Campobello di Licata

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Campobello di Licata
comune
Campobello di Licata – Stemma Campobello di Licata – Bandiera
Campobello di Licata – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoGiovanni Picone (Partito Democratico) dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate37°15′34″N 13°55′09″E / 37.259444°N 13.919167°E37.259444; 13.919167 (Campobello di Licata)Coordinate: 37°15′34″N 13°55′09″E / 37.259444°N 13.919167°E37.259444; 13.919167 (Campobello di Licata)
Altitudine316 m s.l.m.
Superficie81,33 km²
Abitanti9 616[1] (01-01-2020)
Densità118,23 ab./km²
Comuni confinantiLicata, Naro, Ravanusa
Altre informazioni
Cod. postale92023
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084010
Cod. catastaleB520
TargaAG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticampobellesi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campobello di Licata
Campobello di Licata
Campobello di Licata – Mappa
Posizione del comune di Campobello di Licata nel libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Campobello di Licata (Campubeḍḍu in siciliano) è un comune italiano di 9 616 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre San Giovanni Battista, vista dalla piazza XX Settembre

Campobello di Licata è un comune collinare della provincia di Agrigento, situato su un altopiano della valle del fiume Salso a 316 m sul livello del mare. Il territorio, che ha un'estensione di circa 80 km², confina con Ravanusa, Naro e Licata; la popolazione residente è di 9.616 abitanti; dista dal capoluogo di provincia 51 km.

I suoi confini sono delimitati ad ovest dal torrente del Canale ad est dal torrente del Milici. Inoltre Campobello di Licata dista da Ravanusa solamente 4 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Piazza XX Settembre con angolo della Castellania e la Fontana - Anno 1903

Campobello di Licata fu fondata come borgo feudale nel 1681 da Raimondo Raimondetta, Barone di Campobello, che pagò duecento onze per comprare, da Carlo VI d'Asburgo e Carlo II di Spagna la licentia populandi per il suo feudo.

Antecedentemente a tale data non si hanno notizie certe di nuclei di abitazione ma si conoscono i nomi dei baroni investiti dalla baronia di Campobello che non sembra avesse un vero e proprio centro abitato.

La costruzione di nuovi villaggi era già cominciata con l'immigrazione albanese nel XVI secolo che, come si può desumere dall'elenco dei nuovi comuni, fu di tali proporzioni da trasformare la campagna siciliana.

Il processo fu favorito anche dalla fuga delle popolazioni, dalla costa verso l'interno, a causa delle incursioni dei pirati, e dalle fattorie isolate verso i centri abitati, a causa del brigantaggio.

Il Barone Fondatore di qualsiasi centro urbano, e quindi anche quello di Campobello di Licata, era titolare dei Mero e Misto Imperio, espressione per noi oscura, ma che racchiude in sé l'esercizio di tutti i poteri politico, amministrativo, fiscale, militare, giudiziario.

La scelta del posto dove edificare fu facile. Esisteva nel feudo un poggio roccioso, con in cima una vasta spianata dove si trovava una masseria del feudo. Tale poggio era vicino a diverse copiose sorgenti d'acqua ed era attraversato da una diramazione della "Regia Trazzera" che passava ad oriente.

Il Barone provvide subito alla costruzione della chiesa e della Castellania: la chiesa, l'attuale chiesa madre, fu dedicata a san Giovanni Battista.

La facciata della chiesa guardava a ponente e costituisce in pratica il transetto dell'attuale. La Castellania era il complesso di costruzioni che servivano per i pubblici uffici e per la residenza del castellano, nominato dal Barone. Si trovava nell'attuale piazza XX Settembre e fu demolita all'inizio del Novecento. Le case e i terreni erano gravati da canoni enfiteutici la cui riscossione è durata fino a qualche decennio fa.

La Brivatura Tunna - Oggi piazza Marconi

Il paese crebbe in fretta: dal 1690 al 1704 si celebrarono 32 matrimoni e già il censimento del 1710 registra 212 abitanti e 113 case.

