Consacrazione

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Consacrazione alla Madonna dopo il battesimo.

Per consacrazione si intende il momento rituale nel quale si pone un oggetto o una persona al servizio di Dio.

Riferimenti biblici[modifica | modifica wikitesto]

Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

I termini "consacrazione" e "dedicazione" corripsondono alla traduzione due parole ebraiche, che ricorrono con diverso significato: unzione è sinonimo di consacrazione, ed è il primo atto che Mosè compie sulla dimora, gli arredi e l'altare sacrificale, una volta terminata la costruzione della Dimora della Testimonianza (Numeri 7:1). Lo stesso giorno i capi delle tribù dedicano l'altare mediante il sacrificio di animali a Dio. La dedicazione si ripete nuovamente ogni giorno, ad opera della tribù che svolge il servizio del Tempio.
In sintesi:

  • la consacrazione è
    • una unzione,
    • riguarda arredi e l'intera dimora,
    • è atto unico, non ripetibile, non revoacabile (il luogo permane sacro);
  • le dedicazioni sono
    • riti che hanno luogo solamente sull'altare sacro (prima unto-consacrato a Dio),
    • è un'offerta sacrificale di animali uccisi allo scopo,
    • è un atto ripetuto ogni giorno, in base al turno di servizio al Tempio.

L'Antico Testamento prevedeva riti di purificazione e norme igienico-alimentari per chi si avvicina (fedeli e sacerdoti) a tutto ciò che è sacro e santo: il Tabernacolo, l'altare sacrificale, i vasi adibiti al culto, mani e abiti dei ministranti intorno allo Shekhinah.

Il patriarca Giacobbe consacrò la pietra sulla quale ricevette una visione da Dio: in Gen. 28:15-16 e 35:1-3.
Abramo consacrò un luogo chiamato Bethel (in ebraico: dimora di Dio, Genesi 1w:6-8), oggetto di devozione finché non fu profanato (v. 2Re 12:27-29).

Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel Nuovo Testamento troviamo riferimento in Mt 7:5-6 ("non sperdete le perle ai porci", tradotto prima anche come "non sperdete cose sacre ai porci"), e in Mt 23:16-17 spiega che è il tempio a santificare l'oro (il Tempio è già Santo per la Presenza fisica di Dio, anche senza l'oro), e non l'oro a santificare il Tempio. Poi Mt 27:52-53. Nell'Apocalisse, la nuova Gerusalemme celeste, che dal cielo scende sulla terra, è chiamata la Città Santa (Ap 21:1-2). San Pietro, apostolo e martire, chiama Monte Santo (2Pietro 1,18), il Monte Tabor nel quale vide la Trasfigurazione di Gesù. San Paolo, apostolo e martire, in I Timoteo 4:3-5 dice che il cibo dei fedeli è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. Chiama i cristiani in generale i Santi (comunione dei santi) non solo per le loro virtù, ma anche per la loro consacrazione fatta a Dio in virtù del battesimo. Li avverte che anche il corpo (con le loro membra) è il Tempio dello Spirito Santo (I Corinti 6:14-16).

Chiesa cattolica romana[modifica | modifica wikitesto]

Spesso viene usata nei riti liturgici del cristianesimo. Nello specifico del cattolicesimo,, è spesso legato ai sette Sacramenti.[1]

Nella liturgia, il termine "consacrazione" è riservato soltanto ad alcuni riti:

  • consacrazione eucaristica durante la Santa Messa,
  • come sinonimo di ordinazione, cone tre forme distinte e simili del rito romano: consacrazione episcopale, consacrazione sacaerdotale, consacrazione diaconale,
  • la professione dei voti religiosi permanenti, che danno inizio ad una vita consacrata,
  • la Messa crismale: eseguita dal vescovo, nei libri liturgici è chiamata "Consacrazione del Crisma", utilizzato per la consacrazione di oggetti e arredi della Santa Messa, e per i sacramenti che durante la Santa Messa si celebrano
  • l'atto attraverso il quale si rinnovano, con maturità e consapevolezza, gli impegni battesimali, nella Cresima o Confermazione,
  • la consacrazione mediante crisma del calice e patena, sempre da parte del vescovo, il giorno prima dell'ordinazione sacerdotale, e degli oggetti e arredi sacri del culto
  • la consacrazione di un edificio adibito a luogo di culto
  • la consacrazione dell' altare principale nel quale si celebra la Santa Messa, ovvero di un qualsiasi altro altare laterale presente nella Chiesa e riservato al culto dei santi.

