Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
I trulli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Città metropolitana Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele Maria Longo (PdL) dal 23-5-2012
Data di istituzione 23-05-2012
Territorio
Coordinate 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine 428 m s.l.m.
Superficie 40,82 km²
Abitanti 10 745[1] (1-1-2016)
Densità 263,23 ab./km²
Frazioni Coreggia, Pantanelli, San Leonardo
Comuni confinanti Castellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale 70011
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072003
Cod. catastale A149
Targa BA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 644 GG[2]
Nome abitanti alberobellesi
Patrono santi Cosma e Damiano
Giorno festivo 27 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Alberobello
Alberobello – Mappa
Posizione del comune di Alberobello all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Aiarubbédde in apulo-barese[3]) è un comune italiano di 10 751 abitanti della città metropolitana di Bari (provincia di Bari), in Puglia, al centro della Valle d'Itria e della Terra dei Trulli.

Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli (Casedda o Cummersa) che, dal 6 dicembre del 1996, sono patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[4], fa parte della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome è stata oggetto di studi e recenti contributi[5][6] secondo cui la denominazione originaria era Silva Alborelli, come risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l'eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale, si legge Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari.

Il nome divenne ufficiale il 22 giugno del 1797 per scelta degli abitanti ed era emerso anche il nome Ferrandina in onore di re Ferranteone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto, quando vennero uccisi 800 martiri nella guerra contro i Turchi. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti.

Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II, detto il Guercio delle Puglie perché aveva un occhio bendato (1600-1665), che aveva eretto un casotto di caccia e una locanda in loco, iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case. L'abbondanza di materiale, soprattutto pietra calcarea e carsica e sedimentario calcareo, e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che divennero i caratteristici trulli, contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano, Villaggio Barone Mariano Liuzzi Coreggia.

Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte.

Alberobello sorse sulle vie dell'antico fiume Cana, dove ora si trova il Largo Giuseppe Martelotta (sindaco) (Largo Martelotta viene chiamato anche largo delle foggie e largo della fiera) dove sfociava a Torre Canne (frazione di Fasano).

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone, che era ospite a Taranto dall'Arcivescovo dal 9 maggio al 12 maggio 1797, accolse l'istanza di sette alberobellesi, tre civili e quattro sacerdoti, gli unici in paese che sapevano leggere e scrivere, ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale dei conti. Venne anche costruita la Casa D'Amore, primo trullo costruito con la malta. Il 22 giugno del 1797 fu eletto con cinque voti il primo sindaco Francesco Lippolis e non fu votato Pezzolla e fu creato lo stemma. Sino alla prima metà del XX secolo, anche il centro storico di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli, di cui restano pochi esemplari perché avendo paura e vergogna vennero abbattuti di notte. Anche ad Alberobello ne verranno abbattuti circa 200 nella parte moderna fino alla amministrazione Angelo Panarese negli anni novanta. Alberobello resta oggi l'unica città in cui permane un intero quartiere di trulli e viene considerata capitale culturale dei trulli della Valle d'Itria e della Murgia dei Trulli. Il conte Giangirolamo d'Acquaviva d'Aragona e la sua nuora Filomarino erano devoti dei Santi Medici il cui culto sostituira´ quello della Madonna delle Grazie. Infatti il conte e la moglie ebbero una grazia e per questo motivo chiamarono il loro primogenito Cosimo.

Campo di concentramento, transito e internamento di Alberobello la Casa Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il governo Italiano requisì la Masseria Gigante che era una scuola agraria fondata da Don Francesco Gigante sacerdote e brigante (1812-1888) il 2 dicembre 1887 (su un'estensione di 78 ettari che erano prima il Bosco Selva), per adibirla a un campo per la scuola agraria e che ebbe via via nel periodo fascista le funzioni di campo di transito e di internamento.[7] Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la masseria fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno c'è una chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi e a Santa Chiara d'Assisi con affreschi di gesso dipinti dal 15 marzo 1948 al 18 agosto 1948 dal signor Victor[8] e la messa si celebra ogni anno il 27 gennaio mattina. Oggi ospita La Notte dei Briganti alla fine di agosto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trullo.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg
Tipo Culturali
Criterio C (iii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione. Anche perché la malta era costosa.