Le abitazioni erano di tre tipi: i palazzi per i maggiori proprietari e "galantuomini"; i caseggiati di varie dimensioni per i "burgisi", piccoli e medi proprietari, con vasti spazi interni per gli attrezzi e i carri; infine le case dei nullatenenti, dei braccianti: una o due stanzette in cui vivere in condizioni precarie sia per la promiscuità che per l'igiene.

Buona parte dei primi abitanti erano coloni coltivatori con terre di proprietà che abbastanza velocemente si misero nelle condizioni di partecipare alle aste per la riscossione di dazi e gabelle, con conseguente accumulo di ricchezze ed il sorgere di grosse proprietà.

Nel 1734 il Barone concesse a Campobello, borgo feudale, di costituirsi Comune: gli abitanti assumevano l'onere delle spese dell'amministrazione: parroco, giurati, medico, colletta, ecc. L'atto di obbligazione fu firmato da 48 notabili.

Fu istituito il Decurionato, una specie di consiglio comunale che eleggeva il sindaco. I Decurioni rispondevano ancora al Barone, specialmente per la riscossione delle tasse e delle gabelle di cui erano direttamente responsabili.

Nel 1778, per volontà di re Ferdinando III, anche l'amministrazione della giustizia passa nelle mani dei Decurioni. I baroni non possono più agire contro i propri debitori ne costringere i coloni a coltivare le terre di loro proprietà. Fu una reale limitazione del potere dei Baroni che, prima di quella data, era assoluto. In tutta la Sicilia si chiusero le prigioni baronali, i famigerati dammusi.

Nel 1786 i campobellesi si riscattarono completamente dalla servitù feudale. Fu raccolta tra i cittadini, tra quelli che potevano, la somma di £. 13 onze e 10 tarì per pagare al Barone la reluizione dei mero e misto imperio.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La miniera di zolfo Passarello

Il secolo XIX è denso di avvenimenti. Pare fosse presente a Campobello la Carboneria e numerosi Campobellesi parteciparono ai moti del 1820, l'annu di lu ribellu: furono saccheggiate le case di dazieri e gabellieri.

Nel 1860 il paese partecipò con sei "picciotti" all'impresa dei Mille: le vittorie garibaldine furono salutate da grandi manifestazioni popolari. Il primo sindaco "italiano" fu Carmelo Gerbino, eletto, insieme a 18 consiglieri, da 55 elettori. Nel 1892 Campobello partecipa ai moti dei Fasci Siciliani.

Dott.Salvatore Ciotta, sindaco dal 1871 al 1878

Il leader locale era l'avvocato Nino Scuderi. Vi furono diverse manifestazioni e comizi con oratori di fama come De Felice, Drago, Garibaldi Bosco prima che la reazione del riberese Crispi stroncasse i Fasci con l'invio dell'esercito e con lo stato d'assedio.

Ciminiera della miniera di zolfo del Castelletto

Nella seconda metà del secolo XIX vennero realizzate le strade rotabili Campobello – Ravanusa e Canicattì – Licata: queste nuove vie di comunicazione aprirono il territorio ad un'intensa ondata immigratoria favorita anche dall'apertura delle miniere di zolfo.

La popolazione passò da 5821 abitanti nel 1861 a 12.000 nel 1901. Da ricordare l'arrivo di maestranze calabresi per la costruzione della ferrovia che si stabilirono a Campobello e che fino a qualche anno fa venivano indicati coi soprannomi di mussa luordi (musi sporchi) forse per l'abitudine di portare i baffi.

Sono della fine del secolo XIX, ad opera soprattutto del sindaco Salvatore Ciotta, importanti opere pubbliche: fontanelle di acqua potabile, biblioteca, banda municipale, aule scolastiche, illuminazione a petrolio, la facciata della chiesa madre, l'orologio comunale, i marciapiedi delle strade, il cimitero e la villa comunale.

