Carlo Levi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Cristo è sceso nell'inferno sotterraneo del moralismo ebraico per romperne le porte nel tempo e sigillarle nell'eternità. Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli. »
(Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 1945)
Carlo Levi
Paolo Monti - Servizio fotografico (Italia, 1955) - BEIC 6341423.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature IV, V
Gruppo
parlamentare
Misto
Collegio Civitavecchia (IV Leg.), Velletri (V Leg.)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Sinistra Indipendente-Comunisti
Professione scrittore, pittore

Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902Roma, 4 gennaio 1975) è stato uno scrittore, pittore, politico e antifascista italiano, tra i più significativi narratori del Novecento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia e gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da Ercole Raffaele e Annetta Treves, un'agiata famiglia ebraica della borghesia torinese e fin da ragazzo dedica molto tempo alla pittura, che coltiverà con gran passione per tutta la vita, raggiungendo anche importanti successi. Sua sorella maggiore è la neuropsichiatra infantile Luisa Levi.

Dopo avere terminato gli studi secondari presso il liceo Alfieri[1], si iscrive alla facoltà di medicina all'Università di Torino. Nel periodo degli studi universitari, per il tramite dello zio, l'onorevole Claudio Treves (figura di rilievo nel Partito Socialista Italiano), conosce Piero Gobetti, che lo invita a collaborare alla sua rivista La Rivoluzione liberale e lo introduce nella scuola di Felice Casorati, intorno alla quale gravita l'avanguardia pittorica torinese.

Levi, inserito in questo contesto multiculturale, ha modo di frequentare personalità come Cesare Pavese, Giacomo Noventa, Antonio Gramsci, Luigi Einaudi e, più tardi, importanti per la sua evoluzione pittorica, Edoardo Persico, Lionello Venturi, Luigi Spazzapan.

Nel 1923 soggiorna per la prima volta a Parigi, dove viene a contatto per la prima volta con le opere dei Fauves, di Amedeo Modigliani e di Chaïm Soutine, leggendovi un incitamento alla ribellione contro la retorica fascista e la cultura ufficiale italiana[2].

Durante questo viaggio, scrive anche il primo articolo sulla sua pittura nella rivista L'Ordine Nuovo di Antonio Gramsci.

Si laurea in medicina nello stesso anno e rimarrà alla Clinica Medica dell'Università di Torino come assistente fino al 1928, ma non eserciterà la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo.

La scelta per l'attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Levi ritratto da Paolo Monti nel 1975. Fondo Paolo Monti, BEIC

La profonda amicizia e l'assidua frequentazione di Felice Casorati orientano la prima attività artistica del giovane Levi, con le opere pittoriche Ritratto del padre (1923) e il levigato nudo di Arcadia, con il quale partecipa alla Biennale di Venezia del 1924.

Dopo altri soggiorni a Parigi, dove aveva mantenuto uno studio, la sua pittura, influenzata dalla Scuola di Parigi, subisce un ulteriore cambiamento stilistico, proseguito poi con la conoscenza, tra il 1929 e il 1930, di Modigliani.

Con il sostegno di Edoardo Persico e Lionello Venturi, alla fine del 1928 prende parte al movimento pittorico cosiddetto dei sei pittori di Torino, insieme a Gigi Chessa, Nicola Galante, Francesco Menzio, Enrico Paulucci e Jessie Boswell, che lo porterà a esporre in diverse città in Italia e anche in Europa (Genova, Milano, Roma, Londra, Parigi).
Levi, per una precisa posizione culturale coerente con le sue idee, considerava espressione di libertà la pittura, in contrapposizione non solo formale, ma anche sostanziale alla retorica dell'arte ufficiale, secondo lui sempre più sottomessa al conformismo del regime fascista e al modernismo ipocrita del movimento futurista.

L'impegno politico antifascista[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio panoramico del comune di Aliano, dove Carlo Levi trascorse il suo periodo di confino

Nel 1931 si unisce al movimento antifascista di "Giustizia e libertà", fondato tre anni prima da Carlo Rosselli.

