno 1994 25 maggio 1998 Angelo Panarese Progressisti Sindaco [17]
26 maggio 1998 5 novembre 2001 Angelo Panarese L'Ulivo Sindaco [17]
5 novembre 2001 28 maggio 2002 Maria Teresa Pricolo Comm. straordinario [17]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [17]
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [17]
22 maggio 2012 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [17]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Arboris Belli 1979 che milita nel campionato di prima categoria Pugliese . L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S.D. Volley 99 Alberobello che milita nel Campionato Territoriale di Prima Divisione Maschile e l'A.S. Pallavolo Living.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Alberobello - Statuto
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  5. ^ (EN) The Trulli of Alberobello, su whc.unesco.org. URL consultato il 9 novembre 2009.
  6. ^ Toponimo Alberobello
  7. ^ La Città di Alberobello, su alberobellocultura.it. URL consultato il 1º giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2013).
  8. ^ Ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale
  9. ^ Itriabarocco
  10. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 978-88-425-3167-8
  11. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  12. ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  13. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  14. ^ Musei di alberobello
  15. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  16. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11,12.
  17. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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