Campobello di Licata

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Campobello di Licata
comune
Campobello di Licata – Stemma Campobello di Licata – Bandiera
Campobello di Licata – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoGiovanni Gioacchino Picone (PD) dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate37°15′34″N 13°55′09″E / 37.259444°N 13.919167°E37.259444; 13.919167
Altitudine316 m s.l.m.
Superficie81,33 km²
Abitanti9 184[1] (31-8-2021)
Densità112,92 ab./km²
Comuni confinantiLicata, Naro, Ravanusa
Altre informazioni
Cod. postale92023
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084010
Cod. catastaleB520
TargaAG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanticampobellesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campobello di Licata
Campobello di Licata
Campobello di Licata – Mappa
Posizione del comune di Campobello di Licata nel libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Campobello di Licata (Campubeḍḍu in siciliano) è un comune italiano di 9 184 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Campobello di Licata è un comune collinare della provincia di Agrigento, situato su un altopiano della valle del fiume Salso a 316 m sul livello del mare. Il territorio, che ha un'estensione di circa 80 km², confina con Ravanusa, Naro e Licata; la popolazione residente è di 9.616 abitanti; dista dal capoluogo di provincia 51 km.

I suoi confini sono delimitati ad ovest dal torrente del Canale ad est dal torrente del Milici. Inoltre Campobello di Licata dista da Ravanusa solamente 4 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La miniera di zolfo Passarello

Sono della fine del secolo XIX, ad opera soprattutto del sindaco Salvatore Ciotta, importanti opere pubbliche: fontanelle di acqua potabile, biblioteca, banda municipale, aule scolastiche, illuminazione a petrolio, la facciata della chiesa madre, l'orologio comunale, i marciapiedi delle strade, il cimitero e la villa comunale.

Dal 1980 inizia a Campobello di Licata una grande ristrutturazione del centro abitato, vengono realizzati monumenti dall'artista argentino Silvio Benedetto e servizi e strutture di un paese moderno con visione coerente e stilisticamente unitaria.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Campobello di Licata sono stati concessi con il regio decreto del 12 marzo 1931.[3]

«D'azzurro, a tre torri al naturale, merlate alla ghibellina aperte e finestrate del campo, male ordinate e sormontate ciascuna da una stella d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre San Giovanni Battista, vista dalla piazza XX Settembre
  • Chiesa di San Giovanni Battista (o santuario della Madonna dell'Aiuto), voluta dal barone Raimondo Raimondetta San Martino e completata nel 1681, è la Chiesa Madre del paese.
  • Chiesa dell'Addolorata (secolo XVIII), situata in fondo alla via Umberto I.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana delle Fanciulle in piazza Aldo Moro
La fontana del Canale, uno dei simboli del piccolo paese siciliano
  • Palazzo Municipale, prospiciente piazza XX Settembre, costruito nel 1650 e riadattato nel XX secolo per ospitare gli uffici comunali: presenta una facciata affrescata dal maestro Silvio Benedetto con episodi del mondo contadino.
  • Palazzo Ducale, posto tra via Roma e via Umberto, unico esempio civile di architettura barocca del paese.
  • Palazzo Bella, situato in via Umberto I e realizzato nel 1747, presenta stanze affrescate dal pittore Olivio Sozzi.
  • Palazzo La Lomia, situato tra piazza XX settembre e via Vittorio Emanuele, fu costruito nel 1750 in stile neoclassico.
  • Palazzo Buffone, si affaccia su via Roma, in pieno centro storico, destinato ad abitazione signorile.
  • Palazzo Sillitti, posto in via Umberto e costruito nel 1755, è uno dei palazzi nobiliari che insistono nel cuore dell'insediamento urbano.
  • Palazzo Lopez, costruito intorno al 1850, si trova tra via Progresso e via Garibaldi.
  • Palazzo Ex-Ospedale, costruito nel 1833, si trova tra via Sammarco e via Trieste.
Veduta dall'alto di Piazza XX Settembre, con la sua singolare pavimentazione

