Ustica

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Ustica
comune
Ustica – Stemma
Ustica – Veduta
Panorama di Ustica
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitana Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Attilio Licciardi (lista civica) dal 17/06/2013
Territorio
Coordinate 38°43′N 13°11′E / 38.716667°N 13.183333°E38.716667; 13.183333 (Ustica)Coordinate: 38°43′N 13°11′E / 38.716667°N 13.183333°E38.716667; 13.183333 (Ustica)
Altitudine 49 m s.l.m.
Superficie 8,24 km²
Abitanti 1 358[1] (31-12-2013)
Densità 164,81 ab./km²
Comuni confinanti nessuno
Altre informazioni
Cod. postale 90010
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082075
Cod. catastale L519
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti usticesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ustica
Ustica
Ustica – Mappa
Posizione del comune di Ustica all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Ustica è un comune italiano di 1 359 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Il territorio comunale coincide con l'isola omonima e gli scogli adiacenti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Ustica si trova nel Mar Tirreno a circa 67 km a nord-ovest di Palermo e a 95 km a nord-ovest di Alicudi, ma non fa parte delle Isole Eolie; occupa una superficie di circa 8,65 km² con una circonferenza di 12 km e misura 3,5 km di lunghezza e 2,5 km di larghezza. La caratteristica naturale peculiare dell'isola è la presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come numerosi scogli e secche presenti tutt'intorno all'isola; sono da menzionare la grotta Verde, grotta Azzurra, grotta della Pastizza, grotta dell'Oro, grotta delle Colonne e gli scogli del Medico e della Colombara.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola è presente la stazione meteorologica di Ustica, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. Le precipitazioni medie annue si attestano a 505 mm, mediamente distribuite in 68 giorni di pioggia, con minimo in estate e picco massimo in autunno-inverno. L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 78,2% con minimo di 74% a luglio e massimo di 82% a gennaio; mediamente si contano 18 giorni di nebbia all'anno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli antichi romani la chiamavano Ustica (da ustum, "bruciato"), mentre presso i greci era nota come Osteodes, Οστεώδες, "ossario" per i resti di mercenari che vi sarebbero morti per fame e sete. Da alcuni viene ritenuta la dimora della maga Circe, citata nell'Odissea, che trasformava gli incauti visitatori in maiali.

Gli insediamenti umani risalgono al Paleolitico; alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un antico villaggio cristiano. Sepolture, cunicoli e una gran quantità di reperti archeologici ritrovati anche sott'acqua, a causa dei tanti naufragi avvenuti nel tempo, testimoniano una presenza costante, nel luogo, di vari antichi popoli mediterranei, Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani che vi lasciarono vestigia dappertutto. In seguito divenne base dei pirati saraceni e lo rimase per lunghissimo tempo.

Nel VI secolo vi si stabilì una comunità Benedettina, ma fu ben presto costretta a spostarsi a causa delle imminenti guerre fra Cristiani e Musulmani. Nel Medioevo fallirono dei tentativi di colonizzare l'isola a causa delle incursioni dei corsari barbareschi, che fecero dell'isola un proprio rifugio.

Nel 1759 Ferdinando IV di Borbone impose una colonizzazione dell'isola; furono edificate due torri di guardia, Torre di Santa Maria e Torre Spalmatore, che facevano parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia, cisterne per raccogliere l'acqua piovana e case che costituirono il centro abitato principale presso la Cala Santa Maria. Vi vennero coloni palermitani, trapanesi ed eoliani, accompagnati da un centinaio di soldati. Nel 1762 la popolazione fu preda dei corsari barbareschi e venne quasi tutta rapita e condotta in cattività in Tunisia. Quindi si intensificarono i lavori a difesa dell'isola, il nuovo ripopolamento avvenne a partire dal 1763, ed in particolare l'ingegnere militare brigadiere Giuseppe Valenzuola già nel 1765 aveva redatto il piano urbanistico dell'attuale abitato, che, perdurando gli attacchi dei corsari, su impulso del governatore borbonico Giuseppe Laghi, venne difeso oltre che dalla Torre di Santa Maria, dal Rivellino di San Giuseppe e dalla connessa Fortezza della Falconiera che fu impiantata a partire dal 1800 sul rilievo omonimo[2].

Ustica al tempo dei Borbone fu anche un luogo di confino per prigionieri politici e vi restò anche sotto casa Savoia. Nel 1869 fu oggetto di una visita da parte dell' arciduca Luigi Salvatore d'Asburgo-Lorena, noto per i suoi studi scientifici sul Mediterraneo e quale precursore per la conservazione di importanti aree naturalistiche, che la citò nel suo monumentale volume dedicato alle isole del Mediterraneo edito nel 1869. Durante il regime fascista Ustica fu luogo di confino. Vi furono ristretti Giuseppe Romita, Amadeo Bordiga, Nello Rosselli, Carlo Rosselli, Antonio Gramsci e Ferruccio Parri, oltre che numerosi prigionieri politici senussiti catturati nell'ultima fase della guerra coloniale in Libia[3]. Nel 1961 il confino fu abolito a causa di proteste popolari e da allora iniziò a svilupparsi il turismo.