Dal 1980 inizia a Campobello di Licata una grande ristrutturazione del centro abitato, vengono realizzati monumenti dall'artista argentino Silvio Benedetto e servizi e strutture di un paese moderno con visione coerente e stilisticamente unitaria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista dall'alto della piazza XX Settembre, con la sua singolare pavimentazione

Accedendo alla cittadina dalla S.S. 123 il turista viene accolto dal Murales dei 100 bambini che ricopre una delle scuole materne del paese e, passeggiando, può scoprire una dopo l'altra le diverse piazze e villette ( Villa dei turchi, Piazza Tien An Men,Piazza Marconi, Piazza XX Settembre, Piazza Aldo Moro, Piazza Della Vittoria, Villa xxv aprile, Villa Martiri di Modena, Villa San Giuseppe, Villetta dei ragazzi, Villa Nuova. ), trasformate in eleganti e monumentali salotti, all'aria aperta, frequentati da giovani e vecchi del luogo e, la sera, da giovani dei comuni vicini, attratti anche dai numerosi ed accoglienti locali pubblici sorti negli ultimi anni: pubs, pizzerie, ristoranti, bar.I monumenti tradizionali che possono essere ammirati a Campobello di Licata sono:

L'abbeveratoio del Canale, uno dei simboli della cittadina
  • La chiesa madre San Giovanni Battista, fu voluta dal barone Raimondo Raimondetta San Martino;fu completata nel 1681.
  • Piazza xx settembre, piazza principale del paese, presenta una pavimentazione unica, con mosaici rappresentanti colombe. Alla fine della piazza, per andare verso la chiesa madre, troviamo i due bronzi rappresentanti due contadini. Il tutto è stato fatto dall'artista Silvio Benedetto.
  • Piazza Marconi,al centro si trova un edicola sormontata da una croce in ferro battuto. L'edicola risale al 1700.
  • Il Palazzo Ducale, posto tra via Roma e via Umberto, unico esempio civile di architettura barocca del paese;
  • Il Palazzo Bella nella via Umberto I realizzato nel 1747, con meravigliose stanze affrescate dal pittore Olivio Sozzi;
  • Il palazzo La Lomia,costruito nel 1750,in stile Neoclassico situato tra piazza xx settembre e via Vittorio Emanuele.
  • Il palazzo buffone, si affaccia sulla via Roma, in pieno centro storico, ed era destinato ad abitazione signorile.
  • Il palazzo sillitti, costruito nel 1755,è uno dei palazzi nobiliari che insistono nel cuore dell'insediamento urbano. È posto sulla via Umberto.
  • Palazzo lopez, costruito intorno al 1850,si trova tra le vie progresso e garibaldi.
  • Palazzo ex ospedale, fu costruito nel 1833, si trova tra via sammarco e via Trieste.
  • Il Palazzo Municipale, datato 1650,fu riadattato nel 900,per ospitare il comune; Presenta sulla facciata degli affreschi rappresentante il lavoro contadino, fatti dal maestro Silvio benedetto.
La fontana delle Fanciulle in piazza Aldo Moro
  • La fontana Canale, fu costruita dal barone di campobello, intorno al 1650; Rappresenta la più antica opera muraria costruita. Nel 1981 fu ristrutturato da Silvio benedetto.
  • Il monumento ai caduti nel Parco della Rimembranza, con al centro una colonna spezzata, sulla cui cima sono state poste due colombe bronzee, simbolo di pace;
Piazza Tien An Men: si notino l'obelisco al centro della piazza, il monumento delle Mani a destra e il Monumento al lavoro in fondo
  • La "fontana delle Fanciulle" in piazza Aldo Moro, opera dell'artista Silvio benedetto.
  • Piazza Tien An Men, con al centro un obelisco, in cui vi sono scolpite, una su ogni lato, delle citazioni di Dante, Goethe, Cervantes e Shakespeare, il Monumento al lavoro, costituito da vari strumenti in bronzo, tipici del mondo contadino, il monumento delle Mani, simbolo della fatica del lavoro contadino tutte opere dell'artista Silvio Benedetto, e il mosaico raffigurante un fabbro.
  • Villa xxv aprile, situata in viale Luigi Giglia. Ha una struttura a più piani; nel piano intermedio si presenta un mosaico rappresentante delle colombe, con sotto una vasca, nel piano d'entrata una fontana con dei mascheroni da dove fuori esce l'acqua. Tutte le opere d'arte vengono dalla mano dell'artista Silvio Benedetto.
  • Murales dei 100 bambini, si trova in via Edison nell'ex scuola materna, affreschata da Silvio Benedetto.
  • Il parco della Divina Commedia, grande parco letterario in cui sono presenti 110 monoliti di travertino su cui sono state dipinte varie scene della Divina Commedia dall'artista italo-argentino Silvio benedetto e con la collaborazione di olga macaluso.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è raggiungibile dalla SS 123 attraverso 4 entrate, situate una a nord, due a est, e una a sud del centro abitato. È presente anche una stazione ferroviaria, in comune con il vicino paese di Ravanusa, posta sulla linea Caltanissetta Xirbi-Gela-Siracusa, ma che ormai è poco trafficata,

