Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
I trulli
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoMichele Maria Longo (PdL) dal 23-5-2012
Data di istituzione23-05-2012
Territorio
Coordinate40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine428 m s.l.m.
Superficie40,82 km²
Abitanti10 718[2] (30-4-2017)
Densità262,57 ab./km²
FrazioniCoreggia[1]
Comuni confinantiCastellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale70011
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072003
Cod. catastaleA149
TargaBA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 644 GG[3]
Nome abitantialberobellesi
Patronosanti Cosma e Damiano
Giorno festivo25-26-27-28 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Alberobello
Alberobello – Mappa
Posizione del comune di Alberobello all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Aiarubbédde in apulo-barese[4]) è un comune italiano di 10 718 abitanti della città metropolitana di Bari (provincia di Bari), in Puglia.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli (Casedda o Cummersa) che dal venerdì 6 dicembre 1996 sono tutelate dall'UNESCO quali patrimonio dell'umanità[5], fa parte della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico Pietro Gioia ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da Silva alboris belli, con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori[6][7] sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu Silva Alborelli: così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il diploma d'investitura del martedì dopo Pentecoste 15 maggio 1481 del re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto conte di Conversano Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona furono assegnati al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento[8] si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Il nome Alberobello divenne ufficiale il giovedì 22 giugno del 1797dal primo Consiglio Comunale e per scelta degli abitanti della località. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.[senza fonte] Tuttavia sino all'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto, quando vennero uccisi gli 800 martiri nella battaglia contro gli ottomani. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti.

Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II, detto il Guercio delle Puglie perché aveva un occhio bendato (1600 - giovedì 14 maggio 1665), nell'anno 1635 al centro della zona eresse una locanda con refettorio, taverna e oratorio che verrà chiuso nel 1863, da questa cappella partirà il culto dei SS. Medici, che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case. L'abbondanza di materiale, soprattutto pietra calcarea e carsica e sedimentario calcareo, e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che divennero i caratteristici trulli, contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte. Il centro abitato sorse sulle vie dell'antico fiume Cana/Cane, dove ora si trova il largo Giuseppe Martelotta (detto anche largo delle fogge o largo della fiera).[senza fonte]

Nel 1665 dal vescovo Giuseppe Palermo vi erano 800 abitanti e nel 1705 dal vescovo Filippo Mega vi erano 1 500 abitanti di cui 900 avevano ricevuto la Comunione

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragonadi Conversano fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone, che era ospite a Taranto dall'arcivescovo Giuseppe Capecelatro, accolse l'istanza di una delegazione-comitato-banda costituita da due dottori Giacomo Giuseppe Pezzolla e Martino Lippolis e il capo d'arte Ottavio Ciaccia e quattro sacerdoti alberobellesi don Vito Fasano, don Francesco Cosma Sgobba, don Vito Nicola Tinelli e don Francesco Martelotta ed emanò il sabato dell'Ascensione di Gesù 27 maggio 1797 un decreto regio con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale dei conti. Il giovedì 22 giugno del 1797 fu eletto il primo sindaco il fisico Francesco Giuseppe Lippolis soprannominato "Orecchie False" invece la parrocchia la si ha dopo circa 6 anni nell'anno 1814 e fu nominato come primo parroco don Vito Onofrio Tulio Lippolis cugino al primo sindaco. Negli stessi anni venne anche costruita la Casa D'Amore da Francesco D'Amore, prima cummersa a 2 piani.[senza fonte] Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli. Viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Valle d'Itria.[9]

Campo di concentramento, transito e internamento di Alberobello la Casa Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il governo italiano requisì la Masseria Gigante che era una scuola agraria poi scuola tecnica agraria fondata da Don Francesco Gigante sacerdote alberobellese, bracciante agricolo brigante (18 settembre 1812-9 gennaio 1888) il venerdì 2 dicembre 1887 (su un'estensione di 78 ettari che erano prima il Bosco Selva), per adibirla a un campo per la scuola di pratica di agraria e che ebbe via via nel periodo fascista le funzioni di campo di transito e di internamento dal 1940.[10] Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la masseria fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno c'è una chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi e a Santa Chiara d'Assisi con dipinti in gesso del 1948.[11]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trullo.
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg
TipoCulturali
CriterioC (iii) (iv) (v)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1996
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata alla Prammatica De Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano D'Acquaviva D'Aragona da 1481, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la "domus" estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti.