Nel marzo 1934 Levi viene arrestato per sospetta attività antifascista, e l'anno successivo, il 15 maggio 1935 su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre[3] fu colpito da un secondo arresto e condannato al confino nel paese lucano di Grassano; successivamente fu trasferito nel piccolo centro di Aliano, in provincia di Matera.[4]

Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli (nel racconto, il paese viene chiamato Gagliano imitando la pronuncia locale).

Nel 1936 il regime fascista, sull'onda dell'entusiasmo collettivo per la conquista etiopica, gli concede la grazia, e lo scrittore si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica.

Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d'azione e dirige insieme ad altri Azionisti La Nazione del Popolo, organo del Comitato di Liberazione della Toscana.

Cristo si è fermato a Eboli[modifica | modifica wikitesto]

« Cristo è sceso nell'inferno sotterraneo del moralismo ebraico per romperne le porte nel tempo e sigillarle nell'eternità. Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli. »
(Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 1945)
Un fotogramma del film Cristo si è fermato a Eboli, con l'attore Gian Maria Volonté

Nel 1945 Einaudi pubblica il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, scritto nei due anni precedenti.

In esso Levi denuncia le condizioni di vita disumane di quella popolazione contadina, dimenticata dalle istituzioni dello Stato, alle quali "neppure la parola di Cristo sembra essere mai giunta".

La risonanza che avrà il romanzo mette in ombra la sua attività di pittore: ma la stessa pittura di Levi viene influenzata dal suo soggiorno in Basilicata (sotto il fascismo chiamata Lucania), diventando più rigorosa ed essenziale e fondendo la lezione di Modigliani con un sobrio, personale realismo.

Nel 1979 il romanzo verrà adattato per il cinema e la televisione da Gillo Pontecorvo e Francesco Rosi: il ruolo di Carlo Levi è interpretato dall'attore Gian Maria Volonté.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Levi nel 1947 (foto di Carl Van Vechten)

Sempre nel 1945 Carlo Levi intreccia una relazione amorosa - che sarà trentennale - con Linuccia Saba (1909-1975), l'unica figlia del poeta Umberto. Nel dopoguerra Levi continuerà la sua attività di giornalista, in qualità di direttore del quotidiano romano L'Italia libera, organo del Partito d'Azione, partecipando a iniziative e inchieste politico-sociali sull'arretratezza del Mezzogiorno d'Italia; per molti anni collaborerà con il quotidiano La Stampa di Torino.

Nel 1954 aderisce al gruppo neorealista e partecipa alla Biennale di Venezia con apprezzabili dipinti, in chiave realistica come la sua narrativa.

Prosegue l'attività di scrittore: dopo Cristo si è fermato a Eboli, di grande interesse sono Le parole sono pietre, del 1955, sui problemi sociali della Sicilia (vincitore nel 1956 del Premio Viareggio), Il futuro ha un cuore antico (1956), Tutto il miele è finito (1965), e L'orologio, pensosa e inquieta cronaca degli anni della ricostruzione economica italiana (1950).

Nel 1963, per dare peso alle sue inchieste sociali sul degrado generalizzato del paese, e mosso dal desiderio di contribuire a modificare una politica stratificata su un immobilismo di conservazione di certi diritti acquisiti anche illegalmente, passa dalla teoria alla pratica e, convinto dagli alti vertici del partito comunista, incomincia a svolgere politica attiva.

Candidato a un seggio senatoriale, viene eletto per due legislature Senatore della Repubblica, come indipendente del Partito comunista italiano: la prima volta nel collegio di Civitavecchia, nel secondo mandato nel collegio di Velletri.

Nel gennaio 1973 subisce due interventi chirurgici per il distacco della retina. In stato temporaneo di cecità riuscirà a scrivere Quaderno a cancelli, che sarà pubblicato postumo nel 1979 senza la parte finale recentemente recuperata dallo studioso D. Sperduto, e a tracciare 146 disegni.