Anche lo spazio aperto adiacente alla Chiesa, noto come sagrato, appartiene al luogo di culto consacrato: dopo la riforma del Vaticano II, in esso si può celebrare all'aperto la Santa Messa, purché sempre il sacerdote la celebri sopra ad un altare consacrato, e con gli abituali oggetti sacri del rito.
La consacrazione è d'obbligo per qualsiasi luogo che ospiti il Santissimo Sacramento e l'Eucaristia: per pievi, oratori, santuari, e la consacrazione di un camposanto (o nella sezione riservata alle persone di fede cristiana, come accade in alcuni cimiteri monumentali). Il diritto canonico impine che l'area consacrata debba prima essere libera da debiti.
Negli ultimi decenni questo rito ha iniziato ad essere chiamato anche "dedicazione", che è un termine dal preciso significato per la tradizione e religione ebraica, poi mutuato per ecumenismo nella cristianità.

Il Santissimo Sacramento durante la processione del Corpus Christi, a Rio de Janeiro.

La consacrazione Eucaristica è la fase della Santa Messa, detta Liturgia Eucaristica, dove il sacerdote in persona Christi ripete le parole di Gesù ai dodici nell'Ultima Cena, e in questo assimilando la parola umana al Verbo che è sostanza divina, rinnova ai presenti il miracolo dell'Ultima Cena. Mediante l'imitazione di Gesù Cristo Dio e la grazia sacramentale dello Spirito Santo Dio, si verifica che il pane ed il vino offerti per la salvezza sei fedeli diventino vero Corpo e vero Sangue di Cristo, secondo l'atto che la teologia cattolica ha denominato transustanziazione, dal periodo scolastico in avanti.

Essendo il Dio Uno e Trino già nell'Antico Testamento la prima e somma sorgente di ogni sacro-santità (Gesù Cristo il Santo di Dio, l'Unto del Signore, il Re dei Re), l'atto di portare ad essere sacro un oggetto o una persona, laica oppure un chierico nell'ambito di una gerarchia, poteva essere operato soltanto da sacerdoti e da vescovi, in quanto portatori di uno speciale mandato e ministero per loro singolarmente istituito da Gesù Cristo Dio: nel giorno di Pentecoste Egli conferì lo Spirito Santo alla Chiesa apostolica.

Tutti gli atti di consacrazione portati prima ad esempio possono avere luogo soltanto nello svolgimento di una Santa Messa, che solo un sacerdote ordinato può celebrare. Unica eccezione alla predetta regola, è la consacrazione personale e volontaria di un laico in segno di ex-voto per grazia ricevuta, oppure in segno di devozione. Questa consacrazione personale viene intesa come un impegno costante e coerente per una specifica fede e pratica devozionale da parte di una o più persone. Esse affermano questa promessa singolarmente, ognuna impegnando sé stessa: ad esempio, alcuni cristiani si consacrano al Sacro Cuore di Gesù, a san Michele Arcangelo, san Arcangelo Gabriele san Arcangelo Raffaele, san san Giuseppe, altri al Cuore Immacolato di Maria.

In senso stretto, la benedizione può essere una semplice e molto più breve preghiera di pochi minuti, che chiunque battezzato anche laico può proferire; essa pure invoca una grazia, ma può avvenire al di fuori della Messa, senza alcuna transustanziazione.
I libri liturgici in italiano parlano di benedizione a proposito di momenti particolari di alcuni riti. Nel sacramento del matrimonio, per esempio, gli anelli nuziali vengono "benedetti", così come vengono benedetti i due sposi durante la stessa liturgia, ma la benedizione è contemplata nell'ambito di un sacramento cui è riservata una parte aggiuntiva del Messale, che altrimenti non si pronuncia.

La Consacrazione Deodato di Nevers (1620, Claude Bassot).

L'innovazione terminologica segnava chiaramente un distacco dalla tradizione passata e dal deposito della fede, pur senza introdurre nuovi e rilevanti fondamenti teologici. Sebbene il termine "ordinazione episcopale sia oggi diffuso ,[2] , la locuzione "consacrazione episcopale" era l'unica ammessa nell'ortodossia, dal Medioevo (il periodo della Scolastica) fino al Vaticano II (11 ottobre 1962 – 8 dicembre 1965).[3]. Per la consacraziine episcopale, nella Costituzione della Liturgia Sacra n. 76, dopo una profonda revisione del rito stesso, è stabilito che l'imposizione delle mani debba essere fatta da tutti i vescovi presenti, e che il rito si svolga in lingua madre.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, del 1997, seconda edizione, usa le due espressioni "consacrazione episcopale" e "ordinazione episcopale" come del tutto equivalenti ed intercambiabili (CCC nn. 1556–1558). In modo coerente, il Codice di Diritto Canonico del 1983, al "Titolo VI—Ordini" usa i termini equivalenti latini sacrae ordinationis minister e il termine consecratione episcopali (CCL cc. 1012, 1014).

Durante la consacrazione di un altare nella Chiesa cattolica, il vescovo infiamma i semi d'incenso.