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola o mezzo cono per la paglia detta falsa cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi che rappresentava come dicono molti il pinnacolo era la firma del maestro trullaro che lo faceva o che restaurava e rappresentava la posa del pinnacolo un momento emozionante, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi profani ma che appaiono soprattutto nel periodo fascista .

Retro del Trullo Sovrano.

Trullo sovrano Corte di Papa Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Il trullo più grande è chiamato Trullo Sovrano situato in piazza Sacramento (in onore della confraternita), alto circa 14 m, nome ufficiale dato nel 1916 dal professore alberobellese Giuseppe Notarnicola (1883-1957). Fatto costruire dalla famiglia benestante Perta e dal sacerdote alberobellese monsignor don Cataldo Perta (nato 1744 - deceduto 1809) primo Vicario Foraneo (non parroco), alla metà del Settecento e anche fatto nel 1780, di sicuro è stato un mastro trullaro rimasto ignoto, di recente è stato trovato un documento notarile del Sabato Santo 15 aprile 1797 dove spiega che il trullo è stato costruito con malta e non secondo la legge imposta nella Prammatica, nella prima metà dell'800 è sede della confraternita del Santissimo Sacramento (1823-1974) dal 1826 al 1837 (fino alla edificazione della chiesa S. Lucia), ecco perché all'ingresso fu raffigurato un dipinto del Calvario di artista ignoto. Essendo oratorio si dice che ospitò la reliquia dei Santi Medici. Dopo divenne presa dal farmacista Stefano Chiarelli, nel 1861 fu acquistato da Giuseppe Sumerano con fratello don Antonio Sumerano sacerdote alberobellese (1822-1895). Questo edificio a due piani fu restaurato nel 1994 è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno con prezzo d'ingresso, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito dalla famiglia Sumerano. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia e di beneficenza e viene anche colorato con fari di luce. In passato fino agli anni '40, dopo il Trullo Sovrano incominciava la campagna, dagli anni '50 dietro al Trullo Sovrano sorsero le prime case popolare Eni Casa e l'I.T.A.S Gigante.

Un altro trullo molto grande e doppio è il trullo Paparale del Seicento che si trova in periferia.

Casa Pezzolla Museo del Territorio[modifica | modifica wikitesto]

In una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere storico Aia/Aja Piccola e Piazza del Popolo dal 1922 (ex piazza della Vittoria o Vittorio Emanuele II) sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti quindici visitabili ad Alberobello, tra i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, è stato acquistato dal Comune di Alberobello nel 1986 e restaurato tra il 1993 e il 1997. Prima vi era uno studio dentistico.

Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno che si affaccia interamente su piazza XXVII Maggio 1797 detta l'Aia Grande (ex piazza delle erbe) e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia/Aja Piccola.

Il complesso di Casa Pezzolla ospita il Museo del Territorio, un'esposizione museale permanente, divisa in aree tematiche e cronologiche, per fornire informazioni complete riguardanti il territorio ed esposizione di progetti e di concorsi durante l'anno.

Basilica minore Pontificia-Santuario-Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa matrice di Alberobello soprannominata "Cattedrale" per la sua imponenza è dedicata ai santi Cosma e Damiano, che dal lunedì 22 maggio 1854 sono ufficialmente patroni dell'abitato, mentre Santa Lucia è la compatrona. Il loro culto tuttavia risale al 1636 quando il sabato 27 settembre 1636 si organizzò la prima festa, fu introdotto dal conte Giangirolamo II e sua moglie Elisabetta da Rocca Padula, che ne erano devoti a motivo di una grazia da costei ricevuta durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo il duca di Noci che morì nel duello con Petracone V duca Caraccio di Martina F. alla spianate dei Cappuccini di Ostuni.

Fu indipendente per molto tempo dalla parrocchia di Noci, tranne nel 1665-1670, divenne indipendente nel mercoledì 16 marzo-martedì 19 aprile 1814. La chiesa fu riconosciuta come santuario il lunedì 12 settembre 1938 dal vescovo Gregorio Falconieri ed elevata a basilica minore il venerdì 18 febbraio 2000 da papa Giovanni Paolo II[12] e dal vescovo Domenico Padovano, e si può ottenere l'Indulgenza Plenaria.

