Porto Empedocle

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Porto Empedocle
comune
Porto Empedocle – Stemma
Porto Empedocle – Bandiera
Porto Empedocle – Veduta
Porto Empedocle – Veduta
La Via Roma, via principale del paese con il municipio e la chiesa madre in primo piano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoCalogero Martello (FI) dal 26-10-2021
Territorio
Coordinate37°17′40″N 13°31′38″E / 37.294444°N 13.527222°E37.294444; 13.527222 (Porto Empedocle)
Altitudinem s.l.m.
Superficie25,23 km²
Abitanti15 435[1] (31-8-2022)
Densità611,77 ab./km²
Comuni confinantiAgrigento, Realmonte
Altre informazioni
Cod. postale92014
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084028
Cod. catastaleF299
TargaAG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona A, 579 GG[3]
Nome abitantiempedoclini (marinisi in Lingua siciliana)
Patronosan Gerlando
Giorno festivo25 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Empedocle
Porto Empedocle
Porto Empedocle – Mappa
Porto Empedocle – Mappa
Posizione del comune di Porto Empedocle nel Libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Porto Empedocle ('A Marina in siciliano) è un comune italiano di 15 435 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

È in relazione di intensa interazione socio-economico e storico-culturale con il capoluogo Agrigento, da cui ha ottenuto l'autonomia nel 1853. Questa secolare unione è testimoniata, ad esempio, dall'uso della medesima 'variante' del dialetto agrigentino e dalla venerazione degli stessi santi patroni, San Gerlando e San Calogero.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Porto Empedocle è il secondo comune con il più basso valore di gradi giorno in Italia, immediatamente dopo il Comune di Lampedusa e Linosa. Appartiene alla Zona climatica A della classificazione climatica dei comuni italiani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata come zona portuale dell'antica Girgenti, oggi Agrigento, con il nome di Marina di Girgenti, dal XV secolo era il luogo di commercio dei cereali di tutta la zona. Tra il 1549 e 1554 per ordine del viceré Juan de Vega fu restaurata la Torre del caricatore di Girgenti, com'era nota nell'antichità (probabilmente già esistente prima del periodo angioino). Essa faceva parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia, costruite su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani con lo scopo di difendere le attività commerciali dagli attacchi dei pirati saraceni.

Vista la sua importanza fu sempre oggetto di restauri significativi, il più importante fu forse quello promosso dall'imperatore Carlo V, per cui la torre è più nota localmente come Torre Carlo V.

Nel 1749 fu iniziata la costruzione del primo molo, grazie a Carlo III e all'intervento del vescovo Lorenzo Gioeni, completata solamente nel 1763. Nel 1853, durante il governo dei Borbone delle Due Sicilie, il borgo ottenne l'autonomia divenendo capoluogo di decurionato come Molo di Girgenti. Successivamente, nel 1863, il paese cambiò nome in Porto Empedocle per ricordare il celebre filosofo agrigentino Empedocle.

Nel 2003 il comune ha deciso di adottare Vigata come secondo nome della località[4], in omaggio al paese immaginario del personaggio letterario creato dallo scrittore locale Andrea Camilleri (suo illustre cittadino), Salvo Montalbano, cui nel 2009 è stata dedicata una statua in via Roma[5]. La decisione sulla denominazione è stata però revocata nel 2009. Il 12 dicembre dello stesso anno, con Decreto del Presidente della Repubblica, è stato conferito a Porto Empedocle il titolo di Città. Oggi Porto Empedocle costituisce una delle più importanti realtà economiche della provincia di Agrigento. Il suo porto assicura il collegamento con le Isole Pelagie.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Porto Empedocle è stato concesso, insieme al gonfalone municipale, con decreto del presidente della Repubblica del 31 agosto 1951.[6]

«Campo di cielo, al castello e porto, fondati sul mare, il tutto al naturale, sormontato dalla scritta Malo Mori Quam Foedari