Panorama di Alberobello dal Belvedere
Coperture dei coni dei trulli
Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.

Su ogni trullo a lato o a destra o a sinistra c'è la presenza di un camino. All'ingresso di alcuni trulli sono presenti immagini votive realizzate per devozione o per grazia ricevuta; la maggior parte raffigurano Santi Medici, la Madonna del Carmine o Gesù Crocifisso.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra il tetto dei trulli (chiamato anche falsa cupola), spesso assumono un significato religioso, come la croce o il cuore trafitto; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco, come il capricorno. Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, e avevano funzione apotropaica. Questi simboli furono fatti soprattutto nel periodo fascista. Per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano. La prima volta che compare la parola "trullo" risale al 1930.

Nel periodo fascista fu costruito il Belvedere (balconata di Santa Lucia) con a fianco la gradinata (via della Contessa) e i bagni pubblici.

Nel periodo fascista sui coni dei trulli veniva dipinta la scritta "W IL DUCE", soprattutto in occasione della visita di Benito Mussolini ad Alberobello negli anni '30.

Nel 1965 e nel 1975 ci fu la visita dell'onorevole Aldo Moro del partito DC.

Ogni Domenica delle Palme vengono messi sui trulli e nei terreni le palme come segno di benedizione; esse durano un anno.

I trulli si trovano anche nella campagna di Alberobello su ogni terreno (fondo).

Retro del Trullo Sovrano

Trullo sovrano Corte di Papa Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Il trullo più grande è chiamato Trullo Sovrano situato in piazza Sacramento (in onore della confraternita), alto circa 14 m, nome ufficiale dato da Giuseppe Notarnicola nel 1916. Fatto costruire dalla famiglia Perta da Monsignore Don Cataldo Perta alla metà del Settecento, nell'ottocento è sede della confraternita del Santissimo Sacramento (1823-1974) dal 1826 al 1837 e della confraternita dei Santi Medici (1839-1974) nel 1840, ecco perché all'ingresso fu raffigurato un dipinto del Calvario di artista ignoto. Questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia e di beneficenza e viene anche colorato con fari di luce. In passato, dopo il Trullo Sovrano iniziava la campagna. Un altro trullo molto grande e doppio è il trullo Paparale del Seicento che si trova in periferia.

Casa Pezzolla Museo del Territorio[modifica | modifica wikitesto]

In una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere Aia Piccola e Piazza del Popolo dal 1922 (ex piazza Vittorio Emmanuele II) sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, nel 1986 è stato acquistato dal Comune di Alberobello e tra il 1993 e il 1997 è stato interamente restaurato dalla amministrazione Panarese.

Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno più recente che si affaccia interamente su piazza XXVII Maggio (ex piazza delle erbe) e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia Piccola.

La terza zona si chiama Santi Medici perché a ridosso della Chiesa Matrice con i due campanili dei Santi patroni e ospita il Trullo Sovrano.

Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - zona Monumentale

Basilica Chiesa Matrice dei Santi Medici patroni[modifica | modifica wikitesto]