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Popolazione residente - Dati ISTAT

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Lu 'mpurnatu, il piatto più celebre di Campobello di Licata

Campobello di Licata è anche un centro enogastronomico di notevole importanza: il suo piatto tipico è lu mpurnatu (l'infornato), un gustoso timballo di ziti (formato di pasta) con ragù, carne di maiale, cavolfiori, uova, pecorino ed altre essenze che sono il segreto della ricetta che si tramanda di madre in figlia. Dal 2011, questo piatto, insieme alla mpanata, è protagonista della "Sagra di lu mpurnatu e la mpanata" che si svolge ogni anno in aprile.

È tradizionalmente accompagnato dai vini locali prodotti in casa conservati nelle classiche botti di legno.

Tradizioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

La banda musicale del 1928 diretta da Calogero Ciotta-Lopez
Nominativi dei componenti della banda musicale

Le tradizioni del paese sono legate ad antichi riti di origini agricole, talvolta con connessioni simboliche tra riti cristiani e altri riconducibili a quelli pagani dell'antichità. Prevalentemente trattasi di manifestazioni religiose.

  • 19 marzo: San Giuseppe. "Tavole" di S. Giuseppe e sacra rappresentazione "Fuga in Egitto".
  • Riti della Settimana Santa: Santi Sepolcri nelle varie chiese(Giovedì Santo); Via Crucis con i simulacri del Cristo con la Croce, l'Addolorata e San Giovanni evangelista per le vie del paese verso il calvario (la mattina del Venerdì Santo); Processione del Cristo morto con l'addolorata e San Giovanni evangelista verso la chiesa madre, per poi proseguire con il saluto dei tre santi la Spartenza. Le tre vare con un dondolio, lentamente vanno verso l'entra della chiesa; si susseguono degli indietreggiamenti da parte di Maria e l' evangelista, ma poi con una corsa vanno verso il cristo morto. (la sera del Venerdì Santo). La Giunta, un incontro tra i simulacri del cristo risorto e Maria (la mattina della Domenica di Pasqua).
  • Nel mese di aprile, dal 2011, viene organizzata ogni anno la "Sagra di lu 'mpurnatu e la 'mpanata", due piatti della tradizione campobellese. ‘Mpurnatu è la pasta cotta nel forno tipica della tradizione culinaria campobellese, la ‘Mpanata è un arrotolato di pasta con spinaci, cipolla e broccolo sempre infornato.
  • 24 giugno: Festa di san Giovanni Battista, patrono di Campobello; con processione del Simulacro accompagnato dalla banda musicale e giochi pirotecnici.
  • Terza domenica di luglio: festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, celebrata col Vespro solenne della vigilia, la messa solenne del giorno, processione del simulacro per le vie della parrocchia.
  • Mese di agosto: La bella estate in una città d'arte della Sicilia. Appuntamenti musicali, teatrali, folkloristici, ricreativi, e culturali nelle belle piazze del paese.
  • Terza domenica di agosto: festa della Madonna dell'Aiuto (in siciliano: La Bedda Matri di l'Aiutu). Celebrata con vespro, messa solenne, processione, spettacoli musicali, "rietina" (sfilata di carretti siciliani e cavalcature sfarzosamente addobbate per le vie del paese) e giochi pirotecnici
  • 8 dicembre: festa dell'Immacolata. Vespro, messa solenne, processione, spettacoli musicali, vamparotti (grandi falò nella chiesa Gesù e Maria) e muffuletta.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività principale del paese era l'agricoltura: grano duro, legumi, mandorli, olivi, uva. Prima che i vigneti fossero distrutti dalla fillossera nel 1883, Campobello era un grosso centro di produzione vinicola. Altre attività rilevanti, fino alla metà del secolo, furono le miniere di zolfo, che contribuirono a formare vaste maestranze operaie.