L'edificio attuale, che sostituisce una piccola cappella risalente al 1609 dedicata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossaio già ampliata per 3 volte nel 1725, nel 1784 e nel 1852 al costo di 900 ducati circa, risale alla fine del XIX e è il quarto ampliamento e fu costruito con solennità in stile neoclassico, con pianta a forma di croce latina su progetto dell'architetto alberobellese Antonio Curri, acconsentito il progetto dal parroco Domenico Morea, approvato dal consiglio comunale il martedì 15 novembre 1881. Il preventivo era di 16.000 lire ma in successivi Consigli la realizzazione ne costò 32.700. La prima pietra fu posta la domenica 12 novembre 18982 in solenne cerimonia civile e religiosa, con le firme delle autorità. I lavori durarono 2 anni 10 mesi 8 giorni. La chiesa e la facciata furono aperte al culto la domenica 20 settembre 1885 nella festa parrocchiale del'Addolorata, ma largamente incompleta. Il braccio sinistro fu completato nel 1948 (nel 1949 avvenne che un lavoratore morì d'incidente) e il braccio destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale non è mai stata realizzata. La facciata presenta due campanili, quello di sinistra con una meridiana e quello di destra con un orologio con numeri romani. La sacrestia già presente dal 1784 denominata "Moro" perché il primo sacrestano era un africano di colore , fu ampliata al progetto Curri negli inizi del '900, restaurata e completata nel 1968 .

La chiesa, meta di pellegrinaggi anche di fedeli ortodossi, custodisce ben 10 reliquie: in primis le reliquie dei Santi Medici donate da monsignor Cataldo Perta (1744-1809), il martedì 29 maggio 1873 dal vescovo Salvatore Silvestri del C.SS.R. al parroco Domenico Morea alla funzione della consacrazione del nuovo altare li donò 7 reliquie dei santi-Leonzio-Mercurio-Crescenzio-Cesareo-Cleofa-Clemente-Anastasia, inoltre esiste in archivio un altro reliquiario quadrangolare che contiene 58 santi e in ultimo quella della Croce di Gesù donata dal vescovo di Conversano Antonio Lamberti il martedì 27 settembre 1910. Le due statue in legno di olmodei Santi Medici alte 1,56 nel 1781 dopo l'incidente avvenuto nella festa del giovedì 27 settembre 1781 colpa del brigante castellanese Nicola Spinosa soprannominato "Scarnaccornacchia", furono commissionate dal devoto contadino Giuseppe Domenico Rinaldi, soprannominato "Parrucca", per volontà del conte Giulio Antonio IV: quella di San Cosma fu scolpita ad Andria nel 1782 da Francesco Paolo Antolini e arrivò ad Alberobello nel maggio 1782 con il miracolo della pioggia che cessò una siccità e quella di San Damiano a Rutigliano da Luca Abbattista soprannominato "Tammurano" nel 1784. Vi sono ospitate inoltre le statue del Sacro Cuore di Gesù opera del cartapesta Luigi Guacci, di San Giuseppe Lavoratore di Ortisei che sostituì una precedente piccolo in manichino del 1871 dono di Pasquale Ciaccia, dell'Immacolata Concezione in legno, di Maria Bambina in manichino bianco , piccola in gesso della Madonna di Loreto,di Gesù Bambino, Gesù Crocifisso e Gesù Risorto, della Maria Addolorata in manichino nero dono del primo '800 della famiglia di Vito Cosmo Sisto, piccola santa Rita da Cascia dono del 1898 di Francesco Lilla, di Santa Teresa di Gesù Bambino/Lisieux realizzata nel 1925 dal cartapesta Pasquale Errico e una piccola della Madonna Francese ? (è oggetto di studio su questa statua), in passato dalle testimonianze vi era anche una statua oggi è smarrita della Madonna del Rosario in manichino dono del primo '800 da Laura N. moglie a Giambattista. La chiesa ospita inoltre opere di Adolfo Ugo Rollo di Giovinazzo degli anni '70, di Onofrio Bramante di Milano, di Giuseppe Pirrone scultore pontificio, di Gustavo Zemla polacco, di Domenico Antonio Carrella, di Francesco Paolo De Biase alberobellese (5 dicembre 1862-3 aprile 1937), di Marco Antonio Luigi Sgobba alberobellese (18 luglio 1868-12 febbraio 1957) , di Nicola Mascialino alberobellese (Alberobello 1854-Polignano a Mare 1945) e di Francesco Turchiano/Torchiano restauratore di Bitetto negli anni '60.