La basilica è dedicata ai santi Cosma e Damiano, patroni ufficialmente di Alberobello dal 22 maggio 1854 introdotti nel 1636 dai Conti i Conversano; si tratta di un edificio in stile neoclassico, con pianta a forma di croce latina, la cui facciata dall'architetto Antonio Curri con i due campanili con una meridiana e un orologio,fu approvato il progetto il 15 novembre 1881, costruita dal 12 novembre 1882 al 20 settembre 1885 giorno di inaugurazione, ma manca ancora la cupola ottagonale. La sacrestia attuale costruita nel 1968. Nel 12 settembre 1938 divenne santuario e il 16 marzo e il 19 aprile 1814 divenne parrocchia e si staccò dalla parrocchia di Noci. Nel 18 febbraio del 2000 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[9] Dal 20 dicembre 2015 all'11 novembre 2016 è stata Chiesa Giubilare. La chiesa è uso di pellegrinaggi di rito ortodosso.La chiesa ospita opere di Adolfo Ugo Rollo di Giovinazzo, di Onofrio Bramante di Milano, di Francesco De Biasi alberobellese,di Marco Sgobba alberobellese (1868-1957) e di Francesco Troiano di Bitetto. Qui si trovano la reliquia della Croce di Gesù e le reliquie dei Santi Medici del 1803 donata da Monsignore Don Cataldo Perta (1744-1809), prima era conservata al Trullo Sovrano e le due statue dei Santi Medici commissionate dal devoto Giuseppe Domenico Rinaldi detto Parrucca per volontà del conte Giulio Antonio IV nel 1781, diverse in volto perché quella di San Cosma fu scolpita ad Andria nel 1782 da Francesco Paolo Antolini e quella di San Damiano a Rutigliano da Luca detto Tammurano nel 1784. La festa patronale con la fiera si svolge dal 25 settembre al 28 settembre. Nelle due processioni San Damiano precede San Cosma.

Prima dell'attuale edificio (non ancora completato) un tempo sorgeva una cappella di 32 metri quadrati fatta da ovest a est e una curiosità, nei giorni di solennità le campane in tutto 6 vengono suonate a mano.

Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio dei padri e suore Guanelliani[modifica | modifica wikitesto]

Edificata da architetti e maestranze di Martino De Leonardis, in via Monte Pertica sul terreno di Antonia Cammisa il 1 gennaio 1925, edificata tra il 25 marzo 1926 e il 10 maggio 1927, inaugurata e consacrata il 13 giugno 1927 per volere del canonico ex francescano Don Antonio Lippolis (21 gennaio 1886-16 dicembre 1972) suo padre era Biagio Giovanni con la sorella Anna, il 5 gennaio 1945 questa chiesa a trullo divenne parrocchia, sorge su un terreno nella sommità del rione Monti , zona Monumentale, donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti guanelliani nel novembre del 1952, la chiesa di Sant'Antonio riproduce le fattezze delle abitazioni del Rione Monti, dalla legge di Giolitti emanata il 23 settembre 1910. Su una pianta a croce greca s'innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti con il tetto a cono. Al lato destro si eregge a forma di trulli il campanile che ospita tre campane. La chiesa è stata interamente restaurata nel 2004 da Don Fabio Pallotta riportandola alla sua originalità. Ospita da anni la reliquia di Sant'Antonio e la chiesa ospita opere di Adolfo Ugo Rollo tra cui l'Albero della Vita con la croce, sull'Abside dietro l'altare e vita di Sant'Antonio di Padova, contiene la statua del santo titolare del 1927 fatto da Raffaello Carrella (1877-1955) contiene anche la statua di Santa Rita da Lecce donata dal devoto Pietro Basile, una piccola statua di San Giuseppe e una piccola statua in ceramica di Immacolata Concezione, un basso rilievo di San Luigi Guanella di Adolfo Ugo Rollo, un dipinto di Padre Pio del 1999 del Mazzin voluto dal sacerdote-parroco Don Giacomo Donnaloja e una foto-immagine di san Giovanni Paolo II del 2011.C'è un'altra chiesa a forma di trullo nella frazione San Marco di Locorotondo dedicata a San Marco evangelista e alla Maddalena

Nel maggio 2015 la chiesa ospitò le spoglie del corpo di San Luigi Guanella per il centenario della morte avvenuta nel 1915.