Strage di Ustica (ITAVIA volo 870)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strage di Ustica.

La località è conosciuta poiché utilizzata come punto di riferimento geografico della cosiddetta Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, quando il volo Itavia da Bologna a Palermo, precipitò a una notevole distanza dall'isola; in quell'episodio morirono 81 persone tra passeggeri e equipaggio.

Dopo anni di processi penali e teorie, la sentenza 1871 depositata il 28 gennaio 2013 dalla Terza sezione civile della Suprema Corte identifica come causa della sciagura l'impatto del velivolo con un missile, condannando lo Stato Italiano al risarcimento dei familiari delle vittime per aver eseguito controlli radar inadeguati.[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Ferdinando Re: in pieno centro abitato, domina la piazza di Ustica. Costruita nel 1771, fu affidata ai padri cappuccini. Nel 1972 viene arricchita dalle statue realizzate in ceramica da Giovanni de Simone.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Acquario dello Spalmatore: situato all'interno della riserva marina, raccoglie una discreta collezione di specie acquatiche del mediterraneo.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Villaggio di Tramontana: a poca distanza dal centro abitato, villaggio preistorico dell'età del bronzo situato nell'omonima località. Gli scavi, ripresi dal prof. R. Ross Holloway, della Brown University di Providence, nel Rhode Island, hanno ulteriormente definito l'insediamento, soprattutto in rapporto al notevolissimo muro difensivo che raggiunge anche i tre metri di altezza, in alcuni punti fa rilevare anche un camminamento interno ed ha pochi riscontri in altre aree archeologiche del Mediterraneo. La sua necropoli invece si trova presso la cala del camposanto. Dalle indagini effettuate dalla Soprintendenza di Palermo il villaggio fu abbandonato improvvisamente nel XII sec. a.C., per calamità naturali.
  • Villaggio della Rocca Falconiera: si trova frammisto ai resti di un fortino avanzato, il Rivellino di San Giuseppe, ed alla fortezza con cui alla fine del '700 si completarono le opere militari dell'isola a difesa della successiva ri-colonizzazione dopo la distruzioni causate dai pirati barbareschi. Il sito ha origini attribuibili al III secolo a.C., la cima della montagna è livellata per una superficie di circa mezzo ettaro, su cui sorgevano le abitazioni, anche trogloditiche; nella roccia furono scavate tutte le cisterne per la raccolta dell'acqua, che hanno restituito utensili di bronzo e frammenti di intonaco risalenti ad epoca imperiale romana tali da ipotizzare una frequentazione dal IV-III sec. a.C. al I sec. d.C.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 26 persone.

Distribuzione del gruppo siciliano

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua siciliana.

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Ustica si parla la lingua siciliana nella sua variante occidentale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa Patronale di San Bartolomeo: il patrono dell'isola è San Bartolomeo, la cui festa si celebra il 24 agosto. La scelta del santo patrono fu imposta dai coloni provenienti da Lipari, che si stanziarono sull'isola nel 1763. Le attività collegate alla celebrazione includono: gara di barche, rottura di pentole, spettacoli artistici e fuochi d'artificio.
  • Festa di San Bartolicchio, festa celebrata il 19 settembre in onore di una piccola statua di San Bartolomeo presente in contrada Oliastrello.
  • La Madonna dei Pescatori, processione compiuta l'ultima domenica di maggio, parte dalla chiesa madre e termina nel porto a seguito della banda del paese. La processione continua in mare dove la statua della vergine viene caricata su una barca di pescatori e si effettua il giro dell'isola. Conclude la festa una degustazione di pesce fritto.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

  • Lenticchie a coltivazione biologica, sono le lenticchie più piccole d'Italia, e sono inserite nella lista di Slow Food tra i prodotti in via d'estinzione, sono promosse anche con la manifestazione già alla III edizione di Ustica Isola Slow: "Anticchia i Linticchia"
  • Le nasse costruite artigianalmente dai pescatori

