Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
I trulli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Città metropolitana Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele Maria Longo (PdL) dal 23-5-2012
Territorio
Coordinate 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine 428 m s.l.m.
Superficie 40,82 km²
Abitanti 10 745[1] (1-1-2016)
Densità 263,23 ab./km²
Frazioni Coreggia, Pantanelli, San Leonardo
Comuni confinanti Castellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale 70011
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072003
Cod. catastale A149
Targa BA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 644 GG[2]
Nome abitanti alberobellesi
Patrono santi Cosma e Damiano
Giorno festivo 27 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Alberobello
Alberobello – Mappa
Posizione del comune di Alberobello all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Aiarubbédde in apulo-barese[3]) è un comune italiano di 10 751 abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia, al centro della Valle d'Itria e della Terra dei Trulli.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli che, dal 6 dicembre del 1996, sono patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[4], fa parte della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome è stata oggetto di studi e recenti contributi[5][6] secondo cui la denominazione originaria era Silva Alborelli, come risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l'eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale, si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Il nome divenne ufficiale il 22 giugno del 1797 per scelta degli abitanti ed era emerso anche il nome Ferrandina in onore di re Ferranteone

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto nella guerra contro i Turchi. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti.

Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II detto il Guercio delle Puglie perché aveva un occhio bendato (1600-1665), che aveva eretto un casotto di caccia ed una locanda in loco, iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case. L'abbondanza di materiale sedimentario calcareo e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che sono i caratteristici trulli, contribuì all'espansione dell'agglomerato urbano, Villaggio Barone Mariano Liuzzi Coreggia.

Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte.

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone accolse l'istanza degli alberobellesi ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale. Sino alla prima metà del XX secolo, anche il centro storico di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli, di cui restano pochi esemplari perché avendo paura decisero di abbatterli e questa cosa di abbattere i trulli fu anche ad Alberobello fino alla amministrazione Angelo Mattarese. di Alberobello resta oggi l'unica città in cui permane un intero quartiere dei trulli e si pone come capitale culturale dei trulli della Valle d'Itria.E della Murgia dei Trulli. Il conte Giangirolamo d'Acquaviva d'Aragona era devoto dei Santi Medici e vi porto la devozione che sostitui dalla Madonna delle Grazie. Infatti il conte e la moglie ebbero una grazia e per questo motivo che il loro primogenito lo chiamarono Cosimo.

Campo di concentramento e di internamento di Alberobello la Casa Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il governo Italiano requisì la Masseria Gigante che era una scuola agraria circondata fondata da Don Francesco Gigante nel 2 dicembre 1887 una estensione di terreni di 78 ettari, per adibirla a un campo che ebbe via via le funzioni di campo di concentramento, di transito, di internamento.[7] Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. all'interno c'è una chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi e a Santa Chiara d'Assisi con affreschi di gesso del 1948 da Victor[8]e la messa si dice ogni anno il 27 gennaio mattina. Oggi ospita La Notte dei Briganti alla fine di agosto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trullo.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Trulli Alberobello11 apr06.jpg
Tipo Culturali
Criterio C (iii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Panorama di Alberobello dal Belvedere
Coperture dei trulli
Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso come la croce o il cuore trafitto; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. come il capricorno Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, e per non incontrare il malocchio. In quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano.

Nel periodo fascista fu costruito il Belvedere con affianco la gradinata e i bagni pubblici.

Nel periodo fascista sui coni dei trulli veniva posto la scritta "W IL DUCE" anche perché negli anni '30 ci fu la visita di Benito Mussolini ad Alberobello che non si fece più.

Retro del Trullo Sovrano

Trullo sovrano Corte di Papa Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Il trullo più grande non solo ma anche il Trullo Paparale del paese è chiamato Trullo Sovrano alto circa 14 m, nome ufficiale dato da Giuseppe Notarnicola. Fatto costruire dalla famiglia Perta da Cataldo Perta nella metà del Settecento, nell'ottocento è sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1823 al 1837 e dalla confraternita dei Santi Medici nel 1840 ecco perché all'ingresso sta raffigurato un dipinto del Calvario.Questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia.

Casa Pezzolla Museo del Territorio[modifica | modifica wikitesto]

In una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere Aia Piccola e Piazza del Popolo (ex piazza Vittorio Emmanuele II) sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, nel 1986 è stato acquistato dal Comune di Alberobello e tra il 1993 e il 1997 è stato interamente restaurato dalla amministrazione Matarrese.

Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno più recente che si affaccia interamente su piazza XXVII Maggio (ex piazza delle erbe) e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia Piccola.

La terza zona si chiama Santi Medici perché ridossa della Chiesa grande con i due campanili dei Santi patroni e ospita il Trullo Sovrano.

Chiesa di Sant'Antonio situato nel Rione Monti

Basilica Minore Pontificia Santuario Parrocchia Chiesa Matrice Chiesa Giubilare dei Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano[modifica | modifica wikitesto]

La basilica è dedicata ai santi Cosma e Damiano, patroni di Alberobello dal 22 maggio 1854; si tratta di un edificio in stile neoclassico, la cui facciata dall'architetto Antonio Curri è del 1885 ma manca la cupola ottagonale. Nel 1936 divenne santuario e il 16 marzo del 1814 divenne parrocchia Nel 18 febbraio del 2000 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[9]Dal 20 dicembre 2015 all'11 novembre 2016 è stata Chiesa Giubilare. La chiesa ospita opere di Adolfo Ugo Rollo, di Onofrio Bramante, di Francesco De Biasi e di Mario Sgobba. Qui si trovano la reliquia della Croce di Gesù e le due statue dei santi medici, diverse in volto perché quella di San Cosma fu scolpita ad Andria nel 1782 e quella di San Damiano a Rutigliano nel 1784.

Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio dei Guanelliani[modifica | modifica wikitesto]

Edificata tra il 1926 e il 1927 inaugurata il 13 giugno 1927 per volere del canonico Don Antonio Lippolis su un terreno nella sommità del rione Monti, donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti guanelliani nel novembre del 1952, la chiesa di Sant'Antonio riproduce le fattezze delle abitazioni del rione dalla legge di Giolitti nel 1910. Su una pianta a croce greca s'innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti. La chiesa è stata interamente restaurata nel 2004.La chiesa ospita opere di Adolfo Ugo Rollo tra cui l'Albero della Vita e vita di Sant'Antonio contiene anche la statua di santa Rita del 1923 una piccola statua di San Giuseppe e una piccola di Immacolata Concezione un basso rilievo di San Luigi Guanella di Adolfo Rollo e un dipinto di Padre Pio del 1999 e una foto-immagine di san Giovanni Paolo II del 2011.C'è un'altra chiesa a forma di trullo nella frazione San Marco di Locorotondo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 378. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, nasce dalla volontà di conservare e narrare la storia dell'area territoriale del comprensorio dei trulli, riconosciuta dall'UNESCO nel 6 dicembre 1996 quale patrimonio artistico d'interesse mondiale. Il museo è pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, di reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni ed al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria, oltre ad essere sede ospitante di mostre ed esposizioni temporanee di arti figurative. La proposta culturale del Museo si completa con il Centro di Documentazione "Gianpiero De Santis", un contenitore culturale multimediale a favore di tutte le associazioni culturali della città presente in rete con il portale [alberobellocultura.it][1], organo ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello.
  • Ecomuseo della Valle d'Itria, museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede ad Alberobello dal 1980 la storica tv privata Tele Trullo che è sul canale 111 o 171 e 88 e 89 del digitale terrestre in tutta la Puglia e in tutta la Basilicata.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, sotto la neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico, soprattutto per la peculiarità dei trulli. Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto, uno degli ultimi film muti del cinema italiano, diretto da Nello Mauri e interpretato da Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nell'immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi, dove venivano raccolte donne di diverse nazionalità. Nel 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'Europa) in Donne senza nome, con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco/nero, durata 90 minuti. La scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[12] Il regista Mario Monicelli nel 1964 e nel 1965 gira alcune scene del film Casanova '70 nel Trullo Sovrano.

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film "Le bande", con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto ed ambientato ad Alberobello il film "Belle ragazze attente", (Titolo originale: "Bachna Ae Haseeno"), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello.

ll regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese "Il sottile fascino del peccato", con Nino Castelnuovo e Milena Miconi. Infine nel 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi "Che bella giornata". Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Nel 2016 viene interamente girato il cortometraggio All'ombra del trullo, con la regia di Mimmo Latilla, di e con Piero Bagnardi e I Comisastri in onda su Teletrullo

Persone legate ad Alberobello[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Coreggia è parte del territorio alberobellese dal 13 gennaio 1895. In precedenza essa dipendeva amministrativamente da Monopoli dove si festeggiano i patroni San Vito martire la Madonna del Rosario e Cristo Re.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti ed i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli.[14]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione delle Ferrovie del Sud Est dal 1905. Le stazioni attigue sono Locorotondo e Noci.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1987 31 luglio 1990 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [15]
31 luglio 1990 21 aprile 1992 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [15]
3 giugno 1992 19 gennaio 1993 Modesto Panaro Democrazia Cristiana Sindaco [15]
19 marzo 1993 19 luglio 1993 Pietro Rotolo Democrazia Cristiana Sindaco [15]
18 settembre 1993 13 giugno 1994 Biagio De Girolamo Comm. straordinario [15]
24 giugno 1994 25 maggio 1998 Angelo Panarese Progressisti Sindaco [15]
26 maggio 1998 5 novembre 2001 Angelo Panarese L'Ulivo Sindaco [15]
5 novembre 2001 28 maggio 2002 Maria Teresa Pricolo Comm. straordinario [15]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [15]
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [15]
22 maggio 2012 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [15]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Real Alberobello che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese

Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S. Alberobello Volley e l'A.S. Pallavolo Living.

Dal 2009 c'è nel bosco selva Tennis Davide del Monte con corsi per tutte le età.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ (EN) The Trulli of Alberobello, whc.unesco.org. URL consultato il 9 novembre 2009.
  5. ^ Toponimo Alberobello
  6. ^ La Città di Alberobello
  7. ^ Itriabarocco
  8. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 978-88-425-3167-8
  9. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  12. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  13. ^ Pasquale Corsi, 2002, Domenico Morea dalla cronaca alla storia, Archivio Storico Pugliese LVI, pp. 75-92.
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11,12.
  15. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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