Il termine "vita consacrata" indica il modo di vivere di tutti coloro che entrano a far parte stabilmente di un istituto religioso (monastero, ecc.): può trattarsi di vita attiva e/o di vita contemplativa.
La pratica di consacrare la vita di donne vergini risale al IV secolo dopo Cristo.

Dopo il Vaticano II, il rito per l'accesso alla vita consacrata è stato anch'esso profondamente rivisto, creando due riti distinti per chi conduce una vita di clausura, e un secondo per i consacrati laici consacrati a vivere nel mondo.[4][5][6]

Dal punto di vista teologico (che è universale e immutabile), un vescovo della Chiesa Cattolica (quali sono un patriarca, un cardinale o lo stesso papa) possiede tutti i crismi necessari e sufficienti per compiere tutti i tipi di consacrazione ammessi dalla liturgia.
Tuttavia, nel corso dei secoli, la legge della Chiesa, mutevole nel tempo, è stata modificata: i papi hanno dato l'approvazione finale a norme di diritto canonico ad esempio per la nomina dei patroni, che hanno introdotto una procedura rigida e che prevede una "partecipazione allargata", a pena di nullità.

Pietra che testimonia l'atto di consacrazione di una Chiesa.

Solamente un vescovo ha il potere di consacrare una intera comunita' quale è una diocesi, una categoria di persone (studenti, lavoratori, ecc) o uno Stato, con un rito efficace anche a prescindere dallo scarso consenso e devozione della maggioranza dei residenti, cattolici e non.
Diversamente dalle chiese che sono consacrqbili a qualsiasi Santo, questo tipo di consacrazione di intere comunità senza una Chiesa particolare, nella prassi secolare della Chiesa è limitato e riservato soltanto ai più forti mediatori tra Dio e gli uomini: Gesù Cristo, la Sua Sacra Famiglia, la Famiglia dei Tre Arcangeli, i santi patroni che in vita si distinsero davanti a Dio e gli uomini per i meriti e l'importanza delle loro parole ed opere.

I pastorelli di Fatima dissero che la Madonna chiese che il Papa consacrasse la Russia al Cuore Immacolato, cosa mai accaduta. Il 24 e 25 giugno 2017, il patriarca Bechara Rai a Fatima in Portogallo ha presieduto per la consacrazione del Libano e del Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria.
Il 5 luglio 2013, il papa ha consacrato lo Stato di Città del Vaticano a san Giuseppe e a san Michele Arcangelo.
Diversamente della consacrazione di un luogo di culto o di singole persone, la consacrazione di una comunita' o dell'Eucaristia sono atti mai più revocabili, con un atto di segno opposto quale altrove è la sconsacrazione: la transustanziazione non è un atto reversibile, col quale si possa "riportare indietro" il Corpo e il Sangue di Cristo ad essere solamente del semplice pane e vino, quali per fede sono prima della Messa e della relativa fase di Consacrazione; analogamente, quando un Santo è stato proclamato patrono o custode di una nazione, non accade mai che questa intitolazione possa essere annullata, al più si aggiungono ulteriori patroni.

Chiesa ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa Ortodossa la parola "consacrazione" può essere sia il Sacramento dell'Ordinazione di un vescovo, detto in greco Cheirotonea perché prevede l'imposizione delle mani; sia il rito solenne di consacrazione di una nuova chiesa. Il Crisma (olio santo) è utilizzato nella Crismation (sacramento in parte equiparabile a quello cattolico della Cresima), che può essere conferito anche dal sacerdote, mentre è riservata ala vescovo ortodosso la consacrazione del crisma. Il crisma è utilizzato per consacrare l'Antimension, arredo posto sul Sacro Altare, nel quale si celebra la funzione religiosa. Molto più raramente si parla di consacrazione per indicare la trasformazione del pane e vino nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo Dio.

Protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Nel protestantesimo il termine viene utilizzato per indicare la profonda dedizione del credente a Dio, inoltre, in alcune chiese di tradizione Riformata (ad esempio nella chiesa evangelica valdese) è utilizzato per indicare l'istituzione dei ministri di culto.

Indica anche la consacrazione di chiese, cappelle e altari con lo scopo della funzione relogiosa, mentre i fonti battesimali sono consacrati allo scopo di contenere l'Eucaristia, il pane e vino consacrati o non ancora.

Una persona può essere consacrata all'interno di una gerarchia ecclesiastica, oppure come laico in un atto di devozione personale. In particolare, l'ordinazione di un vescovo è in genere detta anche consacrazione. Nelle Chiese che seguono la tradizione della successione apostolica (la Genealogia episcopale), il vescovo che a sua volta consacra il nuovo vescovo, a volte suo diretto successore, è detto consacratore, seconda una linea storica iniziata dagli apostoli senza interruzione o soluzione di continuità alcuna. Quanti pronunciano i voti della vita religiosa, sono detti persone consacrate.