Il gonfalone è costituito da un drappo di azzurro.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Durante il secondo conflitto mondiale subì devastanti bombardamenti aereo-navali da parte delle forze alleate che causarono numerose vittime e molti feriti gravi, nonché la distruzione di gran parte degli edifici. La popolazione seppe reagire con dignità e coraggio agli orrori della guerra, affrontando, con il ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche. 1940/1943 - Porto Empedocle (AG)»
— 14 maggio 2010[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre
  • Torre Carlo V
  • Palazzo di Città
  • Auditorium San Gerlando
  • Palazzo Montagna (resti)
  • Chiesa Madonna del Carmelo
  • Chiesa Santa Croce
  • Teatro Empedocle
  • Palazzo della Guardia Costiera
  • Palazzo delle Dogane
  • Monumento ai caduti delle guerre mondiali
  • Monumento ai caduti del mare
  • Stazione-Museo di via Lincoln
  • Monumento a Luigi Pirandello
  • Busto del filosofo Empedocle
  • Statua del commissario Montalbano

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Madonna del Carmine

Dal 1863 si celebra la Festa della Madonna del Carmine; essa è la più antica manifestazione del paese. L'evento ha la durata di tre giorni: il venerdì, il sabato e domenica successivi al 16 luglio.

Festa del mare

Dal 1955, alla festa della Madonna del Carmine è abbinata una festa del mare, che comprende la varchiata a mari, ossia un'animata processione a mare al seguito dell'imbarcazione recante la sacra effigie della Madonna del Carmine; il percorso è illuminato da fiaccole multicolori e dal suono delle sirene delle navi. La festa comprende anche i tradizionali giochi a mari (giochi a mare), tra cui l'antenna a mari (in cui si deve afferrare una bandiera fissata all'estremità di un'asta insaponata e fissata sulla poppa di un peschereccio) e la Padellata, ossia la frittura di pesci poi distribuiti gratuitamente alla popolazione. Al termine della festa la folla rientra insieme all'effigie sacra nella Chiesa Madre[9].

Festa di San Calogero

I festeggiamenti in onore del Santo nero hanno inizio il giovedì che precede la prima domenica di settembre, quando in solenne processione il simulacro ottocentesco del santo lascia la cappella della casa dei portuali, dove è abitualmente custodito e venerato, per esser condotto in Chiesa Madre.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P.[10].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Porto Empedocle è interessata dalle due arterie stradali:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Porto Empedocle è stata, a partire dalla metà dell'Ottocento, punto d'approdo per il traffico ferroviario proveniente dall'entroterra siciliano. Al porto, in particolare, giungevano grandi carichi di zolfo e sale. Proprio per il trasporto dello zolfo proveniente dalla vicina Solfara Lucia fu attiva, fra il 1894 e il 1920 la tranvia Porto Empedocle-Lucia, una linea a scartamento ridotto con trazione a vapore della lunghezza di 15 km. Nel Novecento fu la Montecatini a movimentare il traffico merci tra il porto ed il resto della provincia.

Lo scalo principale della città è la stazione di Porto Empedocle centrale, capolinea fino al 1978 della linea a scartamento ridotto Porto Empedocle - Castelvetrano; dopo la soppressione della linea proveniente da Castelvetrano, la stazione è rimasta capolinea delle ferrovie a scartamento normale Palermo-Agrigento e Caltanissetta-Agrigento; il servizio passeggeri tra le stazioni di Porto Empedocle e Agrigento Centrale cessò negli anni 1970. La città aveva altre tre stazioni ferroviarie oltre a quella principale: la Stazione di Porto Empedocle Succursale, in prossimità del porto, la Stazione di Porto Empedocle Cannelle a pochi metri dalla torre Carlo V e "Punta Piccola", nell'omonima località.