Negli ultimi decenni del secolo XIX e fino agli anni settanta del XX secolo si manifesta un intenso movimento migratorio interrotto dalle due guerre: i Campobellesi emigrarono in tutto il mondo. Notevoli sono ancora le colonie dei Campobellesi a Buffalo (Stato di New York), Saint-Étienne (Francia), Desio (Lombardia).

Dopo la seconda guerra mondiale si sviluppò un fortissimo movimento contadino che portò all'occupazione delle terre di molti feudi incolti: le terre furono lottizzate ed assegnate ai braccianti che si trasformarono in piccoli proprietari che in quegli anni aumentarono notevolmente di numero.

Sono da ricordare l'introduzione, dagli anni settanta in poi, dalle colture intensive specializzate, in primo luogo l'ottima uva da tavola Italia. Questa coltura, anche se ridimensionata, caratterizza ancora oggi l'economia di Campobello che però possiede già una buona produzione di ortofrutta: pesche, mele, susine, peperoni, pomodori. Anche la coltivazione del vitigno Nero d'Avola ha avuto un'ampia diffusione nel territorio dagli anni 80 in poi, permettendo la produzione di un ottimo vino rosso che viene molto apprezzato sulle tavole sia italiane che estere.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

A destra - dott. Salvatore Ciotta sindaco dal 1871 al 1878 e il fratello gemello Giovanni.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 luglio 1988 5 agosto 1992 Calogero Gueli Partito Comunista Italiano Sindaco [3]
23 settembre 1992 9 giugno 1993 Giuseppe Smiraglia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
9 giugno 1993 1º dicembre 1997 Giuseppe Smiraglia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Calogero Gueli centro-sinistra Sindaco [3]
28 maggio 2002 18 luglio 2006 Calogero Gueli centro-sinistra Sindaco [3]
18 luglio 2006 23 giugno 2009 Giuseppa Sciara Comm. straordinario [3]
18 luglio 2006 23 giugno 2009 Oreste Iovino Comm. straordinario [3]
18 luglio 2006 17 settembre 2008 Maria Carmela Librizzi Comm. straordinario [3]
17 settembre 2008 23 giugno 2009 Concetta Caruso Comm. straordinario [3]
23 giugno 2009 29 dicembre 2011 Michele Termini centro-destra Sindaco [3]
7 febbraio 2012 8 maggio 2012 Antonino La Mattina Comm. straordinario [3]
8 maggio 2012 12 giugno 2017 Giovanni Gioacchino Picone centro-sinistra Sindaco [3]
12 giugno 2017 in carica Giovanni Gioacchino Picone centro-sinistra Sindaco [3]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Campobello di Licata fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.4 (Colline del Salso e di Naro)[4].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione al 1 gennaio 2020.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m http://amministratori.interno.it/
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernesto Cammarata, Storia del comune Campobello di Licata, G. Mori, 1963.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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