Il libro metodista Book of Worship for Church and Home (1965) contiene una liturgia per l'"Ordine per la Consacrazione di un Vescovo", "Ufficio per la Consacrazione di una Diaconessa", un "Ufficio per la Consacrazione di un Direttore dell'Educazione Cristiana e di un Direttore di Musica", così come un "Ufficio per l'Apertura o Consacrazione di una chiesa", fra gli altri. .[7]. In alcuni gruppi religiosi esiste anche un ufficio opposto, di sconsacrazione, presente anche nella Chiesa cattolica, ad esempio se il bene di proprietà è venduto o demolito.

Nella Chiesa del Regno Unito, che è la Chiesa di riferimento della comunione anglicana, l'ordine (amministrativo) di chiudere una chiesa, può rimuovere tutti gli effetti legali della sua consacrazione.

Mormonismo[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo mormone è ricchissimo di frequenti riferimenti alla dottrina di consacrazione, in primo luogo il titolo di Cristo( "l'unto", dal greco antico), che sta ad indicare il suo ruolo ufficiale, autorizzato e unico come il Salvatore dell'umanità dal peccato e dalla morte; secondariamente la consacrazione indica ogni singola opportunità e la responsabilità ultima di accettare la volontà e progetto di Gesù per la loro vita, quello di consacrarsi in vari modi al fine comune di vivere per Lui con tutto il cuore.

Esempi di questo tipo nel Libro dei Mormoni includono la "santificazione sopraggiunge in conseguenza del loro impegno coerente a cedere i loro cuori a Dio" (Heleman 3:35) e "Vieni a Cristo, che è il Santo di Israele, e partecipare alla sua salvezza, e il potere della sua redenzione. . . e offrite la vostra intera anima come l'ha offerta a lui, e continuate nel digiuno e nella preghiera, e perseverate fino alla fine; e come il Signore vive, anche voi sarete salvati." (Omni 1:26).

Confessioni non monoteiste[modifica | modifica wikitesto]

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

In molti Templi Induisti nel sud dell'India e sparsi in tutto il mondo, si ripete ogni 12 anni la cerimonia di consacrazione del Tempio, in indiano detta Kumbhabhishekham. Ha luogo per purificare il luogo sacro dopo un importante intervento edilizio, o semplicemente per "rinnovare" la purezza del Tempio (soggetta a "decadimento" nel corso del tempo). Gli Induisti celebrano il giorno della consacrazione come la testimonianza certa di un karma a breve favorevole per tutti loro[8].

Gianismo[modifica | modifica wikitesto]

Panch Kalyanaka Pratishtha è una tradizionale cerimonia gianista, che consacra una o più icone di Tirthamkara, con la celebrazione di un rito politeistico detto Panch Kalyanaka (cinque diti-eventi di buon auspicio). La cerimonia ha luogo in genere per l'erezione di un nuovo Tempio Gianista oppure nuovi idoli sono portati all'interno del tempio..[9] La cerimonia è supervisionata da una autorità religiosa, come un Ācārya o un Bhattaraka, o un apprendista da loro incaricato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ si veda anche su en.wikisource la relativa voce dell'Enciclopedia Cattolica inglese del 1913, ora nel pubblico dominio: Consecration
  2. ^ By a margin of 5:1 on the Vatican website, e.g., su gsearch.vatican.va. URL consultato il 31 ottobre 2013.. L'ultimo documento in lingua italuana e inglese risale al Maggio 2014
  3. ^ es. Il decreto del Vaticano II, Christus Dominus in merito all'Ufficio Pastorale del Vescovo, usa esclusivamente il termine "consacrazione", e mai ricorre nemmeno al termine "ordinazione", per riferirsi all'atto in virtù del quale un sacerdote diviene vescovo .
  4. ^ The Sacraments (Liturgical Press, 1987, ISBN 978-0-8146-1365-8), p. 211
  5. ^ Apostolic Constitution Sponsa Christi – AAS 43
  6. ^ Sacrosanctum Concilium Archiviato il 21 febbraio 2008[Date mismatch] in Internet Archive., 80
  7. ^ (EN) The Book of Worship for Church and Home: With Orders of Worship, Services for the Administration of the Sacraments and Other Aids to Worship According to the Usages of the Methodist Church, Methodist Publishing House, 1964, pp. 53-354. URL consultato il 25 marzo 2017.
  8. ^ Details about Hindu temple consecration ceremony
  9. ^ Jaini, Padmanabh S. (1998) [1979], The Jaina Path of Purification, Delhi: Motilal Banarsidass, ISBN 81-208-1578-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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