Muore a Roma il 4 gennaio 1975.

Carlo Levi ed Aliano[modifica | modifica wikitesto]

La salma dello scrittore torinese riposa nel cimitero di Aliano, dove volle essere sepolto per mantenere la promessa di tornare, fatta agli abitanti lasciando il paese.

In realtà, Levi tornò più volte in terra di Basilicata nel secondo dopoguerra. Ne sono testimonianza le numerose foto custodite nella pinacoteca dedicatagli nel comune di Aliano che lo ritraggono nelle varie località della provincia di Matera assieme a suoi amici personali e assieme agli stessi personaggi protagonisti del suo libro più famoso.

Ad Aliano è stato realizzato il Parco letterario Carlo Levi che promuove numerose iniziative legate alla memoria dello scrittore e pittore torinese, come i viaggi sentimentali nei luoghi legati al confino di Levi, e giornate di degustazione di prodotti tipici. Inoltre ogni anno si svolge ad Aliano il Premio letterario nazionale Carlo Levi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Levi

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Trabucco, I cento anni di un liceo conservatore, La Repubblica, 27 novembre 2001. URL consultato il 4 aprile 2016.
  2. ^ Nota biografica in Cristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 2010
  3. ^ Franco Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 177
  4. ^ Commissione di Roma, ordinanza del 15.7.1935 contro Carlo Levi: (“Organizzazione giellista attiva specialmente a Torino”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1387
  5. ^ Guida d'Italia - Calabria: dal Pollino all'Aspromonte le spiagge dei due mari le città, i borghi arroccati, Milano, Touring Editore, 2003. ISBN 88-365-1256-9
  6. ^ Centro Carlo Levi: pubblicazioni
  7. ^ I colori di Lucania 61, metafora di un mondo
  8. ^ Lucania 61 di Carlo Levi
  9. ^ Carlo Levi :Il Nuotatore, arte-incontro.it. URL consultato il 26 dicembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oltre la paura. Percorsi nella scrittura di Carlo Levi, a cura di Gigliola De Donato, Donzelli, Roma, 2008.
  • Intertestualità leviane, a cura di Silvana Ghiazza, Settore Editoriale e Redazionale (Università degli Studi di Bari), Bari, 2011.
  • Giovanni Russo, Carlo Levi segreto, Dalai editore, Milano, 2011.
  • Donato Sperduto, L'imitazione dell'eterno, Schena editore, Fasano, 1998.
  • Donato Sperduto, Maestri futili? Gabriele D'Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese, Emanuele Severino, Aracne, Roma, 2009.
  • Donato Sperduto, Armonie lontane, Aracne, Roma, 2013.
  • David Ward, Carlo Levi, La Nuova Italia, Milano, 2002.
  • Michel Arouimi, Magies de Levi, Schena-Lanore, Fasano-Parigi, 2006.
  • Giancarlo Pauletto (a cura di), Carlo Levi 1935-1936: Figure prima della storia, Comune di Pordenone Editore, Pordenone, 2006.
  • Dalia Abdullah, "Pittura e letteratura: Il bilinguismo di Carlo Levi", in "Riscontri. Rivista trimestrale di cultura e di attualità", XXXIV(2012),3-4,pp. 9–54.
  • Oltre il buio. Scritti per Carlo Levi, a cura di P. L. Berto, Ensemble, Roma, 2013.
  • Franco Fucci, Le polizie di Mussolini, la repressione dell'antifascismo nel Ventennio, Milano, Mursia, 1985.
  • Giuseppe Appella, Carlo Levi e "Lucania '61", De Luca Edizioni d'Arte, Roma, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN76318991 · LCCN: (ENn79043774 · SBN: IT\ICCU\CFIV\009251 · ISNI: (EN0000 0001 2140 0351 · GND: (DE11877977X · BNF: (FRcb11912802f (data) · ULAN: (EN500013924