Con la chiusura della linea a scartamento ridotto per Castelvetrano, il traffico ferroviario è limitato ai soli treni speciali organizzati dall'associazione "Ferrovie Kaos" che ha in custodia una parte dell'area ferroviaria empedoclina. Ferrovie Kaos in collaborazione con Trenitalia e con la Regione Siciliana, hanno istituito degli speciali convogli, (Akragas Express) tra Porto Empedocle - Agrigento Centrale e tra Porto Empedocle e Canicattì nei mesi estivi e durante la sagra del mandorlo in fiore, che ha sede nel capoluogo.

Nel 2014 il parco ferroviario di Porto Empedocle è stato vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, per le numerose testimonianze di archeologia industriale ancora presenti e perfettamente conservate[11]. Nel gennaio 2015 anche il Ministero ai Beni Culturali ha premiato con una menzione speciale l'ente gestore per il recupero posto in essere[12]. Oggi la tratta ferroviaria Agrigento Bassa - Porto Empedocle è gestita da Rete Ferroviaria Italiana e Fondazione FS Italiane.

Il 12 marzo 2016 è stata riaperta all'esercizio, dopo 38 anni, la Stazione di Porto Empedocle Succursale ubicata in via Platone, in pieno centro cittadino, che diventa così il capolinea della ferrovia turistica dei templi, gestita da Fondazione FS Italiane.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1952 Alfonso Inclima DC Sindaco
1952 1969 Giuseppe Sinesio DC Sindaco
1969 1975 Carmelo De Leo MSI Sindaco
1975 1980 Salvatore Sciangula DC Sindaco
1980 1983 Giuseppe Caruana DC Sindaco
1983 1985 Domenico Ferrara DC Sindaco
1985 1989 Giuseppe Sinesio DC Sindaco
1989 1990 Calogero Gucciardo DC Sindaco
1990 1992 Giuseppe Di Betta DC Sindaco
1992 1993 Antonio Giuseppe Sinesio DC Sindaco

Di seguito l'elenco dei sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 dicembre 1993 31 ottobre 1995 Carmelo Gibilaro lista civica Sindaco
1º luglio 1996 13 agosto 2001 Orazio Guarraci L'Ulivo Sindaco
13 agosto 2001 26 novembre 2001 Benedetto Timineri Commissario
26 novembre 2001 13 giugno 2006 Paolo Ferrara DE Sindaco
13 giugno 2006 30 aprile 2015 Lillo Firetto UdC Sindaco
30 aprile 2015 24 settembre 2015 Antonina Bonsignore Commissario
24 settembre 2015 21 giugno 2016 Margherita Rizza Commissario
21 giugno 2016 26 ottobre 2021 Ida Carmina M5S Sindaco
26 ottobre 2021 In carica Calogero Martello FI Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Porto Empedocle fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Colline litoranee di Agrigento)[13].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A livello sportivo vanno ricordate per il calcio l'U.S. Empedoclina 1933, oggi militante in Prima categoria, ma per molti anni presente nel massimo livello calcistico regionale con i migliori piazzamenti durante gli anni settanta in Promozione; per il basket la Polisportiva Juventus Porto Empedocle, presente nei campionati nazionali negli anni novanta e infine per la pallavolo l'Empedocle volley.

Nel 2009 l'Under 21 del Basket Empedocle si laureò Campione d'Italia, conquistando lo scudetto per la prima volta nella sua storia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Porto Empedocle diventa Vigàta. Ora esiste la città di Montalbano, 28/04/2003, La Repubblica.
  5. ^ Camilleri scopre la statua di Montalbano | Palermo la Repubblica.it, su palermo.repubblica.it. URL consultato il 17 luglio 2019.
  6. ^ Porto Empedocle, decreto 1951-08-31 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 2 febbraio 2022.
  7. ^ Presidenza della Repubblica.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Vedi pagina, su siciliainfesta.com. URL consultato il 12 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013).
  10. ^ Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 20 novembre 2020
  11. ^ Trenitalia, Comunicato stampa (PDF), su trenitalia.com.
  12. ^ La Sicilia, Articolo La Sicilia, su lasicilia.it.
  13. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 24 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN145521357 · LCCN (ENn88065888 · GND (DE4269489-9 · J9U (ENHE987007560264005171
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