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana del Canale, costruita dal barone di Campobello intorno al 1650, costituisce la più antica opera muraria del paese. Restaurata nel 1981 da Silvio Benedetto, nel 2020 è stata soggetta ad ulteriori interventi che ne hanno migliorato l'aspetto e l'illuminazione.
  • Monumento ai Caduti nel Parco della Rimembranza, con al centro una colonna spezzata, sulla cui cima sono state poste due colombe bronzee, simbolo di pace.
  • Fontana delle Fanciulle in piazza Aldo Moro, opera dell'artista Silvio Benedetto.
  • Murales dei 100 bambini, situato in via Edison, sulla facciata di una ex scuola materna.
  • Piazza XX settembre è la piazza principale del paese e presenta una pavimentazione unica, con mosaici rappresentanti colombe; sul termine della piazza sono presenti due bronzi rappresentanti due contadini.
Piazza Tienanmen: si notino l'obelisco al centro della piazza, il Monumento delle Mani a destra e il Monumento al Lavoro in fondo
  • Piazza Marconi, con al centro un'edicola del 1700, sormontata da una croce in ferro battuto.
  • Piazza Tienanmen, con al centro un obelisco, in cui sono scolpite, una su ogni lato, delle citazioni di Dante, Goethe, Cervantes e Shakespeare; il Monumento al Lavoro, costituito da vari strumenti in bronzo, tipici del mondo contadino; il Monumento delle Mani, simbolo della fatica del lavoro contadino, e il mosaico raffigurante un fabbro.
  • Villa XXV aprile, situata in viale Luigi Giglia, ha una struttura a più piani: nel piano intermedio è presente un mosaico rappresentante delle colombe, con sotto una vasca; nel piano d'entrata si è accolti da una fontana con dei mascheroni da cui esce l'acqua.
  • L'Iliade in terra e fuoco, murale ceramico di 7,30 x 3,10 metri, composto da maioliche di svariate forme, con soggetti figurativi sul tema dell'Iliade. Si trova su una parete esterna del Centro Polivalente di via Trieste.
  • Il Parco della Divina Commedia (conosciuto anche come Valle delle Pietre Dipinte) è un grande parco letterario, realizzato negli anni Novanta nella sede di una vecchia cava di pietra da Silvio Benedetto, in cui sono presenti 110 monoliti di travertino su cui sono stati dipinti vari episodi del poema dantesco.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Lu 'mpurnatu, il piatto più celebre di Campobello di Licata

Campobello di Licata è anche un centro enogastronomico di notevole importanza: il suo piatto tipico è lu mpurnatu (l'infornato), un gustoso timballo di ziti (formato di pasta) con ragù, carne di maiale, cavolfiori, uova, pecorino ed altre essenze che sono il segreto della ricetta che si tramanda di madre in figlia. Dal 2011, questo piatto, insieme alla mpanata, è protagonista della "Sagra di lu mpurnatu e la mpanata" che si svolge ogni anno in aprile.

È tradizionalmente accompagnato dai vini locali prodotti in casa conservati nelle classiche botti di legno.

Tradizioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

La banda musicale del 1928 diretta da Calogero Ciotta-Lopez
Nominativi dei componenti della banda musicale

Le tradizioni del paese sono legate ad antichi riti di origini agricole, talvolta con connessioni simboliche tra riti cristiani e altri riconducibili a quelli pagani dell'antichità. Prevalentemente trattasi di manifestazioni religiose.

  • 19 marzo: San Giuseppe. "Tavole" di S. Giuseppe e sacra rappresentazione "Fuga in Egitto".
  • Riti della Settimana Santa: Santi Sepolcri nelle varie chiese(Giovedì Santo); Via Crucis con i simulacri del Cristo con la Croce, l'Addolorata e San Giovanni evangelista per le vie del paese verso il calvario (la mattina del Venerdì Santo); Processione del Cristo morto con l'addolorata e San Giovanni evangelista verso la chiesa madre, per poi proseguire con il saluto dei tre santi la Spartenza. Le tre vare con un dondolio, lentamente vanno verso l'entra della chiesa; si susseguono degli indietreggiamenti da parte di Maria e l'evangelista, ma poi con una corsa vanno verso il cristo morto. (la sera del Venerdì Santo). La Giunta, un incontro tra i simulacri del cristo risorto e Maria (la mattina della Domenica di Pasqua).
  • Nel mese di aprile, dal 2011, viene organizzata ogni anno la "Sagra di lu 'mpurnatu e la 'mpanata", due piatti della tradizione campobellese. ‘Mpurnatu è la pasta cotta nel forno tipica della tradizione culinaria campobellese, la ‘Mpanata è un arrotolato di pasta con spinaci, cipolla e broccolo sempre infornato.
  • 24 giugno: Festa di san Giovanni Battista, patrono di Campobello; con processione del Simulacro accompagnato dalla banda musicale e giochi pirotecnici.
  • Terza domenica di luglio: festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, celebrata col Vespro solenne della vigilia, la messa solenne del giorno, processione del simulacro per le vie della parrocchia.
  • Mese di agosto: La bella estate in una città d'arte della Sicilia. Appuntamenti musicali, teatrali, folkloristici, ricreativi, e culturali nelle belle piazze del paese.
  • Terza domenica di agosto: festa della Madonna dell'Aiuto (in siciliano: La Bedda Matri di l'Aiutu). Celebrata con vespro, messa solenne, processione, spettacoli musicali, "rietina" (sfilata di carretti siciliani e cavalcature sfarzosamente addobbate per le vie del paese) e giochi pirotecnici
  • 8 dicembre: festa dell'Immacolata. Vespro, messa solenne, processione, spettacoli musicali, vamparotti (grandi falò nella chiesa Gesù e Maria) e muffuletta.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività principale del paese era l'agricoltura: grano duro, legumi, mandorli, olivi, uva. Prima che i vigneti fossero distrutti dalla fillossera nel 1883, Campobello era un grosso centro di produzione vinicola. Altre attività rilevanti, fino alla metà del secolo, furono le miniere di zolfo, che contribuirono a formare vaste maestranze operaie.

