Parco dell'Etna

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Parco dell'Etna
Etna2-flickr.jpg
Tipo di area Parco nazionale
Codice WDPA 32712
Codice EUAP EUAP0227
Class. internaz. Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
Stato Italia Italia
Regioni Sicilia Sicilia
Province Catania Catania
Comuni vedi elenco nel testo
Superficie a terra 58.095 ha
Provvedimenti istitutivi D.P.R.S. 37, del 17.03.87
Gestore Ente Parco dell'Etna
Presidente Marisa Mazzaglia
Zone parco Etna.png
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Parco dell'Etna
Parco dell'Etna
Sito istituzionale

Coordinate: 37°37′51.4″N 15°01′20.3″E / 37.630944°N 15.022306°E37.630944; 15.022306

Il Parco dell'Etna è un'area naturale protetta della Regione Siciliana, istituita nel 1987.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima volta che si pensò all'istituzione di un Parco dell'Etna, fu intorno agli anni sessanta, quando cominciò ad affermarsi, fra gli appassionati della Montagna, la necessità di tutelare la natura dalla invasione del turismo di massa portato dalla diffusione dei mezzi di trasporto personali.

Sull'argomento si discusse molto sia fra la popolazione che fra i politici e si andò avanti fino agli anni ottanta, quando la Regione Sicilia istituì tre Parchi Regionali e fra questi quello dell'Etna con la legge n. 98 del maggio 1981.

Per arrivare però alla reale costituzione del Parco, occorse attendere ancora altri sei anni ed arrivare al marzo 1987. Lo scopo del Parco è quello di tutelare il patrimonio boschivo e la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche specifiche dei luoghi e di regolamentare e coordinare lo sviluppo di quelle attività turistiche che possano dare fruibilità ai luoghi e benessere alle popolazioni insediate nell'ambito territoriale.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona sommitale del vulcano non vi è alcun tipo di vegetazione in quanto sulla lava recente nessun seme può germogliare. Scendendo intorno ai 2 metri si incontrano la saponaria (Saponaria sicula), l'astragalo siciliano (Astracantha sicula), il tanaceto (Tanacetum siculum), il cerastio (Cerastium tomentosum), il senecio (Senecio squalidus), la camomilla dell'Etna (Anthemis aetnensis), il caglio dell'Etna (Galium aetnicum), la romice (Rumex scutatus) e qualche muschio e lichene.
Già intorno ai 2000 metri si possono incontrare, su alcuni versanti, il pino loricato, la Betula aetnensis e il faggio ed ancora più in basso anche castagno e ulivo. Assieme a questa vegetazione convive la ginestra dell'Etna che con i suoi fiori gialli crea, nel periodo della fioritura, un bel cromatismo con il nero della lava vulcanica.

Nella zona collinare delle falde si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l'Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante nord-ovest del vulcano, dai 600 agli 850 metri di altitudine, prosperano i pistacchi (Bronte) e le fragole (Maletto) unici per il loro sapore e colore dovuti alla tipicità del territorio e del microclima. Altra notevole produzione è quella delle pere di vario tipo e delle pesche, tra cui spicca fra tutte la "tabacchiera dell'Etna".

La notevole ricchezza dei suoli ha permesso lo sviluppo di una ricchissima varietà agricola, soprattutto nelle zona nord - orientale del vulcano, rispetto agli altri territori, grazie al particolare microclima che si è venuto a creare dalla vicinanza con la costa ionica: numerose specialità, tra le quali ad esempio la Ciliegia rossa dell'Etna (Comuni Milo, Sant'Alfio, Mascali e Giarre) o le noci/noccioline di più alta quota (Comuni di Sant'Alfio, Milo, Piedimonte Etneo), rappresentano un patrimonio, ancora non del tutto valorizzato, su cui l'Area protetta del Parco dell'Etna non potrà fare a meno in un futuro.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di volpe rossa nei pressi del Rifugio Sapienza
Cucciolo di volpe rossa dell'Etna

Circa un secolo e mezzo fa Galvagni, descrivendo la fauna dell'Etna, raccontava della presenza di animali ormai scomparsi e divenuti per noi mitici: lupi, cinghiali, daini e caprioli. Ma l'apertura di nuove strade rotabili, il disboscamento selvaggio e l'esercizio della caccia hanno portato all'estinzione di questi grandi mammiferi e continuano a minacciare la vita delle altre specie. Nonostante ciò sul vulcano vivono ancora l'istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e varie specie di topo, pipistrello e serpente.

Luoghi di interesse geologico[modifica | modifica wikitesto]

  • Grotta del Gelo: si tratta di una grotta di scorrimento lavico che presenta la particolarità di avere al suo interno una temperatura che persino nei mesi estivi non va sopra i -6 °C, causando la presenza di ghiaccio perenne al suo interno.
  • Grotta dei tre livelli: allo stato delle conoscenze attuali la più lunga grotta di scorrimento esistente sull'Etna e tra le più estese al mondo.
  • I dicchi della Valle del Bove: costituiscono quanto resta del vulcano estinto detto Trifoglietto.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Comuni su cui insiste il parco

Questo è l'elenco dei 20 comuni che occupano la superficie del Parco: Adrano Ha 4.319, Belpasso Ha 1.712, Biancavilla Ha 3.830, Bronte Ha 10.200, Castiglione di Sicilia Ha 5.412, Giarre Ha 1, Linguaglossa Ha 4.120, Maletto Ha 3.564, Mascali Ha 331, Milo Ha 1.117, Nicolosi Ha 3.271, Pedara Ha 896, Piedimonte Etneo Ha 793, Ragalna Ha 2.504, Randazzo Ha 6.270, Sant'Alfio Ha 1.843, Santa Maria di Licodia Ha 443, Trecastagni Ha 1.296, Viagrande Ha 93, Zafferana Etnea Ha 6.250. Undici fra questi arrivano fino al cratere centrale; se si immagina cioè il vertice della montagna come un punto geometrico, esso appartiene a ben undici comuni.

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Un treno della Ferrovia Circumetnea circumnaviga le pendici lambendo l'anello inferiore del parco.
Da tutti i comuni il cui territorio è anche solo in parte compreso nell'area protetta, è possibile accedere al Parco attraverso mulattiere o sentieri. Gli accessi più facili attraverso strade asfaltate, che ovviamente si trovano nella parte più antropizzata, sono quelle dai comuni di:

In occasione di grandi eruzioni, le possibilità di accesso possono subire notevoli variazioni.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 fu costituito l'"Ente Parco dell'Etna", ente di diritto pubblico sottoposto a controllo e vigilanza della Regione siciliana, con sede a Nicolosi, presso l'antico monastero di San Nicolò l'Arena.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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