Monti Rossi
| Monti Rossi | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Sicilia |
| Provincia | Catania |
| Altezza | 949 m s.l.m. |
| Prominenza | 116 m |
| Catena | Mongibello (Etna) |
| Ultima eruzione | 11 luglio 1669 |
| Ultimo VEI | 4 (sub-pliniana) |
| Codice VNUM | 211060 |
| Coordinate | 37°37′11.29″N 15°00′44.73″E |
| Altri nomi e significati | Munti Russi |
| Mappa di localizzazione | |
I Monti Rossi (Munti Russi in siciliano) sono due coni piroclastici formatisi a nord di Nicolosi, alle pendici del vulcano Etna. L'altezza sul livello del mare del punto culminante dei Monti Rossi è di 949 metri[1], la sua prominenza topografica è di 116 metri.[2] Sul cono secondario si trova una alta croce metallica che risale al 1928.[3]
Storia
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La loro formazione risale all'eruzione dell'Etna del 1669: questa ebbe inizio l'8 marzo con terremoti continui, prima lievi poi via via sempre più forti. La zona sismica interessava il territorio di Nicolosi dietro cui si aprirono le fenditure, Pedara, Trecastagni, Belpasso. Entro la giornata del 13 marzo era già stata distrutta Mompilieri e raggiunto il territorio di Mascalucia mentre sulla fenditura i piroclasti, anche di grandi dimensioni, avevano costruito l'impalcatura dei coni gemelli detti dagli abitanti "Monti della ruina"[4] e in seguito chiamati Monti Rossi. L'eruzione cessò l'11 luglio 1669 dopo avere di fatto cancellato il paese di Nicolosi; a nord ovest dei Monti Rossi si formò la Grotta delle Palombe, scoperta da Mario Gemmellaro nel 1823.
L'eruzione è una delle più spaventose che si ricordi: la colata da 850 metri s.l.m. si portò a quota zero nell'arco di 122 giorni, per una lunghezza di circa 15 km; lo spessore medio della colata era di 25 metri mentre il volume di lava emesso fu di circa 950 milioni di metri cubi[5]. Alla fine furono distrutti 15 villaggi e parte di Catania, nel suo lato occidentale: la colata ne distrusse la parte esterna fino alle mura, circondando il Castello Ursino, che sorgeva su uno sperone roccioso allungato sul mare, e superandolo creò nuova terraferma per alcuni chilometri a sud-ovest della città; scomparve definitivamente il Lago di Nicito[6] ed il fiume Amenano venne per grossa parte sepolto[7].

Giuseppe Recupero, nell'opera Storia naturale e generale dell'Etna[8] descrive così l'eruzione:
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Secondo alcune versioni il nome deriverebbe da una cattiva traduzione dalla lingua siciliana: infatti si pensa a un originario "Munti Rossi" (Monti Grossi) anziché "Munti Russi" (Monti Rossi). Ciononostante negli anni si è pensato che il nome derivasse dal colore delle rocce che compongono i coni. In effetti la presenza di pirosseni è piuttosto evidente.
Secondo altre versioni il nome sarebbe conseguenza dalla traduzione dal dialetto catanese "Munti Russi" all'italiano Monti Rossi. Durante l'eruzione del 1669, i Catanesi che guardavano dalla costa videro formarsi in pochi giorni le due montagne. Di notte esse apparivano rosse a causa della lava incandescente e il fenomeno era visibile da molti chilometri di distanza, considerato il fatto che nel 1669 non esisteva l'inquinamento luminoso. Si legge in alcuni racconti dell'epoca che:
«la terra ha tremato e due seni di fuoco sono spuntati»
Appare quindi molto probabile che il nome Monti Rossi derivi dall'immagine incandescente delle due montagne, dette appunto minni di foco (seni di fuoco, per la particolare forma simile ad un florido seno femminile), durante l'eruzione del 1669.
Sport
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La pineta dei Monti Rossi si presta a lunghe passeggiate su sentieri ben curati dagli operai della Guardia forestale ed è un luogo privilegiato per attività di orientamento.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Istituto Geografico Militare, carta 1:25.000.
- ↑ (EN) Monti Rossi, Italy, su peakbagger.com. URL consultato il 10 novembre 2025..
- ↑ Monti Rossi, su buonastrada.eu. URL consultato il 10 novembre 2025..
- ↑ G.A.Borelli.
- ↑ Sicilia, su books.google.it, Touring Editore, 1989, p. 685.
- ↑ Francesco Ferrara, Descrizione dell'Etna con la storia delle eruzioni, su books.google.it, p. 105.
- ↑ Fiume Amenano, su provincia.ct.it. URL consultato l'8 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2013).
- ↑ Storia naturale e generale dell'Etna, Opera postuma, arricchita di moltissime interessanti annotazioni dal suo nipote tesoriere Agatino Recupero, su books.google.it, 1815.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giovanni Alfonso Borelli, Storia e meteorologia dell'eruzione dell'Etna del 1669, Firenze, Giunti, 2001, ISBN 88-09-02254-8.
- Cartografia ufficiale italiana in scala 1:25.000 e 1:100.000, Istituto Geografico Militare. URL consultato il 25 settembre 2023.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni sui Monti Rossi
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sui Monti Rossi
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Monti Rossi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Monti Rossi, su Peakbagger.com.
I Monti Rossi, su YouTube. Video sulla pineta e le caratteristiche dei Monti Rossi.- I Monti Rossi, su etnablog.altervista.org. Scheda sui Monti Rossi.
- I Monti Rossi, su provincia.ct.it. URL consultato l'11 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2013). Scheda sui Monti Rossi
- Monti Rossi, su openstreetmap.org.
