Chiesa di Santa Oliva (Raffadali)

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Chiesa di Santa Oliva
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàRaffadali (AG)
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Agrigento
Consacrazionen/d
Stile architettonicoTardorinascimentale romano
Inizio costruzioneXV-XVII secolo
Completamenton/d

La chiesa di Santa Oliva è la chiesa madre di Raffadali. Si trova al centro del paese e domina, insieme al castello Montaperto, la via Nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima chiesa[modifica | modifica wikitesto]

I documenti antichi attestano l'esistenza di un'antica chiesa dedicata al culto di S.Oliva, adibita a chiesa madre. La sua ubicazione non ci è nota, ma un prezioso indizio viene fornito dalla denominazione di una via nei pressi del collegio di Maria, laddove fino a pochi decenni fa sorgeva un grande edicola sacra, che esponeva un'icona di S.Oliva. In seguito al trasferimento nel 1608 della parrocchia e dell'arcipretura, l'antica statua della Madonna degli Infermi che ivi era custodita fu sostituita da un quadro raffigurante S.Oliva. La chiesa secondo i documenti non fu adoperata per il culto, ciò la trascinò in rovina.

La chiesa nuova[modifica | modifica wikitesto]

La sua costruzione cominciò nella seconda metà del XV secolo per volere della famiglia Montaperto, ma fu finita due di secoli più tardi. Nella decorazione del portale a sinistra della facciata principale si vede la data 1831.

L'esistenza di una chiesa più antica dedicata al culto di santa Oliva come chiesa madre del paese è testimoniata da alcuni documenti[senza fonte], ma la sua ubicazione non è nota: un'ipotesi la vuole legata alla denominazione di una via, dove in passato sorgeva un grande edicola sacra con icona della santa[1]

In seguito al trasferimento nel 1608 della parrocchia e dell'arcipretura al nuovo edificio, la statua della Madonna degli infermi che ivi era custodita fu sostituita da un quadro raffigurante la santa. La chiesa più antica secondo i documenti[senza fonte] venne chiusa al culto e andò in rovina.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è rivolta verso sud, è lunga 40 m. e larga 26 m. La facciata principale deriva da modelli tardo rinascimentali romani.

L'interno ha pianta a croce latina, a tre navate con transetto. La cupola e la volta della navata centrale sono affrescate.

Custodisce un sarcofago romano in marmo del II secolo d.C. con raffigurazione del ratto di Proserpina, una statua in legno di Maria santissima degli infermi con il Bambino, costruita da Nicola Buttafuoco del 1585 e le tombe dei Montaperto e di altri personaggi.

Feste e titolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa nella seconda metà di luglio si celebra la festa della Madonna degli infermi, patrona di Raffadali. Il titolo della chiesa è della Madonna degli Infermi, mentre la parrocchia è intitolata a santa Oliva.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M.Girolamo Morreale, Salus Infirmorum. La patrona di Raffadali e il paese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

M.Girolamo Morreale, Salus Infirmorum. La patrona di Raffadali e il paese.

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