Santa Ninfa

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Santa Ninfa
comune
Santa Ninfa – Stemma
Santa Ninfa – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Trapani-Stemma.png libero consorzio comunale di Trapani
Amministrazione
SindacoGiuseppe Lombardino (PD)
Territorio
Coordinate37°46′N 12°53′E / 37.766667°N 12.883333°E37.766667; 12.883333 (Santa Ninfa)Coordinate: 37°46′N 12°53′E / 37.766667°N 12.883333°E37.766667; 12.883333 (Santa Ninfa)
Altitudine475 m s.l.m.
Superficie60,94 km²
Abitanti5 006[1] (28-2-2017)
Densità82,15 ab./km²
Comuni confinantiCalatafimi Segesta, Castelvetrano, Gibellina, Partanna, Salaparuta, Salemi
Altre informazioni
Cod. postale91029
Prefisso0924
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT081019
Cod. catastaleI291
TargaTP
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantisantaninfesi
Patronosanta Ninfa
Giorno festivo12 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Ninfa
Santa Ninfa
Santa Ninfa – Mappa
Posizione del comune di Santa Ninfa nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Santa Ninfa è un comune italiano di 5 006 abitanti della Regione siciliana, che è stato afferente alla soppressa provincia regionale di Trapani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fulcro delle origini di Santa Ninfa è il castello di Rampinzeri, alle pendici di una collina in cui sono stati trovati resti di una antica necropoli sicana[2].

Santa Ninfa fu fondata nel 1605 da Luigi Arias Giardina, il quale, con benestare del Re Filippo III, cominciò ad urbanizzare il paese con strade e costruzioni di edifici civili e religiosi.

Il paese fu costruito con assi viari concentrici che convergono nella piazza centrale (Piazza della Libertà). Nel corso degli anni successivi, vennero costruiti edifici quali: il palazzo Baronale, l'Ospedale, la chiesa di Sant'Orsola, la chiesa di Sant'Anna ed il Convento del terz'ordine di San Francesco, la chiesa Madre (la Cattedrale del paese) e le Carceri.

Nel 1615, dopo la fondazione dell'Arcipretura di Santa Ninfa, il paese fu dichiarato Feudo Baronale. Da quel momento in poi, e nei secoli successivi, il feudo passò di famiglia in famiglia, arricchendo sempre di più il paese con nuove costruzioni.

Anche Santa Ninfa conobbe la triste piaga dell'emigrazione, già dai primi del Novecento, in cui moltissimi abitanti del paese partirono per l'estero, negli Stati Uniti d'America, Canada e Venezuela, in cerca di lavoro.

Solo negli anni cinquanta Santa Ninfa ebbe il primo allacciamento all'acquedotto comunale, per l'approvvigionamento idrico. Ed in seguito ebbe il primo allacciamento alla rete elettrica nazionale. Fino a quei tempi l'acqua veniva rifornita dai pozzi e dalle cisterne, e si viveva ancora con i lumi a gas.

Il terremoto del Belice[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: terremoto del Belice.

Il paese di Santa Ninfa fu colpito dal disastroso terremoto della Valle del Belice, il 15 gennaio 1968. La scossa fu del 9º grado della scala Mercalli causando crolli in tutto il paese. Molte abitazioni, infatti erano costruite con tecniche strutturali molto scadenti, tufo e malta, in assenza totale di strutture in cemento armato, per cui il paese fu quasi completamente distrutto. Con le scosse successive di assestamento crollarono strade, ponti, tralicci della corrente elettrica e linee telefoniche, isolando il paese per diverso tempo.

Il bilancio di quella scossa fu pesantissimo; si ebbero 337 morti e 560 feriti. Gli sfollati furono 8.000, e i senzatetto 2.000, che trovarono ospitalità nelle tendopoli costruite nella piana sottostante. Dopo molti anni, il paese fu completamente ricostruito con abitazioni antisimiche, conservando idealmente la struttura urbanistica dell'antico paese.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Santa Ninfa[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 agosto 1985 22 luglio 1990 Stefano Giaramita Partito Comunista Italiano Sindaco [4]
22 luglio 1990 30 gennaio 1993 Stefano Giaramita Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [4]
30 gennaio 1993 10 febbraio 1994 Francesco Bianco Partito Socialista Italiano Sindaco [4]
15 giugno 1994 25 maggio 1998 Stefano Giaramita lista civica Sindaco [4]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Giuseppe Lombardino L'Ulivo Sindaco [4]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Giuseppe Lombardino lista civica Sindaco [4]
17 giugno 2008 12 giugno 2013 Paolo Pellicane lista civica Sindaco [4]
11 giugno 2013 in carica Giuseppe Lombardino Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ http://www.icastelli.it/castle-1272914855-castello_di_rampinzeri-it.php
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN140020491 · LCCN: (ENnr2006000075 · GND: (DE4306452-8
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