San Cipirello

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San Cipirello
comune
San Cipirello – Stemma San Cipirello – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
SindacoMario Vicari (lista civica "San Cipirello riparte - Geluso sindaco") dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate37°58′N 13°11′E / 37.966667°N 13.183333°E37.966667; 13.183333 (San Cipirello)Coordinate: 37°58′N 13°11′E / 37.966667°N 13.183333°E37.966667; 13.183333 (San Cipirello)
Altitudine394 m s.l.m.
Superficie20,85 km²
Abitanti5 306[1] (31-7-2018)
Densità254,48 ab./km²
Comuni confinantiMonreale, San Giuseppe Jato
Altre informazioni
Cod. postale90040
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082063
Cod. catastaleH797
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisancipirellesi
PatronoMaria ss. Immacolata
Giorno festivo6 settembre - 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cipirello
San Cipirello
San Cipirello – Mappa
Posizione del comune di San Cipirello all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

San Cipirello (Sancipirreddu in siciliano[2]) è un comune italiano di 5.306 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di San Cipirello è legata a quella del paese limitrofo di San Giuseppe lì Mortilli, vecchio nome di San Giuseppe Jato.

L'11 marzo del 1838, delle forti e continue piogge causarono una frana che distrusse i 2/3 dell'abitato di San Giuseppe lì Mortilli, senza però causare vittime. Le famiglie disastrate in parte trovarono riparo nelle zone del paese rimaste intatte, in parte ritornarono ai loro paesi di origine, in parte si spostarono verso sud, in contrada Sancipirello. Un decreto reale del 21 luglio 1838 stabilì che i disastrati potessero costruire le loro case nella contrada Sancipirello, sita a circa mezzo miglio dal comune di San Giuseppe lì Mortilli. Il sito venne messo a disposizione gratuitamente dalla Principessa di Camporeale, Laura Acton Beccadelli.

Nel 1841 nuove e abbondanti piogge fecero temere un nuovo disastro, ragion per cui il sindaco di San Giuseppe lì Mortilli provvide allo sloggiamento di alcune case pericolanti e al divieto di costruirne delle nuove, autorizzando allo stesso tempo la costruzione di nuove abitazioni in contrada Sancipirello.

Dopo un'ennesima calamità, la terza in tre anni, si ebbe un ulteriore esodo di famiglie verso la suddetta contrada, tanto che nel 1841 questa già offriva una chiesetta e contava ben 700 anime.

Il nuovo agglomerato urbano di Sancipirello necessitava di un disegno per l'impianto urbanistico e il progetto proposto prevedeva 4 piazze con fontane e i quattro canti della cittadina (creati dall'incrocio del cardo e del decumano) abbelliti da 4 fontane. Ancora oggi, lo sviluppo urbanistico di Sancipirello mostra la traccia del disegno originario e l'aspirazione a creare il paese come una piccola città ideale. Il progetto prevedeva una pianta quadrata con un reticolo ordinato di strade e piazze, con una planimetria dominata dalla chiesa principale.

Il progetto della nuova chiesa venne realizzato dall'architetto Fra' Serafino (1841 circa) che volle dare imponenza e sacralità alla struttura realizzando una struttura simile alla Basilica di San Francesco D'Assisi di Palermo. La realizzazione del progetto venne poi seguita e ripresa dall'architetto Achille Viola, che curò anche la definizione del prospetto.

In breve tempo, gli abitanti del nuovo agglomerato urbano chiesero ripetutamente di divenire un comune autonomo.

Nel 1847 già per la seconda volta i Sancipirellesi reiterarono le istanze di autonomia che però si perdeva nei meandri della burocrazia. Ne approfittarono gli abitanti con i moti del 1848 tanto da autoproclamarsi comune scegliendo i loro rappresentanti.

Il 15 maggio 1848, con la Restaurazione borbonica, San Cipirello tornò ad essere una borgata di San Giuseppe lì Mortilli.

Gli abitanti del piccolo centro dovettero attendere l'Unità d'Italia perché il nuovo agglomerato urbano di San Cipirello ottenesse l'autonomia, che fu messa all'atto il 2 giugno 1864.

Assieme al comune di San Giuseppe Jato, il comune di San Cipirello costituisce un curioso caso di doppia enclave comunale all'interno del comune di Monreale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 giugno 1988 21 novembre 1991 Carmelo Motta Partito Comunista Italiano Sindaco [4]
12 dicembre 1991 13 luglio 1992 Bartolomea Sgrò Democrazia Cristiana Sindaco [4]
13 luglio 1992 7 giugno 1993 Antonino Inzirillo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [4]
22 giugno 1993 26 giugno 1996 Antonino Inzirillo - Sindaco [4]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Calogero Trupiano lista civica Sindaco [4]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Calogero Trupiano lista civica Sindaco [4]
15 maggio 2007 8 maggio 2012 Antonino Giammalva lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2012 in carica Antonino Giammalva Sindaco [4]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Lucera Gemellaggio avvenuto a Lucera il 10 aprile 1988 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. Lucera è la città in cui nel 1223 Federico II deportò la popolazione saracena della roccaforte di Jato (sita un tempo sull'omonimo monte), al culmine della lotta armata fra i musulmani e le truppe sveve.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 571.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Belli, Ricordi Storici e Statistici dei Comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello, Edizione San Cataldo Tipogr. La Rapida 1934
  • Giuseppe Scarpace, Da Jato antica a San Cipirello, Palermo 1958,
  • Pubblicazione "Unione dei Comuni Monreale Jetas"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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