La festa patronale con la fiera si svolge dal 25 settembre al 28 settembre. Nelle due processioni secondo la tradizione alberobellese San Damiano precede San Cosma.

Parrocchia guanelliana-Santuario di Sant'Antonio di/da Padova chiesa a trullo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - zona Monumentale

La chiesa dedicata anche a Cristo Re e al Sacro Cuore di Gesù fu edificata in 14 mesi e 16 giorni negli anni giovedì 25 marzo 1926-martedì 10 maggio 1927 per volere del canonico ex francescano padre Aurelio maestro Cavaliere don Antonio Lippolis (29 gennaio 1886-16 dicembre 1972) e dal vescovo d'allora mons.Domenico Lancelotti che in origine prevista alla contrada Maranns ma dopo su un terreno alla sommità del rione Monti che era di proprietà di Antonia Cammisa vedova Locorotondo che dona il suolo il venerdì 1 gennaio 1925, il venerdì 1 maggio 1925 al Comune fu posto il bando di 76 mila £ invece di 45 mila £,fu inaugurata-consacrata-aperta il culto il lunedì 13 giugno 1927,e il venerdì 5 gennaio 1945 dal vescovo Gregorio Falconieri divenne la seconda parrocchia di Alberobello, e dal sabato 15 novembre 1952 è guidata da sacerdoti guanelliani. La singolarità dell'edificio, che presenta una pianta a croce greca, sta nella riproduzione delle fattezze dei trulli che la circondano. il tetto conico tipico dei trulli si ritrova anche nella cupola, alta 21 metri, e nel campanile altra 18,30 metri.

Vi sono ospitate una reliquia di Sant'Antonio di Padova, la statua dello stesso santo "Sant'Antonio dona il pane al povero" opera in cartapesta di Raffaele Carrella (1877-1950) del 1927 portata in Alberobello dal prete Lippolis, quella di Santa Rita da Cascia donata dal devoto Pietro Basile, una piccola statua di San Giuseppe in cartapesta e una in ceramica dell'Immacolata Concezione, in più in archivio la statua della Pietà. Vi sono inoltre un bassorilievo di San Luigi Guanella, opera di Adolfo Ugo Rollo, e un dipinto di San Padre Pio del 1999 del pittore S.Mazzin.

E l'unica chiesa guanelliana al mondo.Altre chiese a forma di trullo si trovano a Locorotondo nella frazione di San Marco a alla Selva di Fasano parrocchia dell'Addolorata.

CHIESA RETTORIA SUCCURSALE-EX ORATORIO DEL SANTISSIMO SACRAMENTO E DI SANTA LUCIA COMPATRONA:Si trova affianco al Belvedere-Balconata di Santa Lucia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 378. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[14]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, nasce dalla volontà di conservare e narrare la storia dell'area territoriale del comprensorio dei trulli, riconosciuta dall'UNESCO nel 6 dicembre 1996 quale patrimonio artistico d'interesse mondiale. Il museo è pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, di reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria, oltre ad essere sede ospitante di mostre ed esposizioni temporanee di arti figurative. La proposta culturale del Museo si completa con il Centro di Documentazione "Gianpiero De Santis", un contenitore culturale multimediale a favore di tutte le associazioni culturali della città presente in rete con il portale [alberobellocultura.it][1], organo ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello. Prima il Museo del Territorio era uno studio dentistico fino al 1986 quando lo prese il comune per i lavori di restauro fatti dal 1994 al 1997.
  • Ecomuseo della Valle d'Itria, museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.
  • Dal dicembre 2016 al gennaio 2017 ha ospitato nell'ex Conceria di Alberobello situata in via Barsento adiacente a una scuola primaria e a una scuola infanzia ha ospitato un museo.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede in Alberobello dall'anno 1980 la tv locale privata Teletrullo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, ricoperta di neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico, soprattutto per la peculiarità dei trulli. Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto film folkloristico pugliese in bianco-nero uno degli ultimi film muti del cinema italiano e quarto film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri da Umbria e interpretato dalla diva Ida Ida Mantovani da Milano e altri attori dilettanti.