Negli ultimi decenni del secolo XIX e fino agli anni settanta del XX secolo si manifesta un intenso movimento migratorio interrotto dalle due guerre. Notevoli sono ancora le comunità di Campobellesi a Buffalo (Stato di New York), Saint-Étienne (Francia), Desio (Lombardia).

Dopo la seconda guerra mondiale si sviluppò un fortissimo movimento contadino che portò all'occupazione delle terre di molti feudi incolti: le terre furono lottizzate ed assegnate ai braccianti che si trasformarono in piccoli proprietari che in quegli anni aumentarono notevolmente di numero.

Sono da ricordare l'introduzione, dagli anni settanta in poi, dalle colture intensive specializzate, in primo luogo l'ottima uva da tavola Italia. Questa coltura, anche se ridimensionata, caratterizza ancora oggi l'economia di Campobello che però possiede già una buona produzione di ortofrutta: pesche, mele, susine, peperoni, pomodori. Anche la coltivazione del vitigno Nero d'Avola ha avuto un'ampia diffusione nel territorio dagli anni 80 in poi, permettendo la produzione di un ottimo vino rosso che viene molto apprezzato sulle tavole sia italiane che estere.

Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P.[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Campobello-Ravanusa

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è raggiungibile da Canicattì e da Licata attraverso la SS 123 tramite quattro entrate, situate una a nord, due a est, e una a sud del centro abitato. Attraverso questa si può facilmente raggiungere la SS 640, attualmente soggetta ad interventi di raddoppio, che la collegano con il capoluogo di provincia, con Caltanissetta e, quindi, l'Autostrada A19.

La SS 557 la collega con il vicino paese di Ravanusa e da qua è possibile raggiungere facilmente Riesi e Licata (in alternativa al tortuoso percorso della SS 123) tramite la SS 626 dir Licata-Braemi. Infine, la Strada Provinciale 12 consente un collegamento diretto con Naro.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente anche una stazione ferroviaria, in comune con il vicino paese di Ravanusa, posta sulla linea Caltanissetta Xirbi-Gela-Siracusa. Inaugurata nel 1880, un tempo nodo importante per il trasporto dello zolfo verso i porti della Sicilia meridionale, negli ultimi decenni ha visto ridursi il traffico di viaggiatori. Tre coppie di treni la mettono in comunicazione con le stazioni di Caltanissetta e di Modica, in coincidenza con i treni diretti a Palermo, Catania e Siracusa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Salvatore Ciotta (a destra), sindaco dal 1871 al 1878, insieme col fratello gemello Giovanni.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 luglio 1988 5 agosto 1992 Calogero Gueli Partito Comunista Italiano Sindaco [6]
23 settembre 1992 9 giugno 1993 Giuseppe Smiraglia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [6]
9 giugno 1993 1º dicembre 1997 Giuseppe Smiraglia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [6]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Calogero Gueli centro-sinistra Sindaco [6]
28 maggio 2002 18 luglio 2006 Calogero Gueli centro-sinistra Sindaco [6]
18 luglio 2006 23 giugno 2009 Giuseppa Sciara Comm. straordinario [6]
18 luglio 2006 23 giugno 2009 Oreste Iovino Comm. straordinario [6]
18 luglio 2006 17 settembre 2008 Maria Carmela Librizzi Comm. straordinario [6]
17 settembre 2008 23 giugno 2009 Concetta Caruso Comm. straordinario [6]
23 giugno 2009 29 dicembre 2011 Michele Termini centro-destra Sindaco [6]
7 febbraio 2012 8 maggio 2012 Antonino La Mattina Comm. straordinario [6]
8 maggio 2012 12 giugno 2017 Giovanni Gioacchino Picone centro-sinistra Sindaco [6]
12 giugno 2017 in carica Giovanni Gioacchino Picone centro-sinistra Sindaco [6]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Campobello di Licata fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.4 (Colline del Salso e di Naro)[7].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 29 ottobre 2021. URL consultato il 27 novembre 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Campobello di Licata, decreto 1931-03-12 RD - Concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 20 novembre 2020
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m http://amministratori.interno.it/
  7. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernesto Cammarata, Storia del comune Campobello di Licata, G. Mori, 1963.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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