Il sabato 1 aprile e domenica 2 aprile 2017 ha ospitato la reliquia del Cireneo di San Pio da Pietrelcina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 378. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, nasce dalla volontà di conservare e narrare la storia dell'area territoriale del comprensorio dei trulli, riconosciuta dall'UNESCO nel 6 dicembre 1996 quale patrimonio artistico d'interesse mondiale. Il museo è pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, di reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria, oltre ad essere sede ospitante di mostre ed esposizioni temporanee di arti figurative. La proposta culturale del Museo si completa con il Centro di Documentazione "Gianpiero De Santis", un contenitore culturale multimediale a favore di tutte le associazioni culturali della città presente in rete con il portale [alberobellocultura.it][1], organo ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello. Prima il Museo del Territorio era uno studio dentistico fino al 1986 quando lo prese il comune per i lavori di restauro fatti dal 1994 al 1997.
  • Ecomuseo della Valle d'Itria, museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.
  • Dal dicembre 2016 al gennaio 2017 ha ospitato nell'ex Conceria di Alberobello situata in via Barsento adiacente a una scuola primaria e a una scuola infanzia ha ospitato un museo.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede in Alberobello la tv locale privata Teletrullo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, ricoperta di neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico, soprattutto per la peculiarità dei trulli. Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto, in bianco-nero uno degli ultimi film muti del cinema italiano e primo film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri e interpretato da Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nell'immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi, dove venivano raccolte donne di diverse nazionalità. Nel 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'Europa) in Donne senza nome, con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco-nero, durata 90 minuti. La scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[12] Il regista Mario Monicelli nel 1964 e nel 1965 gira alcune scene del film Casanova '70 nel Trullo Sovrano, con Marcello Mastroianni. Appaiono scene anche a Locorotondo.

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film Le bande, con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film Belle ragazze attente, (Titolo originale: Bachna Ae Haseeno), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello.

ll regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese Il sottile fascino del peccato, con Nino Castelnuovo e Milena Miconi. Infine nel 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi Che bella giornata. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Persone legate ad Alberobello[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Coreggia è parte del territorio alberobellese dal 13 gennaio 1895 e il 5 settembre 1895 si straccò dalla ex diocesi di Monopoli e si aggrecò alla ex diocesi di Conversano. In precedenza essa dipendeva amministrativamente da Monopoli dove si festeggiano i patroni San Vito martire a giugno la Madonna del Rosario a ottobre e Cristo Re a novembre.

Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Ci sono però delle contrade che si chiamano: San Leonardo, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Maranna, Capo Di Gallo, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia calze, Neviere vecchia, Muscio, Vaccari, Sisto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti[13]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo. Il primo documento del turismo si attesta nel 1840.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione ferroviaria delle Ferrovie del Sud Est dal 1933, mentre prima dal 1905 al 1931 c'era la FBL (Ferrovie Bari Locorotondo).Le stazioni attigue sono Noci e Locorotondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 agosto 1987 31 luglio 1990 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [14]
31 luglio 1990 21 aprile 1992 Domenico Pugliese Democrazia Cristiana Sindaco [14]
3 giugno 1992 19 gennaio 1993 Modesto Panaro Democrazia Cristiana Sindaco [14]
19 marzo 1993 19 luglio 1993 Pietro Rotolo Democrazia Cristiana Sindaco [14]
18 settembre 1993 13 giugno 1994 Biagio De Girolamo Comm. straordinario [14]
24 giugno 1994 25 maggio 1998 Angelo Panarese Progressisti Sindaco [14]
26 maggio 1998 5 novembre 2001 Angelo Panarese L'Ulivo Sindaco [14]
5 novembre 2001 28 maggio 2002 Maria Teresa Pricolo Comm. straordinario [14]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [14]
29 maggio 2007 22 maggio 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [14]
22 maggio 2012 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Real Alberobello che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese

Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S. Alberobello Volley e l'A.S. Pallavolo Living.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ (EN) The Trulli of Alberobello, whc.unesco.org. URL consultato il 9 novembre 2009.
  5. ^ Toponimo Alberobello
  6. ^ La Città di Alberobello
  7. ^ Itriabarocco
  8. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 978-88-425-3167-8
  9. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  12. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11,12.
  14. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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