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

È presente un Istituto Comprensivo di II grado che raccoglie la scuola materna, la scuola elementare, la scuola media, e il liceo scientifico.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il locale museo archeologico raccoglie resti e materiali degli insediamenti delle antiche civiltà di Ustica, reperti della media Età del Bronzo (1400-1200 a.C.), ed oggetti connessi alla metallurgia, monili, vasellame domestico destinato alla preparazione dei cibi, ed anche utensili d'ossidiana che provano i contatti tra i popoli preistorici del Mediterraneo. Tutti i materiali esposti sono una selezione dei ritrovamenti effettuati dalla Soprintendenza di Palermo tra il 1974 e il 2003, a cura dell'archeologo Giovanni Mannino, nell'insediamento preistorico del Villaggio di Tramontana.
  • Centro Studi e documentazione dell'isola di Ustica: dal 2006 si trova nella nuova sede (ex palazzo del Comune) nella piazza principale del centro abitato. Possiede una biblioteca, un'emeroteca e una fototeca.[6].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola è presente un servizio di guardia medica con copertura di 24 ore: il servizio dispone di camere iperbariche e di un servizio di elicottero per le emergenze che è collegato con gli ospedali di Palermo.[7] Sono presenti inoltre, una postazione fissa dei carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera, polizia municipale, ufficio postale, una banca e una farmacia. Tutti i servizi sono accentrati nelle vicinanze del porto. Vista la quasi totale assenza di fonti idriche, sull'isola è presente un dissalatore che produce 0,12 milioni di metri cubi annui di acqua dissalata.[8]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Per collegare l'isola a Palermo è presente un apposito servizio di traghetti mediante uso di moderni catamarani ed aliscafi. Il porto è dotato di attrezzature atte ad accogliere i diportisti.
Sull'isola è presente una sola strada che effettua il periplo della stessa per un totale di 9 km. È presente un servizio di bus navetta che effettua il giro dell'isola.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 marzo 1986 21 maggio 1990 Nicolo Longo Partito Comunista Italiano Sindaco [9]
21 maggio 1990 10 novembre 1991 Franco Taormina Partito Liberale Italiano Sindaco [9]
10 novembre 1991 13 giugno 1994 Domenico Calì Democrazia Cristiana Sindaco [9]
13 giugno 1994 25 maggio 1998 Attilio Licciardi lista civica Sindaco [9]
23 agosto 1997 25 maggio 1998 Rosolino Greco Comm. straordinario [9]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Attilio Licciardi lista civica Sindaco [9]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Aldo Messina lista civica Sindaco [9]
17 giugno 2008 11 giugno 2013 Aldo Messina lista civica Sindaco [9]
11 giugno 2013 in carica Attilio Licciardi lista civica Sindaco [9]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Vito Ailara, L'ultima colonizzazione dell'isola di Ustica, 4ª parte (Lettera n. 19-20, aprile-agosto 2005 del Centro Studi e documentazione isola di Ustica).
  3. ^ Edward E. Evans- pritchard, Colonialismo e resistenza religiosa nell'Africa settentrionale.
  4. ^ Articolo del 28/01/13 sul Corriere Della Sera
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Centro studi e documentazione di Ustica, centrostudiustica.it. URL consultato il 10 dicembre 2016.
  7. ^ Ustica numeri utili ustica.net
  8. ^ Produzione di acqua da fonti non convenzionali uilcemsicilia.org
  9. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. A. Di Stefano, M. G. Di Palma, M. Guarnaccia, J. Lange, G.Mannino, Ustica la solitaria, pubblicata su Archeologia Viva, VIII,n. 6 ns, Luglio/Agosto 1989, pp. 32–49
  • Carlo S. Manfredini, Ustica, Agorà VI (a. II, Luglio - Settembre 2001)
  • G. Mannino, Il neolitico nel palermitano e la nuova scoperta nell'isola di Ustica, Quaderni del Museo Archeologico regionale Antonino Salinas, 1998, n. 4, pp. 45 ss.
  • R. Holloway and C. Gifford,Ustica, I Faraglioni. Le mura dell'insediamento della media età del bronzo, Quaderni dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Messina, n. 8, 1993, pp. 5–9
  • F. Spatafora, Ustica tra il Tirreno e la Sicilia. Storia del popolamento dell'isola dalla Preistoria all'età tardo romana, Immagine ed immagini della Sicilia e di altre isole del Mediterraneo antico, Atti delle seste giornate intern.di studi sull'area elima e la Sicilia occidentale nel contesto mediterraneo, 12-16 ottobre 2008, I, Pisa, 2009, p. 513.
  • Giuseppe Tranchina, L'Isola di Ustica, foto Vincenzo Brai, introduzione Carmelo G. Seminara, 1982, Gr. Ed. F.lli D'Agostino.
  • Andrea Pigonati, Topografia dell'isola di Ustica ed antiche abitazioni di essa, 1762, Palermo (pagg. 251-280)
  • Salvatore Mazzarella, Renato Zanca, Il libro delle Torri, le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX , Palermo, Sellerio, 1985. ISBN 978-88-389-0089-1
  • AA. VV. ; Ferdinando Maurici, Adriana Fresina, Fabio Militello (a cura di:) ,"Le torri nei paesaggi costieri siciliani (secoli XIII-XIX), Palermo, 2008 Regione Siciliana, Assessorato dei Beni culturali ed ambientali, ISBN 978-88-6164-019-1
  • Seminara C.G., Notizie storiche dell'Isola di Ustica, Palermo, 1972
  • Bruno De Marco Spata, Ustica, costruzioni civili militari e religiose nella seconda metà del ‘700. Palermo, Leopardi Stampa, 1992
  • Gaetano Rubbino, Insediamenti e architetture nelle isole minori della Sicilia, Palermo, Officine Grafiche Riunite, 2006. ISBN 978-88-95671-05-5
  • Emilio La Fisca, Ustica Paradiso dei sub. Natura, storia, arte, turismo, Mursia (Biblioteca del Mare- Il portolano/Andar per isole);
  • Cecilia Franceschetti - Cinzia Forniz, La riserva marina naturale di Ustica, Franco Muzzio Editore, 1997;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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