Nell'immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi, dove venivano raccolte donne di diverse nazionalità. Nel 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'Europa) in Donne senza nome, con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco-nero, durata 90 minuti e s vede una scena anche al Trullo Sovrano. La scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[15] Il regista Mario Monicelli nel 1964 e nel 1965 gira alcune scene del film Casanova '70 nel Trullo Sovrano, con Marcello Mastroianni. Appaiono scene anche a Locorotondo.

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film Le bande, con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film Belle ragazze attente, (Titolo originale: Bachna Ae Haseeno), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello.

ll regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese Il sottile fascino del peccato, con Nino Castelnuovo e Milena Miconi. Infine nel 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi Che bella giornata. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Coreggia (Correggia nome originale) è parte del territorio alberobellese dalla domenica del battesmo di Gesù 13 gennaio 1895 dal sindaco Angelo Turi e il giovedì 5 settembre 1895 dal parroco Domenico Morea si straccò dalla ex diocesi di Monopoli e si aggregò alla ex diocesi di Conversano. In precedenza essa dipendeva amministrativamente da Monopoli fin dal Medioevo e dalla metà dell'800 da 5 sindaci si fece ricorso per acquistarla dove a Coreggia si festeggiano i patroni San Vito martire a giugno (la statua di S.Vito era in origine nella chiesa a trullo) la Madonna del Rosario a ottobre e Cristo Re a novembre , dal venerdì gennaio 1945 ha la sua parrocchia e dal mercoledì 1 agosto 1951 vi nominò il primo parroco don Pietro Giannoccaro.

Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Ci sono delle contrade che circondano Alberobello , si chiamano: San Leonardo Cielo Cielo, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Monte della Guardia , Maranna e Madonna del Pozzo , Capo Di Gallo insieme a Cristi, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze e Ponte, Neviere vecchia, Muscio, Vaccari e Sisto, Pentimi, Prichicco .

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.[16]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno centinaia di migliaia[senza fonte] di visitatori da tutto il mondo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione ferroviaria lungo la ferrovia Bari-Martina Franca-Taranto. La linea è gestita dalle Ferrovie del Sud Est sin dal dal 1933, che ha preso il posto della FBL (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione, inangurata il lunedì terza d'Avvento 14 dicembre 1903 ed entrò in servizio il mercoledì 5 settembre 1905 è attigua a quelle di Noci e Locorotondo.La prima volta che si volle una stazione in Alberobello risale al 1868 e nel 1873 geometra Mario Contento la ipotizzava detro al Rione Monti, ma dal 1898 fu decisa dove sorge attualmente.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1987 31 luglio 1990 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [17]
31 luglio 1990 21 aprile 1992 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [17]
3 giugno 1992 19 gennaio 1993 Modesto Panaro Democrazia Cristiana Sindaco [17]
19 marzo 1993 19 luglio 1993 Pietro Rotolo Democrazia Cristiana Sindaco [17]
18 settembre 1993 13 giugno 1994 Biagio De Girolamo Comm. straordinario [17]
24 giugno 1994 25 maggio 1998 Angelo Panarese Progressisti Sindaco [17]
26 maggio 1998 5 novembre 2001 Angelo Panarese L'Ulivo Sindaco [17]
5 novembre 2001 28 maggio 2002 Maria Teresa Pricolo Comm. straordinario [17]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [17]
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [17]
22 maggio 2012 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [17]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Real Alberobello che ha disputato campionati dilettantistici regionali. L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S. Alberobello Volley e l'A.S. Pallavolo Living.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Alberobello - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  5. ^ (EN) The Trulli of Alberobello, su whc.unesco.org. URL consultato il 9 novembre 2009.
  6. ^ Toponimo Alberobello
  7. ^ La Città di Alberobello
  8. ^ Ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale
  9. ^ In passato anche il centro di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli, che tuttavia in assenza di tutele furono quasi totalmente abbattuti nella prima metà del XX secolo. Una sorte analoga toccò ad Alberobello a talune porzioni del corso e del quartiere attorno alla chiesa matrice.
  10. ^ Itriabarocco
  11. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 978-88-425-3167-8
  12. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  13. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  15. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  16. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11,12.
  17. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

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